15.000 euro di sanzioni a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti)
Ci si può trovare, per aver copiato sul proprio sito un breve testo che invita
la politica a occuparsi, per il Giubileo della Chiesa Cattolica, di chi non ha
casa, a dover pagare multe per più di 15.000 euro? Pubblichiamo la
ricostruzione della vicenda accaduta a Carteinregola con tutti i documenti e gli
atti , a partire da una sentenza della Cassazione del 2012 che riguarda
affissioni abusive, citata incongruamente dalla Polizia di Roma Capitale nel
procedimento che ci riguarda. Una sentenza di condanna di un partito politico,
proprietario dei manifesti e naturale beneficiario della propaganda diffusa
fuori dagli spazi autorizzati. Mentre la nostra associazione, completamente
estranea alla ideazione, alla proprietà e all’affissione di manifesti del tutto
anonimi, di cui ignorava persino l’esistenza, non avrebbe potuto ottenere alcun
vantaggio dalle affissioni abusive. Ma la vicenda in realtà non riguarda solo
Carteinregola, dato che potrebbero trovarsi nella stessa situazione tante altre
realtà civiche impegnate nei territori, che come noi potrebbero essere accusate
di affissione abusiva a loro insaputa.
> «Con l’inizio del Giubileo, le grandi contraddizioni di Roma diventano ancora
> più evidenti, soprattutto per quanto riguarda il problema delle case. Si
> nasconde tutto ciò che non si vuole far vedere a turisti e pellegrini. Ma il
> Giubileo è solo l’ultimo capitolo di un processo che da sempre sfrutta la
> ricchezza immobiliare e turistica di Roma, spesso a nostro danno.
> Siamo tuttə sulla stessa strada perché sempre più persone non hanno una casa:
> senzatetto, famiglie, migranti, lavoratorə con bassi salari, studentə e altrə
> ancora.
> La casa in questo quartiere è diventata un lusso.
> Pensiamo che il problema di chi vive per strada non possa essere affrontato
> solo come un’emergenza, come con lo sgombero di Castro Pretorio o con la
> tensostruttura a Porta San Lorenzo. Poche decine di posti letto infatti non
> risolvono i bisogni delle centinaia di persone che si trovano tra la Stazione
> Termini e il nostro quartiere.
> E poi? Che ne sarà di queste persone e della tensostruttura quando il Giubileo
> sarà finito?
> La Politica deve prendersi la responsabilità di pianificare risorse e
> strategie concrete per rispondere a tutte le richieste di aiuto che rimangono
> ignorate. Non possiamo accettare il continuo rimpallo di responsabilità tra
> Municipio, Comune e Governo, che non ascoltano chi lotta per il diritto alla
> casa e ai servizi.
> Un altro problema è il mercato degli affitti, lasciato senza regole e dominato
> da multinazionali e piattaforme che fanno salire i prezzi e riducono le case
> disponibili.
> Noi, abitanti di San Lorenzo, non accettiamo che il nostro quartiere e la
> nostra città diventino terreno di conquista per fondi immobiliari e
> piattaforme.
> Vogliamo servizi per tuttə, compresi quelli che oggi sono lasciatə ai margini
> della società»
Questo il testo del comunicato, a firma «Rete di quartiere San Lorenzo»,
pubblicato dal profilo Facebook di ANPI San Lorenzo il 29 dicembre 2024
corredato da varie grafiche colorate. Tale testo è stato pubblicato
dall’Associazione Carteinregola sul suo sito il 2 gennaio 2025, con il titolo
SIAMO TUTTƎ SULLA STESSA STRADA, senza riprodurre le grafiche, ma aggiungendo
una premessa per motivare la pubblicazione sul sito di un contenuto non
prodotto direttamente da Carteinregola:
> Pubblichiamo un comunicato della Rete di quartiere San Lorenzo, di cui fanno
> parte nostri soci e comitati della nostra rete, che si batte per una città a
> misura di persone, di tutte le persone, chiedendo soluzioni strutturali per
> quella che continua a chiamarsi impropriamente “emergenza abitativa” , ma che
> è una condizione sempre più radicata e generalizzata che riguarda migliaia di
> abitanti della Capitale.
