Il caso Aegean Boat Report e l’arresto di Tommy Olsen
«Da oltre 8 anni, Aegean Boat Report lavora senza sosta per documentare le
violazioni dei diritti umani, monitorare le persone in pericolo e fornire prove
indipendenti quando le autorità non riescono a proteggere coloro che cercano
rifugio». È da queste parole che emerge con chiarezza il senso di un lavoro che,
oggi, è finito sotto attacco diretto.
Tommy Olsen è il fondatore di Aegean Boat Report (ABR), l’organizzazione che dal
2015 documenta in modo indipendente ciò che accade nel Mar Egeo. Le autorità
greche hanno emesso nei suoi confronti un mandato d’arresto europeo: è l’ultimo
passo di un lungo tentativo di mettere a tacere chi osserva, registra e
denuncia.
Lunedì 16 marzo, la polizia norvegese lo ha arrestato nella sua casa di Tromsø,
la città più grande della Norvegia settentrionale a 350 chilometri a nord del
Circolo polare artico. Un tribunale norvegese ha successivamente stabilito che
potesse essere estradato in Grecia, decisione contro la quale ha
presentato ricorso, ed è stato posto in custodia cautelare.
È stato successivamente rilasciato il 20 marzo in attesa dell’udienza di
appello, ma rimane a rischio di estradizione. Se estradato, potrebbe subire una
detenzione preventiva fino a 18 mesi 1.
✍️ Firma la petizione e chiedi alle autorità norvegesi di non estradare Tommy
Olsen!
Olsen, è perseguito dalle autorità greche insieme a un difensore greco per i
diritti umani, Panayote Dimitras, fondatore del Greek Helsinki Monitor (GHM),
con accuse infondate legate al loro attivismo a supporto delle persone in
movimento che cercano rifugio in Grecia 2.
Dimitras è stato incriminato per aver inviato informazioni alle autorità greche
riguardo l’arrivo di persone sulle isole di Kos e Farmakonisi, nel luglio 2021,
un’operazione di routine per facilitare le richieste d’asilo.
Nonostante ciò, il tribunale ha imposto misure preventive severe: divieto di
lasciare la Grecia, obbligo di presentarsi regolarmente alle autorità, cauzione
di 10.000 euro e divieto di svolgere qualsiasi attività del GHM, compreso
comunicare con le persone appena arrivate.
«Migliaia di persone contattano Aegean Boat Report per chiedere assistenza, sia
dopo aver raggiunto le isole greche, sia in situazioni di difficoltà nel Mar
Egeo. In caso di pericolo per la vita umana, trasmettiamo immediatamente tutte
le informazioni pertinenti alle autorità competenti. A causa di questo lavoro,
siamo diventati un bersaglio», denuncia ABR.
Questo non è l’unico procedimento giudiziario nei suoi confronti. «Negli ultimi
anni – spiega Elena Kaniadakis sul Manifesto 3 – le procure di diverse isole
dell’Egeo hanno avviato cinque indagini su Olsen: quattro sono state archiviate.
Nell’ultimo caso, quello di Kos, è stato disposto il rinvio a giudizio».
PH: Moriabevegelsen
«Per anni ho documentato e pubblicato prove di gravi violazioni dei diritti
umani nei confronti delle persone in movimento nell’Egeo», spiega l’attivista
norvegese. «Queste includono respingimenti violenti, espulsioni illegali, abusi
e azioni che hanno messo a rischio innumerevoli vite. Le prove sono numerose.
Eppure non c’è stata alcuna assunzione di responsabilità. L’Europa ha troppo
spesso distolto lo sguardo in nome della protezione delle frontiere».
«Le accuse mosse contro di me – continua Olsen – sono: partecipazione e
appartenenza a un’organizzazione criminale; favoreggiamento dell’ingresso nel
territorio greco di cittadini di paesi terzi, presumibilmente commesso in modo
ripetuto, da due o più persone, a scopo di lucro e nell’ambito di un’attività
professionale; favoreggiamento del soggiorno illegale o della permanenza di
cittadini di paesi terzi, presumibilmente a scopo di lucro e in modo ripetuto.
Nessuna di queste accuse è vera. Non ho visto alcuna prova credibile a sostegno
di esse».
Il Ministro greco delle Migrazioni e dell’Asilo, Thanos Plevris 4, ha definito,
nelle scorse ore, “ipocrite” organizzazioni come Amnesty International Grecia,
accusandole di denunciare violazioni del diritto internazionale mentre
chiederebbero di ignorare mandati legittimi della giustizia greca.
«L’inasprimento delle disposizioni relative alle ONG nell’ultimo disegno di
legge, che l’opposizione non ha sostenuto, si sta rivelando “imprescindibile”
per garantire il rispetto della legge», minaccia Plevris.
