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Vogliamo i condizionatori o la pace? In merito allo spot per il reclutamento nell’Esercito Italiano
La campagna con cui l’Esercito Italiano prova ad attirare i nostri e le nostre giovani basa il suo messaggio sul rapporto tra guerra e pace, un messaggio che, parafrasando il buon vecchio Mario Draghi, potrebbe essere riassunto così: «Volete continuare a vivere in pace? Allora abituatevi alla guerra!» (clicca qui). Lo spot si apre con la frase centrale «La sicurezza è poter vivere la quotidianità, la normalità senza paura» a cui fanno seguito immagini di vita quotidiana (semplici persone che escono dall’androne di casa, chicchi di caffè, passanti a passeggio in un corso cittadino, bimbi che giocano in riva al mare) alternate a immagini di soldati impegnati in misteriose e pericolose missioni notturne o nelle nostre strade a presidio del territorio. È un messaggio breve, di soli 30 secondi, ma denso di significato; e il significato sta più in quello che non si dice né si fa vedere che non in quello che viene mostrato. La prima cosa che scompare, ma che è fortemente sottesa al messaggio, è la guerra: non ci sono bombe o azioni belliche, questi soldati non fanno la guerra, ma al massimo sono impegnati in qualche addestramento che forse nelle intenzioni dell’emittente dovrebbe apparire affascinante. Ma la campagna reclutamento serve, oggi più che mai, ad attirare giovani perché siano addestrati alla guerra, una guerra che è tanto assente in questo spot quanto ben presente a tutti i suoi destinatari; rimuoverla da uno spot di propaganda non riuscirà certo a cancellarla dall’orizzonte di chi potrà prendere in considerazione di fare questa scelta. La seconda cosa che scompare è il “nemico”: perché queste scene di quotidianità spensierata dovrebbero essere minacciate? E da chi? La minaccia è incombente, potrebbe mettere a rischio la normalità delle nostre vite, ma la minaccia non si vede, è un “qualcosa” che è assenza e proprio perché è assente, non diventa perturbante. Le scene di vita quotidiana non sono in pericolo, il messaggio non punta a farci paura, al contrario vuole essere rassicurante e trasmettere serenità. Il messaggio è: vivi in pace e senza paura grazie alle forze armate. Ma anche questa seconda assenza rimanda, come già l’assenza della rappresentazione della guerra, ad una realtà completamente diversa: da anni lavorano in profondità per costruire cittadini il più possibile terrorizzati, e la paura è entrata nelle menti dei singoli, che vivono il presente con una continua minaccia sul futuro. E così anche questo “nemico”,  benché assente nello spot, è ben presente nella realtà e nell’immaginario dei destinatari. Siamo cioè di fronte a un messaggio che trova i suoi contenuti e la sua centralità più nella dimensione extratestuale che non all’interno del messaggio stesso: chi ascolta e vede sa che la guerra c’è e che la paura esiste, ma questi non vengono mostrati, il perturbante sta nella realtà fuori dal messaggio e non nel messaggio stesso. In questo modo il messaggio di solidità e di protezione che l’esercito vuol mandare diventa paternalistico: è come un buon padre che vuole che i suoi bambini-sudditi possano continuare a giocare senza che si accorgano del pericolo che stanno correndo; ma questo padre-esercito è sì protettivo, ma come un genitore manipolatorio non spaventa i propri figli, ma vuole che sappiano che è solo grazie a lui che possono continuare a giocare. I soldati, dunque, ci proteggono da una guerra che non si vede, ma che c’è e da un nemico che non si vede, ma che viene dato per scontato. Ed è qui che i due non detti si uniscono: sappiate che siete minacciati, sappiate che se volete continuare ad avere la vostra vita e i vostri condizionatori, dobbiamo essere pronti alla guerra, sappiate che la sicurezza interna è legata a doppio filo con quella esterna. Mentre continuano a terrorizzarci, contemporaneamente trovano la soluzione nella militarizzazione della società e delle menti. E questo perché la loro idea di sicurezza è legata a doppio filo con il sistema