Alcuni soci di Carteinregola fanno parte sia della rete di Quartiere San Lorenzo
(che non fa parte della Rete di Carteinregola) sia di ANPI San Lorenzo
In calce all’articolo, come in calce a ognuno delle migliaia di articoli e
pagine pubblicate sul nostro sito, per poter ricevere segnalazioni di
inesattezze o errori era stata inserita la frase : «per osservazioni e
precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com»
Il 12 febbraio 2025, un mese e mezzo dopo la pubblicazione sul sito, due
appartenenti al corpo di Polizia di Roma Capitale hanno accertato l’affissione
abusiva di 17 manifesti, su cui erano stampate le citate grafiche, affissione
rilevata per tutti alla stessa ora, le 11:30, in due luoghi del Quartiere San
Lorenzo di Roma: Piazza dell’Immacolata/Via degli Aurunci (14 manifesti) e Via
dei Sabelli (3 manifesti)
Come abbiamo appreso dopo il ricevimento dei verbali, i manifesti non recavano
alcuna indicazione della tipografia presso cui erano stati stampati, né nomi,
loghi o simboli che permettessero di individuarne gli autori, e non recavano
neanche il testo del comunicato da noi pubblicato, con cui avevano in comune
solo il titolo
( il verbale tipo dei 17 recapitati all’associazione)
Il 26 maggio 2025 Anna Maria Bianchi, Presidente dell’Associazione Carteinregola
di Roma, ha ricevuto 17 verbali di violazione del Codice della Strada, ciascuno
con una sanzione di 316,40 € (se corrisposta entro 5 giorni) o di 445€ (se
corrisposta entro 60 giorni) che si riferivano all’affissione abusiva di
“manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti”.
Il 28 maggio 2025 la Presidente e il segretario dell’associazione hanno avuto un
colloquio con i verbalizzanti presso il Gruppo Sapienza della Polizia di Roma
Capitale, nel corso del quale hanno appreso le circostanze delle sanzioni, che
erano state comminate a Carteinregola in quanto era stato trovato sul sito
dell’associazione il comunicato con lo stesso titolo dei manifesti affissi
abusivamente.
Presidente e Segretario hanno subito spiegato la totale estraneità di
Carteinregola alle affissioni di manifesti che non erano stati ideati, né
erano di proprietà, né tantomeno erano stati affissi dall’associazione. Nel
colloquio, i verbalizzanti hanno mostrato lo screeenshot del sito di
Carteinregola con l’articolo del comunicato e le foto dei manifesti affissi a
San Lorenzo, da cui risultava evidente che si trattava di grafiche non
presenti sul sito di Carteinregola, e che con il comunicato pubblicato aveva in
comune con i manifesti SOLO IL TITOLO, visto che le grafiche/manifesti recavano
ciascuno un testo diverso, ricostruzioni di storie immaginarie di persone in
emergenza abitativa
sopra: in BN le immagini delle affissioni abusive scattate dalla Polizia di Roma
Capitale, a colori le grafiche presenti su diversi profili FB NON presenti nè
sul sito nè sui profili social (FB e altri) di Carteinregola
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Il colloquio si era concluso apparentemente con un chiarimento dell’equivoco e
l’invito da parte dei verbalizzanti a promuovere ricorso presso il Prefetto.
Ricorso che è stato inviato il 4 giugno 2025.
Il 21 ottobre 2025 sono giunte alla Presidente dell’Associazione le 17 sanzioni,
maggiorate, raggiungendo la cifra di 888, 50 euro ciascuna, per un totale di
circa 15.000 euro.
(l’ingiunzione del Prefetto identica per ognuna delle 17 sanzioni)
La Prefettura aveva infatti bocciato il ricorso sulla base delle
controdeduzioni della Polizia di Roma Capitale, che a fine luglio/inizio agosto
2025 aveva argomentato, con lo stesso testo per ciascuna sanzione, la
«conferma di quanto a suo tempo redatto».
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LE MOTIVAZIONI DELLE CONTRODEDUZIONI DELLA POLIZIA LOCALE APPAIONO INCONGRUE PER
VARI MOTIVI.
