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Genova: gli Alpini chiudono le scuole e le insegnanti si mobilitano per fare lezione nelle piazze
LEZIONE PUBBLICA COLLETTIVA, VENERDÌ 8 MAGGIO: – ORE 10, PIAZZA DE FERRARI – ORE 11, PIAZZA DELLE ERBE (SCUOLA DON GALLO/GARAVENTA) – ORE 12, PIAZZA MERIDIANA (SCUOLA DANEO) L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università promuove l’iniziativa di insegnanti e attivisti di Ora in silenzio contro la guerra e Arci Genova di costruire insieme una lezione pubblica collettiva nelle piazze di Genova in orario scolastico la mattina dell’8 maggio. Se gli Alpini chiudono le scuole, > «Io faccio scuola lo stesso.» Questo è il nome dato alla mobilitazione, che qui rilanciamo con le motivazioni della protesta, ricordando che l’Associazione Nazionale Alpini è un’associazione d’arma, che ha quindi come scopo statutario lo svolgimento di attività a favore di militari e ex-militari. In tempi di genocidio, riarmo e ritorno della leva, forse era meglio lasciare che le e gli studenti andassero a scuola, invece che indirettamente invitarli a partecipare a tali attività. > «Parata militare di alpini? > In tempo di guerra? > Con tutte le scuole e le attività educative chiuse? > > NO, GRAZIE > > Siamo in guerra. > > E lo dimostrano le inaccettabili e sempre crescenti spese per le armi, le > proposte ricorrenti di ritorno alla leva, la presenza sempre più invasiva dei > militari all’interno delle scuole. > > E nel mondo oltre 50 guerre fanno stragi, soprattutto di civili, mentre i > profitti dell’industria militare e i compensi dei loro manager balzano verso > l’alto. > > E sotto le macerie di Gaza giacciono 200.000 morti e il diritto > internazionale. > > In questo quadro, siamo fermamente contrari e contrarie che la città diventi > teatro di un’ennesima ed inutile parata militare, quella degli alpini, con > tanto di “ammassamento” e di fanfare. Augurandoci di non dover assistere anche > a Genova, come è avvenuto altrove in passato, ad episodi di molestia contro le > donne, retaggio del tipico maschilismo militare. > > Dissentiamo dalla decisione di chiudere le scuole: una scelta che dimostra > ancora una volta come la scuola sia considerata a tutti i livelli la > “cenerentola” delle istituzioni. Ci è stato detto che altre città hanno chiuso > le scuole per la parata degli alpini. Ci chiediamo allora perché non vengano > chiuse le industrie armiere, o interrotti gli scali delle crociere. > > Per rendere visibile il nostro dissenso, invitiamo insegnanti ed alunni a > costruire in piazza De Ferrari venerdì mattina una sorta di “scuola aperta”: > insegnanti , volontari e volontarie parleranno di pace, di costituzione, di > arte.  > > Con gessetti e lavagne sui gradini del ducale e di fronte a due scuole chiuse, > diremo agli alpini ed ai passanti: “E io faccio scuola lo stesso. Ed educo > alla pace, non alla guerra”. > > Appuntamenti per venerdì 8 maggio: > > * Ore 10 piazza De Ferrari > * Ore 11 piazza delle erbe ( scuola Don Gallo/Garaventa) > * Ore 12 piazza Meridiana ( scuola Daneo) > > Vieni anche tu. Se vuoi, organizza la tua lezione. > > Se ce l’hai, porta una lavagnetta, o l’occorrente per la tua lezione. » > > Ora in silenzio contro la guerra e ARCI Genova > > Con l’ordinanza sindacale n.134 del 17/04/2026 la sindaca di Genova, Silvia > Salis, ha predisposto: > > * la chiusura di tutti i plessi sedi dei servizi educativi, delle scuole di > ogni ordine e grado, pubbliche e private, dei Centri di Formazione > Professionale e di tutte le attività didattiche dei Dipartimenti > Universitari, ricadenti nel territorio del Comune di Genova, per le > giornate di venerdì 8 e di sabato 9 maggio in concomitanza con > l’eccezionale affluenza di persone sul territorio comunale ed il > conseguente aumento del traffico urbano ed extraurbano; > * la chiusura di tutti i giardini e parchi storici pubblici ricadenti nel > territorio del Comune di Genova dalla sera del 7 maggio, per tutte le ore > successive, sino all’apertura mattutina di lunedì 11 maggio per impedire > iniziative e/o occupazioni anche occasionali delle aree scoperte e degli > edifici presenti nei giardini e parchi storici pubblici. Si potrebbero > verificare dirette conseguenze sulla conservazione degli stessi, sotto il > profilo paesaggistico