guerra, l’uno ha bisogno dell’altra; al contrario la nostra idea di sicurezza è legata a doppio filo con la l’idea della pace e crediamo che per uscire tranquilli da un portone di casa serva innanzitutto avere una casa che non costi come metà del nostro stipendio e che per portare i nostri figli al mare servano salari dignitosi; crediamo che le risorse a livello mondiale andrebbero redistribuite secondo criteri di giustizia economica, politica e sociale; insomma crediamo che la vera sicurezza sia fatta di diritti diffusi e universali, e che questa sia l’unica vera garanzia per limitare criminalità interna e per sventare le guerre così necessarie invece a chi impoverisce le condizioni sociali delle nostre vite e continua con la guerra coloniale a depredare il mondo. SAPREMO ANCHE NOI NARRARE AI NOSTRI GIOVANI NON UN FUTURO DI GUERRA COME VOI VORRESTE, MA LA NECESSITÀ DI LOTTARE PER UN ALTRO FUTURO, LIBERO DAI VOI SIGNORI DELLA GUERRA E DA VOI CHE VI SIETE AUTOPROCLAMATI PADRONI DEL MONDO. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Colle Val d’Elsa (SI), 22 aprile: “Ripudiamo le guerre, Riprendiamoci il futuro”
MERCOLEDÌ, 22 APRILE 2026, ORE 19:30 CIRCOLO AGRESTONE DI COLLE DI VAL D’ELSA In un contesto globale segnato dall’escalation bellica e da una spinta sempre più aggressiva verso il riarmo, il Forum per la Pace Valdelsa promuove un momento di riflessione e mobilitazione collettiva per mercoledì 22 aprile 2026, a partire dalle ore 19:30. Si terrà, dunque, presso il Circolo Agrestone di Colle di Val D’Elsa l’iniziativa “Ripudiamo le guerre, Riprendiamoci il futuro”. L’evento inizierà con un apericena vegetariano (su prenotazione: 3472156117) e proseguirà alle 20:30 con un dibattito che vedrà la partecipazione di: Serena Tusini, Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle università Marco Bersani, Attac Italia Movimento NoBase Pisa (in collegamento da remoto). -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Grande successo con circa 600 partecipanti al Convegno nazionale dell’Osservatorio “Il Trauma della guerra” a Torino
Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Dopo le due edizioni precedenti a Roma (qui il convegno del 2024 e qui quello del 2025), quella di quest’anno a Torino presso la sala del Gruppo Abele è stata di fatto l’edizione che ha riscosso più successo di pubblico tra le iniziative organizzate dall’Osservatorio con circa 400 partecipanti online e circa 200 in presenza. Si tratta di un successo che conferma la scelta di privilegiare una città che è diventata un interessante laboratorio politico, dopo i fenomeni di repressione del dissenso e di restrizione degli spazi di democrazia con lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Ma si tratta anche della conferma del fatto che molte persone si stanno accorgendo di ciò che l’Osservatorio denuncia da anni, e cioè che l’orizzonte della guerra, che ci stiamo lentamente abituando ad accettare, necessita di un universo simbolico, di una narrazione mediatica e di una struttura economica che vengono costruite nelle scuole e nelle università. Il convegno, aperto dal saluto di Lucia Bianco, responsabile del Gruppo Abele che ha ospitato l’evento, e da Giovanna Lo Presti di Scuola e Società, che ha permesso che il Convegno valesse come aggiornamento per i/le docenti, è stato introdotto da Roberta Leoni, presidente dell’Osservatorio, la quale ha spiegato le motivazioni che hanno condotto l’organizzazione a concentrarsi sul tema del Trauma della guerra in continuità con il il convegno dello scorso anno, di cui vengono presentati gli atti nel volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra. Il primo contributo del convegno è arrivato da Bruna Bianchi, docente di storia contemporanea e storia delle donne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La professoressa ha dimostrato quali furono le risposte di coloro che, durante la Prima Guerra Mondiale, una volta ritrovatisi al fronte, presero coscienza del loro rifiuto alla guerra. Attraverso una elegante collezione di documentazioni manicomiali, fotografie e estratti di diari, l’intervento è andato via via riabilitando la figura del disertore. Un’interessante evoluzione, a livello collettivo, che partendo dalle psicosi e passando per forme di disobbedienza e diserzione individuale (e relativa repressione) arriva a una delle ultime foto, in cui una squadra intera (meno uno) di soldati sorride. Essi hanno disertato insieme e inviano la foto al loro (ex) comandante! (In fondo trovate le slide dell’intervento). Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, ha affrontato il tema della guerra nella sua declinazione di resistenza armata al nazifascismo nel corso della Seconda guerra mondiale e, in particolare, si è soffermato sulla dimensione internazionale della resistenza stessa, così come viene delineata in maniera più circostanziata nel volume Storia internazionale della Resistenza italiana. Greppi ha evidenziato il nesso tra la lotta antifascista della prima ora e la strutturazione della resistenza armata. CARLO GREPPI: «IN GUERRA SI COMBATTE PER LA PATRIA, QUANDO SI RIFIUTA LA GUERRA SI COMBATTE PER L’UMANITÀ». A seguire Maurizio Bonati, medico dell’Istituto Mario Negri di Milano, attraverso ampi passi del suo lavoro scientifico pubblicato ne volume Il cronico trauma della guerra ha evidenziato con drammatica abbondanza di dati quantitativi le conseguenze di lungo periodo dei conflitti armati, soffermandosi sugli effetti di malnutrizione e carestia sui civili, in particolare sui bambini e le bambine, e mettendo in evidenza il tema della cronicizzazione dei danni dovuti a questi fenomeni. L’intervento ha permesso di aprire un’ importante riflessione sulla fame come arma di guerra, fenomeno che risulta di tragica attualità nella striscia di Gaza. (In fondo trovate le slide dell’intervento). Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e autore con Betta Tusset del volume Sotto il cielo di Gaza, portando sulle spalle una kefiah palestinese, ha costruito il suo intervento partendo da una foto (in basso) che aveva comprato anni fa nella libreria di Gerusalemme, già allora bersaglio di ripetuti attacchi israeliani. La foto ritraeva due bambine a scuola in un Campo di Rafah nel 1979, entrambe con una mano alzata a chiedere la parola, perché hanno qualcosa da dire. L’immagine evoca un diritto alla scuola brutalmente calpestato, da cui traspare la durezza di una realtà dove le scuole e le università vengono appositamente colpite e poi riempite di mine, in un atto ragionato e deliberato che porta don Nandino a parlare di scolasticidio. Anche don Nandino, come altre relatrici e relatori, mostra la volontà di rinascita e resistenza in questa realtà, infatti, tenendo una “mano alzata”, anche lui come le bambine, e leggendo qualche riga di Hanno ucciso Habibi di Shrouq Aila narra di un popolo che, nonostante tutto, continua a studiare e crescere. Dalle parole di Luigi Daniele, docente universitario presso l’Università degli studi del Molise ed esperto di diritto dei conflitti armati, traspare come il genocidio nel territori occupati palestinesi segni la fine di tre secoli di pensiero politico. Oggi guerra, terrorismo di Stato e genocidio sono una cosa sola: sono la forma in cui gli Stati moderni occidentali perseguono i proprio interessi nazionali. Ma la “democrazia” esiste ancora e anzi si definisce proprio come antitetica a tutto questo, sia come fine sia come mezzo, in un finale di presentazione che ci anima e tanto ci ricorda Les Justes di Albert Camus. LUIGI DANIELE: «NON ESISTE UNA GUERRA PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA. GUERRA E DEMOCRAZIA SI COMBATTONO SEMPRE, TALVOLTA ALL’ULTIMO SANGUE. LA GUERRA È IL TERRENO PIÙ FERTILE DEI TOTALITARISMI». Partendo da alcune citazioni dei precedenti interventi, e chiudendo con La guerra che verrà (1939) di Bertold Brecht, Francesco Schettino, docente di economia politica, ha guardato al tema del trauma della guerra attraverso una lente economica, dal momento che sistema economico capitalistico trova sempre il modo di risolvere le proprie crisi attraverso la guerra. Schettino ha mostrato e motivato la presenza di una