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[Montreal, Canada] Visita all’abitazione di uno sviluppatore di droni IA e attacco Molotov contro Microsoft
da MTL Contre-Info Comunicato anonimo a MTL Contre-Info Mercoledì sera 5 agosto, i vetri e le porte di un’abitazione sono stati spaccati e un ufficio di Microsoft è stato preso come bersaglio da dei cocktail Molotov. Questa azione aveva come bersaglio la residenza ufficiale del fondatore e la sede centrale di Munera Intelligence. Munera sviluppa droni dotati di IA che, conformemente a un accordo con la Città di Montréal annunciato in giugno, saranno utilizzati per sorvegliare le nostre strade grazie alla loro tecnologia di intelligenza artificiale. Le finestre e la porta di Dominic MacDuffAuger sono state distrutte. Il comune insiste sul fatto che questi droni non saranno utilizzati che su dei cantieri. Tuttavia, come qualsisasi sistema di telecamere, i dati raccolti da questi droni non faranno che rinforzare il sistema di sorveglianza che la polizia sta implementando per coprire l’intera città. Questo programma di droni fa parte di un progetto più ampio che include il recente annuncio della distribuzione e l’installazione, in tutta la città, di telecamere dotate di IA e gestite dalla polizia, che mira a normalizzare le crescenti intrusioni nelle nostre vite e a condurre una guerra costante contro la nostra capacità di godere della nostra libertà. Non c’è alcun dubbio che, se l’utilizzo di droni dotati di AI per la città è autorizzato ad espandersi, il nostro futuro sarà sempre più quello di un mondo in cui i cieli saranno pieni di robot che fanno consegne per Amazon e garantiranno la nostra totale obbedienza a governi sempre più autoritari. Questa stessa notte, dei cocktail Molotov sono stati lanciati contro un ufficio Microsoft. Questo attacco è stato una risposta all’espansione e al nascondersi dei centri informatici, in cui Microsoft gioca un ruolo importante. Questi centri informatici sono poli chiave del potere capitalista contemporaneo. Sono al centro dell’ascesa dell’intelligenza artificiale, che distrugge il pianeta e nel frattempo crea nuovi strumenti di sorveglianza. La tecnologia di Microsoft, tra le altre, è utilizzata dal governo israeliano nella sua campagna di genocidio contro il popolo palestinese. Durante l’attacco a Microsoft, ci sono state difficoltà nell’accendere i cocktail Molotov – difficoltà che non sono emerse durante i test ma che, statene certi, saranno corrette in futuro. Si diceva una volta che ci avrebbe atteso un futuro migliore – un futuro in cui le persone avrebbero avuto tutto ciò di cui avevano bisogno, dove acqua e cibo sarebbero stati abbondanti e sani, dove l’aria sarebbe stata perfettamente respirabile, dove il lavoro sarebbe stato ridotto al minimo e in cui le persone avrebbero vissuto senza dèi o padroni. Dove è finito questo futuro? Stiamo solo aspettando che 1984, Mad Max, Blade Runner o qualche altra opera di fantascienza diventi realtà, mentre noi facciamo da cavie per i culti tecnologici? No! Finché una rivoluzione sarà ancora possibile, ci conoscete: saremo lì per realizzarla! Non abbiamo più alcuna pietà! E’ tempo di dichiarare guerra all’IA, alla sorveglianza e a questi sviluppatori! I metodi che sceglieremo dovrenno essere all’altezza della gravità di questa situazione: cocktail Moltov, attacchi alle abitazioni e anche di più. Non possiamo più rimandare il momento di batterci, di lottare e di attaccare – e così fino alla vittoria totale! La vittoria totale della rivoluzione sociale! La vittoria totale della vita! L’IA deve essere distrutta! Verranno dei giorni migliori. Viva la rivoluzione anarchica! Fronte di liberazione anarchica rivoluzionaria
[Lipsia, Germania] L’infrastruttura nel mirino: l’Amministrazione Immobiliare ed Edilizia della Sassonia privata del proprio parco veicoli
