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L’attacco all’UNRWA e il genocidio dei palestinesi
di Christopher Gunness (*) Il mandato dell’UNRWA di assistere i rifugiati palestinesi la rende una minaccia diretta al progetto genocida israeliano. ** È ora che l’ONU accetti il fatto che l’attacco di Israele alla sua Agenzia per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) è una parte essenziale del genocidio israeliano del popolo palestinese. Questa non è un’accusa proveniente da un critico di Israele.
Senza l’ONU un’era buia per Gaza
di Philippe Lazzarini,  la Repubblica, 23 marzo 2026.     Pubblichiamo l’intervento del Commissario Generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati Palestinesi in Medio Oriente. Il suo mandato si conclude alla fine di questo mese. Philippe Lazzarini (Reuters) Questo mese giungerà a conclusione il mio mandato come Commissario Generale dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite che da oltre 75 anni fornisce servizi essenziali tipicamente erogati dalle istituzioni pubbliche ai Rifugiati Palestinesi in Medio Oriente. Mentre il mondo fatica a uscire dall’impasse di Gaza e la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran rischia di estendersi all’intera regione, guardo con profonda preoccupazione al futuro dei rifugiati palestinesi e del multilateralismo nel suo complesso. Dopo oltre due anni di attacchi incessanti – sul piano fisico, politico e legale – in particolare nel Territorio Palestinese Occupato, l’UNRWA è arrivata a un punto critico. I rischi per i diritti dei Palestinesi e per la stabilità dell’intera regione sono enormi. Nel dicembre 2023, nel pieno dell’escalation a Gaza, scrissi al Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, nei miei 35 anni di lavoro in contesti di emergenze complesse, non mi era mai capitato di dover riferire dell’uccisione di 130 membri del nostro personale, né di temere che il bilancio potesse aumentare. Non avrei immaginato che quel numero sarebbe triplicato — oggi supera le 390 vittime — né che molti altri colleghi avrebbero riportato ferite permanenti o sarebbero stati detenuti arbitrariamente e sottoposti a torture. A Gaza, centinaia di strutture dell’UNRWA sono state danneggiate o distrutte. Il parlamento israeliano ha inoltre approvato una legislazione volta a porre fine alla presenza dell’Agenzia a Gerusalemme Est occupata, con la chiusura forzata di scuole e centri sanitari e l’interruzione della fornitura di acqua ed elettricità alle nostre strutture. Il quartier generale dell’UNRWA a Gerusalemme Est è stato sequestrato, saccheggiato, demolito e incendiato, mentre alti funzionari israeliani celebravano quanto accaduto, sia dal vivo che online. Il vicesindaco di Gerusalemme ha persino chiesto l’“annientamento” del personale dell’Agenzia. È incomprensibile come un’entità delle Nazioni Unite venga smantellata in questo modo, in violazione del diritto internazionale e nella più totale impunità, mentre a pagarne il prezzo sono il personale ONU e le comunità palestinesi. Parallelamente, una campagna di disinformazione portata avanti dal Governo di Israele accusa l’Agenzia di violazioni diffuse del principio di neutralità e sostiene che l’UNRWA non sia più operativa nel Territorio Palestinese Occupato. In realtà, l’Agenzia continua a garantire servizi fondamentali come assistenza sanitaria primaria, istruzione, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. Queste affermazioni, già più volte smentite, mirano a indebolire il sostegno internazionale all’Agenzia e, così facendo, a compromettere i diritti dei Palestinesi nelle future decisioni sul loro status e sul futuro della Palestina. L’UNRWA non ha un mandato politico. Tuttavia, registrare Palestinesi come rifugiati e documentare il loro sfollamento nel tempo sono elementi centrali per la tutela dei loro diritti nelle future negoziazioni. È per questo che l’eliminazione dell’Agenzia è diventata un obiettivo dichiarato della guerra a Gaza — e gli sforzi in questa direzione proseguono tuttora. La scorsa settimana ho nuovamente scritto al Presidente dell’Assemblea Generale, invitando gli Stati Membri a valorizzare il personale e le competenze dell’UNRWA come risorse essenziali per l’attuazione della risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza. Questo permetterebbe di evitare di ripetere l’errore commesso in Iraq nel 2003, quando lo smantellamento dell’amministrazione civile compromise gravemente le prospettive di ripresa e di pace duratura. Al di là di Gaza, l’UNRWA resta un attore fondamentale per la tutela dei diritti dei Rifugiati Palestinesi in tutta la regione e per affrontare una questione irrisolta da decenni. Tuttavia, senza un sostegno politico e finanziario immediato e significativo, la continuità operativa dell’Agenzia è seriamente a rischio. Un eventuale collasso dell’UNRWA alimenterebbe l’instabilità, trasferendo interamente su Israele, in quanto potenza occupante, la responsabilità di fornire servizi ai Rifugiati Palestinesi nel Territorio Palestinese Occupato e imponendo un peso enorme su Libano, Siria e Giordania, dove molti Rifugiati Palestinesi vivono. Le sofferenze dei Rifugiati Palestinesi, segnate da generazioni di sfollamento e privazioni, non potrebbero che aggravarsi ulteriormente. È allarmante che, nonostante il ruolo cruciale dell’UNRWA, l’Agenzia non sia stata adeguatamente protetta dalla comunità internazionale. Al contrario, è stata trasformata in un terreno di scontro nel conflitto israelo-palestinese, dichiarata colpevole fino a prova contraria. Se la responsabilità principale ricade su coloro che hanno ordinato e perpetrato azioni inaccettabili contro l’UNRWA, tutti coloro che si dichiarano sostenitori del diritto internazionale dovrebbero interrogarsi sul proprio ruolo. Le Nazioni Unite sono nate per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”. Oggi, di fronte alla sofferenza nel Territorio Palestinese Occupato, in Israele e oltre, perseguire gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite richiede chiarezza morale e una leadership fondata su principi. L’incapacità di costruire una risposta efficace, multilaterale e basata sul diritto internazionale a Gaza ha aperto la strada a una guerra al di fuori di qualsiasi cornice giuridica — una guerra che si sta ora estendendo oltre i confini del Medio Oriente. Questo fallimento ha finito per normalizzare il disprezzo verso l’ordine internazionale fondato su regole condivise. L’UNRWA potrebbe presto cessare di esistere — con conseguenze devastanti non solo per milioni di rifugiati, ma anche per la stabilità della regione e per il sistema internazionale basato sui diritti. È necessario agire — subito — per costruire un’ampia coalizione capace di difendere il diritto internazionale e il multilateralismo. https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/23/news/philippe_lazzarini_commissario_unrwa_palestina_intervento-425239270
March 26, 2026
Assopace Palestina