crisi globale attuale che altro non è che un tentativo statunitense di mantenere una supremazia economica già perduta all’inizio degli anni 2000 a favore della Cina, aggiungendo ancora un tassello alla pluralità di sguardi del convegno. ((In fondo trovate le slide dell’intervento). Infine, Serena Tusini, docente e tra le fondatrici dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ha illustrato i meccanismi attraverso i quali la leva sta tornando in diversi Paesi europei. Facendo riferimento ai concetti di difesa totale e di resilienza, ha sottolineato come la distinzione tra civile e militare sia superata all’interno di un processo d israelizzazione delle nostre società. L’obiezione di coscienza nelle sue forme storiche non è più dunque praticabile e occorre trasformarla in obiezione totale, così come occorre trasformare la resilienza in resistenza. Davanti ad uno scenario geopolitico decisamente cambiato rispetto al passato, dunque, in cui le vecchie categorie sono state sostituite da nuove e in cui l’ordine mondiale si regge su un sistema politico ed economico che fa affari con la guerra, occorre che la società civile si decida ad assumere prese di posizione più radicali per fermare il Trauma della guerra. E anche davanti alla necessità di difendere la Patria, quando la Patria è governata da chi si lancia nell’offesa della Patria degli altri, sarebbe il caso, come suggerisce in chiusura Michele Lucivero, docente e attivista tra i fondatori dell’Osservatorio, di ritornare a leggere le parole che don Lorenzo Milani indirizzava nel 1965 ai cappellani militari: Non discuterò qui l'idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste divisioni. Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto (…) di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto. Qui alcune immagini del Convegno Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi a Torino. In fuga dalla guerraDownload Il trauma della guerra_Torino 2026Download economia_guerra_torino SchettinoDownload UN SENTITO RINGRAZIAMENTO VA ALLE RELATRICI E AI RELATORI CHE HANNO ACCETTATO DI PARTECIPARE AL NOSTRO CONVEGNO NAZIONALE, MA ANCHE ALLE CIRCA 600 PERSONE CHE HANNO SEGUITO E APPREZZATO L’INIZIATIVA. IL VOSTRO SUPPORTO, ANCHE CON UNA PICCOLA DONAZIONE, È FONDAMENTALE PER CONTINUARE A LAVORARE NELLA DIREZIONE PACIFISTA E ANTIMILITARISTA. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La Spezia, 11 aprile: “La militarizzazione della scuola azienda”
SABATO, 11 APRILE ALLE 17:30 LE GRAZIE, VIA LIBERTÀ 219, A LA SPEZIA Sabato, 11 aprile alle 17,30 a Le Grazie, via Libertà 219 a La Spezia, Serena Tusini, docente, attiva nell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università interverrà in un incontro pubblico dal titolo “La militarizzazione della scuola azienda”. Si tratta del terzo evento pensato con ANPI Porto Venere per il ciclo “Verso il 25 aprile” e non poteva che riguardare la scuola, investita da provvedimenti e da progetti di riforma che la riportano indietro di decenni, annullando le conquiste di docenti, studentesse e studenti. La scuola vede ormai sempre più massiccia la presenza di aziende, civili o militari che siano, aggredita da circolari che mirano ad uccidere la libertà di insegnamento e anche le libertà individuali. Una scuola che non forma, ma addestra. Una scuola sempre più lontana da quanto sancito dagli articoli 33 e 34 della nostra Costituzione. Clicca qui per le informazioni su Facebook. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Galbiate (LC), 15 aprile: “Il ritorno della leva e la militarizzazione della scuola”
