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[Lipsia, Germania] L’infrastruttura nel mirino: l’Amministrazione Immobiliare ed Edilizia della Sassonia privata del proprio parco veicoli
da knak.news, 13 luglio 2026 Non tutti si sono fermati nella stagione estiva. Mentre il mondo intero segue i mondiali di calcio, subisce le consequenze del cambiamento climatico a bordo di un lago o assiste alla morte di 5’000 tedeschi a causa di colpi di calore negli appartamenti non climatizzati, la CDU [Christlich Demokratische Union – Unione Democratica Cristiana, NdT] in collaborazione con la SPD [Sozialdemokratische Partei Deutschlands – Partito Socialdemoctatico Tedesco] e la BSW [Bündnis Sahra Wagenknecht – Alleanza Sahra Wagenknecht] ha messo in pista un nuovo progetto globale di legge sulla polizia. Questo non si dovrebbe poter fare di nascosto. Come già riportato dalla stampa, nella notte tra venerdì e sabato due auto sono state distrutte da un incendio e un’altra è rimasta danneggiata. L’attacco era diretto contro l’Amministrazione immobiliare ed edilizia della Sassonia, situata nel quartiere Südvorstadt. Due anni fa questa ha reso possibile, con milioni di euro, il rinnovamento della stazione di polizia di Eisenbahnstraße. Con il nostro fuoco vogliamo rendergli più difficile di ottenere nuovi finanziamenti e, magari, di costruire nuove stazioni di polizia. Vogliamo mostrare che nessuna legge sulla polizia in questa Repubblica Federale ci impedirà di mettere le loro strutture nel mirino affinché questo Stato sia ridotto in ceneri fino alle sue fondamenta. I nuovi poteri della polizia Dopo che la legge sulla polizia del 2020, contro la quale c’era ancora stata molta opposizione (o piuttosto campagne di protesta), è stata criticata dalla Corte Costituzionale, gli amici del progetto di smantellamento dello Stato sociale e della difesa dell’ordine pubblico hanno approfittato dell’obbligo di modificare certe parti della legge per apportare aggiunte importanti. Una delle nuove dispozioni è la sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte. «In questo modo la polizia può intercettare delle comunicazioni in corso, la dove queste sono ancora leggibili: su uno smartphone o un computer, prima che un messaggio sia cifrato o dopo esser stato decifrato. Questo riguarda per esempio le applicazioni di messaggistica cifrate end-to-end. Questo è previsto per la difesa contro dei pericoli particolarmente gravi, per esempio in caso di crimini di natura terrorista o di minacce contro dei beni particolarmente importanti.» (1) Come sappiamo, la definizione tipicamente sassone di reati terroristici è la partecipazione a manifestazioni, il lancio di pietre contro case disabitate e l’autodifesa contro i nazisti. Vengono inolte introdotte nuove norme relative all’analisi automatizzata dei dati, nonché le basi giuridiche per sistemi informatici capaci di apprendere. «Con l’analisi video intelligente, dei programmi possono analizzare automaticamente le registrazioni provenienti da zone già legalmente sorvegliate. Si intendono individuare, ad esempio, armi, coltelli, oggetti pericolosi, risse o modelli di movimento sospetti.» A dove porta questo tipo di indagine lo si può vedere negli Stati Uniti, dove gli strumenti di intelligenza artificiale agiscono in modo apertamente razzista e attribuiscono regolarmente armi alle persone di colore. Se a ciò si aggiunge la sorveglianza costante da parte della stazione di polizia di Eisenbahnstraße, nel centro città e in parte a Grünau, si può intuire un nuovo livello di terrore poliziesco. «Inoltre, sarà consentito un confronto biometrico, in casi specifici, con dati disponibili pubblicamente su Internet. Ciò consentirebbe, in casi concreti, di confrontare immagini o altre caratteristiche biometriche con informazioni liberamente accessibili in rete. La norma mira a impedire che le persone ricercate possano avvalersi dell’anonimato di Internet. Proprio questa facoltà, tuttavia, è tra gli aspetti più controversi della riforma. In futuro, inoltre, la polizia potrà registrare le targhe in modo nascosto e automatizzato a determinate condizioni. Ciò dovrebbe aiutare, ad esempio, a