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Alcune voci dalla piazza torinese del 17 ottobre
il 17 ottobre la mobilitazione torinese contro il carovita si è rivelata essere una piazza molto giovane, in aperta continuità con la mobilitazione studentesca del giorno prima e le occupazioni in corso. Per molti e molte studentx e giovani lavoratorx, queste sono le prime grosse mobilitazioni a cui partecipano. Questo contributo non pretende essere rappresentativo della composizione della mobilitazione, ma fornisce alcuni spunti rispetto a chi si affaccia per la prima volta. In particolare, emerge dalla voce giovanile un legame chiaro tra carovita, guerra e attacchi ai propri diritti, sentito materialmente nella propria vita e in quella dei genitori.
October 21, 2026
Radio Blackout - Info
Cerignola si ferma contro il carovita
Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo. Non sono ritenute risposte sufficienti le promesse di Salvini di ieri a Milano, al tavolo di negoziazione con gli auto trasportatori. Si aspetta il prossimo incontro e intanto la mobilitazione continua. Anche perché sul piano agricolo, le risposte arrivate finora sono ancora meno. Proseguono i blocchi degli auto trasportatori in Puglia, Calabria e Campania, e da ieri si estendono al centro Italia, in particolare Lazio e Molise. Le conseguenze materiali si sentono già: supermercati senza prodotti freschi in diverse di queste regioni e più in generale perdite economiche non indifferenti per il sistema. Insomma emerge forte chiaro la voce ma anche il potere di alcune delle categorie che il sistema della GDO prova ad invisibilizzare.
October 21, 2026
Radio Blackout
Sciopero dei barist* contro Sodexo ed EDISU – con COLPO
L’assemblea dei lavoratori e lavoratrici del bar Sodexo Student Zone è in sciopero da tre settimane per denunciare i maltrattamenti da parte della azienda verso i dipendenti. A scatenare la mobilitazione è stato il licenziamento improprio di Samuele, che è stato lincenziato a seguito di svariate richieste per recepire la remunerazione a lui dovuta per gli straodinari fatti e che non gli erano stati riconosciuti. Dopo i primi due scioperi l’azienda è disposta a trattare pagando gli straordinari dovuti a Samuele, ma non a tutti i/le dipendenti a cui sono dovuti. Tuttavia non sono ancora venuti incontro ad altre richieste riguardo le condizioni di lavoro e contrattuale che sono state denunciate dall’assemblea. Lo sciopero continua ogni venerdì davanti allo Student Zone ai Murazzi e sabato 17 ottobre è stato convocato un presidio alle 10. Ascolta la diretta in collegamento con COLPO (Coordinamento Lavoro Precario Organizzato) e con Samuele:
October 14, 2026
Radio Blackout
Colombia: securitarismo in steriodi e diritto alla protesta.
Son passati due mesi dalla possesione di Abelardo De la Espriella che ha compiuto le sue promesse riguardo il securitarismo e le alleanze con USA, Israele e le destre latinoamericane. La misura piu recente riguarda il decreto alla protesta sociale, che modificherebbe il Decreto 003 del 2021 e definisce i protocolli di comportamento delle forze dell’ordine durante una manifestazione. In altre parole, vengono ridefinite le situazioni che legittimerebbero le forze dell’ordine a reprimere la protesta creando vuoti giuridici e zone grigie riguardo l’obbligo di applicare i meccanismi di diaologo e mediazione che erano stati stabiliti dopo gli scioperi del 2021. Questi scioperi sono stati estremamente violenti. Soltanto tra aprile e luglio sono registrati al meno 1661 casi di violenza da parte della polizia di cui al meno 46 omicidi, i il 76% causati da colpi di pistola. (https://www.pares.com.co/el-nuevo-decreto-para-regular-la-protesta-social-y-el-fantasma-del-pasado-reciente-se-limitan-las-garantias/) Abbiamo ricevuto un contributo audio di Nicolás, redatorre del medio indipendente Contracorriente che mette in luce due questioni principali: il contesto in cui si presenta questa iniziativa e la forma in cui è stata discussa. Ascolta la registrazione in spagnolo: Traduzione spagnolo-italiano: La prima cosa è che nel contesto di ciò che sta accadendo nel governo di Abelardo de la Espriella è che ci sono una serie di misure economiche che iniziano a perfilarsi sostenendosi una presunta crisi causata dal governo di Gustavo Petro. Questo è un presupposto contrafattuale, nel senso che non è vero che è soltanto il governo precedente ad aver lasciato una crisi che il governo De la Espriella sostiene di dover risolvere. Al contrario è questo governo, con le misure che sta promuovendo (oltretutto in soli due mesi) che iniziano ad essere indicative di attentati contro la vita della popolazione. Da una parte è aumentata l’inflazione e le tasse di disoccupazione. Le organizzazioni sociali che comprendono che il programma di De la Espriella è contrario agli interessi delle classi popolari hanno già convocato una serie di mobilitazioni. Il 14 ottobre è prevvista una manifestazione nazionale contro il governo ed è ancora non è stato