MERCOLEDÌ 15 APRILE ALLE ORE 20:00 LO SPOT, IN VIA BERGAMO 1 A GALBIATE (LC) L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università parteciperà alla serata informativa presso Lo Spot, in Via Bergamo 1 a Galbiate (LC), dal titolo: “Il ritorno della leva e la militarizzazione della scuola“. La serata affronta un tema tornato al centro del dibattito pubblico: il rapporto tra istituzioni militari, giovani e istruzione. Per l’Osservatorio interverranno Serena Tusini e Elena Abate. In un contesto europeo in cui diversi Paesi stanno discutendo o reintroducendo forme di servizio militare obbligatorio e in cui la presenza delle forze armate negli istituti scolastici suscita opinioni contrastanti, la serata si propone di offrire informazioni e spunti di riflessione per comprendere meglio la realtà attuale. Un’occasione per approfondire, fare domande e formarsi un’opinione consapevole. La cittadinanza è invitata a partecipare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Firenze, 8 aprile: “Contro la guerra e il ritorno della leva obiezione di coscienza totale”
MERCOLEDÌ 8 APRILE ALLE ORE 18.00 COMUNITÀ DI BASE “LE PIAGGE” – CENTRO SOCIALE “IL POZZO” PIAZZA ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN, 2 – FIRENZE l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Scuole e non caserme, e la Comunità di base “Le Piagge” hanno organizzato un incontro per discutere il ritorno della leva militare, così come annunciato dal ministro della Difesa Crosetto. Le tensioni geopolitiche crescenti e i venti di guerra che soffiano sempre più forte impongono una riflessione su come la leva militare stia tornando in molti Paesi europei secondo modelli nuovi di cui è necessario prendere coscienza. Interverranno Serena Tusini per l’Osservatorio, Alessandro Orsetti per Scuole e non caserme, Sandra Carpi Lapi per No Riarmo e Sara Bartoloni per Ferrovieri contro la guerra. Seguirà un momento di dibattito aperto in cui tutti e tutte potranno intervenire e porre domande. La cittadinanza è invitata a partecipare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contropiano: La situazione in Italia sulla leva militare
DI SERENA TUISINI SU CONTROPIANO DEL 19 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Serena Tusini, pubblicato su Contropiano il 19 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Per questo il lavoro che dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si rivela preziosissimo: l’Osservatorio è infatti posizionato nel luogo che l’avversario ha scelto come privilegiato per il suo intervento26 ed è proprio qui, a partire dalle scuole, che può essere organizzata una resistenza pedagogica, culturale e politica che veda nell’alleanza tra docenti, studenti e genitori uno strumento in grado di invertire la tendenza, una massa critica che rifiuti radicalmente la penetrazione dei valori militari all’interno delle nostre aule e che protegga i giovani dalle sirene delle “carriere in divisa”…continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contropiano: La leva militare in Germania e Polonia
DI SERENA TUISINI SU CONTROPIANO DEL 16 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Serena Tusini, pubblicato su Contropiano il 16 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Questo è il principale motivo alla base del “successo” che in Italia continua ad avere l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università perché esso ha saputo posizionarsi con anticipo in un luogo strategico per l’avversario; in Italia infatti i processi che stiamo analizzando sono ancora poco maturi e la lotta contro la militarizzazione dell’educazione può contare su un vantaggio temporale rispetto all’avversario che comunque, al pari di tutti i guerrafondai europei, si sta muovendo verso la reintroduzione della coscrizione….continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contropiano: Il ritorno della leva militare in Europa e in Italia
DI SERENA TUSINI SU CONTROPIANO DELL’8 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Serena Tusini, pubblicato su Contropiano l’8 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Riflettere sui sistemi di reclutamento militare significa mettere a fuoco i rapporti sociali che si rispecchiano nella forma degli eserciti; quest’ultimi infatti storicamente assumono diverse modalità di reclutamento, di organizzazione, di addestramento e di impiego dettate non solo dalla tipologia di guerra nella quale saranno impegnati, ma anche dal legame che le classi dominanti stabiliscono con le masse dei subalterni….continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente