Polymarket e i pericoli dei mercati predittivi
“Hai ancora 90 minuti per aggiornare la notizia falsa. Se lo fai, risolverai in
un attimo il problema più grave che ti sei creato in vita tua. E tra una
settimana non ti ricorderai più di me”. Questo il messaggio che, secondo quanto
riportato dal Washington Post, il corrispondente di guerra del The Times of
Israel Emanuel Fabian ha ricevuto su WhatsApp cinque giorni dopo aver pubblicato
un articolo in cui raccontava che un missile iraniano aveva colpito, senza
ferire nessuno, un’area boschiva poco fuori la città di Beit Shemesh, alle porte
di Gerusalemme. Una notizia piuttosto marginale che, però, ha reso il
giornalista l’obiettivo di minacce e ritorsioni da parte di ignoti.
Come raccontato da lui stesso, nelle ore successive alla pubblicazione Fabian ha
cominciato a ricevere via email messaggi in ebraico che gli intimavano di
modificare l’articolo, suggerendo che l’incidente fosse stato provocato da un
missile intercettato “i cui rottami e frammenti erano caduti nel luogo
dell’impatto”. Con il passare dei giorni, i messaggi si sono intensificati e le
lamentele hanno raggiunto anche X, dove alcuni utenti hanno commentato la
notizia condivisa dal giornalista, chiedendo se davvero si fosse trattato di un
missile o meno. Ed è stato solo allora che, a quanto pare, Fabian ha compreso le
ragioni del clamore sollevato dalla notizia pubblicata giorni prima: gli account
X che avevano avanzato la richiesta di precisazioni erano collegati a
Polymarket, la più grande piattaforma di prediction market al mondo, dove gli
utenti avevano puntato più di 14 milioni di dollari sulla possibilità che un
attacco missilistico iraniano colpisse Israele il 10 marzo.
“Questa scommessa sarà vincente se l’Iran lancerà un attacco con droni, missili
o aerei sul territorio israeliano nella data indicata, secondo l’ora di Israele.
In caso contrario, la scommessa sarà perdente”, si legge chiaramente su
Polymarket. Tuttavia, “i missili o i droni che vengono intercettati non saranno
considerati sufficienti per una risoluzione ‘Sì’, indipendentemente dal fatto
che atterrino sul territorio israeliano o causino danni”. Una clausola che
spiega bene perché il giornalista del The Times of Israel abbia ricevuto tante
richieste di modificare l’articolo pubblicato: se Fabian avesse precisato che
l’incidente era stato provocato da un missile intercettato, infatti, chiunque
avesse puntato sul “no” avrebbe riscosso una vincita considerevole.
Ma il giornalista non ha ceduto alle minacce e ha messo a rischio la propria
sicurezza pur di riportare la verità. “Il tentativo di questi giocatori
d’azzardo di farmi pressione affinché modificassi i miei articoli per fargli
vincere la scommessa non ha avuto successo e non lo avrà”, ha dichiarato.
“Tuttavia, temo che altri giornalisti potrebbero non comportarsi in modo
altrettanto etico, se venisse loro promessa una parte delle vincite”. Nonostante
il “lieto fine”, la storia di Emanuel Fabian ha contribuito ad accendere i
riflettori su Polymarket, il mercato predittivo che si sta dimostrando
particolarmente abile nell’anticipare gli eventi geopolitici più emblematici
della nostra epoca. Ma come può una piattaforma digitale prevedere quali saranno
le decisioni dei governi più potenti al mondo? Chi sono gli investitori che
sostengono il progetto e traggono profitto dalle sue scommesse milionarie?
POLYMARKET, IL MERCATO PREDITTIVO PIÙ GRANDE AL MONDO
La storia di Polymarket comincia come buona parte delle vicende delle aziende
tech più note al mondo: solo che al posto di un garage, ci troviamo in un
appartamento nel cuore di New York. Qui, nel pieno della pandemia di Covid-19,
il giovanissimo Shayne Coplan, appassionato di tecnologia e criptovalute, in
soli tre mesi crea una piattaforma che risponda ad alcuni dei quesiti che lo
attanagliano durante il lockdown: “Quando finirà tutto questo? Quando sarà
pronto il vaccino? Quando finiranno le misure di restrizione?”.