rintracciare veicoli rubati o veicoli utilizzati da gruppi di criminali itineranti. Ulteriori disposizioni riguardano i droni. La polizia ottiene una base giuridica esplicita per impiegare i propri droni, ad esempio nelle ricerche di persone scomparse o per l’esplorazione di situazioni operative pericolose.» Non occorre dare sfogo alla fantasia per capire chi si intenda in questa legge con “persone ricercate”, “gruppi di criminali in viaggio” o “situazioni operative pericolose” – di certo non quelle strutture naziste che, all’ombra dell’AfD, si preparano al Giorno X. Lo Stato aumenta la pressione Constatiamo quindi che la pressione repressiva continua ad aumentare. Contrariamente all’opinione un tempo molto diffusa, questa escalation di persecuzioni non è affatto una reazione a una recrudescenza delle attività dell’estrema sinistra. Né la paralisi generale né il nostro sostegno disperato e totalizzante ai nostri prigionieri hanno finora indotto lo Stato a cessare i suoi attacchi contro di noi. Persino lx compagnx di Antifa-Ost già condannati vengono tenutx in detenzione coercitiva con delle pene supplementari, sebbene non abbiano attirato particolare attenzione, né con grandi dichiarazioni di guerra né con una forte resistenza contro la giustizia politica. Sembra quasi che la pressione a colpire il nostro movimento con ogni mezzo sia legata più alle condizioni e alla logica interna del potere statale. Essi bramano vendetta per ogni azione compiuta che siamo riuscitx a portare a termine senza che se ne accorgessero – azioni che hanno infranto la loro immagine di onnipotenza. Questo desiderio di vendetta non scompare, anche se ci facciamo piccolx e cerchiamo di apparire il più innocux possibile. Anche se a prima vista può non sembrare intuitivo, per come funziona la repressione è necessario – soprattutto in tempi di paura – non interrompere la nostra lotta militante, ma intensificarla in ogni forma ancora possibile. Più ci rifiutiamo di nasconderci e più diamo il buon esempio, più svilupperemo fiducia in noi stessx e nella nostra capacità di agire. Nei prossimi anni ne avremo più che bisogno. Lipsia luogo di produzione di armi – Target that exist everywhere Sul proprio sito, l’Ente sassone per la gestione immobiliare ed edilizia descrive i propri compiti come segue: «L’ente statale prende in carico i compiti di gestione di progetti per conto dello Stato Libero di Sassonia. Tra questi rientrano la definizione e il controllo degli obiettivi primari del committente in termini di qualità, quantità, costi e scadenze. Per gli interventi edilizi dello Stato federale e di terzi, l’ente assume la direzione dei progetti. Vengono elaborate analisi tecniche del sito e realizzati gli interventi edilizi» Tra questi figurano progetti come la centrale di polizia a Eisenbahnstraße, apertamente razzista e sprezzante nei confronti dei poveri, ma anche i progetti previsti per il polo dell’industria degli armamenti di Lipsia. Quest’ultimo dovrebbe rilanciare l’economia locale nei prossimi anni con i fondi destinati al riarmo rubati ai lavoratori e alle lavoratrici. Come la stampa ha giustamente rilevato, quest’anno alcunx compagnx che condividono la stessa critica hanno dato fuoco a diverse auto del Comune di Lipsia a titolo di avvertimento (2). Ci opponiamo con la stessa fermezza all’insediamento di ulteriori aziende belliche omicide, così come ci siamo oppostx con questa azione alla nuova legge sulla polizia. Se porterete avanti questi piani, ci uniremo allx nostrx compagnx e, all’insegna del motto «Targets that exist everywhere» (3), prenderemo di mira le vostre strutture vulnerabili sparse per la città. Fiamma dopo fiamma e nonostante ogni misura repressiva destinata a fallire. Abbasso lo Stato! Direkte-Aktionszelle [Cellula di azione diretta] (1) https://www.diesachsen.de/politik/polizeigesetz-sachsen-was-polizei-jetzt-bei-whatsapp-ki-kameras-und-drohnen-dar-3152093 (2) https://www.mdr.de/nachrichten/sachsen/leipzig/leipzig-leipzig-land/elektroauto-sib-,brand-anschlag-polizei-100.html (3) https://tension.noblogs.org/files/2021/11/FINALTARGETS-1-booklet.pdf
[Grenoble, Francia] Imparare a incendiare un furgoncino Equans.