Chi è Thanos Plevris
Ministro della Migrazione dal 28 giugno 2025, è noto per posizioni estremiste e
dichiarazioni apertamente razziste. Celebre, e inquietante, la frase: «La
sicurezza delle frontiere non può esistere senza vittime, per essere chiari, se
non ci sono morti». La sua nomina segna la continuità e, per certi versi, la
radicalizzazione della linea di Voridis
Il Ministro fa riferimento al nuovo disegno di legge nel quale si prevede che la
semplice appartenenza a un’ONG iscritta nel registro possa trasformare reati
minori, come l’agevolazione del soggiorno irregolare, in reati gravi punibili
con fino a 10 anni di carcere e multe fino a 10.000 euro. Anche l’apertura di un
procedimento penale può comportare la cancellazione dell’organizzazione, in
contrasto con principi fondamentali dello stato di diritto.
«Il disegno di legge non è una misura isolata – sottolinea il Legal Centre
Lesvos – ma parte di una strategia sistematica del Ministero della Migrazione
volta a criminalizzare la migrazione e a smantellare la solidarietà, attuata,
tra l’altro, attraverso la Legge 5226/2025 di settembre, che criminalizza il
soggiorno irregolare, e attraverso il perseguimento incessante dei difensori dei
diritti umani».
Approfondimenti
IN GRECIA VIENE PREVISTO IL CARCERE PER I RICHIEDENTI ASILO IN RIGETTO
Analisi della nuova legge che penalizza e criminalizza l'ingresso e il soggiorno
nel Paese
Giulia Stella Ingallina
22 Ottobre 2025
«Dopo cinque anni di raccomandazioni costanti da parte della Commissione europea
5, del Consiglio d’Europa 6 e delle Nazioni Unite 7 per porre fine alle
restrizioni arbitrarie sul lavoro delle organizzazioni della società civile che
sostengono i rifugiati e i migranti», sostengono in una dichiarazione congiunta
8 80 organizzazioni internazionali e greche, «il Ministero continua a colpire le
organizzazioni ritenute scomode esclusivamente per svolgere il loro lavoro».
Esemplare in questo senso è il caso ERCI a Lesbo, un processo durato sette anni
contro 24 operatori umanitari minacciati di pene fino a 20 anni per aver
soccorso persone in mare: la loro assoluzione completa ha evidenziato come si
sia trattato di una deliberata campagna di vessazione giudiziaria contro la
società civile.
Notizie
GRECIA. ASSOLTI A LESVOS 24 OPERATORI UMANITARI IMPEGNATI NEL SOCCORSO IN MARE
Una sentenza contro la criminalizzazione della solidarietà
Ludovica Mancini
19 Gennaio 2026
In questo contesto legislativo e politico si colloca il mandato d’arresto
europeo nei confronti di Tommy Olsen e le misure restrittive contro Panayote
Dimitras: il rischio è che chi documenta ciò che accade alle frontiere e
sostiene le persone in movimento venga trattato come un criminale, trasformando
il confine in uno spazio di eccezione in cui il diritto si piega fino a
scomparire e il dissenso viene messo a tacere.
A spiegare quanto tutta questa vicenda sia ingiusta, con parole semplici ma
potenti, è la figlia quindicenne di Tommy Olsen durante un presidio di
solidarietà che si è svolto il 22 marzo davanti al municipio di Tromsø 9:
«Ho solo 15 anni e non so molto di leggi o politica. Ma conosco la differenza
tra giusto e sbagliato. Papà è una persona che tiene davvero alle persone in
difficoltà e ai loro diritti. Fare la cosa giusta dovrebbe ripagare».
1. Per approfondire la vicenda: Norway: Do not extradite NGO worker: Tommy
Olsen, Amnesty International (23 marzo 2026) ↩︎
2. Per approfondire: Greece: Migrant Rights Defenders Face Charges, Human Right
Watch (26 gennaio 2026) ↩︎
3. La persecuzione a Tommy Olsen arriva fino alla Norvegia: la Grecia chiede
l’arresto, Il Manifesto (13 febbraio 2026) ↩︎
4. Thanos Plevris (Αθανάσιος Πλεύρης, nato 1977) è un politico e giurista greco
appartenente al partito Nuova Democrazia, nominato nel 2025 Ministro per la
Migrazione e l’Asilo in seguito a un rimpasto di governo del primo ministro
Kyriakos Mitsotakis. È noto per le sue posizioni conservatrici e per il
ruolo centrale nella politica migratoria greca. Come Ministro della
Migrazione, Plevris incarna la linea dura del governo Mitsotakis su
sicurezza dei confini e controllo dei flussi, influenzando il dibattito
greco ed europeo sulla politica migratoria (Fonte: Kathimerini) ↩︎
5. Leggi il documento della Commissione UE ↩︎
6. Leggi il documento del Consiglio d’Europa ↩︎
7. Leggi il documento delle Nazioni Unite ↩︎
8. Joint Civil Society Statement on the Migration Ministry bill, Refugee Suppot
Aegean (20 gennaio 2026) ↩︎
9. Il presidio era promosso da Moriabevegelsen (Movimento Moria) un movimento
di attivismo sociale nato in Norvegia che si occupa di sensibilizzare e
mobilitare l’opinione pubblica su questioni legate ai diritti umani, in
particolare dei bambini e delle persone costrette alla fuga (rifugiati e
richiedenti asilo) ↩︎