E così nel 2020, ispirandosi ai mercati predittivi Augur e Gnosis, Coplan ha
lanciato Polymarket, con l’obiettivo di fornire agli utenti una “fonte di
informazione affidabile” contro la “disinformazione dilagante”. In quel momento,
non sapeva che la sua piattaforma sarebbe diventata il mercato predittivo per
eccellenza, e che gli avrebbe regalato il titolo di più giovane miliardario
self-made al mondo. La strada per arrivare a questo risultato, come si può
immaginare, è stata parecchio accidentata.
Nel gennaio del 2022 la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha imposto a
Polymarket il pagamento di una multa da 1,4 milioni di dollari e il blocco degli
utenti statunitensi, per aver operato senza aver richiesto l’approvazione delle
autorità di regolamentazione, come previsto dalla legge. Una sanzione che non ha
fermato l’ascesa della piattaforma che, appena un paio di anni dopo, ha
raggiunto i 3,6 miliardi di dollari di scommesse sulla corsa presidenziale tra
Trump e Biden. Un successo breve, ma intenso. Appena otto giorni dopo l’elezione
di Donald Trump, l’FBI ha infatti fatto irruzione nell’appartamento newyorkese
di Sheyn Coplan e ne ha sequestrato tutti i dispositivi elettronici, nell’ambito
di un’indagine volta a verificare – ancora una volta – se Polymarket consentisse
agli utenti americani di piazzare scommesse senza licenza.
Dopo meno di un anno, la CFTC e il Dipartimento di Giustizia statunitensi hanno
archiviato le indagini sul giovanissimo imprenditore, lasciandolo libero di
godersi la sua ascesa. A luglio 2025, la piattaforma ha annunciato pubblicamente
l’acquisizione da 112 milioni di dollari di QCX e QCXE, la holding di una borsa
di derivati e una stanza di compensazione (l’infrastruttura che garantisce e
regola le transazioni concluse sul mercato) autorizzate dalla Commodity Futures
Trading Commission. “Ora, con l’acquisizione di QCEX, stiamo gettando le basi
per riportare Polymarket a casa, rientrando negli Stati Uniti come piattaforma
pienamente regolamentata e conforme che consentirà agli americani di scambiare
le proprie opinioni”, ha commentato Coplan in quell’occasione, rassicurando
(finalmente) gli utenti sulla legalità del suo mercato predittivo.
Una mossa strategica apprezzata dalla CFTC, che a settembre 2025 ha approvato
ufficialmente l’attività di Polymarket nel mercato statunitense, proprio pochi
giorni dopo l’ingresso di Donald Trump Jr. nel comitato consultivo della
compagnia, in cui ha investito circa 10 milioni di dollari.
Nonostante questo percorso burrascoso, il progetto del giovane imprenditore di
New York non ha mai modificato la sua natura. Sin dal lancio, Polymarket è una
piattaforma in cui gli utenti possono scommettere su qualunque evento futuro –
dall’elezione del presidente degli Stati Uniti alla data del matrimonio di
Taylor Swift, dal ritorno di Gesù al prossimo conflitto geopolitico –
semplicemente rispondendo sì o no ad alcune domande, accanto alle quali sono
segnalate le probabilità di vincita, che variano mano a mano che gli utenti
scommettono. “Si vince se si indovina. Si perde se si sbaglia”, ha chiosato
Coplan in un’intervista a CBS News, spiegando il funzionamento semplice e
intuitivo di Polymarket, che ha permesso agli utenti di guadagnare milioni di
dollari nel corso degli anni.
