ARMI A ISRAELE, LEONARDO S.P.A FINISCE IN TRIBUNALE: AL VIA LA CAUSA PER FERMARE LE FORNITURE
Portare davanti a un giudice i contratti militari tra Italia e Israele e
chiederne l’annullamento. È questo l’obiettivo della causa civile che vede
coinvolte Leonardo S.P.A e lo Stato italiano, promossa da un gruppo di
organizzazioni della società civile, tra cui A Buon Diritto, ACLI, ARCI,
AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per. Al centro del
ricorso, depositato al tribunale di Roma il 29 settembre 2025, c’è la
contestazione della legittimità delle forniture militari verso Israele.
Secondo le e i ricorrenti, queste forniture violerebbero le norme che regolano
l’esportazione di armi, in particolare quelle che vietano vendite a paesi
coinvolti in conflitti armati o accusati di gravi violazioni dei diritti umani.
Anche se alcuni contratti sono stati firmati prima dell’attuale conflitto, per i
promotori e le promotrici della causa la loro prosecuzione sarebbe comunque
illegittima e dovrebbe essere fermata.
Anche se precedentemente l’azienda ha ammesso forniture (assistenza tecnica,
riparazioni, ricambi), nella sua difesa sostiene che le proprie attività sono
legittime e conformi alle autorizzazioni del governo, respingendo le accuse sul
loro impatto. Anche il governo italiano ha spiegato di aver bloccato nuove
autorizzazioni, ma di aver permesso la continuazione di contratti già approvati.
In collegamento con Radio Onda d’Urto Giulia Torrini, presidente
dell’associazione Un Ponte Per Ascolta o scarica
Nel frattempo, il 27 marzo si è svolta al tribunale civile di Roma la prima
udienza della causa in forma di trattazione scritta. Si è trattato di un
passaggio iniziale e soprattutto procedurale, senza decisioni nel merito, ma che
ha segnato l’avvio concreto del confronto tra le due parti. La causa resta
quindi in una fase iniziale, ma potrebbe avere conseguenze importanti per
chiarire meglio i limiti dell’export militare. “Riteniamo che tali contratti
siano in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, la legge 185/1990 sul
commercio di armamenti, il diritto internazionale. Non è una presa di posizione
simbolica. È un’azione giudiziaria che chiede alla magistratura di verificare
responsabilità precise”, scrive A Buon Diritto Onlus riguardo la causa.
Un resoconto dell’udienza in collegamento con Giulia Torrini Ascolta o scarica