Sotto: le controdeduzioni inviate al Prefetto dalla Polizia di Roma Capitale
(identiche per i 17 ricorsi contro le 17 sanzioni)
Nelle controdeduzioni infatti si sostiene che anche se la Presidente di
Carteinregola non è la materiale esecutrice delle affissioni abusive, è chiamata
a risponderne, citando – a sproposito – una sentenza della Cassazione del 2012
(che si riporta integralmente in calce*): “È tenuto al pagamento della sanzione
in solido con l’autore materiale della violazione, anche il partito politico
proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda,tenuto conto
che la legge individua nella proprietà del mezzo usato per la commissione della
infrazione, e nel rapporto oggettivo e funzionale della condotta tenuta con
l’interesse, ovvero gli scopi di una persona giuridica o di un ente di fatto, i
titoli stessi della solidarietà del proprietario con l’autore della violazione,
indipendentemente dalla identificazione della persona fisica che ha commesso
materialmente la violazione“.
Carteinregola non è il proprietario dei manifesti, e nemmeno un partito politico
che fa propaganda, e non avrebbe potuto ottenere alcun vantaggio dall’affissione
dei manifesti, che non recavano alcun simbolo o logo dell’associazione e che
recavano testi che non avevano nulla a che fare con l’associazione e la sua
attività.
Appare altrettanto incongrua la motivazione che si riferisce a presunte
responsabilità della Presidente dell’Associazione riguardo l’operato dei propri
soci: in primis, laddove si riporta che la Corte aveva confermato un decisione
del giudice di pace , con la quale si era ritenuto che «il partito politico che
aveva proposto opposizione… fosse il proprietario dei manifesti affissi,
stabilendo che esso era tenuto al pagamento della sanzione per non aver fornito
la prova di una condotta positiva dei suoi dirigenti o responsabili, volta ad
impedire l’abusiva affissione di detti manifesti».
Appare evidente che i dirigenti o responsabili di un partito possano essere
chiamati a rispondere delle affissioni di manifesti stampati dal proprio
partito, in quanto in condizione di dare precise indicazioni agli incaricati
delle affissioni o ai propri militanti, mentre la presidente di un’associazione
non possa rispondere della stampa e dell’affissione abusiva di manifesti che
non sono stati né ideati, né realizzati, né diffusi, né stampati, né firmati,
né acquistati dalla Associazione di cui è responsabile.
Ma nelle controdeduzioni della Polizia locale ci sono anche altre motivazioni a
nostro avviso incongrue:
Si parla di «organizzazione che promuoveva la manifestazione», ma non è stata
indetta alcuna manifestazione, e come abbiamo visto, neanche sui manifesti era
pubblicizzato alcun evento o manifestazione, ma si invocava solo maggiore
attenzione per le persone in emergenza abitativa.
Si parla di «comunicato emesso su Facebook» da Carteinregola , ma, come abbiamo
visto, Carteinregola non ha emesso alcun comunicato, ma solo ripodotto il
comunicato della Rete di quartiere San Lorenzo pubblicato da ANPI San Lorenzo,
né ha pubblicato il comunicato su Facebook, ma solo sul proprio sito e ha
pubblicato solo un testo, senza le grafiche poi riprodotte sui manifesti
Si ammette che l’associazione sia «estranea alla stampa e all’affissione dei
manifesti» ma si ribadisce la promozione di un fantomatico «evento», che in
quanto «promosso dai soci» comporterebbe che il Presidente dell’associazione
sia “responsabile di tutto quello che accade nell’associazione a livello
civile penale ed economico ed è obbligato in solido con l’autore della
violazione”.
Ma Carteinregola ha attribuito a propri soci solo il comunicato copiato da
Facebook, non certo la stampa e l’affissione dei manifesti, con cui non esiste
alcun collegamento, visto che i manifesti non sono firmati e che chiunque
avrebbe potuto scaricare le grafiche dai social (presenti da giorni prima della
pubblicazione del comunicato sul nostro sito), stamparle e affiggerle
abusivamente.
In ogni caso è evidente che l’associazione non può rispondere di azioni e
violazioni ad opera di altri soggetti promosse a sua insaputa, a maggior ragione
se non riguardano, come in questo caso, attività dell’associazione
Carteinregola ha quindi avanzato ricorso presso il giudice di pace il 19
novembre 2025, con un consistente esborso, già solo per le spese legali, per
un’associazione che ha come unico introito la quota di iscrizione dei propri
120 soci di 20€ l’anno.
L’udienza è stata fissata il 15 marzo 2027
In ogni caso, riteniamo che non possano essere considerati responsabili delle
affissioni abusive né ANPI San Lorenzo, né gli autori del comunicato o chiunque
abbia rilanciato il comunicato e le grafiche sulle proprie pagine Facebook.