Ma non sono soltanto i soldi a interessare l’imprenditore, quanto la possibilità
di offrire alle persone uno strumento di informazione che sia il più chiaro
possibile. Secondo Coplan, i mercati predittivi sono “lo strumento più accurato
di cui disponiamo attualmente come esseri umani, almeno finché qualcuno non
inventerà una sorta di sfera di cristallo superpotente”. L’idea è che – viste le
ingenti somme di denaro in gioco – le persone siano incentivate a esprimere
previsioni ponderate e informate, più di quanto farebbero in un tradizionale
sondaggio. Una lettura che sembra trovare riscontro concreto nel successo del
progetto.
IL CASO MADURO: LA PREVISIONE DELL’ATTACCO AL VENEZUELA
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno attaccato il
Venezuela, colpendo obiettivi militari e civili a Caracas e dintorni, e
catturato il presidente Nicolás Maduro, accusato di narcotraffico e commercio
illegale di armi. Appena cinque ore prima che le esplosioni scuotessero la
capitale, su Polymarket un trader sconosciuto ha raddoppiato le puntate
sull’invasione del Venezuela da parte degli Stati Uniti e sulla destituzione del
presidente Maduro entro il 31 gennaio 2026, arrivando a guadagnare oltre 400mila
dollari, con un ritorno sull’investimento pari a 12 volte la somma puntata.
Una vincita che ha attirato subito l’attenzione, alimentando i sospetti che il
trader potesse aver ottenuto segretamente informazioni sull’operazione militare
statunitense. Stando alla ricostruzione del Washington Post, l’account del
trader è stato creato a dicembre 2025, e ha cominciato a scommettere su un
probabile attacco degli Stati Uniti al Venezuela già nel corso del mese, quando
ancora non c’erano notizie sul tema.
A destare sospetti, però, è il fatto che l’utente abbia puntato oltre 20mila
dollari sull’ipotesi di un imminente attacco degli Stati Uniti al Venezuela lo
stesso 2 gennaio, tra le 20.38 e le 21.58. Alle 22.46 dello stesso giorno, meno
di un’ora dopo, Donald Trump ha autorizzato le operazioni militari statunitensi.
Intorno all’una del 3 gennaio, i bombardamenti hanno cominciato a colpire
Caracas, distruggendo indistintamente edifici governativi e quartieri
residenziali. Alle 8.41 del mattino, il trader ha iniziato a incassare parte
della sua vincita, pari a 410mila dollari. “È probabile che si tratti di un
informatore interno. È una somma considerevole da investire, senza che ci siano
molte notizie sul tema”, ha commentato Tre Upshaw, fondatore di Polysights, una
startup che fornisce strumenti di analisi per i trader di Polymarket, inclusa
una funzione per segnalare potenziali attività di insider trading.
A confermare questa ipotesi è un’indagine del Wall Street Journal, secondo cui
l’amministrazione Trump avrebbe tenuto segreta l’operazione venezuelana,
limitando la condivisione di informazioni a una ristretta cerchia di consiglieri
di alto livello, per preservarne l’effetto sorpresa. Le notizie su un probabile
attacco, quindi, potrebbero essere arrivate solo e soltanto dalle persone più
vicine al presidente degli Stati Uniti. Non a caso, a seguito della notizia
della scommessa di Polymarket relativa al caso Maduro, il deputato democratico
Ritchie Torres ha presentato un disegno di legge per vietare ai funzionari
governativi di piazzare scommesse sulla piattaforma di prediction market,
sfruttando a proprio vantaggio informazioni che non sono di dominio pubblico.
Una proposta ancora in attesa di approvazione, che alimenta i sospetti sul
coinvolgimento dei membri dell’amministrazione Trump nel giro dei mercati
predittivi.
IL CASO IRAN: LA PREVISIONE DELLE OPERAZIONI STATUNITENSI
L’attacco al Venezuela e la destituzione di Maduro non sono i soli eventi
geopolitici a essere stati anticipati da Polymarket, instillando nei ricercatori
e negli esperti di sicurezza il dubbio che qualcuno vicino al presidente Donald
Trump possa aver utilizzato informazioni riservate per piazzare scommesse sulla
piattaforma. Anche la guerra in Iran, infatti, è stata un tema centrale per le
previsioni di Polymarket. Secondo quanto riferito dalla società di analisi
Bubblemaps SA, sei account di trader anonimi hanno guadagnato 1,2 milioni di
dollari scommettendo su un attacco statunitense all’Iran entro la fine di
febbraio, e mettendo così in evidenza uno schema ricorrente tra gli investitori
della piattaforma.
