Sondaggio: “Giovani e Guerre”. Un’indagine per conoscere il punto di vista dei vicentiniPubblichiamo un interessante Report sulla restituzione dei risultati del
questionario “Giovani e Guerre”, realizzato nell’ambito del progetto scolastico
“L’Obbedienza non è più una virtù”, promosso dal Gruppo Scuole Disarmate Vicenza
con il supporto dell’Associazione Oikos e presentato il 20 marzo presso l’ITIS
“Rossi” di Vicenza.
L’iniziativa ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il punto di vista
dei giovani vicentini di fronte ai conflitti armati, alla pace e al ruolo della
scuola nell’educazione critica alle dinamiche della guerra. Il progetto nasce
con un obiettivo preciso, in linea con quello dell’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università, cioè contrastare la crescente
narrazione che tende a presentare la guerra come inevitabile, o addirittura come
soluzione legittima dei conflitti internazionali, e rafforzare invece nei
giovani strumenti di riflessione, responsabilità personale e cittadinanza
attiva. Nella dispensa del progetto si sottolinea infatti che la scuola deve
restare uno spazio di libertà, pensiero critico e costruzione di un futuro di
pace.
Al questionario hanno risposto 1561 studenti e studentesse di 15 scuole
superiori di Vicenza e provincia, offrendo un quadro ampio e significativo del
sentire delle nuove generazioni su guerra, pace, servizio militare, informazione
e ruolo delle istituzioni scolastiche.
L’indagine è stata elaborata dal professor Giuseppe Pellegrini dell’Università
di Trento, dalla professoressa Silvia Cataldi dell’Università La Sapienza di
Roma e dalla dottoressa Irene Moresco. La rilevazione si è svolta tra il 18
novembre e il 24 dicembre 2025.
Dal report emerge un forte stato di attenzione e preoccupazione: quasi il 70%
degli intervistati si dichiara abbastanza o molto preoccupato per un possibile
coinvolgimento dell’Italia in una guerra, mentre sulla possibilità di un
conflitto globale prevalgono sentimenti di inquietudine e allarme.
Uno degli elementi più rilevanti emersi dall’indagine riguarda il netto rifiuto
dell’approccio militare come risposta ai conflitti. I dati mostrano infatti che,
in caso di chiamata obbligatoria alle armi, soltanto il 35,1% dei rispondenti
dichiara che si arruolerebbe, mentre la quota più alta, il 37,5%, afferma che
sceglierebbe di fuggire all’estero.
ANCHE RISPETTO AL SERVIZIO MILITARE VOLONTARIO, LE PERCENTUALI RESTANO
CONTENUTE, MENTRE MOLTI RAGAZZI DICHIARANO DI NON RICONOSCERSI NÉ NELLA SCELTA
MILITARE NÉ IN QUELLA DEL SERVIZIO CIVILE. UN ORIENTAMENTO CHE CONFERMA UNA
DIFFUSA DISTANZA CULTURALE DEI GIOVANI DALLA GUERRA COME STRUMENTO DI SOLUZIONE
DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI.
Per gentile concessione del Gruppo Scuole Disarmate Vicenza, che ringraziamo,
mettiamo a disposizione il Report in PDF per una lettura ed uno studio
approfondito sul sentimento dei/delle giovani rispetto alla guerra e
all’arruolamento.
REPORT_PELLEGRINI_EVENTO_20260320Download
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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