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Piombino, 24 ottobre: dibattito contro il ritorno della leva militare
SABATO 24 OTTOBRE ORE 16.30 SALA DI QUARTIERE DI SALIVOLI (LUNGOMARE MARCONI 280) PIOMBINO I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono il futuro! Il 24 ottobre a Piombino ci sarà un momento di dibattito e confronto tra diverse realtà giovanili e studentesche contro il ritorno della leva militare. Interverranno: Serena Tusini, docente e membro dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; Opposizione Studentesca d’Alternativa Roma; Collettivo Scuola di Carta Livorno; Giovani Comunisti di Piombino. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pace e scuola: corso di formazione online e in presenza contro la militarizzazione
In concomitanza con la tappa locale del Giro d’Italia per la Pace (prevista a Cremona per il 23 ottobre 2026), prende il via un articolato percorso formativo dal titolo “Disarmare le menti e disobbedire alla guerra nell’epoca del riarmo”. L’iniziativa offre un corso gratuito online e in presenza rivolto a docenti, attivisti e costruttori di pace, con il rilascio di una certificazione delle ore di partecipazione. Il progetto nasce dalla sinergia della Rete scuole pace e nonviolenza – che raggruppa sigle storiche dell’impegno civile e umanitario come Pax Christi, Amici di Emmaus ODV, Amnesty International, Emergency, Tavole della Pace Cremona e Oglio Po, Comunità Laudato Si’ Cremona e Oglio Po – in collaborazione con Proteo Fare Sapere Cremona e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona. In una fase storica segnata da crescenti tensioni geopolitiche e spinte verso la militarizzazione, il corso vuole offrire strumenti pedagogici e di analisi critica per decostruire la cultura del conflitto. Il percorso si articola in cinque incontri chiave, alternando una sessione inaugurale in presenza a lezioni tematiche online con esperti del settore. Il programma degli incontri * Mercoledì 30 settembre (ore 18:00 – 20:00) | IN PRESENZA * Sede: Teatro Monteverdi, Cremona * Evento: Proiezione del film documentario Innocence di Guy Davidi. Incontro aperto a tutta la cittadinanza. * Martedì 13 ottobre (ore 18:00 – 20:00) | ONLINE * Tema: La guerra come progetto: riarmo e dominio del complesso tecno-militare * Relatore: Antonio Mazzeo (docente, peace-researcher e giornalista). * Mercoledì 28 ottobre (ore 18:00 – 20:00) | ONLINE * Tema: Nonviolenza attiva: disarmare la cultura e costruire la difesa civile non armata del bene comune * Relatore: Mao Valpiana (presidente nazionale del Movimento Nonviolento). * Mercoledì 11 novembre (ore 18:00 – 20:00) | ONLINE * Tema: Pedagogia della pace nell’epoca dei conflitti e del riarmo * Relatore: Aluisi Tosolini (coordinatore nazionale Rete delle Scuole di Pace). * Sabato 21 novembre (ore 15:00 – 17:00) | ONLINE * Tema: Cittadini o soldati? La militarizzazione nelle scuole e il ritorno della leva militare * Relatrice: Serena Tusini (docente, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università). Le ore effettive di partecipazione saranno certificate da Proteo Fare Sapere Cremona, ente accreditato e riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ai sensi del DM 08.06.2005 e della Direttiva MIUR 170/2016. LA PARTECIPAZIONE È GRATUITA PREVIA ISCRIZIONE OBBLIGATORIA COMPILANDO IL MODULO GOOGLE. Per maggiori informazioni: paxcremona@gmail.com. Info all’indirizzo Diocesi di Cremona. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Modena, 9 ottobre. Dibattito “Palestina: il valore delle mobilitazioni per la generazione della Crisi”
VENERDÌ 9 OTTOBRE, ORE 18.00 MODENA, COMPARTO EX MACELLO, VIA IV NOVEMBRE 40 In occasione della mobilitazione globale indetta dalla Global Alliance for Palestine, dal 9 all’11 ottobre si terrà a Modena la terza edizione di #United4Gaza: dibattiti, concerti, mostre, cene, laboratori per bambini. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università interverrà Serena Tusini venerdì 9 alle 18.00 al dibattito “Palestina: il valore delle mobilitazioni per la generazione della Crisi”, insieme a Jacopo Grandi e Tommaso Serri di Giovani Modena Palestina, Helena Giannini dell’Unione Degli Universitari Modena Reggio e Antonella Bundu della Global Sumud Flotilla. Modererà Marcella Farioli, docente di Cobas Scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Palestina: effetto collaterale?