Proprio come accaduto nel caso di Maduro, anche questa volta gli account in
questione sono stati creati nei giorni precedenti la scommessa, e hanno piazzato
le loro puntate poche ore prima che i bombardamenti colpissero Teheran,
guadagnando cifre da capogiro all’indomani dell’attacco statunitense. La
questione, proprio come accaduto con il Venezuela, ha suscitato subito scalpore
e indignazione, anche nella classe politica americana. “È assurdo che ciò sia
legale”, ha commentato in un post su Bluesky il senatore Chris Murphy. “Le
persone vicine a Trump stanno traendo profitto dalla guerra e dalla morte”.
E non finisce qui. Nelle ultime settimane di marzo, gli account di ben otto
trader – tutti creati attorno al 21 marzo – hanno scommesso un totale di 70mila
dollari su una possibile tregua tra Stati Uniti e Iran, che sarebbe valsa loro
la vincita di ben 820mila dollari. A suscitare sospetti sulle puntate, come ha
riferito l’ex ricercatore di CoinTelegraph Ben Yorke, è stato il fatto che i
suddetti account sembrassero “decisamente appartenere a qualcuno in possesso di
informazioni confidenziali”.
Inoltre, da un’analisi più approfondita è risultato che alcuni di questi account
potessero appartenere a un unico investitore anonimo, che avrebbe preferito
utilizzare portafogli digitali diversi per le sue scommesse sulla piattaforma.
“In genere, quando si è in presenza di una frammentazione dei portafogli e di
tentativi deliberati di occultare l’identità, si possono ipotizzare due scenari
diversi”, ha commentato Yorke. “O è un investitore importante che cerca di
proteggere la propria posizione dall’impatto del mercato, oppure è insider
trading”. A rendere più che plausibile quest’ultima ipotesi c’è stato l’aumento
evidente della probabilità di una tregua tra USA e Iran prima del 31 marzo, la
cui valutazione su Polymarket è passata dal 6% del 21 marzo al 24% del 23 marzo.
Eppure, nonostante i segnali evidenti, la piattaforma di Coplan ha sempre
cercato di mantenere il focus sull’obiettivo informativo. “La promessa dei
mercati predittivi è quella di sfruttare la conoscenza collettiva per creare
previsioni accurate e imparziali sugli eventi più importanti per la società”, si
legge nella nota che accompagna tutte le scommesse relative all’Iran presenti su
Polymarket . “Questa capacità è particolarmente preziosa in tempi strazianti
come quelli odierni. Dopo aver discusso con le persone direttamente colpite
dagli attacchi, che avevano decine di domande, ci siamo resi conto che i mercati
predittivi potevano dare loro le risposte di cui avevano bisogno, in un modo in
cui i telegiornali e X non potevano fare”. Un’affermazione decisamente
conveniente, che permette alla piattaforma di continuare a trarre profitto dalle
guerre e dalla morte di migliaia di persone. E ai trader più informati di
scommetterci.
LE ACCUSE DI INSIDER TRADING E LO ZAMPINO DI TRUMP
La destituzione di Maduro, l’attacco all’Iran e le anticipazioni di tanti degli
eventi che hanno segnato gli ultimi mesi hanno messo in allerta esponenti della
politica ed esperti di sicurezza, convincendoli che i mercati predittivi possano
essere terreno fertile per l’insider trading. A ulteriore conferma di questa
ipotesi arriva uno studio elaborato da un gruppo di ricercatori dell’Università
di Harvard, che hanno stimato vittorie pari a 143 milioni di dollari per i
trader che hanno scommesso cifre notevoli su Polymarket perché in possesso di
informazioni riservate su un’ampia varietà di eventi, dal fidanzamento di Taylor
Swift al vincitore del Premio Nobel per la Pace.
