Torino, master HumanAIze: dopo le proteste Leonardo SpA rimossa dalle aziende partner
Nell’ambito delle ultime elezioni universitarie si è potuta costatare la
presenza di diversi programmi che prevedono un progetto di trasformazione della
ricerca e delle facoltà universitarie in volano dell’impresa – inclusa quella
bellica – e di sostegno attivo alle nuove tecnologie, intelligenza artificiale
inclusa.
Il biglietto da visita di liste legate al centro-destra era non solo quello di
una università governata dal securitarismo e dalla contrazione degli spazi di
libertà collettiva (per capirci zero permessi per aule autogestite o spazi per
iniziative di studenti e studentesse contro la guerra) ma di un mondo
universitario strettamente connesso con il mondo delle imprese, incline a
rafforzare la collaborazione con imprese di armi, fondazioni e centri di ricerca
ad esse collegati.
Bologna, Roma, Firenze, Pisa e Torino, dove le proteste studentesche contro il
genocidio sono state più forti, sono state anche le città universitarie ove
l’assottigliarsi delle destre negli organismi studenteschi è stata accompagnata
da campagne di vittimismo, da aperta contrapposizione alle mobilitazioni per la
Palestina e da critiche a percorsi di studio che non disegnano strette relazioni
con le imprese di armi e nutrono dubbi sulla ricerca legata a tecnologie duali,
utilizzate in gran parte nel settore militare e solo, nella sempre più residuale
parte, in quello civile.
Il capitalismo va dove maggiori sono i margini di profitto, i titoli azionari
dei gruppi produttori di sistemi d’arma hanno raggiunto risultati paragonabili a
quelli delle multinazionali farmaceutiche ai tempi del Covid.
In questo scenario in continua evoluzione, l’omologazione del mondo
universitario passa anche dai nuovi equilibri determinati dall’ingresso di liste
e rappresentanti di destra negli organismi di rappresentanza degli atenei;
l’obiettivo è ridurre ai minimi termini le critiche verso la partecipazione
degli atenei a progetti di ricerca duali.
A tal proposito è da evidenziare la campagna costruita attorno a HumanAIze,
master di due atenei torinesi con il contributo di STEM by women e della
Fondazione Compagnia di San Paolo, aperto alle facoltà umanistiche e dedicato
all’intelligenza artificiale, non gratuito e con un tirocinio in alcune aziende
partner. Le critiche, emerse in ambito studentesco e non, sono state subito
respinte dal Comitato Scientifico che esclude attività militari e lo sviluppo di
tecnologie duali all’interno del master.
Ma nella presentazione del master perché ad un certo punto, stando agli
studenti, è comparso il nome di Leonardo SpA? E perché dopo le prime proteste
leggiamo che il nome di Leonardo SpA è stato rimosso così come si apprende da un
articolo pubblicato dalla Stampa lo scorso 2 luglio?
Nel frattempo, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università crediamo che sarebbe utile iniziare a discutere non solo delle
ragioni per le quali la ricerca non debba avere fini duali ma anche quale
modello sociale si affermerà con l’utilizzo della IA.
A dirlo non siamo noi ma esponenti di punta di aziende che fanno ampio ricorso
all’IA, producono sistemi di arma di ultima generazione e parlano di future
società dove il pubblico sarà fortemente ridimensionato con crescenti disparità
economiche e sociali favorite proprio dalle tecnologie di ultima generazione
(clicca qui).
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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