L’IIS “da Vinci” di Trapani “ospita” Guardia di Finanza, Carabinieri e Forze Armate
All’Istituto Superiore “Leonardo da Vinci” di Trapani le circolari emanate dalla
dirigente per iniziative, con quello che il sito definisce il capitale del
territorio, si susseguono giornalmente. Ne segnaliamo tre di marzo (gg. 9 e 10),
contrassegnate dai numeri 292/293/296 (qui in ordine di data), rispettivamente
dedicate a incontri con la Guardia di Finanza (tema: educazione alla legalità
economico-finanziaria), con i Carabinieri (tema: contrasto del bullismo anche
cyber) e con il personale militare degli Infoteam delle Forze Armate (tema:
orientamento post diploma).
Come consuetudine, commentando le notizie che arrivano dai territori
all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università,
dedico uno sguardo al contesto in cui opera la scuola e alle risorse del
territorio, considerate il cosiddetto capitale sociale a cui attingere.
L’istituto nasce dalla fusione di altre due scuole e la sua offerta formativa
consiste in corsi per tecnici del trasporto e della logistica. Settori
importanti, considerata la presenza dell’aeroporto, del porto e l’assenza di
trasporti su rotaia per collegare la città alla sua provincia e al resto della
Sicilia (il treno per Palermo viaggia ancora a scartamento ridotto).
Sul sito ufficiale della scuola si legge che la popolazione utente (lo sappiamo:
l’istruzione è diventato un servizio a domanda rivolto alla migliore offerta)
ammonta a 900 alunni, per lo più pendolari, grazie alle massicce operazioni di
dimensionamento degli istituti degli ultimi anni. Con notevoli disagi, l’utenza
arriva dalla miriade di piccoli centri e dalle isole Egadi, infatti si fa
riferimento alla carenza di trasporti anche in aliscafo. In maggioranza di sesso
maschile (si constata con amarezza che la formazione tecnica è considerata dalle
ragazze “una cosa da uomini”), sono figli di migrazioni vecchie (dal Nord
Africa, Tunisia e Libia in testa) e nuove. Come ormai ovunque, non mancano gli
alunni classificati (schedati sotto i diversi acronimi previsti dalla normativa
vigente) come affetti da disturbi specifici dell’apprendimento o in condizione
di fragilità. Ma, nonostante le condizioni di ingresso non favorevoli, gli
alunni – secondo il sondaggio ESCS (Economic, Social and Culture Status gestito
da INVALSI) – non se la cavano male. Il loro problema emergerà nel prossimo
futuro. Il lavoro è poco, sotto i valori medi nazionali, e dunque le speranze
occupazionali sono scarse.
Provo allora a dare uno sguardo al capitale sociale offerto dal territorio. Una
caratteristica storico-sociale nella zona del trapanese è la costante presenza
dei clan mafiosi, due secoli fa con la classica organizzazione terriera (il
latifondo gestito, per i proprietari spesso palermitani, dai campieri), oggi
legata al traffico della droga, infiltrata nelle poche aziende locali (otto
provvedimenti prefettizi nel 2025, ricavo dalla cronaca de Il giornale di
Sicilia), presente come colletti bianchi nelle amministrazioni locali (nel 1980
venne ucciso il Sindaco democristiano di Castelvetrano, Vito Lipari, per uno
sgarro fra clan, mentre sono all’ordine del giorno i commissariamenti dei
consigli comunali).
Al di là delle specificità locali, l’Italia è un “paese di evasori, di
faccendieri”, e allora – diranno i saggi organizzatori di eventi, meno male che
la Guardia di Finanza allerta i giovani (e fa un po’ amaramente sorridere). Il
capitale sano da mettere nella catena del valore economico è rappresentato
soprattutto dall’Aeroporto di Birgi, gestito dal 1993 dall’Airgest per il
trasporto privato. Nato nel 1961 come base militare strategica, intitolato a
Vincenzo Florio (famiglia di Marsala, imprenditori multiversatili
nell’Ottocento, dalle miniere, all’industria alimentare, al vino, oggi solo
dediti all’enologia), mantiene ancora oggi la sua dimensione militare come base
NATO (da qui sono partiti nel 2011 i caccia verso la Cirenaica).
In seconda battuta troviamo il porto, cuore della città dalla fondazione
cartaginese. Sappiamo che organizza il trasporto privato e turistico, ma
soprattutto fornisce servizi a varie imprese, tra cui l’ENI. Sulle sue
opportunità occupazionali, andrebbe fatto un discorso a parte. Infine, da
menzionare il loro potenziale utilizzo da parte della Marina Militare e la
Guardia Costiera, soprattutto da quando esiste l’operazione Mediterraneo Sicuro
(ex Mare Sicuro) che, dal 2022, ha esteso la vigilanza fino alle coste africane,
in contrasto con i flussi migratori, insomma altra attività di legalità
militarizzata, tema di sempre più interventi da parte di Forze dell’Ordine e
Forze Armate nelle scuole.
Fatto questo excursus, vengo quindi alle iniziative promosse dalla Dirigente
Scolastica e dal suo staff, quello tradizionale della scuola azienda autonoma,
stavolta allargato al docente referente e coadiuvato da un team (altri due) per
l’antibullismo. In realtà come si nota leggendo le circolari, la scuola, il suo
personale, invitano e offrono ospitalità ai “veri” formatori e orientatori
provenienti dai corpi citati su, ciascuno con il suo tema ma accumunati dal
medesimo intento – insegnare il rispetto appunto della legalità in tutte le sue
forme. Come quella di prevenzione e di lotta verso i reati economico-finanziari
(Guardia di Finanza) e quella in rete – ripetutamente trattata dal nostro
Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università – ormai
presa nel confuso nodo del bullismo (Carabinieri).
Ma mentre le classi ascoltano gli ospiti e svolgono le prove pratiche (come usi
il tuo smartphone?), i veri ospiti sono i docenti. Il personale scolastico, su
cui ci ragguaglia il sito istituzionale, è formato da insegnanti stabili, sia
come posizione di carriera sia come continuità di sede, dunque dedicati,
nonostante le difficoltà del loro lavoro di educatori. Ma nelle ore in cui si fa
formazione e orientamento sono vigilanti, un supporto disciplinare ai militari
didatti.
Quanto all’incontro con Infoteam delle Forze Armate, c’è poco da aggiungere,
come molti di noi avevano previsto, l’orientamento è di fatto esternalizzato.
Che ci siano ancora collegi docenti che rifiutano gli incontri con le divise e
che boccino i progetti di Formazione Scuola Lavoro con aziende implicate nelle
forniture di armi, non fa molto testo: il futuro economico è dalla parte della
guerra.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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