Non stupisce, quindi, che di recente il deputato democratico Ritchie Torres
abbia inviato una comunicazione alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC)
per chiedere di indagare sulle scommesse fatte dagli investitori a pochi minuti
dall’inizio degli eventi. “Questo schema solleva serie preoccupazioni sul fatto
che alcuni operatori di mercato possano aver avuto accesso a informazioni
rilevanti e non di dominio pubblico, relative a un evento geopolitico in grado
di influenzare il mercato”, ha scritto Torres nella lettera condivisa con
l’Associated Press, chiedendo pubblicamente: “Qual è la probabilità statistica
che qualcuno che non sia un insider trader piazzi una scommessa vincente 12
minuti prima di un annuncio presidenziale in grado di influenzare i mercati?”.
A preoccupare, però, non è soltanto il fenomeno dell’insider trading. Giorno
dopo giorno, ora dopo ora, Polymarket si riempie di informazioni predittive
sulle operazioni dei governi più potenti al mondo, rappresentando un’enorme
minaccia alla loro sicurezza. “Polymarket è diventato un mercato illecito per
vendere e speculare su segreti di sicurezza nazionale senza precedenti nella
storia e, di conseguenza, una potenziale fonte di informazioni per i servizi di
intelligence stranieri che tengono d’occhio quelle stesse scommesse sospette”,
ha commentato il senatore democratico Richard Blumenthal, seguito dal deputato
repubblicano Blake Moore, che ha dichiarato di non voler neppure “immaginare un
mondo in cui gli avversari dell’America utilizzino i mercati predittivi per
anticipare la nostra prossima mossa”.
La preoccupazione per la sicurezza del paese, quindi, sembra accomunare
democratici e repubblicani, anche se non si può certo dire lo stesso
dell’insider trading. Su quest’ultimo fronte, infatti, sono soprattutto i
democratici a essersi esposti, avanzando proposte di legge che vietino ai
funzionari governativi di scommettere su eventi di cui conoscono dettagli
altamente riservati. Normative che, molto probabilmente, non saranno approvate,
considerando il forte legame tra l’amministrazione Trump e i mercativi
predittivi. Come anticipato, Donald Trump Jr. è investitore e consulente di
Polymarket, oltre che uno dei consulenti del suo diretto competitor di settore,
Kalshi. E lo stesso presidente degli Stati Uniti sembra avere un interesse per i
mercati predittivi, come dimostrato dal progetto annunciato dall’agenzia
mediatica di famiglia, di cui Donald Trump Jr. è amministratore: il mercato
predittivo Truth Predictive.
“Donald Trump e la sua famiglia sono completamente coinvolti e guadagnano da
Kalshi e Polymarket”, ha commentato il senatore democratico Chris Murphy,
confermando il forte legame tra il governo statunitense e le piattaforme.
Eppure, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, mentre le operazioni in
Iran erano ancora in corso la Casa Bianca ha inviato un’email a tutti i
funzionari governativi, invitandoli a non utilizzare le informazioni in loro
possesso per piazzare scommesse nei mercati predittivi.
Una mossa che, a detta di alcuni, potrebbe essere servita a nascondere la
predilezione del presidente per Polymarket e Kalshi, indissolubilmente legate al
suo figlio maggiore, che in più di un’occasione ha preso le distanze dalle
accuse di corruzione mosse contro di lui. Anche Andrew Surabian, portavoce di
Donald Trump Jr., ha ribadito che il suo unico coinvolgimento nei mercati di
previsione consiste nel fornire consulenza a Kalshi e Polymarket sulle strategie
di marketing, e nel sostenere finanziariamente Polymarket, aggiungendo che non
entra mai in contatto con il governo federale per conto delle società in cui ha
investito o di cui è consulente. Ma nessuna di queste affermazioni, a quanto
pare, è riuscita a placare le perplessità sulle puntate di investitori anonimi
sugli eventi geopolitici che, fino a ora, hanno contraddistinto
l’amministrazione Trump.
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