da Cric, il 9.08.26 La notte tra il 21 e il 22 luglio, un furgoncino appartente alla società Equans [Azienda leader in soluzioni smart per industrie e infrastrutture – NdT] è stata incendiata a Grenoble, in Rue de la Pasionaria. Per questo, bastava una semplice barretta chimica accendifuoco a base di cherosene bianco per accendere il fuoco. Va piazzata sulla ruota anteriore di qualsiasi veicolo a ruote, e accesa con un accendino che non ha paura del vento, poi la ruota comincia a prendere fuoco dopo qualche minuto. Finché il motore non viene toccato questo tipo di incendio può essere spento facilmente con un piccolo estintore. La barra di accendifuoco deve restare nella sua confezione di plastica per limitare gli odori durante il trasporto e poi venire accesa nella sua confezione perché brucia bene. Se la confezione in plastica porta delle scritte, mettetele rivolte verso l’altro, così brucieranno meglio che verso il basso. Queste barrette si possono comprare in tutti i supermercati, pagate in contanti, mettete almeno un cappellino per protegervi dalle telecamere. Per consultare i seguenti siti vi raccomandiamo di utilizzare Tor e Tails (https://tails.net) Per meglio evitare la repressione: https://www.notrace.how Per meglio utilizzare strumenti digitali: https://www.anarsec.guide Per dare delle idee: https://warriorup.noblogs.org I bersagli sono ovunque, individuate il vostro percorso, evitate le telecamere, cambiate abiti, attaccate e sparite nella notte.
[Marousi, Atene – Grecia] Estratto della rivendicazione di responsabilità da parte di anarchici per aver dato fuoco ai veicoli della Regione dell’Attica in solidarietà con la comunità Prosfygika
Da Act For Freedom, 12.07.26 Prosfygica è uno spazio di vita collettiva dove la vita quotidiana è reinventata in termini di solidarietà e auto-organizzazione. Delle persone di diverse età, di orizzonti politici e sociali differenti, venute dal tutto il mondo, hanno trasformato questo spazio in cucine comuni, in strutture di sostegno sociale e psicologico autogestito, in case per i prossimi a persone malate di cancro, in strutture di salute, in rifugio per gli animali, in luoghi di incontro e laboratori per bambini. La dove il mercato vuole che l’affitto e i bisogni sociali siano una merce, la comunità ha tessuto delle relazioni che hanno risposto e continuano a rispondere a dei bisogni concreti: alloggio, cure, manutenzione degli immobili, spazi liberi, mutuo aiuto. Là dove il capitalismo produce impoverimento e privazioni, l’auto-organizzazione del basso da una risposta. Questa pratica funziona come una prova del fatto che l’organizzazione collettiva dal basso è realizzabile e funziona, come realtà quotidiane, gestibile, che da protezione e vita. Là dove il ci sarebbero decine di persone senzatetto, rifugiatx, immigratx, tossicx e in generale dex poverx, la comunità fornisce una risposta. Ora abbiamo bisogno di stare unitx, tuttx noi, a fianco dellx nostrx compagnx che rischiano la loro salute e la loro vita, per fare pressione e organizzare delle azioni comuni nelle strade, nei quartieri, nei centri dove si prendono le decisioni, per forzare la Regione e le istituzioni coinvolte a revocare le decisioni che minacciano la comunità. Difendere Prosfygika è difendere la vita, la dignità e la capacità di organizzarsi dal basso. Una vittoria è una vittoria per tuttx, per tutto e per chiunque subisca la pressione degli affitti, i salari bassi, la sorveglianza e la criminalizzazione della solidarietà. Le lotte hanno un senso e ora bisogna agire per salvare delle vite e mantenere viva la prospettiva di un altro immaginario, collettivo. Per questa ragione, alle prime ore di venerdì 5 giugno, al momento in cui in compagno Aristos ha raggiunto in quarto mese di sciopero della fame, dopo aver perso 43 chili e con la sua salute in pericolo, e che la compagna Suzon era a 36 giorni di sciopero della fame, anche lei abbastanza esausta, abbiamo attaccato dando fuoco a dei veicoli della regione Attica, fuori dai palazzi della loro sede centrale, a Marousi, sotto il naso della polizia che stava pattugliano la zona. Questa azione si aggiunge al mosaico di azioni di solidarietà e vogliamo che sia un appello all’intensificazione e all’escalation della lotta. E’ urgente mantenere vivo il fuoco della lotta. GIU’ LE MANI DALLA COMUNITA’ PROSIGIKA VITTORIA DELLO SCIOPERO DELLA FAME DI ARISTOS HANTZIS, DAL 5 FEBBRAIO 2026, E SUZON DOPPAGNE, DAL 1° MAGGIO 2026 LIBERTÀ PER GLI ANARCHICI MARIANNA MANOURA E DIMITRA ZARAFETA, PER I SEI COMPAGNX TENUTX IN OSTAGGIO PER L’ESPROPRIAZIONE DI UNA BANCA A KATO TITORÉA, PER DIMITRIS KOUFONDINAS, NIKO MAZIOTIS, DIMITRIS HATZIVASILIADIS, PER I COMPAGNI YIANNIS KARATSOLIS E SOFOKLΙS TOUTZIARAKIS, PER GLI ANARCHICI FOTIS TZIOTZIS E PER IL COMPAGNO AKIS DIMAKOPOULOS KYRIAKOS XYMITIRIS IMMORTALE anarchichx