da knak.news, 13 luglio 2026 Non tutti si sono fermati nella stagione estiva. Mentre il mondo intero segue i mondiali di calcio, subisce le consequenze del cambiamento climatico a bordo di un lago o assiste alla morte di 5’000 tedeschi a causa di colpi di calore negli appartamenti non climatizzati, la CDU [Christlich Demokratische Union – Unione Democratica Cristiana, NdT] in collaborazione con la SPD [Sozialdemokratische Partei Deutschlands – Partito Socialdemoctatico Tedesco] e la BSW [Bündnis Sahra Wagenknecht – Alleanza Sahra Wagenknecht] ha messo in pista un nuovo progetto globale di legge sulla polizia. Questo non si dovrebbe poter fare di nascosto. Come già riportato dalla stampa, nella notte tra venerdì e sabato due auto sono state distrutte da un incendio e un’altra è rimasta danneggiata. L’attacco era diretto contro l’Amministrazione immobiliare ed edilizia della Sassonia, situata nel quartiere Südvorstadt. Due anni fa questa ha reso possibile, con milioni di euro, il rinnovamento della stazione di polizia di Eisenbahnstraße. Con il nostro fuoco vogliamo rendergli più difficile di ottenere nuovi finanziamenti e, magari, di costruire nuove stazioni di polizia. Vogliamo mostrare che nessuna legge sulla polizia in questa Repubblica Federale ci impedirà di mettere le loro strutture nel mirino affinché questo Stato sia ridotto in ceneri fino alle sue fondamenta. I nuovi poteri della polizia Dopo che la legge sulla polizia del 2020, contro la quale c’era ancora stata molta opposizione (o piuttosto campagne di protesta), è stata criticata dalla Corte Costituzionale, gli amici del progetto di smantellamento dello Stato sociale e della difesa dell’ordine pubblico hanno approfittato dell’obbligo di modificare certe parti della legge per apportare aggiunte importanti. Una delle nuove dispozioni è la sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte. «In questo modo la polizia può intercettare delle comunicazioni in corso, la dove queste sono ancora leggibili: su uno smartphone o un computer, prima che un messaggio sia cifrato o dopo esser stato decifrato. Questo riguarda per esempio le applicazioni di messaggistica cifrate end-to-end. Questo è previsto per la difesa contro dei pericoli particolarmente gravi, per esempio in caso di crimini di natura terrorista o di minacce contro dei beni particolarmente importanti.» (1) Come sappiamo, la definizione tipicamente sassone di reati terroristici è la partecipazione a manifestazioni, il lancio di pietre contro case disabitate e l’autodifesa contro i nazisti. Vengono inolte introdotte nuove norme relative all’analisi automatizzata dei dati, nonché le basi giuridiche per sistemi informatici capaci di apprendere. «Con l’analisi video intelligente, dei programmi possono analizzare automaticamente le registrazioni provenienti da zone già legalmente sorvegliate. Si intendono individuare, ad esempio, armi, coltelli, oggetti pericolosi, risse o modelli di movimento sospetti.» A dove porta questo tipo di indagine lo si può vedere negli Stati Uniti, dove gli strumenti di intelligenza artificiale agiscono in modo apertamente razzista e attribuiscono regolarmente armi alle persone di colore. Se a ciò si aggiunge la sorveglianza costante da parte della stazione di polizia di Eisenbahnstraße, nel centro città e in parte a Grünau, si può intuire un nuovo livello di terrore poliziesco. «Inoltre, sarà consentito un confronto biometrico, in casi specifici, con dati disponibili pubblicamente su Internet. Ciò consentirebbe, in casi concreti, di confrontare immagini o altre caratteristiche biometriche con informazioni liberamente accessibili in rete. La norma mira a impedire che le persone ricercate possano avvalersi dell’anonimato di Internet. Proprio questa facoltà, tuttavia, è tra gli aspetti più controversi della riforma. In futuro, inoltre, la polizia potrà registrare le targhe in modo nascosto e automatizzato a determinate condizioni. Ciò dovrebbe aiutare, ad esempio, a rintracciare veicoli rubati o veicoli utilizzati da gruppi di