Tribunale annulla il terzo fermo della Geo Barents, dichiarandolo illegittimo
Il tribunale di Salerno ha annullato il terzo provvedimento di fermo della Geo
Barents, nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere (MSF) operativa
tra giugno 2021 e novembre 2024. Il fermo, emesso nell’agosto 2024, era stato
sospeso dal tribunale a settembre 2024 a seguito di un ricorso presentato da
MSF.
La sentenza del tribunale ha dichiarato illegittimo il provvedimento di fermo e
ha ribadito due principi fondamentali. In primo luogo, l’onere della prova delle
violazioni spetta alle autorità italiane, che non sono riuscite a
fornire elementi a sostegno delle loro accuse contro la condotta dell’equipaggio
di MSF a bordo della Geo Barents. In secondo luogo, gli ordini della
Guardia Costiera libica che impongono alle navi di soccorso di allontanarsi dai
luoghi di salvataggio – come è avvenuto in questo caso e in altri – non possono
essere considerati “coordinamento da parte dell’autorità competente”. Al
contrario, questi contraddicono il dovere internazionale di prestare soccorso in
mare. Pertanto, il tribunale ha confermato che la condotta dell’equipaggio di
MSF era del tutto legittima e conforme al diritto internazionale e nazionale.
“Si tratta di un’altra sentenza che ribadisce il dovere di salvare vite in mare
e mette in luce l’ostruzionismo sistematico delle autorità italiane nei
confronti delle operazioni umanitarie di ricerca e soccorso nel Mediterraneo
centrale” ha dichiarato Juan Matías Gil, capomissione di MSF per la ricerca e
soccorso in mare. “Eppure, nonostante le ripetute vittorie in tribunale, gli
operatori e le operatrici umanitari coinvolti nelle operazioni di ricerca e
soccorso continuano a subire vessazioni amministrative e a essere
criminalizzati, mentre le persone continuano ad annegare a causa delle politiche
fallimentari dell’Europa in materia di migrazione e soccorso”.
Il fermo in questione era il 3° dei 4 imposti alla Geo Barents ai sensi del
punitivo Decreto Piantedosi (Decreto Legge n. 1/2023). Introdotto nel gennaio
2023, il decreto ha stabilito restrizioni operative mirate e sanzioni per le
navi civili di ricerca e soccorso. Obbliga le navi a dirigersi direttamente
verso un porto assegnato dopo ogni salvataggio, vieta i salvataggi multipli
senza previa autorizzazione e applica sanzioni in caso di inadempienza, tra cui
fermi da 10 a 60 giorni e la possibile confisca della nave.
Operata da MSF tra giugno 2021 e novembre 2024, la Geo Barents ha salvato più di
12.600 persone mentre gli Stati europei trascuravano sempre più la loro
responsabilità di coordinare e condurre operazioni di ricerca e soccorso nel
Mediterraneo centrale. Nel dicembre 2024, MSF è stata costretta a porre fine
alle sue operazioni sulla Geo Barents dopo più di due anni in cui la
sua attività è stata soggetta a queste leggi e politiche restrittive.
MSF è attiva e impegnata in operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo
centrale dal 2015, ha operato su nove diverse navi di soccorso (da sola o in
collaborazione con altre ONG) e ha salvato più di 94.200 persone. Nel novembre
2025 MSF ha iniziato a utilizzare Oyvon, una piccola imbarcazione di soccorso
veloce che finora ha salvato 68 persone in pericolo in mare.
Medecins sans Frontieres