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Lavoro territoriale in salute mentale: un’indagine e un libro nel segno di Basaglia
In Italia nel 2023 il costo pro capite per l’assistenza psichiatrica  variava da un minimo 36,0 € per i servizi in Campania a un massimo di 98,5 € per gli stessi in Sicilia. Prevalentemente le Regioni al di sotto del primo terzile, con valori più bassi, sono del Sud Italia. Quanto alla dotazione di personale delle strutture psichiatriche da un minimo di 27 per 100˙000 residenti in Basilicata a un massimo di 111,9 nelle PA del Trentino. In particolare, si riscontra carenza in Basilicata e Calabria, mentre al di sopra del secondo terzile si osservano solo regioni del Nord, ad eccezione della Toscana. Vanno segnalate, con valori più elevati rispetto agli altri, oltre alla PA di Trento, anche la Valle d’Aosta e la PA di Bolzano, mentre il Piemonte è l’unica Regione del Nord Italia al di sotto del primo terzile. Per quanto riguarda, invece, i numeri delle strutture territoriali, vanno da 1,2 per 100˙000 in Molise, dove la rete dei servizi territoriali è la più sfornita del Paese, ad un massimo di 4,9 in Veneto, più del doppio del valore di riferimento nazionale, a segnalare la presenza di una rete assistenziale particolarmente dotata. Al di sotto del primo terzile con valori più bassi compaiono: Molise, Sardegna, Campania, Puglia, Emilia-Romagna, al di sopra del secondo, con valori più alti, Umbria, PA Bolzano, Calabria, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto, mentre non è disponibile il dato della Regione Abruzzo. Sono alcuni dei dati del Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, Istisan 2025-2026, intitolato Strutture e attività dei servizi di salute mentale nelle Regioni italiane: un’analisi nel periodo 2015-2023, curato da Antonella Gigantesco, Laura Camoni, Fiorino Mirabella, Fabrizio Starace e Gemma Calamandrei. “La rete dei servizi – si legge nelle conclusioni del Rapporto – è diffusa su tutto il territorio nazionale; tuttavia, vanno segnalati graduali decrementi a partire dal 2017 delle strutture psichiatriche territoriali (-18,5%) e delle strutture psichiatriche residenziali (-13%) e, dal 2020, delle strutture psichiatriche semiresidenziali (-12,5%). La correlazione positiva osservata tra tasso di strutture psichiatriche semiresidenziali e tasso di dotazione complessiva di personale del DSM suggerisce che le Regioni con minore dotazione di personale tendono ad avere al contempo un minore numero di strutture semiresidenziali. Nell’analisi della correlazione, la Regione Calabria appare particolarmente penalizzata con contemporaneamente i valori più bassi di personale e di strutture semiresidenziali. A carico delle strutture psichiatriche semiresidenziali, si registrano pure una graduale complessiva diminuzione, a partire dal 2021, dei posti (-10%) e, dal 2015 degli utenti presenti (-35% nel 2023 vs. 2015). Anche il numero dei posti letto ospedalieri per ricoveri psichiatrici acuti (degenza ordinaria e day hospital) è costantemente tra i più bassi al mondo“. E in tema di salute mentale si segnala la pubblicazione de Il tempo dell’ascolto. La complessità del lavoro territoriale in salute mentale, un testo per ripensare la salute mentale di comunità, edito nel segno di Franco Basaglia. Un volume della collana Briciole di Cesvot,  curato da Gabriele Santarelli, psichiatra presso l’Unità funzionale semplice salute mentale Chianti-Bagno a Ripoli, che rilancia il modello di salute mentale di comunità come pratica partecipata, radicata nel territorio e capace di dare parola al dolore contemporaneo, raccoglie e rielabora i contenuti del progetto La fatica di essere sé stessi, realizzato tra la fine del 2024 e la primavera del 2025 a San Casciano in Val di Pesa. Promosso da Fondazione Macinaia, con la collaborazione di Azienda USL Toscana Centro, Comune di San Casciano in Val di Pesa e Cesvot, il percorso ha attivato un confronto ampio e partecipato tra amministratori, operatori socio-sanitari, associazioni e cittadinanza sul presente e sul futuro della salute mentale. Il libro nasce come spazio aperto di riflessione collettiva, nel solco dell’eredità basagliana e della stagione della deistituzionalizzazione che portò alla Legge 180. Al centro, l’idea che non esista salute senza salute mentale e che la cura debba essere radicata nella comunità, fuori da ogni logica ghettizzante: servizi aperti al territorio e territorio capace di accogliere, ascoltare e co-progettare. Il volume si apre con i “Frammenti” tratti dagli scritti di Basaglia, prosegue con una sezione storica dedicata ai percorsi di deistituzionalizzazione in Italia e a Firenze, raccoglie contributi di professionisti della salute mentale, operatori socio-sanitari, studiosi e testimonianze dirette e si conclude con uno sguardo artistico, affidato ad Ascanio Celestini, Caterina Poggesi e Marco Rovelli, che amplia e rilancia le domande emerse lungo il percorso. Dalla rassegna La fatica di essere sé stessi è emersa con forza la necessità di “dare parole al dolore”: creare luoghi di ascolto in cui le persone possano raccontarsi, riconoscersi e contribuire alla costruzione di servizi più umani e partecipati. In un contesto segnato da nuove fragilità, precarietà, solitudine, disagio giovanile, effetti della pandemia, la salute mentale si conferma non solo questione sanitaria, ma tema sociale e culturale che interroga l’intera comunità. La Fondazione Macinaia, ente filantropico nato nel 2024, fa della salute mentale uno dei propri ambiti prioritari, sostenendo progetti innovativi e percorsi di cittadinanza attiva in collaborazione con il volontariato e le istituzioni. L’auspicio è che il libro possa diventare strumento di dialogo tra servizi, enti del terzo settore, istituzioni e cittadini, contribuendo a rafforzare un modello di cura territoriale, universale e partecipato, capace di tenere insieme, come è stato scritto, “le radici e le ali”: la memoria delle conquiste del passato e l’apertura alle sfide del presente. Come scrive il curatore del volume, Gabriele Santarelli: “è indispensabile il confronto con la cittadinanza e con il territorio per condividere il modello di cura, per accogliere proposte, preoccupazioni e strategie, per favorire e difendere l’idea che l’adattamento sociale di chi presenta un disturbo psichico, soprattutto se grave, dipende non solo da buone pratiche cliniche, riabilitative o farmacologiche che siano, ma anche dalla capacità di ciascuno di noi di vedere nell’altro, anche se apparentemente portatore di una diversità anche radicale, un cittadino con una storia, con dei diritti, dei doveri e dei bisogni”. Giovanni Caprio
March 24, 2026
Pressenza