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VERSO LO SCIOPERO DEL 29: I LAVORATORI DELLA LEONARDO PRENDONO PAROLA@0
Un gruppo informale di lavoratori della Leonardo di Corso Francia autorganizzati invita allo sciopero generale del 29, sottolineando la necessità della fabbrica per la quale lavorano di discostarsi dall’attuale complicità con l’operato dello Stato genocida di Israele: la richiesta è conversione civile, trasparenza nelle comunicazioni tra governance e impiegati verso l’interruzione dei legami tra Leonardo S.P.A. e lo Stato d’Israele. Vengono inoltre richieste sanzioni da parte dell’Unione europea e dell’ONU nei confronti dello stato illegittimo. Qui l’intervento con i Lavoratori di Corso Francia a partire dal comunicato del 22 Maggio “Spari sulla Flotilla” e la successiva assemblea sindacale, indetta per chiedere unità ai lavoratori e azione rispetto alla complicità dell’azienda: Il gruppo è attivo da settembre 2025, da quando ha iniziato ad esprimersi pubblicamente. Uno dei primi comunicati recitava così: “Riteniamo fondamentale, a livello di coscienza civile, adottare qualsiasi mezzo a disposizione per imbastire una forma di partecipazione e resistenza, con l’obiettivo di esercitare la massima pressione sugli ordinamenti formali e ufficiali impegnati sul fronte politica. Pertanto, oltre a esprime la nostra solidarietà al popolo palestinese e alle sue lavoratrici e lavoratori, cosi come richiesto dal dirigente della Federazione generale dei sindacati palestinesi Salameh Abu Za’eiter, ci impegneremo a: 1. partecipare alle iniziative cittadine contro la guerra e il riarmo 2. fare informazione capillare tra le lavoratrici e i lavoratori di ciò che sta accadendo in Palestina coinvolgendoli nelle mobilitazioni; 3. partecipare alla manifestazione nazionale del 25 ottobre a Roma coinvolgendo il più alto numero di lavoratrici e lavoratori possibili; 4. organizzare una raccolta fondi per comprare generi di prima necessità da inviare in Palestina quando partiranno nuove spedizioni umanitarie; 5. discutere e decidere con le lavoratrici e i lavoratori eventuali scioperi se la situazione non dovesse trovare soluzione a breve termine.” A maggio sono stati scritti due comunicati relativi ai primi attacchi illegali da parte della marina israeliana ai danni della Flottilla, che si trovava in acque internazionali, diretta verso Gaza. Comunicato del 4 Maggio a seguito dell’incarcerazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek dei Lavoratori della Leonardo di Corso Francia verso lo sciopero del 29: L’intervista svolta dal programma di RBO, Radio Fabbrica, a Mariano RSU FIOM di Leonardo Aeronautica Caselle, rispetto al comunicato stampa del 5 Maggio, vero un intervento reale di solidarietà al popolo palestinese e conseguentemente alla Flottilla:
VERSO LO SCIOPERO DEL 29: I LAVORATORI DELLA LEONARDO PRENDONO PAROLA@1
Un gruppo informale di lavoratori della Leonardo di Corso Francia autorganizzati invita allo sciopero generale del 29, sottolineando la necessità della fabbrica per la quale lavorano di discostarsi dall’attuale complicità con l’operato dello Stato genocida di Israele: la richiesta è conversione civile, trasparenza nelle comunicazioni tra governance e impiegati verso l’interruzione dei legami tra Leonardo S.P.A. e lo Stato d’Israele. Vengono inoltre richieste sanzioni da parte dell’Unione europea e dell’ONU nei confronti dello stato illegittimo. Qui l’intervento con i Lavoratori di Corso Francia a partire dal comunicato del 22 Maggio “Spari sulla Flotilla” e la successiva assemblea sindacale, indetta per chiedere unità ai lavoratori e azione rispetto alla complicità dell’azienda: Il gruppo è attivo da settembre 2025, da quando ha iniziato ad esprimersi pubblicamente. Uno dei primi comunicati recitava così: “Riteniamo fondamentale, a livello di coscienza civile, adottare qualsiasi mezzo a disposizione per imbastire una forma di partecipazione e resistenza, con l’obiettivo di esercitare la massima pressione sugli ordinamenti formali e ufficiali impegnati sul fronte politica. Pertanto, oltre a esprime la nostra solidarietà al popolo palestinese e alle sue lavoratrici e lavoratori, cosi come