Report Card 20: nei paesi ricchi quasi 1 bambino su 5 è in povertà
La relazione pubblicata oggi dall’UNICEF Office of Strategy and Evidence –
Innocenti evidenzia che la disuguaglianza economica nei paesi ricchi è associata
a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici
peggiori tra i bambini.
La Report Card 20: Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza
economica esamina il rapporto tra le disuguaglianze economiche e il benessere
dei bambini in 44 paesi dell’OCSE e ad alto reddito e rileva che, nella maggior
parte di questi paesi, i livelli di disuguaglianza di reddito e di povertà
infantile rimangono ostinatamente elevati. In media, in tutti i paesi, le
famiglie che rientrano nel 20% più ricco guadagnano oltre cinque volte di più
rispetto al 20% più povero, mentre, in media nei paesi, quasi un bambino su
cinque vive in condizioni di povertà di reddito, il che significa che i suoi
bisogni primari potrebbero non essere soddisfatti.
«La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano,
su ciò che mangiano e su come vivono la vita – ha dichiarato il direttore
dell’UNICEF Innocenti, Bo Viktor Nylund – Per limitare gli effetti più gravi
della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella
nutrizione e nell’istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili».
Secondo il rapporto, esiste una chiara correlazione tra livelli più elevati di
disuguaglianza economica e la salute dei bambini. I bambini che crescono nei
paesi con il maggior livello di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte
maggiore di essere in sovrappeso rispetto a quelli che vivono nei paesi con
minor livello di disuguaglianza, il che potrebbe essere dovuto a
un’alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti.
Mettendo in evidenza i dati relativi ai paesi dell’Unione Europea, il rapporto
sottolinea inoltre che solo il 58% dei bambini appartenenti a famiglie che
rientrano nel quintile più povero della popolazione gode di ottima salute,
rispetto al 73% di quelli appartenenti al quintile più ricco.
Il rapporto evidenzia una relazione tra disuguaglianza economica e rendimento
scolastico. Osserva che i paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è più
ampio tendono a registrare, nel complesso, risultati scolastici inferiori. Nei
paesi con il più alto livello di disuguaglianza, il 65% dei bambini rischia di
lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e
matematica, rispetto al 40% dei bambini nei paesi con il più basso livello di
disuguaglianza.
Queste disparità tra i vari paesi si riscontrano anche all’interno dei singoli
paesi, dove si registrano notevoli differenze nei risultati dei voti scolastici
tra i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti e quelli provenienti dalle
famiglie più povere. In media, l’83% dei quindicenni appartenenti al quintile
più ricco della popolazione possiede competenze di base in matematica e lettura,
rispetto al 42% di quelli appartenenti al quintile più povero.
L’Italia occupa il 12° posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37
paesi. Si trova nel primo terzo della classifica per quanto riguarda il
benessere mentale (10° posto), mentre si colloca nella fascia media per quanto
riguarda la salute fisica (17° posto) e le competenze (25° posto).
Tra i paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto, l’Italia si colloca al
22° posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, con il quintile più
ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più
povero. Si colloca al 30° posto per quanto riguarda la povertà infantile, con un
tasso pari al 23,2%.
Tra i paesi per cui il rapporto fornisce dati comparabili, l’Italia si colloca
al 15° posto su 41 per quanto riguarda l’entità del divario nelle competenze di
base in matematica e lettura tra i bambini provenienti dalle famiglie più ricche
e quelli provenienti dalle famiglie più povere: l’84% dei bambini appartenenti
al quintile delle famiglie più ricche ha competenze di base in matematica e
lettura, rispetto a poco meno del 45% dei bambini appartenenti al quintile più
povero.
Il rapporto esorta i governi e le parti interessate ad adottare misure in
diversi ambiti politici per ridurre al minimo l’impatto delle disuguaglianze sul
benessere dei bambini, in particolare attraverso la riduzione della povertà
infantile. Tali misure possono includere:
* migliorare le misure di protezione sociale, tra cui gli assegni familiari e i
sussidi per l’infanzia e il salario minimo, per garantire che nessun bambino
cresca in condizioni di povertà;
* sostenere le comunità più vulnerabili attraverso alloggi a canone agevolato,
il potenziamento delle infrastrutture nei quartieri più poveri e gli
investimenti in strutture pubbliche quali spazi verdi e strutture ricreative;
* affrontare le disuguaglianze nel settore dell’istruzione riducendo al minimo
la segregazione socioeconomica nelle scuole; garantendo che le scuole
dispongano di personale e attrezzature adeguati, indipendentemente dal
contesto economico degli studenti; e fornendo ai bambini pasti scolastici
sani e nutrienti;
* interagire con i bambini per comprendere meglio il loro punto di vista su
come la disuguaglianza influisca su di loro e sulle loro famiglie e per
elaborare soluzioni che ne promuovano il benessere.
Nell’ambito delle Officine dedicate alla non discriminazione, l’UNICEF Italia ha
presentato la Report Card 20 “Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza
economica – dell’UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti. A
illustrare il rapporto erano Gwyther Rees, Research Manager Health and Well
Being e Alessandro Carraro, Research Specialist UNICEF Office of Strategy and
Evidence – Innocenti. L’incontro è stato moderato da Clarissa Valia,
giornalista, dell’Ufficio del Portavoce UNICEF Italia.
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