Ha vinto il NO, ha vinto la società civile
Appena si è capito che il NO avrebbe vinto il referendum il mondo della politica
si è messo subito in moto per strumentalizzare quella che è, invece e a tutti
gli effetti, una grande vittoria della società civile, capace di mobilitarsi dal
basso in difesa della nostra Costituzione.
La destra di governo che si era detta pronta a “liberarsi della magistratura”
ora minimizza parlando di un risultato “tecnico” senza ricadute politiche. La
sinistra istituzionale (fondamentalmente il PD) che poco aveva fatto, impegnata
soprattutto a ricucire le defezioni interne dei suoi esponenti sostenitori del
Sì, ora si dichiara vincitrice e cerca di sfruttare la situazione.
Che si sia trattato di una vittoria maturata dal basso contro le logiche del
“Palazzo” può essere dimostrato da alcune constatazioni.
1 – ha votato il 10% in più degli aventi diritto rispetto ai più recenti
appuntamenti elettorali. Si tratta di più di 5 milioni di nostri concittadini
che avevano voltato le spalle alla politica istituzionale, ma che non si sono
mostrati indifferenti rispetto ad una fondamentale questione istituzionale.
2- Si calcola che circa il 10% degli elettori dei singoli partiti ha votato in
modo diverso rispetto alle indicazioni ricevute dai vertici, senza significative
differenze tra destra e sinistra. Segno che la gente ha voluto capire e
ragionare con la propria testa.
3 – Fondamentale è stato per l’esito del referendum, il contributo dei giovani
tra i 18 e 35 anni. Più del 60% di loro ha votato per il No. Non è dunque vero
che i giovani sono indifferenti ai problemi sociali. Essi, a quanto pare,
sembrano lontani soprattutto dai giochini di potere della politica orchestrata
da chi comanda.
4 – La campagna referendaria a sostegno del NO ha visto come protagonisti
soprattutto comitati auto-organizzati da forze politiche e strutture sociali
esterne alla logica istituzionale di potere, che oltre ogni differenza sono
state capaci di creare un fronte unito concentrato sull’obiettivo da
raggiungere.
Credo in conclusione che questa capacità unitaria messa in mostra dal basso da
parte delle forze presenti nei movimenti di lotta e nella società civile, sia un
patrimonio che non deve essere disperso, dovendo anzi divenire punto di
riferimento da mettere alla prova in tutte le future battaglie che si renderanno
necessarie nell’interesse delle masse popolari.
Fotoreportage della festa del No a Palermo di Gaspare Semprevivo
Antonio Minaldi