e ambientale con consumo e decadimento dei tappeti > erbosi, danneggiamento di alberi e arbusti o di strutture architettoniche > ed elementi decorativi, con conseguente impatto sulla fruibilità in > sicurezza dei luoghi; > > Nella circolare è anche scritto che l’evento « è classificabile fra gli eventi > che, seppure circoscritti al territorio comunale o di sue parti, possono > comportare grave rischio per la pubblica e privata incolumità in ragione > dell’eccezionale afflusso di persone ovvero della scarsità o insufficienza > delle vie di fuga.» e che «l’organizzazione e la gestione della 97^ Adunata > Nazionale Alpini è a carico della società “Adunata Alpini 2026 S.r.l.”.» > > Insomma si concede al corpo degli Alpini di scegliere una città e invaderla, > con una massività spaventosa anche per gli stessi abitanti che sui social > commentano il disagio che proveranno in questi tre giorni nei quali vivranno > stipati in casa mentre le penne nere si impadroniranno dello spazio pubblico. > Ne avevamo già parlato qui. > > > > Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. 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Gli Alpini al mare: l’adunata chiude le scuole a Genova
Dall’8 al 10 maggio a Genova si terrà la novantasettesima adunata degli Alpini. Nel giro di pochi giorni è previsto un afflusso di persone che raddoppierà la popolazione del capoluogo ligure e la sindaca Silvia Salis ha già chiesto ai propri concittadini di tollerare i disagi che inevitabilmente ci saranno per un’iniziativa di tale portata. A detta degli organizzatori l’adunata degli Alpini sarà un grande momento di condivisione e di richiamo alla pace. Da programma la città sarà attraversata da sfilate, cori, fanfare ed iniziative che esaltano la grandezza dei soldati con la penna sul cappello. Oltre a celebrare i caduti non si perderà l’occasione di avvicinare all’uniforme le giovani generazioni: nella Cittadella degli Alpini saranno messi in bella mostra, anche a ragazzi e ragazze, tutti gli equipaggiamenti di ultima generazione e saranno organizzate attività dimostrative. Inoltre, la Protezione Civile ANA (Associazione Nazionale Alpini) mostrerà le proprie unità e i propri ambiti operativi dando ampio spazio ai Campi Scuola ANA rivolti ai giovani tra i 16 e i 24 anni. Come ciliegina sulla torta, trentatré scuole di Genova rimarranno chiuse l’8 e il 9 maggio perché i locali serviranno ad ospitare i partecipanti all’adunata. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non condannare il fatto che degli studenti e delle studentesse vengano fatte rimanere a casa per un evento che porterà la cultura militare nelle strade. Anzi, possiamo affermare che, con la chiusura delle loro scuole, saranno implicitamente invitati a partecipare ad iniziative in cui si mostreranno loro strumenti di morte mentre si inneggia alla pace. Per tutte queste ragioni l’Osservatorio raccoglie l’invito di Norma Bertullacelli – attivista, politica, ex insegnante di scuola di primaria – a costruire insieme durante la mattinata dell’8 maggio una lezione pubblica collettiva in piazza De Ferrari a Genova per restituire a studenti e studentesse il diritto all’istruzione e per ricordare loro quanto sia la conoscenza e non l’Esercito a portare pace e fratellanza. Fonte: https://www.genova24.it/2026/04/adunata-alpini-genova-programma-accoglienza-459710/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Desenzano (Brescia): Alpini, volantinaggio campi scuola estivi davanti al Liceo Bagatta
Un volantinaggio che invitava a partecipare ad uno dei campi scuola estivi organizzati dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) su tutto il territorio italiano. È quanto è successo il lunedì del referendum, lo scorso 23 marzo, davanti al Liceo Bagatta, nel centro storico di Desenzano del Garda. La foto dei volantini è girata su uno dei gruppi Whatsapp bresciani di docenti solidali con la Palestina e poi, da lì, la segnalazione è arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Questi campi scuola, guardando i volantini, preoccupano. Il format nazionale è di due settimane, per giovani dai 16 ai 25 anni, con “vestiti forniti dall’ANA” (uniformi?), alzabandiera e ammainabandiera, incontro con militari in caserma, attività fisica… Insomma una spece di “mini-mini-naja”, come indica anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa in questo video. Quante le forme che si inventa ogni anno il Ministero della Difesa per avvicinare i giovani alla carriera militare. Eppure, questo è inesatto. Non è solo Crosetto e la sua banda a essere chiamato in causa qua. Perché il sito dell’ANA aggiunge quella che per l’Osservatorio ormai è quasi un invito a intervenire: «Grazie all’accordo sottoscritto tra ANA e Ministero dell’Istruzione e del Merito, i frequentatori potranno beneficiare di crediti formativi per il percorso effettuato nei nostri Campi […]» Questa è ancora un’altra faccia di quella dottrina militare della Difesa Totale che sta informando le strategie bipartisan di ritorno della leva in tutta Europa. Non solo militari e Ministero della Difesa quindi. E qui, il nostro Ministero dell’Istruzione e del Merito ancora una volta si mostra non solo connivente ma nettamente complice del tentativo di militarizzare scuole e società. Questi “Alpini“, da non confondere con i soldati delle truppe di montagna dell’Esercito, sono coloro che han fatto servizio di leva in tale corpo e che, una volta tornati a casa, hanno deciso di iscriversi all’Associazione Nazionale Alpini. L’ANA, specifichiamo, è una associazione d’arma, e cioè, una «associazione giuridicamente riconosciuta dallo Stato Italiano e che svolge attività a favore di militari o ex-militari, senza finalità di lucro». Eppure, la questione è delicata da queste parti. Perché all’interno di questa realtà “alpina” si trovano anche persone che vedono in quest’organizzazione il modo per attuare il loro desiderio di contribuire alla collettività, perché gli Alpini hanno aiutato il territorio in momenti di crisi ambientali e perché le comunità ne riconoscono l’impegno. È anche rilevante menzionare l’imperativo dei reduci di guerra ad impegnarsi per prevenirne il ritorno degli orrori, non estraneo nemmeno all’ANA del secondo dopoguerra. Così che alcuni Alpini, magari per ora pochi ma da riconoscere, potrebbero non appoggiare questa azione di volantinaggio “moderna”. Azione tra l’altro arrivata, e probabilmente anche finanziata, dall’alto. Non l’alto delle cime di monti che ora sono quieti e quieti vorrebbero restare, ma quelli di vertici nazionali, di politici che parlano dal pulpito. Vertici che oggi vanno colpevolemente dimenticando quel sentimento di ripudio della guerra che animò l’alpino Gian Maria Bonaldi quando scrisse le parole che seguono, lasciate proprio a monito sul Monte Stino, a pochi (eppure troppi!) chilometri a nord del Liceo Bagatta di Desenzano, fra le cicatrici di trincee che ancora segnano il terreno. > > I morti è meglio che non vedano > > quel che sono capaci di fare i vivi > > e la strada storta che sta prendendo il mondo > > > > È meglio che non si accorgano nemmeno > > che noi siamo diventati così poveri e tanto miseri > > che non siamo capaci di volerci bene > > > > No è meglio che i morti > > stiano nella neve e nel ghiaccio > > e che non sappiano di noi, altrimenti > > potrebbero pensare di essere morti invano > > > > ed allora si sentirebbero ancora più soli… I campi scuola che verranno organizzati “dall’alto” per l’estate 2026 sono 11. Ma ne esistono altri costituiti più spontaneamente da comunità locali, in cui gli Alpini del posto contribuiscono. Questo articolo è un invito a tutte e tutti coloro che sono attive e attivi nella propria comunità, e per il bene dei proprio territori, a interrogarsi sul rischio fattuale che le loro buone opere e intenzioni vengano strumentalizzate, a fini bellici, in questo momento storico. I campi che stanno organizzando e a cui manderebbero anche i propri figli e le proprie figlie, sarano un passo verso il loro arruolamento? Noi crediamo che la risposta non sia scontata. Ma perché ciò accada, occorre innanzitutto porsi la domanda, perché la guerra non è inevitabile e il destino delle giovani generazioni non è ancora stato scritto. Nemmeno da una dottrina militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università p.s. E se il Ministero dell’Istruzione e del Merito risponde e risponderà alla chiamata alle armi, l’Osservatorio no. “Non c’è”, diranno, “È via, fuori, sulle montagne… A leggere “una” poesia con una delle sue classi”. CampiScuolaCartolinaDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rivarolo Canavese (TO): Alpini nelle scuole pubblicizzano campi estivi di lavoro per la Patria