L’affissione cartacea è cosa ben diversa dalla pubblicazione virtuale sui social
e, come detto, chiunque poteva stampare le grafiche e affiggerle a insaputa
degli autori del comunicato, trattandosi di manifesti anonimi. Inoltre, essendo
appunto manifesti anonimi e non trattandosi della pubblicità di alcuna
iniziativa, come Carteinregola, nemmeno ANPI San Lorenzo né altri potevano
ricavare alcun vantaggio dalle affissioni. A meno che si voglia indicare come
“beneficiari delle affissioni” e quindi corresponsabili degli abusi coloro che
il testo del comunicato e delle grafiche intendevano tutelare : «senzatetto,
famiglie, migranti, lavoratorə con bassi salari, studentə e altrə ancora».
Per questi motivi il 5 febbraio 2026 Carteinregola ha scritto una lettera al
Sindaco Gualtieri (in calce**), alla Presidente e ai Consiglieri dell’Assemblea
Capitolina, ai Presidenti dei Municipi e per conoscenza al Comandante del Corpo
di Polizia Municipale.
Nella lettera manifestavamo la preoccupazione, oltre che per il nostro caso
specifico, per le conseguenze che tale precedente potrebbe avere per tante
altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia
locale, e le sentenze richiamate in modo abnorme, potrebbero infatti offrire a
chiunque la possibilità di colpire l’ impegno dei cittadini in difesa
dell’interesse pubblico – impegno che spesso si trova in conflitto con
interessi privati anche molto specifici. Con il preciso obiettivo di danneggiare
le realtà scomode, basterebbe scaricare dai siti o dai social delle
associazioni le locandine che pubblicizzano eventi promossi dalle associazioni e
affiggerle abusivamente per causare danni economici assai consistenti a realtà
civiche come la nostra.
Nella lettera abbiamo fatto un esempio concreto e recente di tale rischio:
«Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento del Sindaco
Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO del Comitato
Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche
l’associazione Carteinregola.
Dai siti dei comitati aderenti sono scaricabili dèpliants e volantini, che
Carteinregola non intende diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri
canali social (quindi esclusivamente on line); ma se sciaguratamente qualcuno,
tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle tante realtà che aderiscono
al Comitato, prendesse l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini
fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per
questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato?
L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni
addirittura per affissioni di manifesti che non erano in alcun modo riferibili
alla nostra associazione». (foto AMBM)
La nostra lettera si concludeva con la richiesta al Sindaco, alla Giunta e
all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di
Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto
alla nostra Associazione diventasse oggetto di un dibattito pubblico allargato
e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il
confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza
Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni, nei confronti di realtà che si
basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di
finanziamento una esigua quota annuale versata dai propri iscritti.
A oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta dal Sindaco, né dalla maggioranza
dei destinatari della nostra lettera (***).
In tempi di «decreti sicurezza» che comprimono la libertà di espressione e di
manifestazione, sembra incredibile che proprio nella Capitale, guidata da un
Sindaco che appartiene a una forza politica che osteggia le misure governative,
si possa consumare una simile vicenda.
Noi continueremo a impegnarci per portarla a conoscenza dell’opinione pubblica,
perchè siamo convinti che non riguardi solo la nostra associazione, ma tante
altre realtà che esercitano il proprio diritto di critica nel rispetto delle
regole.
Associazione Carteinregola
Post scriptum: Teniamo a sottolineare che riteniamo particolarmente offensivo
che la nostra associazione venga accusata di affissioni abusive, visto che il
rispetto delle Regole è sempre stato al centro della nostra identità,
addirittura nel nome, e anche relativamente alle affissioni abusive: ad
esempio quando abbiamo promosso (fin dal 2016) la “Carta della candidata e
del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il
candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa
inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione
di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3) e quando
abbiamo sottoscritto la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi
sporca”
vai alla pagina con la registrazione della Conferenza stampa dell’11 marzo 2026
26 marzo 2026
PER OSSERVAZIONI E PRECISAZIONI scrivere a: laboraatoriocarteinregola@gmail.com
NOTE
(*)8. Sentenza Cassazione 1040/2012– motivi della decisione
Svolgimento del processo – Motivi della decisione
1. Con sentenza n. 7905 del 2006 il Giudice di pace di Roma, decidendo
sull’opposizione proposta dalla Federazione di Roma del Partito della
Rifondazione Comunista avverso l’ordinanza-ingiunzione n. 27 del 2005 emessa
dalla Prefettura di Roma in relazione all’accertamento di violazioni
amministrative in materia di affissioni abusiva di manifesti, la rigettava. A
sostegno della decisione il suddetto giudice rilevava che, quanto all’omessa
audizione, la P.A. opposta aveva prodotto il relativo avviso di convocazione e
che, con riferimento al merito, la modifica apportata alla Legge finanziaria del
2005, atteneva solo fi all’affissione abusiva di manifesti a contenuto politico
avvenuta in periodo elettorale, considerando, in ogni caso, che la ricorrente
non aveva dato prova dell’insussistenza della i sua responsabilità.
Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione Federazione di Roma
del Partito della Rifondazione Comunista basato su tre motivi, avverso il quale
l’intimato Ufficio territoriale del Governo di Roma si è costituito con
controricorso. Il collegio ha deliberato l’adozione della motivazione della
sentenza in forma semplificata.
2. Con il primo motivo la ricorrente ha dedotto la violazione e/o falsa
applicazione dell’art. 112 c.p.c., con riferimento all’omessa pronuncia, da
parte del giudice di merito, sulla doglianza relativa alla prospettata
esclusione della responsabilità solidale di essa ricorrente, dovendo rispondere
dell’illecito amministrativo il solo esecutore materiale dell’affissione
abusiva.
2.1. Con il secondo motivo la ricorrente ha denunciato la supposta violazione e
falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 6 sul presupposto che, nella
specie, non sarebbe stata configurabile la responsabilità solidale di essa
ricorrente non emergendo che l’attività illecita fosse stata posta in essere nel
suo interesse.
2.2. Con il terzo motivo la ricorrente ha censurato la sentenza impugnata per
violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1, comma 481, della cd. Legge
Finanziaria 2005 (che aveva introdotto il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 23, comma
13 quinquies), nella parte in cui escludeva, in ogni caso, la responsabilità
solidale dei committenti dell’affissione di manifesti relativi ad attività
politiche da chiunque realizzate.
3. Il primo e terzo motivo, che possono essere esaminati congiuntamente perchè
strettamente connessi, sono infondati e devono, pertanto, essere rigettati. In
primo luogo il collegio rileva l’insussistenza della supposta violazione
dell’art. 112 c.p.c..
Infatti, il giudice di pace di Roma, nella motivazione della sentenza impugnata,
ha preso in piena considerazione il motivo dedotto con l’originario ricorso
attinente alla supposta operatività dell’esclusione della responsabilità
dell’eventuale soggetto committente, ai sensi del D.Lgs. n. 285 del 1992, art.
23 (e, in particolare, del comma 13 quinquies, come inserito dalla L. 30
dicembre 2004, n. 311), respingendolo sul presupposto che la modifica di detta
norma, alla quale aveva posto riferimento la ricorrente, riguardava l’affissione
abusiva di manifesti a contenuto politico avvenuta solo in periodo elettorale
(circostanza, questa, che – come verificato dallo stesso giudice di pace – non
ricorreva nella fattispecie).
Quanto alla dedotta violazione di legge se ne ravvisa ugualmente l’infondatezza,
poichè – al di là della verosimile correttezza dell’interpretazione data dal
giudice di pace di Roma circa l’ambito oggettivo e temporale del disposto di cui
all’art. 23 C.d.S., comma 13 quinquies (nel quale si poneva riferimento
all’attività dei soggetti elencati nel D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 20) con
riguardo all’applicabilità della causa esoneratrice della responsabilità del
committente – deve sottolinearsi, in modo risolutivo, che l’ordinanza-
ingiunzione impugnata (come evincibile dallo stesso ricorso) ineriva un verbale
di accertamento del (OMISSIS) e, quindi, la constatazione della violazione del
citato art. 23 C.d.S. nel testo ancora non integrato dal successivo inserimento
del richiamato comma 13 quinquies, intervenuto solo per effetto dell’entrata in
vigore della L. 30 dicembre 2004, n. 311 (cd. Legge finanziaria 2005), poi,
peraltro, abrogato dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 176.