richiesto dal dirigente della Federazione generale dei sindacati palestinesi Salameh Abu Za’eiter, ci impegneremo a: 1. partecipare alle iniziative cittadine contro la guerra e il riarmo 2. fare informazione capillare tra le lavoratrici e i lavoratori di ciò che sta accadendo in Palestina coinvolgendoli nelle mobilitazioni; 3. partecipare alla manifestazione nazionale del 25 ottobre a Roma coinvolgendo il più alto numero di lavoratrici e lavoratori possibili; 4. organizzare una raccolta fondi per comprare generi di prima necessità da inviare in Palestina quando partiranno nuove spedizioni umanitarie; 5. discutere e decidere con le lavoratrici e i lavoratori eventuali scioperi se la situazione non dovesse trovare soluzione a breve termine.” A maggio sono stati scritti due comunicati relativi ai primi attacchi illegali da parte della marina israeliana ai danni della Flottilla, che si trovava in acque internazionali, diretta verso Gaza. Comunicato del 4 Maggio a seguito dell’incarcerazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek dei Lavoratori della Leonardo di Corso Francia verso lo sciopero del 29: L’intervista svolta dal programma di RBO, Radio Fabbrica, a Mariano RSU FIOM di Leonardo Aeronautica Caselle, rispetto al comunicato stampa del 5 Maggio, vero un intervento reale di solidarietà al popolo palestinese e conseguentemente alla Flottilla:
VERSO LO SCIOPERO DEL 29: I LAVORATORI DELLA LEONARDO PRENDONO PAROLA@2
Un gruppo informale di lavoratori della Leonardo di Corso Francia autorganizzati invita allo sciopero generale del 29, sottolineando la necessità della fabbrica per la quale lavorano di discostarsi dall’attuale complicità con l’operato dello Stato genocida di Israele: la richiesta è conversione civile, trasparenza nelle comunicazioni tra governance e impiegati verso l’interruzione dei legami tra Leonardo S.P.A. e lo Stato d’Israele. Vengono inoltre richieste sanzioni da parte dell’Unione europea e dell’ONU nei confronti dello stato illegittimo. Qui l’intervento con i Lavoratori di Corso Francia a partire dal comunicato del 22 Maggio “Spari sulla Flotilla” e la successiva assemblea sindacale, indetta per chiedere unità ai lavoratori e azione rispetto alla complicità dell’azienda: Il gruppo è attivo da settembre 2025, da quando ha iniziato ad esprimersi pubblicamente. Uno dei primi comunicati recitava così: “Riteniamo fondamentale, a livello di coscienza civile, adottare qualsiasi mezzo a disposizione per imbastire una forma di partecipazione e resistenza, con l’obiettivo di esercitare la massima pressione sugli ordinamenti formali e ufficiali impegnati sul fronte politica. Pertanto, oltre a esprime la nostra solidarietà al popolo palestinese e alle sue lavoratrici e lavoratori, cosi come richiesto dal dirigente della Federazione generale dei sindacati palestinesi Salameh Abu Za’eiter, ci impegneremo a: 1. partecipare alle iniziative cittadine contro la guerra e il riarmo 2. fare informazione capillare tra le lavoratrici e i lavoratori di ciò che sta accadendo in Palestina coinvolgendoli nelle mobilitazioni; 3. partecipare alla manifestazione nazionale del 25 ottobre a Roma coinvolgendo il più alto numero di lavoratrici e lavoratori possibili; 4. organizzare una raccolta fondi per comprare generi di prima necessità da inviare in Palestina quando partiranno nuove spedizioni umanitarie; 5. discutere e decidere con le lavoratrici e i lavoratori eventuali scioperi se la situazione non dovesse trovare soluzione a breve termine.” A maggio sono stati scritti due comunicati relativi ai primi attacchi illegali da parte della marina israeliana ai danni della Flottilla, che si trovava in acque internazionali, diretta verso Gaza. Comunicato del 4 Maggio a seguito dell’incarcerazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek dei Lavoratori della Leonardo di Corso Francia verso lo sciopero del 29: L’intervista svolta dal programma di RBO, Radio Fabbrica, a Mariano RSU FIOM di Leonardo Aeronautica Caselle, rispetto al comunicato stampa del 5 Maggio, vero un intervento reale di solidarietà al popolo palestinese e conseguentemente alla Flottilla:
Cuba e gli effetti del bloqueo. Cosa succede a L’Avana?
