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Vendita di armi a Israele: prima udienza a trattazione scritta, decisione del giudice entro 30 giorni
Si è svolta in forma di trattazione scritta la prima udienza davanti al Tribunale civile di Roma nell’ambito dell’azione legale promossa da A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, con la partnership legale della Fondazione Hind Rajab e insieme a Hala Abulebdeh, cittadina palestinese, contro Leonardo S.p.A. e lo Stato italiano. L’azione chiede che vengano dichiarati nulli i contratti di fornitura militare tra Leonardo S.p.A. e lo Stato di Israele. Il giudice ha disposto che l’udienza si svolgesse in forma scritta, senza discussione orale in presenza. In questa fase, non è stata ancora emessa alcuna decisione: il giudice ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi sui nodi preliminari della causa. Tra le possibili decisioni che potranno essere assunte vi sono le risposte a tutte le questioni procedurali sollevate da Leonardo e dallo Stato italiano, che condizionano il futuro del processo: dalla verifica della giurisdizione del giudice italiano e della legittimazione delle organizzazioni ricorrenti, alla eventuale chiamata in causa dello Stato di Israele. Il giudice potrebbe anche  ordinare a Leonardo S.p.A. – come richiesto dalle ricorrenti – l’esibizione dei contratti oggetto del ricorso, attualmente non accessibili. Solo a seguito di questo primo provvedimento sarà possibile comprendere con maggiore chiarezza il percorso che la causa seguirà. L’azione legale rappresenta un passaggio importante per affermare il rispetto della Costituzione italiana e dei principi del diritto internazionale in materia di commercio di armamenti, in un contesto segnato dalla prosecuzione delle operazioni militari nella Striscia di Gaza e dalle gravi conseguenze sulla popolazione civile. Le organizzazioni promotrici continueranno a sostenere questa iniziativa anche attraverso una raccolta fondi per coprire i costi del procedimento.     Redazione Italia
April 1, 2026
Pressenza
Venerdì 27 marzo in concomitanza della prima udienza dell’azione legale collettiva italiana promossa da diverse associazioni per chiedere l’annullamento dei contratti di fornitura di armamenti tra Leonardo Spa e Israele, in provincia di Varese abbiamo organizzato un flashmob. Con la recit-azione abbiamo rappresentato il processo a Netanyahu, impersonato da un attivista che ne indossava la maschera e che aveva le mani legate (ammanettate) e appeso al collo un cartello con scritto “criminale di guerra”. Mentre Netanyahu veniva condotto davanti alla Corte Penale Internazionale, raffigurata da un attivista travestito da giudice, gli si avvicina un attore che impersonava l’AD di Leonardo SpA, Cingolani, che con al proprio fianco un’attrice che impersonava Giorgia Meloni, consegna al premier israeliano un M346 (riprodotto su cartone). Sullo sfondo della scena c’era lo striscione con il titolo della campagna “In nome della legge, giù le armi Leonardo!“, l’iniziativa di sostegno ai promotori dell’azione legale collettiva che mira a far rispettare la legge 185/90 e la Costituzione, sostenendo che le vendite di Leonardo ad Israele alimentino la violazioni dei diritti umani e il genocidio della popolazione palestinese. Il filmato che documenta il flash mob ora è diffuso sui social media e verrà consegnato agli organizzatori della campagna, la cittadina palestinese Hala Abulebdeh che nei bombardamenti contro Gaza ha perso tutta la propria famiglia ed è impegnata nell’azione legale collettiva insieme alle associazioni italiane A Buon Diritto, Acli, Arci, AssoPace-Palestina, Attac Italia, Pax Christi e Un Ponte Per.   L’Italia continua a esportare armamenti verso Israele mentre Gaza viene devastata da bombardamenti che hanno causato decine di migliaia di vittime civili. Nel frattempo, la guerra si è allargata all’Iran, Libano e Iraq, con attacchi di Israele all’intera regione. Noi abbiamo deciso di agire in tribunale per dichiarare nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e le sue controllate con lo Stato di Israele. Insieme alla dott.ssa Hala Abulebdeh (Abu Lebdeh), cittadina palestinese, abbiamo promosso questa azione legale per fermare la vendita di armi italiane a Israele. Il 29 settembre 2025 abbiamo depositato una citazione presso il Tribunale civile di Roma per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti di fornitura di armamenti stipulati da Leonardo S.p.A., dalle sue controllate o da soggetti intermediari, con lo Stato di Israele. La citazione chiede l’accertamento della violazione: della Costituzione italiana; della normativa nazionale sull’export di armi; delle norme sovranazionali e degli accertamenti dei competenti organi delle Nazioni Unite. Se il Tribunale riconoscerà la nullità di questi contratti, Leonardo e lo Stato italiano non potranno più garantire sostegno militare a Israele. Chiediamo alla magistratura di accertare le violazioni della Costituzione, della legge 185/1990 e del diritto internazionale umanitario. Chiediamo che sia vietata ogni futura vendita di armi e tecnologie militari a Israele, in particolare quelle utilizzate nelle operazioni militari a terra e in cielo condotte contro la popolazione palestinese – https://www.produzionidalbasso.com/project/fermiamo-la-vendita-di-armi-verso-israele/ Redazione Italia
March 31, 2026
Pressenza