[Leverkusen – Germania] Doppio sabotaggio ferroviario
da Sans Nom, 10.07.26 L’11 luglio 2026 è uscito un cominicato del Commando Angry Birds rivendicante il sabotaggio che ha messo in tilt la linea Cologne-Düsseldorf, un asse ferroviario molto frequentato della Renania Settentrionale-Vestfalia, la regione più popolata della Germania. Concretamente, un primo dispositivo incendiario temporarizzato è stato depositato la notte tra giovedì e venerdi 10 luglio, in un tombino situato sul ponte che attraversa il fiume Wupper (affluente del Reno), a nord della citta di Leverkusen, e un secondo dispositivo è stato piazzato lungo i binari, qualche centinaia di metri più in la, a Langenfeld. Molti cavi di segnalazione in fibra ottica sono stati distrutti, provocando un’interruzione parziale del traffico e tanti ritardi. Ricordiamo che questo gruppo è attivo in quella zona dal 2023, pubblicando ogni volta i comunicati dei sabotaggi numerati (che possiamo trovare qui) e dei manuali tecnici per diffonderne la pratica. Quella che segue è una traduzione del loro comunicato n°8, che ha rivendicato questo sabotaggio, comparso su de.indymedia. Leverkusen (Germania), 10 luglio 2026. Il tombino che protegge i cavi bruciati, situato sul ponte ferroviario che attraversa il fiume Wupper. Sabotaggio ferroviario il 10 luglio Comunicato di rivendicazione n°8 Rivendichiamo il sabotaggio della linea ferroviaria a nord di Leverkusen. Degli ordigni incendiari sono stati piazzati in grande tombino di cavi situato all’angolo nord-est del pont che attraversa il fiume Wupper, così come a uno sguardo più attento, a metà cammino tra il passaggio sotteraneo sotto il ponte e l’antenna relé. Abbiamo utilizzato dei timer, che avevamo già presentato nell’opuscolo «move fast and break things» [qui la versione in tedesco], e un litro di accendi fuoco per ogni dispositivo. Ci dispiace che il fuoco si sia propagato leggermente al di fuori dei binari e ringraziamo i pompieri di averlo gestito. Per il futuro aspetteremo delle condizioni metereologiche più favorevoli. La copertura mediatica delle nostre azioni ha dato luogo a qualche menzogna giornalistica. Abbiamo già preso le nostre distanze, in una lettera precedente, di fronte alle ideologie dominanti della nostra epoca. Il fatto che anche i servizi di protezione costituzionale abbiano appena scalfito la superficie del testo dovrebbe dare da riflettere. In breve: Per la sinistra, gli esseri umani sono fondamentalmente uguali in termini di capacità e valori. Ne deriva che tutti dovrebbero avere un potere e uno statuto economico più o meno equivalente. La destra attribuisce maggiore importanza alle differenze tra individui. Esige che le posizioni di potere nella gerarchia sociale siano occupate dalle persone più competenti. Questo dibattito è importante e deve avere luogo in tutta la società. Tuttavia, l’entità di questo conflitto culturale nella mente delle persone ora ci impedisce di concentrarci sull’essenziale. Perché, ovviamente, per comodità, è sempre il campo opposto ad essere ritenuto responsabile. Siamo in piena estinzione di massa. Se non verrà fatto niente per fermarla, presto o tardi l’umanità soccomberà ad essa. La causa dell’estinzione di massa è l’avanzamento tecnologico. Quelli che ne ricavano profitto lo chiamano “progresso”. La causa dell’avanzamento tecnologico è la concorrenza. Come la concorrenza tra esseri viventi può certamente essere ridotta, ma non cancellata, l’eliminazione della tecnologia industriale è necessaria. Quando necessario, questa può essere operata da una piccola minoranza, per mezzo del sabotaggio. I governi e le grandi aziende non sono possono farlo a causa delle leggi sulla concorrenza, poichè ciò minerebbe la loro stessa base di potere. Langenfeld (Germania), 10 luglio 2026. Il canale che ospitava i cavi che erano stati incendiati, situato lungo i binari, in mezzo alla vegetazione secca. Una volta completamente distruitti è impossibile ricostruire l’insieme dei processi di produzione industriale. Piante, animali e molti esseri umani staranno subito meglio. Per gli abitanti delle metropoli, la transizione sarà difficile all’inizio, sconfortevole e pericolosa, ma ce la faremo. Con il tempo ne sapremo apprezzare i vantaggi. Il nostro movimento porta più nomi: siamo anti-industriali. Siamo il movimento anti-tecnologia. Siamo biocentrici. Siamo “verde scuro”. Siamo i nuovi spaccatori di macchinari. Questo movimento impedirà al pianeta di essere fatto a pezzi. Noi non chiediamo autorizzazione per questo.