Pertanto, al momento dell’effettuato accertamento della violazione in questione,
la disposizione derogativa di cui all’art. 23 C.d.S., comma 13 quinquies non era
ancora entrata in vigore e, perciò, era, in ogni caso, inapplicabile nel caso in
esame in virtù dell’operatività del principio generale stabilito dalla L. n. 689
del 1981, art. 1. 4. Anche il secondo motivo è destituito di fondamento e deve,
perciò, essere respinto. Essendo rimasta esclusa l’applicabilità della predetta
disposizione speciale, la responsabilità del committente rimaneva, quindi,
disciplinata dalla L. n. 689 del 1981, art. 6 al quale ha posto comunque
riferimento il giudice di pace nella sentenza impugnata, evidenziando che
l’opponente non aveva, in ogni caso, idoneamente comprovato la sussistenza dei
presupposti per pervenire all’esclusione della sua responsabilità quale
committente.
A tal proposito deve, infatti, trovare conferma l’orientamento della
giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. n. 15000 del 2006) secondo il quale,
in tema di violazione dell’ari. 23 del codice della strada, che sanziona
l’affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari lungo le strade, è tenuto
al pagamento della sanzione, in solido con l’autore materiale della violazione,
anche il partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della
relativa propaganda, tenuto conto che la L. n. 689 del 1981, art. 6, commi 1 e 3
individua nella proprietà del mezzo usato per la commissione della infrazione, e
nel rapporto oggettivo e funzionale della condotta tenuta con l’interesse ovvero
gli scopi di una persona giuridica o di un ente di fatto, i titoli stessi della
solidarietà del proprietario o di detti enti con l’autore della violazione,
indipendentemente dalla identificazione della persona fisica che ha commesso
materialmente la violazione (nella fattispecie esaminata la S.C. aveva
confermato proprio una decisione del giudice di pace con la quale si era
ritenuto in via presuntiva che il partito politico che aveva proposto
opposizione avverso numerosi verbali di contestazione di violazioni dell’art. 23
C.d.S. per affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari in suo favore
fosse il proprietario dei manifesti affissi, stabilendo che esso era tenuto al
pagamento della sanzione per non aver fornito la prova di una condotta positiva)
dei suoi dirigenti o responsabili, volta ad impedire l’abusiva affissione di
detti manifesti). Alla stregua di questo indirizzo giurisprudenziale (su cui v.,
anche, Cass. n. 3630 del 2004 e Cass. n. 27796 del 2005), al quale si aderisce,
anche la seconda doglianza non è meritevole di accoglimento.
5. In definitiva, in virtù delle ragioni complessivamente esposte, il ricorso
deve essere integralmente rigettato con conseguente condanna della parte
ricorrente al pagamento dei compensi del giudizio, liquidati come in
dispositivo, oltre che delle spese vive prenotate e prenotande a debito.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento dei
compensi del presente giudizio, liquidati in complessivi Euro 600,00, oltre
spese prenotate e prenotande a debito.
Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere
legale.
9. Sentenza Cassazione 15000/2006 del 20 6 2006
(**)
La lettera al Sindaco Gualtieri del 5 febbraio 2026
Alla CA di Roberto Gualtieri Sindaco di Roma Capitale – Svetlana Celli
Presidente Assemblea Capitolina – Consigliere e Consiglieri Assemblea
Capitolina – Presidenti, Giunte, Consigli dei Municipi – E pc Mario De Sclavis
Comandante Corpo di Polizia Locale Roma Capitale
OGGETTO: 15.000 euro di sanzioni comminate a Carteinregola per affissione
abusiva di manifesti a cui è completamente estranea, richiesta di un dibattito
pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale,per evitare
che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni
ingiustificate, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita
democratica della città
Roma, 5 febbraio 2026
L’Associazione Carteinregola comunica di essere vittima di una grande
ingiustizia, nella persona della sua Presidente, chiamata a pagare più di
15.000 euro di sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per fatti a cui
l’associazione non solo è completamente estranea, ma di cui non era nemmeno a
conoscenza.