deciso se sarà convocato uno sciopero nazionale simile a quello del 2019 e del 2021. Questo è ancora uno sforzo attraverso il quale il movimento si sta organizzando apellandosi alla resistenza civile e pacifica che è stata la principale forma di lotta del movimento e che intende difendere questo diritto protetto dalla costituzione. Cosa succede? Davanti a questa situazione, e di fronte agli anni a venire che saranno di aggiustamenti promossi dal Fondo Monetario Internazionale e altri attori, il governo De la Espriella prevee una salita dei settori di opposizione, per ció propone questa iniziativa, che oltrettutto non conta l’approvazione o il dialogo con la società civile, ma conta principale con l’approvazione del dipartimento di Stato degli USA. Attualmente il progetto non è stato presentato ufficialmente ma non per via di critiche mosse dalle organizzazioni di diritti umani di ma perche gli USA devono approvarlo. È una gravissima violazione alla sovranità nazionale. Questo rientra dunque nell’investimento del governo Trump e Rubio in materia estera per quanto riguarda le modalità in cui i governi si organizzano giuridcamente per far fronte alle presunte minacce di terrerorismo. Qui rientrano le principali critiche fatte dal Ivan Cepeda e le org e vari difensori di diritti umani. In primo luogo: la violazione alla sovranità introducento un meccanismo straniero nel diritto colombiano. Il progetto si basa nella replica delle liste OFAC che si introdurrebbe in Colombia con l’obiettivo di deteriorare la vita di gruppi cosiderati terroristi. Qua si inserisce un secondo punto è la mancanza di definizione di cosa si considera terrorismo e come l’ambiguità può dare spazio a una serie di abusi in cui si segnali come terrorismo sia l’opposizione democratica che il dissenso civile. Questa mancanza di definizione comporta a che personaggi scomodi vengano perseguitati in quanto terroristi e vengano congelati gli attivi finanzieri di personaggi come Gustavo Petro e che si inserisca nelle liste il Pacto Historico, che è il principale partito di opposizione. C’è un terzo aspetto denunciado da Ivan Cepeda ed è che viene compromessa la divisione di poteri e sopprattuto che venga a mancare la presunzione di innocenza. In questo senso vediamo il ritorno di un precedente avvenuto nella fine degli anni degli ’70 e inizio degli ’80 nei quali durante il governo di Turbay Ayala, prendendo esempio delle dittature del cono sur e del Plan Condor, imposto dagli Stati Uniti sull’America Latina per bloccare la presunta influenza del comunismo, presero la decisione di implementare uno statuo securitario che lascio gravissime ferite nella colombia rispetto alla persecuzione delle organizzazioni, del dissenso e delle lotte per le libertà civili e contro la disugualianza. Oggi quindi stiamo assistendo al ritorno di questo statuto antiterrorista degli Stati Uniti. Perciò possiamo definire questo uno statuto securitario in steriodi e non c’è altra alternativa che appelarsi all’opposizione e alla società civile per resistere a questo processo.
October 13, 2026
Radio Blackout - Info
Perquisizioni e richiesta misure cautelari per il corteo del 31 gennaio
Venerdì mattina un’altra ondata di perquisizioni domiciliari, 14 in diverse parti d’Italia, ha colpito compagne e compagni per la manifestazione nazionale del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatasuna a Torino. Per quel corteo la procura ha chiesto 19 misure cautelari, dal carcere all’obbligo di firma, che non sono ancora in vigore: prima dovranno passare dall’interrogatorio di garanzia. Le accuse vanno dalla resistenza aggravata alle lesioni a pubblico ufficiale, fino al tentato omicidio, contestato per un fumogeno che avrebbe dato fuoco a una camionetta con una guardia a bordo. Un tentativo di punire alcuni per una giornata di rabbia popolare a cui hanno partecipato oltre 50mila persone. Intanto la procura di Torino riapre anche il processo Sovrano contro il movimento No Tav, il Neruda e Askatasuna con l’accusa di associazione a delinquere. Il 31 marzo l’ipotesi associativa era caduta, ma la procura ha fatto appello: stamattina alle 9 presenza solidale in aula per la prima udienza dopo la pausa estiva. Ne abbiamo parlato con Martina di Askatasuna
October 12, 2026
Radio Blackout - Info
In diretta da Saluzzo in corteo contro lo sfruttamento in agricoltura
In diretta con lx compagnx che hanno partecipato al corteo indetto oggi 11 ottobre a Saluzzo: il centro del distretto agroindustriale della frutta più grande del Piemonte, dove da anni lavoratori e lavoratrici immigrati e solidali rivendicano contratti giusti, alloggi e documenti. La manifestazione di oggi chiede anche tutele per i lavoratori che rischiano la propria vita ogni giorno sulla strada per il lavoro e nei campi. La conta dei morti di quest’anno nelle campagne del saluzzese arriva a cinque: morti tenute nascoste e mai collegate allo sfruttamento sistemico e alle responsabilità di chi trae il maggior profitto dalla filiera della frutta.