[Portland, Oregon – USA] Amazon uccide
da rosecitycounterinfo, 25.06.26 Amazon uccide, amazon uccide i propri lavoratori, Amazon uccide i fiumi e le terre. Amazon uccide la libertà, e la rimpiazza con un consumismo vuoto progettato per dare l’illusione della scelta. Ieri notte ho bruciato dei furgoni delle consegne di Amazon parcheggiati vicino a dei locali di Rivian, a Portland. I furgoni sono andati in pochi minuti e ne è rimasto solo il telaio in metallo: nessuna sorpresa visto che sono fatti prevalentemente di plastica 😉 E’ facile perdere la speranza e sentirsi impotenti nell’avanzare di un mondo sempre più artificiale e questo è l’obiettivo. Ma un’altra vita è possibile, se osiamo. Quattro furgoni Amazon non sono molto, ma è un promemoria che con po’ di audacia e tanta rabbia e passione nel tuo cuore, puoi contrattaccare. Tutto quello che devi fare è scegliere di agire: agisci per il pianeta, agisci per la libertà, agisci per l’altrx e, ancora più importante, agisci per te stessx. Saluti ardenti per il solstizio a tuttx l’anarchicx in fuga e nell’ombra! Pubblicato anonimamente
[Canelones, Uruguay] Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un’antenna telefonica
Da Informativo Anarquista, 19.06.26 Il fuoco luddista è tornato a illuminare la notte della soddisfazione cittadinista e la monotonia delle nostre vite da consumatori. Nella notte tra il 29 e il 30 maggio abbiamo bruciato un’antenna di telefonia e tutta la sua merda di apparecchi radiomagnetici. Questo sulla costa di Canelones, territorio controllato dallo stato uruguaiano, assassino e repressore. In memoria del compagno Panky Mauri, caduto 17 anni fa e di tuttx lx combattentx assassinatx e incarceratx dal capitale. In questa epoca di tecnofascismo e di attivismo in rete, ricordiamo che le basi materiali di questo sistema che controlla la vita attraverso la tecnica e gli algoritmi possono ridursi in cenere. Salutx ax selvaggx!!!!!!!!!!! Ned e amicx Silenzio!!!…le antenne stanno bruciando.
[Meylan, Francia] Incendio della cabina di fibra ottica di Dassault
Da Indymedia Nantes, 19.06.26 Nella notte tra il 18 e il 19 giugno, la cabina di fibra ottica situata al 18 di chemin de Malacher, a Meylan, è stata incendiata. Il contenuto della cabina è interamente bruciato a causa di un mezzo litro di benzina. A questo indirizzo, la palazzina “Le Signal” ospita i locali di diverse imprese informatiche, tra cui Dassault Systèmes. Questa impresa sviluppa dei software di progettazione 3D per la fabbricazione e la costruzione in tutti i campi, comprese l’aeronautica e l’armamento. Dassault Systèmes possiede degli uffici in Israele e a Ra’anana, città costruita sulle rovine del villaggio palestinese di Tabsur. Numerose imprese di armi israeliane utilizzano software venduti da Dassault Systèmes. Fa parte del gruppo Dassault, che fabbrica aerei militari e li vende a numerosi paesi imperialisti come Stati Uniti e Israele. Dassault Aviation mantiene molte partnership con le imprese israeliane Elbit e IAI per la fabbricazione di aerei Rafale. Quindi ogni aereo venduto rappresenterà dei benefici per l’idustria di armi istraeliana. Allo stesso tempo il gruppo Dassault è il principale azionista privato di Thales, che è fortemente implicata nel commercio di armi con Israele. Noi volevamo compiere questo attacco mente aveva luogo il salone di guerra Eurosatory. Questa esposizione avviene ogni due anni a Villepinte e le armate e le imprese di numerosi paesi si vantano della superiorità del loro equipaggiamento e delle loro macchine da guerra. Solidarietà con gli anarchici italiani Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna, Pietro e Tony dopo l’operazione del 16 giugno e la loro incarcerazione. No all’estradizione di Gino e Zaid verso la Germania. Free All Antifas!