La vicenda scaturisce da 17 verbali per affissione abusiva di 17 “manifesti
pubblicitari fuori dagli appositi supporti” emessi il 12 febbraio 2025dalla
Polizia di Roma Capitale in seguito all’accertamento dell’affissione abusiva in
due località del quartiere San Lorenzo. Manifesti, che non presentavano alcuna
firma, ed erano quindi stati stampati e affissi da ignoti, e che non recavano
alcun riferimento a Carteinregola e alle sue attività, e che, come spiegato nel
colloquioavuto presso il Comando della Polizia Locale competente dopo il
ricevimento delle sanzioni, non solo non erano stati affissi, ma non erano
stati né ideati, né realizzati, né stampati e nemmeno riprodotti sul sito di
Carteinregola, e quindi la loro diffusione non poteva portare alcun vantaggio né
diretto né indiretto all’associazione.
Trattandosi di una situazione davvero paradossale, eravamo convinti che si
fosse chiarito l’equivoco nel citato colloquioe che la vicenda si sarebbe
rapidamente risolta con il ricorso al prefetto.
Invece nell’autunno scorso abbiamo ricevuto 17 ordinanze/ingiunzioni al
pagamento che hanno raggiunto la considerevole cifra di 15.000 €, poiché la
Polizia di Roma Capitale ha confermato le sanzioni, con motivazioni che
riteniamo totalmente incongrue, e abbiamo quindi dovuto avanzare opposizione
davanti al giudice di pace.
Paradossale anche trovarsi in tali circostanze per la nostra associazione, che
ha fatto del rispetto delle regole la sua bandiera già nella scelta del proprio
nome, ma non solo: fin dal 2016 abbiamo ideato e promosso ad ogni elezione la
“Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è
inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative
vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei
permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi
consentiti” (Art.3) e sottoscrivendo in più riprese la campagna contro le
affissioni abusive “Non votare chi sporca”[1].
Ma c’è un altro aspetto che ci preoccupa, che va oltre il caso specifico e che
può investire anche tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle
sanzioni della Polizia locale, con il riferimento a sentenze richiamate in modo
abnorme per il nostro caso, potrebbe però portare a conseguenze imprevedibili,
in quanto chiunque intendesse colpire l’ impegno in difesa dell’interesse
pubblico – impegno che spesso si trova in contrasto con interessi privati anche
molto specifici – potrebbe scaricare dai siti o dai social delle associazioni
locandine che pubblicizzano vari eventi e affiggerle abusivamente con il
preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode.
Non solo. Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento del
Sindaco Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO per
difendere GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA del Comitato Società civile per
il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione
Carteinregola. Dal sito del Comitato https://www.referendumgiustizia2026.it/
sono ora scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende
diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social (quindi
esclusivamente on line); ma se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di
cittadini che fanno parte delle tante realtà che aderiscono al Comitato,
prendesse l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli
spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo,
insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non
è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per
affissioni di manifesti che non erano in alcun modo riferibili alla nostra
associazione.
Per questo, pur confidando nella possibilità di avere giustizia,
ottenendo una sentenza che riconosca la totale estraneità dell’Associazione
Carteinregola rispetto ai fatti che ci sono stati contestati, chiediamo al
Sindaco, alla Giunta e all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle
Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi
affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventi oggetto di un
dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale,
per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi
serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni, nei
confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che
hanno come unica forma di finanziamento una esigua quota annuale versata dai
propri iscritti.
In calce i dettagli della vicenda, siamo a disposizione per fornire tutti i
documenti e le informazioni relative a quanto riportato
[1]
vedi https://www.carteinregola.it/perunapoliticatrasparentedemocratica/carta-della-candidata-e-del-candidato-trasparente/
> Non votare chi sporca la città con manifesti abusivi
(***) Abbiamo ricevuto messaggi di interessamento e solidarietà da alcuni
consiglieri capitolini: Ferdinando Bonessio, Europa Verde, Tommaso Amodeo, Lista
Civica Gualtieri, Giovanni Caudo, Roma Futura, Linda Meleo M5S, dalla Presidente
del II Municipio Francesca Del Bello, da Barbara Auleta, capogruppo AVS II
Municipio, da Maristella Urru di Aurelio in Comune del XIII Municipio, da
Nathalie Naim, Lista civica Gualtieri I Municipio. Lorenzo Minio Paluello di
Roma Futura ha promosso una mozione, approvata in Commissione Bilancio del I
Municipio, che tuttavia non è stata poi approvata dal Consiglio per la non
partecipazione al voto della maggioranza dei consiglieri presenti. Hanno
inviato la propria solidarietà anche il segretario del PD Roma Enzo Foschi e
tante realtà civiche, che si stanno man mano aggiungendo.