October 12, 2026
Radio Blackout - Info
In Spagna, giornate calde per il diritto all’abitare@1
La lotta contro lo sfratto di Maricarmen una donna di 87 anni a Madrid ha generato una sollevazione per il diritto all’abitare che scuote la Spagna. Da giorni Madrid ribolle con migliaia di persone scese in piazza e la mobilitazione si è allargata in tutto il paese, riempiendo le piazze di decine di città. Il Consiglio dei ministri spagnolo ha successivamente approvato, martedì 29 settembre, due decreti per rispondere alla crisi abitativa in corso, al termine di intense trattative fra i partiti che fanno parte del governo. I decreti prevedono alcune forme di protezione contro gli sfratti per i soggetti più vulnerabili fino alla fine del 2030 e regole più stringenti per gli affitti brevi. Entriamo nel merito con il giornalista Victor Serri, in collegamento da Barcellona. Victor ci racconta come la crisi abitativa rischia di rimanere una questione centrale anche dopo questi provvedimenti spiegandoci come la continuazione delle mobilitazioni dal basso (e delle pratiche di resistenza agli sfratti) rimangono fondamentali in questa fase. Aniello Lampo ci racconta più nel dettaglio delle piazze madrilene nate dallo sfratto di Maricarmen.
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
In Spagna, giornate calde per il diritto all’abitare@0
La lotta contro lo sfratto di Maricarmen una donna di 87 anni a Madrid ha generato una sollevazione per il diritto all’abitare che scuote la Spagna. Da giorni Madrid ribolle con migliaia di persone scese in piazza e la mobilitazione si è allargata in tutto il paese, riempiendo le piazze di decine di città. Il Consiglio dei ministri spagnolo ha successivamente approvato, martedì 29 settembre, due decreti per rispondere alla crisi abitativa in corso, al termine di intense trattative fra i partiti che fanno parte del governo. I decreti prevedono alcune forme di protezione contro gli sfratti per i soggetti più vulnerabili fino alla fine del 2030 e regole più stringenti per gli affitti brevi. Entriamo nel merito con il giornalista Victor Serri, in collegamento da Barcellona. Victor ci racconta come la crisi abitativa rischia di rimanere una questione centrale anche dopo questi provvedimenti spiegandoci come la continuazione delle mobilitazioni dal basso (e delle pratiche di resistenza agli sfratti) rimangono fondamentali in questa fase. Aniello Lampo ci racconta più nel dettaglio delle piazze madrilene nate dallo sfratto di Maricarmen.
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
La campagna “siamo tutte Ypj” e le sfide dell’integrazione
Il 29gennaio è stato firmato un accordo tra l’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est e il neonato governo di Damasco in seguito di scontri a fuoco. Il 25 agosto è stato annunciato lo scioglimento delle Forze democratiche siriane, ed è in corso un processo di integrazione nello stato siriano delle forze e delle istituzioni del confederalismo democratico. In questo momento delicato e complesso una delegazione di “Donne che tessono il futuro” ha raggiunto la Siria del nord per comprendere da vicino la situazione e portare solidarietà alle Ypj impegnate nel preservare le conquiste ottenute con la Rivoluzione in particolare per quanto riguarda l’autonomia e l’autodifesa delle donne. Il tema dell’integrazione è molto complesso, i negoziati sono ancora in corso ed è un processo che richiederà tempo. Con una compagna che ha preso parte alla delegazione abbiamo ragionato su quali sono le sfide che questo pone, in particolare per la tenuta delle istituzioni autonome delle donne. Un altro tema è quello dell’educazione e la forza delle idee che hanno tenuto in piedi la rivoluzione e come le compagne delle Ypj auspicano che possano essere motrici di un cambiamento culturale più ampio. Ascolta la diretta:
September 15, 2026
Radio Blackout - Info
La mattanza di Santa Maria Capua Vetere – riprende il processo
Lunedì 7 settembre sono ricominciate le udienze di primo grado a carico di oltre persone tra polizia penitenziaria, personale medico e funzionari per la mattanza di Santa Maria Capua Vetere, avvenuta il 6 aprile 2020 come rappresaglia per la protesta scoppiata il giorno precedente nella sezione Nilo dell’istituto. In seguito al pestaggio un detenuto ha perso la vita. I reati contestati vanno da lesioni personali a tortura, depistaggio, abuso di autorità, falso e omicidio a seguito di altro reato, per i quali i pm hanno richiesto quasi 800 anni di carcere complessivamente. Insieme a Luigi Romano, avvocato di parte civile, abbiamo ripercorso la vicenda e il suo contesto, le fasi del processo, i tentativi di insabbiamento da parte statale. Ascolta la diretta:
September 15, 2026
Radio Blackout - Info