[ATENE, GRECIA]: ATTACCO CON MOLOTOV AL TRIBUNALE DI EVELPIDON IN SOLIDARIETÀ CON COLORO SOTTO ACCUSA PER LA RAPINA IN BANCA DI KATO TITHOREA
> Da Dark Nights, 06.06.26 “L’avvenire è la maschera della paura. Il coraggio e la forza non hanno avvenire per il semplice fatto che sono essi stessi l’avvenire che si rivolta sul passato e lo distrugge. “La purezza della vita procede soltanto con la nobiltà del coraggio che è la filosofia dell’azione.” Osservai: “La purezza di questa tua vita mi sembra rasentare il delitto!” Rispose: “il delitto è sintesi suprema di libertà e di vita.” Estratto da L’Espropriatore di Renzo Novatore La mattina dell’11 maggio, un gruppo di compagni ha fatto irruzione in una banca a Karo Tithorea. Poche ore dopo, otto compagni sono stati arrestati; dopo le udienze preliminari, sei sono stati rinviati a giudizio e trasferiti in diverse carceri. Come ci si può sentire umani negando quella caratteristica fondamentale dell’essere umano che è prendere l’iniziativa invece di aspettare che ci venga dato qualcosa? Soprattutto quando si tratta di rivendicare ciò che ci spetta di diritto. Come si può accettare il sistema esistente quando ci infligge violenza ogni giorno? Con l’orribile realtà dei sequestri dei conti bancari, con i poliziotti che abusano della forza legittima e fabbricano accuse inventate, gli squallidi giornalisti e le spie che gettano fango sui nostri compagni, e infine il marcio sistema giudiziario che manda i rivoluzionari nelle celle della democrazia. In tali circostanze, gli atti di resistenza sono necessari per riprendere fiato e alimentare un clima insurrezionale. Non sono da considerarsi reati. Con questi pensieri in mente, abbiamo scelto la serata di lunedì 25 maggio per attaccare il tribunale di Evelpidon con bottiglie molotov. Questo episodio è stato completamente insabbiato dalla Direzione Generale della Polizia di Atene (GADA) e non è stato riportato da nessun organo di stampa, un modello che si è ripetuto con gli attacchi a questi specifici tribunali in passato. Questa azione è stata condotta con l’obiettivo di fungere da primo, minimo – basilare – gesto di solidarietà con gli 8 compagni anarchici sotto processo. In una variazione sul tema “Nil Luce Obscurius”1, potremmo dire che a volte non c’è nulla di più luminoso dell’oscurità – che sgorga dalle profondità dei nostri impulsi liberatori più primitivi. Facciamo quindi spazio alla spontaneità istintiva. In quest’epoca di tiepidezza riformista, le parole “facili” cancellano altrettanto facilmente l’immaginazione sovversiva. Questo è qualcosa di cui dobbiamo renderci conto e su cui riflettere. Lanciamo un appello all’azione in ogni direzione, utilizzando modi diversi e creativi per lottare per la vita. Esprimendo la lotta in modo unico, attraverso l’individualità del sé, ognuno di noi smette di essere un prigioniero quotidiano degli eventi correnti nella metropoli. Facendo spazio alla propria individualità, il soggetto inquadra anche i processi collettivi in modo più fruttuoso. Lungi dall’intorpidimento e dall’offuscamento del nostro ingegno, portiamo la nostra inquietudine alle porte dell’autorità. INDIETRO SPIE — la solidarietà non è solo una questione di slogan… vi scuoterà nel profondo. Finché esisterà l’oppressione, la resistenza continuerà a mettere radici. FORZA AGLI/ALLE 8 COMPAGNX IN PRIGIONE LE MANI DEI LAVORATORI SONO MACCHIATE DI SANGUE È ORA DI VEDERE LE BANCHE SACCHEGGIATE SOLIDARIETÀ CON I RIFUGIATI E CHI È IN SCIOPERO DELLA FAME A. HANTZI E S. DOPPAGNE FORZA AGLI OCCUPANTI DI MATROZOU KYRIAKOS X., SARA A. E SANDRO M. AL NOSTRO FIANCO IN OGNI RISCHIO DELLA LOTTA LIBERTÀ PER MARIANNA M. E DIMITRA Z. LA GUERRA INFURIA, LA LOTTA CONTINUA! – Solidarietà Incendiaria 1«Nil Luce Obscurius» è una locuzione latina che significa «nulla è più buio» o «nulla è più oscuro». Viene spesso utilizzata per esprimere l’idea che qualcosa sia particolarmente poco chiaro o difficile da comprendere.
[Santiago, Cile]: Sabotaggio contro l’azienda di autobus RED in memoria dex compagnx cadutx
> Da Contra info, 22.05.26 22 MAGGIO GIORNO DEL CAOS PROCURA KE VIVA LA ANARQUÍA PUNKI MAURI PRESENTE «Brucia la merce, rompi le gabbie che ti rinchiudono giorno dopo giorno». – Mauricio Morales – Questa notte, sotto la luce della luna, abbiamo deciso di agire individualmente e di ricordare i nostri compagni con un’azione. Oggi, 22 maggio, a 17 anni dalla tua scomparsa, rivendichiamo il tuo nome. Mauricio Morales, il compagno morto in seguito all’attivazione anticipata dell’ordigno esplosivo che aveva come obiettivo la scuola della gendarmeria [corpo militare che gestisce le carceri cilene, NdT]. Maggio si tinge di nero e ricordiamo anche Vicente Nicosia, anarchico a cui l’11 maggio un autobus della RED [Red Metropolitana de Movilidad, ex Transantiago, il trasporto pubblico della metropoli di Santiago, NdT] ha strappato la vita; il responsabile del fatto ha reagito immediatamente dandosi alla fuga. Irrompiamo nella quotidianità di questa fredda mattina con rispetto per i familiari e gli amici, per agire in rappresaglia contro la (STU), l’azienda che gestisce la linea dell’autobus 107. Abbiamo sabotato un mezzo che effettuava lo stesso percorso che ha causato la morte del nostro compagno. Con questo vogliamo chiarire che l’impunità del responsabile avrà le sue conseguenze. Non ci sarà riposo senza vendetta e non ci sarà azione senza risposta. “Javier Recabarren, compagnx anarchico e antispecista, muore il 18 marzo 2015 dopo essere stato investito da un autobus della compagnia Transantiago. Lo stesso caso si verifica l’11 maggio 2025, quando il compagno Vicente Nicosia perde la vita per mano di un maledetto autista che si dà alla fuga. Mauri, Vicente e Javier ci accompagnano nella nostra azione contro i vostri macchinari. I/le miex mortx vivono nel fuoco che brucia i vostri prodotti”. -CHE L’ANARCHIA NON MUOIA IN BOCCA, MA PRENDA FORMA NELLE MANI ATTIVE- -------------------------------------------------------------------------------- ATTACCO INCENDIARIO CONTRO UN AUTOBUS DELLA RED NEI PRESSI DELL’USACH IN MEMORIA DI MAURI > Da Informativo Anarquista, 28.05.26 Martedì scorso, 26 maggio, un gruppo di compagnx anarchicx, uscitx bardatx dall’Università di Santiago (USACH), ha eretto delle barricate e ha dato fuoco a un autobus della linea RED intercettato in via Matucana, nell’ambito del Maggio Nero in memoria di Mauricio Morales.
[Verona, Italia]: Sabotaggio della linea ferroviaria del Brennero in concomitanza con la manifestazione che ha bloccato il valico autostradale
> Da l’Espresso, 30.05.26 Riportiamo di seguito degli estratti dalla stampa di regime. BRENNERO BLOCCATO TRA PROTESTA E SABOTAGGIO: AUTOSTRADA CHIUSA E TRENI NEL CAOS Doppio stop al valico: cinquecento ambientalisti occupano l’A13 in Tirolo contro il traffico pesante mentre nella notte un rogo doloso ha danneggiato la linea ferroviaria a nord di Verona: gli investigatori seguono la pista anarchica ed eco-radicale Doppio stop al Brennero. Per una protesta programmata e per un sabotaggio ora indagato come possibile gesto legato all’ambientalismo radicale o all’area anarco-insurrezionalista. Alle 10.30 è scattato il blocco totale del valico sul versante austriaco, organizzato dagli ambientalisti di Gries am Brenner per denunciare l’impatto del traffico pesantelungo uno dei principali corridoi europei di collegamento tra Nord e Sud del continente. Fino alle 20 il traffico sarà interrotto completamente: chiusa l’autostrada A13 e la statale B182 in Austria, mentre sul lato italiano l’A22 è stata bloccata in direzione nord a partire dal casello di Vipiteno. […] Le autorità avevano invitato gli automobilisti a evitare la direttrice del Brennero e a utilizzare i mezzi pubblici. Ma proprio mentre il traffico stradale veniva fermato dalla protesta, anche la linea ferroviaria ha subito un pesante stop. All’alba un incendio ha danneggiato due centraline elettriche nei pressi della stazione di Domegliara, a nord di Verona, causando forti rallentamenti sulla linea ferroviaria del Brennero tra Peri e Dolcé. Trenitalia ha parlato esplicitamente di “atto doloso da parte di ignoti”. Le conseguenze sul traffico ferroviario sono state immediate: treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 100 minuti, mentre diversi convogli regionali hanno subito cancellazioni o limitazioni di percorso. Attivati anche bus sostitutivi. Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il sabotaggio sia collegato alla mobilitazione ambientalista che aveva paralizzato il valico poche ore dopo. L’ipotesi privilegiata, secondo quanto emerge dalle indagini, è quella di un gesto riconducibile ad ambienti dell’ecologismo radicale o dell’orbita anarco-insurrezionalista. […] -------------------------------------------------------------------------------- GLI «ECO-ANAR­CHICI» INCEN­DIANO IL BREN­NERO > Da La Verità, 31.05.26 Una pic­cola cabina tec­nica anne­rita dal fuoco, le pareti defor­mate dal calore, il tetto pie­gato come un foglio di lamiera. Dai basa­menti esce ancora del fumo bian­ca­stro. Intorno, cavi car­bo­niz­zati e mate­riale elet­trico ridotto a una massa indi­stinta. All’interno, ciò che resta degli impianti appare come un ammasso nero, sciolto dalle tem­pe­ra­ture svi­lup­pate dall’incen­dio inne­scato, valu­tano gli inve­sti­ga­tori, da «liquido infiam­ma­bile». È la scena lasciata dal rogo che la scorsa notte ha col­pito due cen­tra­line elet­tri­che lungo la linea fer­ro­via­ria Bren­nero-Verona Porta Nuova, nel tratto com­preso tra Peri e Dolcè, al con­fine tra le pro­vince di Verona e Trento. Un incen­dio che i tec­nici hanno subito defi­nito come «di ori­gine dolosa» e che ha para­liz­zato la cir­co­la­zione fer­ro­via­ria. Per que­sto motivo il gesto, fino a ieri sera non riven­di­cato, viene letto dagli inve­sti­ga­tori come un pos­si­bile tas­sello di una gior­nata molto più ampia di mobi­li­ta­zione sull’asse del Bren­nero. Le inda­gini, dopo i rilievi della poli­zia scien­ti­fica, sono state affi­date alla Digos della Que­stura di Verona. La pista pri­vi­le­giata porta verso gli ambienti dell’ambien­ta­li­smo radi­cale o dell’orbita anarco-insur­re­zio­na­li­sta (che in pas­sato sulla linea del Bren­nero ha col­pito più volte). L’ele­mento che orienta gli inve­sti­ga­tori è soprat­tutto la coin­ci­denza tem­po­rale. Il sabo­tag­gio è stato infatti com­piuto poche ore prima della mani­fe­sta­zione ambien­ta­li­sta orga­niz­zata in Austria con­tro il traf­fico pesante e il tran­sito dei tir attra­verso il cor­ri­doio del Bren­nero (un valico stra­te­gico per il com­mer­cio). Una pro­te­sta annun­ciata da tempo e cul­mi­nata con il blocco dell’auto­strada del Bren­nero sul ver­sante tiro­lese. Secondo la rico­stru­zione degli inve­sti­ga­tori, il rogo avrebbe col­pito pro­prio l’unico sistema di col­le­ga­mento nei tra­sporti rima­sto ope­ra­tivo men­tre l’atten­zione era con­cen­trata sulla pro­te­sta stra­dale. Dal punto di vista inve­sti­ga­tivo, quindi, la tem­pi­stica sem­bra rap­pre­sen­tare al momento uno degli ele­menti più signi­fi­ca­tivi. Chi ha agito cono­sceva con pre­ci­sione il calen­da­rio della pro­te­sta e ha scelto una fine­stra tem­po­rale in grado di ampli­fi­care l’impatto dell’azione. Un secondo ele­mento che gli inve­sti­ga­tori sta­reb­bero valu­tando riguarda la scelta dell’obiet­tivo. Le cen­tra­line elet­tri­che non sono un ber­sa­glio scelto a caso: col­pire strut­ture essen­ziali con­sente di inter­rom­pere la cir­co­la­zione senza inter­ve­nire diret­ta­mente sui binari. Una moda­lità che pre­sup­pone la cono­scenza del fun­zio­na­mento della linea fer­ro­via­ria e dei suoi punti più vul­ne­ra­bili. E infatti il risul­tato è stato imme­diato. La cir­co­la­zione dei treni è stata subito inter­rotta, con ritardi e can­cel­la­zioni che si sono tra­sci­nati per ore. […]