All’Istituto Superiore “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese (TO) anche gli Alpini hanno avuto il loro spazio privilegiato per presentare ad alunne e alunni delle classi terze e quarte, e alle loro famiglie, il piano per le vacanze, organizzato in campi scuola estivi, di cui “la parola d’ordine” sarà «condivisione […di un’] esperienza indimenticabile». La segnalazione di un genitore arriva il 13 marzo scorso all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e, nel corpo della email si fa notare, molto opportunamente, che le vacanze non saranno davvero tali, almeno sul piano formale, perché varranno come ore del pacchetto Formazione Scuola-Lavoro. Il lavoro è ispirato a “nobili fini”, verranno fornite competenze per salvare i boschi dalle fiamme, per conoscere il corso dei torrenti, le falde e i rischi connessi (l’attività idrogeologica, sarà questa?) e altro ancora, come si può leggere sul sito dell’Associazione Nazionale Alpini. Ma tutto in chiave militaresca, con ordine e disciplina, cameratismo, efficienza e, perché no, forse anche un alzabandiera per la Patria ogni tanto. Finalmente, dopo mesi abbastanza inutili passati sui libri, si lavora. Lavoro orientativo, come ripete con ostinazione l’agenda del Ministero dell’Istruzione e del Merito che, dall’ASL (alternanza scuola lavoro) finalmente legge con Renzi, passa ai percorsi di orientamento e competenze al lavoro (PCTO) e oggi, più seccamente scuola, trattino, lavoro, più che congiunzione assimilazione della prima al secondo (questioni non solo linguistiche, come sappiamo). Rivarolo Canavese, un paese di circa 12.300 anime, a 34 km da Torino, fa parte della Città Metropolitana insieme a un numero elevato di piccoli centri. Pur mantenendo la propria municipalità, essi rappresentano l’hinterland di una città senza ancora una vocazione post-Marchionne, post-Elkann. Del resto, questi paesi sono, da un passato che sembra lontanissimo, un ex bacino di lavoratori dell’altrettanto ex FIAT, presi nella dispersione di un indotto industriale di cui ora rimangono capannoni e depositi in rovina. Così queste realtà locali, con il loro piccolo centro urbano dignitoso, talvolta bello di vecchie chiese e palazzi di antichi padroni, cercano di ricostruirsi una nuova, moderna identità. Il Sindaco di Rivarolo, Martino Zucco Chinà, ci prova con la Lista Civica in cui è stato eletto, sostenuto dalla stampa locale, non caso il foglio cattolico Il Risveglio popolare e il settimanale Prima il Canavese. Ma “prima” di? Forse prima della “invasione” degli immigrati? O della gentrificazione che ha portato in questa periferia chi non può permettersi una casa a Torino? L’istituto in questione è un tecnico industriale che prova a definirsi anche liceo scientifico, 3 indirizzi formativi, 1300 studenti provenienti da 70 paesi limitrofi. Ragazzi certamente non tutti autoctoni, seconde, terze generazioni di calabresi, di siciliani, di quell’altrove che il canavesano non so se accoglie nel suo afflato sentimental-popolare. Dal sito della scuola ricavo che ci si diverte abbastanza – a proposito di vacanza dopo l’inverno sui libri – certo, pur sempre ammoniti sui pericoli della vita adolescente, con Mister Jack che inscena le ludopatie, con la poesia servita con un menù culinario e altre amenità formative (il vero menù della scuola sta sul sito ufficiale, in offerta al cliente). Ovviamente l’istituto non si è fatto mancare l’ormai diffuso appuntamento sul bullismo con la polizia locale e un agente della giudiziaria di Torino. Oggi, nella deriva neoliberale, talvolta dalle sfumature grottesche, che ha investito la scuola superiore, rinforzata dal recente 4+2, studio ozioso, lezioni ex cattedra, interrogazioni, sono materiale da cassonetto. L’età evolutiva, davvero bisognosa di attenzione ai bisogni specialissimi del suo scorrere, è affidata a una didattica privata di ogni aggancio filosofico, prima ancora che pedagogico. Militari, attori di avanspettacolo, associazionismo esperto. Ma anche di questo scriveremo prossimamente, qui, sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, per un dedicato contrasto alla stupidità didattica.      Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente