Senza l’ONU un’era buia per Gazadi Philippe Lazzarini,
la Repubblica, 23 marzo 2026.
Pubblichiamo l’intervento del Commissario Generale dell’Agenzia delle Nazioni
Unite per i rifugiati Palestinesi in Medio Oriente. Il suo mandato si conclude
alla fine di questo mese.
Philippe Lazzarini (Reuters)
Questo mese giungerà a conclusione il mio mandato come Commissario Generale
dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite che da oltre 75 anni fornisce servizi
essenziali tipicamente erogati dalle istituzioni pubbliche ai Rifugiati
Palestinesi in Medio Oriente. Mentre il mondo fatica a uscire dall’impasse di
Gaza e la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran rischia di estendersi
all’intera regione, guardo con profonda preoccupazione al futuro dei rifugiati
palestinesi e del multilateralismo nel suo complesso. Dopo oltre due anni di
attacchi incessanti – sul piano fisico, politico e legale – in particolare nel
Territorio Palestinese Occupato, l’UNRWA è arrivata a un punto critico. I rischi
per i diritti dei Palestinesi e per la stabilità dell’intera regione sono
enormi.
Nel dicembre 2023, nel pieno dell’escalation a Gaza, scrissi al Presidente
dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, nei miei 35 anni di lavoro in
contesti di emergenze complesse, non mi era mai capitato di dover riferire
dell’uccisione di 130 membri del nostro personale, né di temere che il bilancio
potesse aumentare. Non avrei immaginato che quel numero sarebbe triplicato —
oggi supera le 390 vittime — né che molti altri colleghi avrebbero riportato
ferite permanenti o sarebbero stati detenuti arbitrariamente e sottoposti a
torture.
A Gaza, centinaia di strutture dell’UNRWA sono state danneggiate o distrutte. Il
parlamento israeliano ha inoltre approvato una legislazione volta a porre fine
alla presenza dell’Agenzia a Gerusalemme Est occupata, con la chiusura forzata
di scuole e centri sanitari e l’interruzione della fornitura di acqua ed
elettricità alle nostre strutture. Il quartier generale dell’UNRWA a Gerusalemme
Est è stato sequestrato, saccheggiato, demolito e incendiato, mentre alti
funzionari israeliani celebravano quanto accaduto, sia dal vivo che online. Il
vicesindaco di Gerusalemme ha persino chiesto l’“annientamento” del personale
dell’Agenzia.
È incomprensibile come un’entità delle Nazioni Unite venga smantellata in questo
modo, in violazione del diritto internazionale e nella più totale impunità,
mentre a pagarne il prezzo sono il personale ONU e le comunità palestinesi.
Parallelamente, una campagna di disinformazione portata avanti dal Governo di
Israele accusa l’Agenzia di violazioni diffuse del principio di neutralità e
sostiene che l’UNRWA non sia più operativa nel Territorio Palestinese Occupato.
In realtà, l’Agenzia continua a garantire servizi fondamentali come assistenza
sanitaria primaria, istruzione, acqua potabile e servizi igienico-sanitari.
Queste affermazioni, già più volte smentite, mirano a indebolire il sostegno
internazionale all’Agenzia e, così facendo, a compromettere i diritti dei
Palestinesi nelle future decisioni sul loro status e sul futuro della Palestina.
L’UNRWA non ha un mandato politico. Tuttavia, registrare Palestinesi come
rifugiati e documentare il loro sfollamento nel tempo sono elementi centrali per
la tutela dei loro diritti nelle future negoziazioni. È per questo che
l’eliminazione dell’Agenzia è diventata un obiettivo dichiarato della guerra a
Gaza — e gli sforzi in questa direzione proseguono tuttora. La scorsa settimana
ho nuovamente scritto al Presidente dell’Assemblea Generale, invitando gli Stati
Membri a valorizzare il personale e le competenze dell’UNRWA come risorse
essenziali per l’attuazione della risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza.
Questo permetterebbe di evitare di ripetere l’errore commesso in Iraq nel 2003,
quando lo smantellamento dell’amministrazione civile compromise gravemente le
prospettive di ripresa e di pace duratura. Al di là di Gaza, l’UNRWA resta un
attore fondamentale per la tutela dei diritti dei Rifugiati Palestinesi in tutta
la regione e per affrontare una questione irrisolta da decenni. Tuttavia, senza
un sostegno politico e finanziario immediato e significativo, la continuità
operativa dell’Agenzia è seriamente a rischio. Un eventuale collasso dell’UNRWA
alimenterebbe l’instabilità, trasferendo interamente su Israele, in quanto
potenza occupante, la responsabilità di fornire servizi ai Rifugiati Palestinesi
nel Territorio Palestinese Occupato e imponendo un peso enorme su Libano, Siria
e Giordania, dove molti Rifugiati Palestinesi vivono.
Le sofferenze dei Rifugiati Palestinesi, segnate da generazioni di sfollamento e
privazioni, non potrebbero che aggravarsi ulteriormente. È allarmante che,
nonostante il ruolo cruciale dell’UNRWA, l’Agenzia non sia stata adeguatamente
protetta dalla comunità internazionale. Al contrario, è stata trasformata in un
terreno di scontro nel conflitto israelo-palestinese, dichiarata colpevole fino
a prova contraria. Se la responsabilità principale ricade su coloro che hanno
ordinato e perpetrato azioni inaccettabili contro l’UNRWA, tutti coloro che si
dichiarano sostenitori del diritto internazionale dovrebbero interrogarsi sul
proprio ruolo.
Le Nazioni Unite sono nate per “salvare le future generazioni dal flagello della
guerra”. Oggi, di fronte alla sofferenza nel Territorio Palestinese Occupato, in
Israele e oltre, perseguire gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite
richiede chiarezza morale e una leadership fondata su principi. L’incapacità di
costruire una risposta efficace, multilaterale e basata sul diritto
internazionale a Gaza ha aperto la strada a una guerra al di fuori di qualsiasi
cornice giuridica — una guerra che si sta ora estendendo oltre i confini del
Medio Oriente. Questo fallimento ha finito per normalizzare il disprezzo verso
l’ordine internazionale fondato su regole condivise.
L’UNRWA potrebbe presto cessare di esistere — con conseguenze devastanti non
solo per milioni di rifugiati, ma anche per la stabilità della regione e per il
sistema internazionale basato sui diritti. È necessario agire — subito — per
costruire un’ampia coalizione capace di difendere il diritto internazionale e il
multilateralismo.
https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/23/news/philippe_lazzarini_commissario_unrwa_palestina_intervento-425239270