Con aggiornamenti di Anbamed e Radio Onda d’Urto; appuntamenti; articoli e analisi di Awad Abdelfattah, di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad, di Ilaria de Bonis, di Claudio Geymonat, di Gaurav Kumar, di Lavinia Marchetti, di Tamer Nafar, di Enrico Semprini e altre/i Prefazione di Enrico Semprini. In questo dossier si parla di eccidi, di solidarietà e…del punto di vista palestinese
Pisa, 12 settembre: Sottrarsi alla guerra: antimilitarismo e obiezione di coscienza in Italia e in Europa
SABATO, 12 SETTEMBRE 2026, ORE 18 BIBLIOTECA FRANCO SERANTINI, VIA G. CARDUCCI N. 13, LOCALITÀ LA FONTINA, GHEZZANO (PISA) Nell’ambito dell’iniziativa che si svolgerà a Pisa per Liberazione in festa, organizzata dalla Biblioteca Franco Serantini, segnaliamo un dibattito dal titolo Sottrarsi alla guerra: antimilitarismo e obiezione di coscienza in Italia e in Europa. «Alla vigilia del vertice Nato di Ankara del luglio 2026, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il segretario generale della Nato Mark Rutte hanno pubblicato un documento congiunto per annunciare un definitivo cambio di paradigma: l’Europa deve smettere di pensare alla guerra come un evento lontano, da cui la possano difendere alleati potenti, l’Europa deve armarsi e difendersi direttamente. Questo significa convertire i propri sistemi industriali alla guerra, ma anche obbligare i ragazzi e le ragazze di tutti i paesi membri a fare la guerra in prima persona. L’obiezione di coscienza alla leva obbligatoria ha una storia molto importante nel nostro paese, ma anche un presente di enorme importanza per il futuro del continente europeo, ai fini di contrastare un destino bellico che sembra già deciso». Ne parliamo con Marco Labbate (storico) Serena Tusini (attivista) Testimonianze di mobilitazioni contro l’arruolamento: le esperienze della Germania e del Movimento No Base di Pisa introduce Andrea Traina (BFS-Issoreco) Marco Labbate è dottore di ricerca in Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Urbino e vicedirettore dell’Istituto di storia contemporanea di Pesaro-Urbino, autore del libro Un’altra patria. L’obiezione di coscienza nell’Italia repubblicana (Pacini 2020). Serena Tusini è dottoressa di ricerca in Italianistica, insegna lettere nelle scuole superiori, è attiva nell’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università, nato tre anni fa, in cui si occupa in particolare dei sistemi di leva a livello europeo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dibattito sulla militarizzazione della società al festival della Resistanza di Fosdinovo (MS)
OGGI 7 AGOSTO ORE 19.00 MUSEO AUDIOVISIVO DELLA RESISTENZA, FOSDINOVO (MS) L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente al Festival “Fino al cuore della rivolta” che, come ormai da molti anni, unisce le tematiche della Resistenza a quelle dell’attualità attravreso una pluralità di dibattiti. Oggi 7 agosto Serena Tusini interverrà per l’Osservatorio, in dialogo insieme a Alfio Nicotra della Rete Italiana Pace e Disarmo sul tema della militarizzazione della società; coordina il dibattito Checchino Antonini (Redazione Popoff Quotidiano). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Educazione e militarizzazione: riflessioni sulle morti in caserma
La puntata di «Un giorno in pretura» andata in onda su RAI3 il 29 luglio (clicca qui per guardare il video) ha affrontato il processo per la morte di Emanuele Scieri avvenuta nella caserma paracadutisti di Pisa nel 1999. Il processo apre uno squarcio terrificante su quella «pedagogia dell’umiliazione» che, benché coperta da omertà, è ben viva nel mondo militare, come abbiamo messo anche in evidenza in relazione al numero dei suicidi in caserma. La conduttrice Roberta Petrelluzzi chiude la puntata con queste parole: «Questo processo acquista una particolare rilevanza proprio nel momento in cui nel mondo, come diceva papa Franesco, è in atto una terza guerra mondiale a pezzi e da più parti viene ventilata l’idea di istituire di nuovo la leva obbligatoria». Guardiamo questa puntata e facciamola vedere nelle nostre classi. Sono proprio questi i motivi per i quali come docenti dobbiamo fare muro ai militari che vengono nelle nostre scuole a magnificare le «carriere in divisa»; è qui che vogliamo che i nostri studenti e le nostre studentesse «crescano»? Questo è un sistema dove sei vittima o carnefice. A scuola si insegna a pensare con la propria testa, nel mondo militare annullano il pensiero e l’insegnamento è solo uno: ubbidire senza pensare e, per farlo entrare bene nella testa, i sistemi sono questi… guardate e condividete, e opponiamoci all’orientamento militare nelle nostre scuole. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Voci critiche sulla PdL “Un’altra difesa è possibile”: non “complementarità”, ma “alternativa” alla guerra con l’obiezione totale e collettiva
