Iran: mentre si rafforza l’ala militare il regime chiama all’unità nazionale
L’ assassinio di Larijani fa uscire di scena una figura di potenziale mediatore
anche se dal punto di vista della repressione interna è stato molto attivo, sta
emergendo una leadership legata ai guardiani della rivoluzione (IRGC),si
rafforza quindi l’ala militare che controllava già pezzi importanti
dell’economia iraniana .Questa generazione non ha vissuto il trauma della guerra
con l’Irak ma ha partecipato alla guerra in Siria ,quindi teme oltremodo la
prospettiva di una guerra civile . E’ molto meno legata alla sfera religiosa e
più tollerante rispetto a manifestazioni esteriori relative all’abbigliamento
oppure all’hijab ,ma molto attenta a reprimere il dissenso organizzato. Il
sistema delle “bonyad”(fondazioni benefiche parastatali),che gestiscono enormi
patrimoni immobiliari e l’economia informale e i privilegi che hanno generato
anni di sanzioni costituiscono l’impalcatura economica che sostiene il regime e
parte del suo consenso.
Di fronte alla minaccia dell’ aggressione nel messaggio di Mojtaba Khamenei per
il Newroz,il capodanno persiano, si parla del rafforzamento dell l’unità
nazionale, e si sottolinea anche il significato della coincidenza di Nowruz di
quest’anno con Eid al-Fitr,la festa musulmana della fine del ramadan.La
continuazione delle tradizioni agisce come una forma di resistenza culturale
contro gli effetti destabilizzanti della guerra e si evoca l’identità persiana
invocando l’unità nazionale.
Ne parliamo con Tara Riva analista geopolitica italo iraniana