La situazione a Cuba è estremamente critica: l’elettricità viene razionata per gran parte della giornata e il petrolio è quasi esaurito. Le persone scendono in strada con manifestazioni e cacerolazos. La strategia USA è evidente, orientata a un progressivo strangolamento economico del Paese, attraverso un blocco permanente ed extraterritoriale che incide direttamente sulle condizioni di vita della popolazione: energia, carburante, trasporti, medicinali e alimenti. Sembrerebbero in corso delle negoziazioni con gli Stati Uniti sulla possibilità di far arrivare aiuti umanitari attraverso soggetti terzi, come la Chiesa cattolica. Gli USA provano inutilmente a presentarsi al popolo cubano come estranei alla crisi, facendo arrivare aiuti e provando ad addossarne la responsabilità al governo. In questo, gioca un ruolo decisivo la propaganda occidentale: da mesi i grandi network descrivono Cuba esclusivamente come un “regime al collasso”, oscurando deliberatamente l’impatto devastante del bloqueo e ignorando le responsabilità dirette della guerra economica statunitense. Ne abbiamo parlato con un compagno che si trova attualmente a L’Avana.
staffetta radio contro la censura del dissenso@0
I contributi di Radio Blackout durante le Staffetta Radiofonica contro la censura del dissenso, organizzata da varie radio (ondarossa, onda d’urto, città fujiko, ciroma, blackout)in risposta agli attacchi repressivi verso chi parla ai micorfoni delle radio autoorganizzate e a chi porta testimonianze dalle lotte nelle strade, nelle prigioni e nei posti di lavoro. Qui l’indizione della staffetta: CONTRO LA CENSURA DEL DISSENSO STAFFETTA RADIO SU ONDA ROSSA, ONDA D’URTO, BLACKOUT, CITTÀ FUJIKO E CIROMA – Radio Onda d`Urto Il ruolo di Radio Blackout all’interno dell’Operazione Scintilla che portò allo sgombero dell’Asilo Occupato e all’arresto e alla denuncia di diversi compagn. A cura di Macerie su Macerie Una pillola informativa sulla libertà di espressione dei lavoratovi attraverso i mezzi di comunicazione a cura di Frittura Mista alias Radio Fabbrica Una testimonianza dalla trasmissione Zardins Magnetics in onda su Radio Onde Furlane, sui vari procedimenti penali di cui sono stati accusati per aver sostenuto ai microfoni le lotte contro il carcere e i cpr. Zardins Magnetics L’esperienza della trasmissione Aria di Radio Blackout che attraverso le dediche vocali e musicali per i/le detenut del carcere LoRusso-Cotugno, del carcere minorile Ferrante Aporti e del Cpr di C.so Brunelleschi, cerca di oltrepassare i muri e le sbarre per portare solidarietà e vicinanza ai/le reclus, ma anche per costruire un rapporto con gli/le amic e familiari delle persone recluse
staffetta radio contro la censura del dissenso@1
I contributi di Radio Blackout durante le Staffetta Radiofonica contro la censura del dissenso, organizzata da varie radio (ondarossa, onda d’urto, città fujiko, ciroma, blackout)in risposta agli attacchi repressivi verso chi parla ai micorfoni delle radio autoorganizzate e a chi porta testimonianze dalle lotte nelle strade, nelle prigioni e nei posti di lavoro. Qui l’indizione della staffetta: CONTRO LA CENSURA DEL DISSENSO STAFFETTA RADIO SU ONDA ROSSA, ONDA D’URTO, BLACKOUT, CITTÀ FUJIKO E CIROMA – Radio Onda d`Urto Il ruolo di Radio Blackout all’interno dell’Operazione Scintilla che portò allo sgombero dell’Asilo Occupato e all’arresto e alla denuncia di diversi compagn. A cura di Macerie su Macerie Una pillola informativa sulla libertà di espressione dei lavoratovi attraverso i mezzi di comunicazione a cura di Frittura Mista alias Radio Fabbrica Una testimonianza dalla trasmissione Zardins Magnetics in onda su Radio Onde Furlane, sui vari procedimenti penali di cui sono stati accusati per aver sostenuto ai microfoni le lotte contro il carcere e i cpr. Zardins Magnetics L’esperienza della trasmissione Aria di Radio Blackout che attraverso le dediche vocali e musicali per i/le detenut del carcere LoRusso-Cotugno, del carcere minorile Ferrante Aporti e del Cpr di C.so Brunelleschi, cerca di oltrepassare i muri e le sbarre per portare solidarietà e vicinanza ai/le reclus, ma anche per costruire un rapporto con gli/le amic e familiari delle persone recluse
staffetta radio contro la censura del dissenso@2
I contributi di Radio Blackout durante le Staffetta Radiofonica contro la censura del dissenso, organizzata da varie radio (ondarossa, onda d’urto, città fujiko, ciroma, blackout)in risposta agli attacchi repressivi verso chi parla ai micorfoni delle radio autoorganizzate e a chi porta testimonianze dalle lotte nelle strade, nelle prigioni e nei posti di lavoro. Qui l’indizione della staffetta: CONTRO LA CENSURA DEL DISSENSO STAFFETTA RADIO SU ONDA ROSSA, ONDA D’URTO, BLACKOUT, CITTÀ FUJIKO E CIROMA – Radio Onda d`Urto Il ruolo di Radio Blackout all’interno dell’Operazione Scintilla che portò allo sgombero dell’Asilo Occupato e all’arresto e alla denuncia di diversi compagn. A cura di Macerie su Macerie Una pillola informativa sulla libertà di espressione dei lavoratovi attraverso i mezzi di comunicazione a cura di Frittura Mista alias Radio Fabbrica Una testimonianza dalla trasmissione Zardins Magnetics in onda su Radio Onde Furlane, sui vari procedimenti penali di cui sono stati accusati per aver sostenuto ai microfoni le lotte contro il carcere e i cpr. Zardins Magnetics L’esperienza della trasmissione Aria di Radio Blackout che attraverso le dediche vocali e musicali per i/le detenut del carcere LoRusso-Cotugno, del carcere minorile Ferrante Aporti e del Cpr di C.so Brunelleschi, cerca di oltrepassare i muri e le sbarre per portare solidarietà e vicinanza ai/le reclus, ma anche per costruire un rapporto con gli/le amic e familiari delle persone recluse
staffetta radio contro la censura del dissenso@3
I contributi di Radio Blackout durante le Staffetta Radiofonica contro la censura del dissenso, organizzata da varie radio (ondarossa, onda d’urto, città fujiko, ciroma, blackout)in risposta agli attacchi repressivi verso chi parla ai micorfoni delle radio autoorganizzate e a chi porta testimonianze dalle lotte nelle strade, nelle prigioni e nei posti di lavoro. Qui l’indizione della staffetta: CONTRO LA CENSURA DEL DISSENSO STAFFETTA RADIO SU ONDA ROSSA, ONDA D’URTO, BLACKOUT, CITTÀ FUJIKO E CIROMA – Radio Onda d`Urto Il ruolo di Radio Blackout all’interno dell’Operazione Scintilla che portò allo sgombero dell’Asilo Occupato e all’arresto e alla denuncia di diversi compagn. A cura di Macerie su Macerie Una pillola informativa sulla libertà di espressione dei lavoratovi attraverso i mezzi di comunicazione a cura di Frittura Mista alias Radio Fabbrica Una testimonianza dalla trasmissione Zardins Magnetics in onda su Radio Onde Furlane, sui vari procedimenti penali di cui sono stati accusati per aver sostenuto ai microfoni le lotte contro il carcere e i cpr. Zardins Magnetics L’esperienza della trasmissione Aria di Radio Blackout che attraverso le dediche vocali e musicali per i/le detenut del carcere LoRusso-Cotugno, del carcere minorile Ferrante Aporti e del Cpr di C.so Brunelleschi, cerca di oltrepassare i muri e le sbarre per portare solidarietà e vicinanza ai/le reclus, ma anche per costruire un rapporto con gli/le amic e familiari delle persone recluse
Primo maggio: voci da Bagnoli@0
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Primo maggio: voci da Bagnoli@1
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.