In questi anni di costante e quotidiano lavoro di monitoraggio del livello di bellicismo nei luoghi della formazione e della società civile, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha segnalato e pubblicato numerosissimi casi di invasione delle forze armate nelle scuole, ma anche analisi approfondite sull’avanzare della “Cultura della difesa”, sul riarmo e sul contesto geopolitico in cui prendevano significato quelle iniziative. In un quadro caratterizzato da un radicale antimilitarismo, che accomuna tutte le componenti dell’Osservatorio, di cui diverse si riferiscono esplicitamente alla tradizione pacifista e nonviolenta, chi ha preso parte al suo percorso ha maturato via via la consapevolezza di un chiaro processo guerrafondaio in cui molte istituzioni, a partire dai governi e dagli apparati economici degli Stati che fanno affari con gli armamenti, per finire con le organizzazione internazionali, tra cui la NATO, stanno trascinando le popolazioni verso il baratro della guerra, cercando di indorare la pillola di una tragedia mondiale che deve necessariamente allertare per il semplice motivo che per la qualità e la quantità dell’arsenale a disposizione, la deflagrazione che si prevede non può che essere l’ultima, l’estrema e la definitiva misura per spazzare via l’umanità intera dalla faccia della Terra. E, allora, in considerazione di queste analisi e delle evidenze empiriche raccolte, chi si ritrova quotidianamente a costruire il sostrato concreto che costituisce il lavoro dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, pur nella consapevolezza dello sforzo profuso da chi è stato coinvolto nell’estensione della PdL Un’altra difesa è possibile, la cui storia nell’ambito del movimento pacifista non è in discussione, vorrebbe mettere in evidenza tutte le perplessità che essa ha suscitato in ambienti e in soggetti con altrettanta comprovata fede pacifista, antimilitarista e nonviolenta, soprattutto in relazione al ruolo che il servizio civile verrebbe ad assumere nel contesto internazionale. Tra le varie perplessità emerse, si segnalano ad esempio: – Serena Tusini, sindacalista e docente tra le promotrici dell’Osservatorio, in un articolo pubblicato su «Contropiano» il 28 marzo 2026, critica aspramente la PdL sulla difesa nonviolenta, definendola una proposta datata e funzionale alla dottrina NATO della “difesa totale” (CIMIC) nella quale l’ambito civile è interamente e strutturalmente come terreno operativo militare. Alla luce di questo, Tusini denuncia la proposta come uno strumento per militarizzare i cittadini, con il servizio civile che funge da “cavallo di Troia” per il ritorno della leva obbligatoria, criticando infine il terzo settore per favorire la privatizzazione dello stato sociale. – Michele Lucivero, giornalista e docente tra i promotori dell’Osservatorio, in un articolo pubblicato su «Pressenza» il 6 maggio 2026, denuncia il rischio che il ritorno della leva obbligatoria in Europa trasformi il servizio civile proposto nella PdL in una difesa “complementare” subordinata alle logiche militari della NATO, tradendo così l’eredità etica di don Lorenzo Milani e la storia dell’obiezione di coscienza. Attraverso un’intervista a Rebecka Lindholm Schulz, referente della Società Svedese per la Pace e l’Arbitrato, viene analizzato il “modello svedese”, in cui il servizio civile dal 2026 include compiti di cybersicurezza e logistica strettamente integrati all’apparato bellico. Di fronte a queste dinamiche, l’autore solleva il dilemma morale di dover difendere alleanze militari che agiscono come oppressori e invita il movimento pacifista italiano, dove la leva non è ancora attiva, a una disobbedienza civile totale, proponendo anche la creazione di un fondo economico per sostenere chi rifiuta radicalmente la militarizzazione; – Antonino Drago, primo proponente di un progetto di legge sulla difesa popolare nonviolenta (1969), e Franco Dinelli, Direttore Centro Studi di Pax Christi, in un articolo pubblicato su «Il Fatto quotidiano» il 16 maggio 2026, criticano duramente la PdL, sostenendo che essa rischia di ridurre il servizio civile e la stessa “obiezione di coscienza”, che viene adombrata nel testo, a scelte subordinate alla difesa militare. Gli autori evidenziano la necessità di una vera autonomia per la difesa nonviolenta, avvertendo che un compromesso strutturale, “complementare”, “affiancato” e “integrato” con i Governi, sempre più ostaggi nella NATO, annullerebbe le alternative alla guerra; – Ermete Ferraro, presidente del Movimento Internazionale per la Riconciliazione, tra gli aderenti all’Osservatorio, in un articolo pubblicato l’8 luglio 2026 sul suo blog, ha definito la PdL Un’altra difesa è possibile una versione “minimalista” e compromissoria, che integra la difesa militare anziché rappresentare un’alternativa strutturale. Il dissenso si concentra sulla definizione di difesa “complementare” (Art. 1) e sulla mancanza di un dibattito interno profondo, evidenziando la stasi del movimento pacifista, adattatosi alla realpolitik. La posizione critica sottolinea la necessità di un programma costruttivo autonomo e coerente con la teoria della difesa “alternativa”; – Alfonso Navarra, coordinatore dei Disarmisti esigenti, tra i fondatori dell’Osservatorio, in un articolo pubblicato l’8 luglio sul blog obiezioneallaguerra esprime molti dubbi sulla PdL proposta dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, definendola un “riformismo burocratico” che non scalfisce affatto l’apparato militare-industriale e la logica NATO. Egli sostiene, addirittura, che la difesa civile non armata sia costituzionalmente equivalente a quella militare e propone di superare il meccanismo dell’obiezione fiscale del 6×1000 attraverso tre rotture radicali: una dottrina nonviolenta basata sull’art. 52, il trasferimento economico dei fondi dagli armamenti alla difesa civile e la denuclearizzazione unilaterale; Per tutti questi motivi, la PdL Un’altra difesa è possibile, pur ponendosi l’intento di inserire, tra le altre cose, il servizio civile all’interno di un quadro costituzionale caratterizzato dalla difesa nonviolenta e non armata del proprio Paese, rischia di essere una misura non solo insufficiente sulla via del pacifismo, ma anche controproducente, dal momento che potrebbe rivelarsi uno strumento utile nelle mani dei guerrafondai. L’ambiguità del testo dell’iniziativa legislativa, infatti, nel richiamare “la complementarità” e non “l’alternativa” alla guerra e alla difesa armata, rischia di essere lo strumento attraverso il quale la strategia NATO della difesa totale s’incunea nella società civile, rendendo quest’ultima complice delle guerre d’aggressione in cui alcuni capi di Stato dissennati stanno cercando di trascinare un’alleanza militare da cui converrebbe, piuttosto, rapidamente uscire. Si tratta, dunque, di perplessità diffuse in maniera trasversale nel mondo pacifista, antimilitarista e nonviolento dovute all’equivocità, certamente non ricercata, ma non per questo meno patente, del testo in questione. Tuttavia, nello spirito democratico e pluralistico che connota la nascita dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, vorremmo, al più presto, riprendere insieme il dibattito intorno alla nostra proposta di obiezione totale a partire dalle indicazioni tracciate nel nostro Manifesto di Resistenza alla militarizzazione, che consideriamo l’ipotesi al momento più idonea per affrontare un contesto internazionale connotato da una normalizzazione della guerra. Un’obiezione totale e collettiva da esercitare in tutti i luoghi di lavoro e di formazione anche per arginare la propaganda per l’arruolamento nelle forze armate che si presenta spesso come unico sbocco lavorativo per zone sempre più depresse del nostro Paese. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Massa, 12 luglio: incontro “Normalizzare la guerra, militarizzare scuola e società”
DOMENICA, 12 LUGLIO, ORE 18:00 MASSA, PALAZZO DUCALE IN PIAZZA ARANCI L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università partecipa a un incontro organizzato dall’associazione Mycelium con ha già collaborato in passato. Il dibattito verterà sui temi della guerra e della militarizzazione della società. Insieme alla nostra Serena Tusini, docente e attivista, tra le fondatrici dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, parteciperà all’incontro il prof Angelo d’Orsi, storico e saggista, già docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Torino. L’incontro si svolgerà domenica 12 luglio alle ore 18:00 a Massa nel palazzo Ducale in piazza Aranci. L’ingresso è libero. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Putignano (PI), 11 luglio: “La scuola in guerra”, incontro con Osservatorio contro la militarizzazione
PUTIGNANO (PI), PIAZZA XXV APRILE, CIRCOLO ARCI VENERDÌ, 11 LUGLIO, ORE 10:00 La festa di Ottolina è un’occasione importante per discutere di una società non distopica, per approcciarsi alla realtà con una visione del mondo non funzionale ai blocchi di poteri dominanti. Siamo stati invitati come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per parlare delle nostre attività, della documentazione fornita al mondo della scuola per resistere e contrastare i processi di privatizzazione imperanti; lo stesso discorso vale per l’università. Ci è stato chiesto di entrare nel merito delle iniziative intraprese e di quelle in cantiere e, al contempo, di leggere il riarmo nelle sue ripercussioni sul mondo dell’istruzione. Parleremo del nuovo modello di difesa voluto dal ministro Guido Crosetto, della riorganizzazione dell’esercito, ma anche della trappola dei corpi di difesa non violenta. Di questo e di molto altro parleranno, per l’Osservatorio, Serena Tusini e Federico Giusti.