criminali itineranti. Ulteriori disposizioni riguardano i droni. La polizia ottiene una base giuridica esplicita per impiegare i propri droni, ad esempio nelle ricerche di persone scomparse o per l’esplorazione di situazioni operative pericolose.» Non occorre dare sfogo alla fantasia per capire chi si intenda in questa legge con “persone ricercate”, “gruppi di criminali in viaggio” o “situazioni operative pericolose” – di certo non quelle strutture naziste che, all’ombra dell’AfD, si preparano al Giorno X. Lo Stato aumenta la pressione Constatiamo quindi che la pressione repressiva continua ad aumentare. Contrariamente all’opinione un tempo molto diffusa, questa escalation di persecuzioni non è affatto una reazione a una recrudescenza delle attività dell’estrema sinistra. Né la paralisi generale né il nostro sostegno disperato e totalizzante ai nostri prigionieri hanno finora indotto lo Stato a cessare i suoi attacchi contro di noi. Persino lx compagnx di Antifa-Ost già condannati vengono tenutx in detenzione coercitiva con delle pene supplementari, sebbene non abbiano attirato particolare attenzione, né con grandi dichiarazioni di guerra né con una forte resistenza contro la giustizia politica. Sembra quasi che la pressione a colpire il nostro movimento con ogni mezzo sia legata più alle condizioni e alla logica interna del potere statale. Essi bramano vendetta per ogni azione compiuta che siamo riuscitx a portare a termine senza che se ne accorgessero – azioni che hanno infranto la loro immagine di onnipotenza. Questo desiderio di vendetta non scompare, anche se ci facciamo piccolx e cerchiamo di apparire il più innocux possibile. Anche se a prima vista può non sembrare intuitivo, per come funziona la repressione è necessario – soprattutto in tempi di paura – non interrompere la nostra lotta militante, ma intensificarla in ogni forma ancora possibile. Più ci rifiutiamo di nasconderci e più diamo il buon esempio, più svilupperemo fiducia in noi stessx e nella nostra capacità di agire. Nei prossimi anni ne avremo più che bisogno. Lipsia luogo di produzione di armi – Target that exist everywhere Sul proprio sito, l’Ente sassone per la gestione immobiliare ed edilizia descrive i propri compiti come segue: «L’ente statale prende in carico i compiti di gestione di progetti per conto dello Stato Libero di Sassonia. Tra questi rientrano la definizione e il controllo degli obiettivi primari del committente in termini di qualità, quantità, costi e scadenze. Per gli interventi edilizi dello Stato federale e di terzi, l’ente assume la direzione dei progetti. Vengono elaborate analisi tecniche del sito e realizzati gli interventi edilizi» Tra questi figurano progetti come la centrale di polizia a Eisenbahnstraße, apertamente razzista e sprezzante nei confronti dei poveri, ma anche i progetti previsti per il polo dell’industria degli armamenti di Lipsia. Quest’ultimo dovrebbe rilanciare l’economia locale nei prossimi anni con i fondi destinati al riarmo rubati ai lavoratori e alle lavoratrici. Come la stampa ha giustamente rilevato, quest’anno alcunx compagnx che condividono la stessa critica hanno dato fuoco a diverse auto del Comune di Lipsia a titolo di avvertimento (2). Ci opponiamo con la stessa fermezza all’insediamento di ulteriori aziende belliche omicide, così come ci siamo oppostx con questa azione alla nuova legge sulla polizia. Se porterete avanti questi piani, ci uniremo allx nostrx compagnx e, all’insegna del motto «Targets that exist everywhere» (3), prenderemo di mira le vostre strutture vulnerabili sparse per la città. Fiamma dopo fiamma e nonostante ogni misura repressiva destinata a fallire. Abbasso lo Stato! Direkte-Aktionszelle [Cellula di azione diretta] (1) https://www.diesachsen.de/politik/polizeigesetz-sachsen-was-polizei-jetzt-bei-whatsapp-ki-kameras-und-drohnen-dar-3152093 (2) https://www.mdr.de/nachrichten/sachsen/leipzig/leipzig-leipzig-land/elektroauto-sib-,brand-anschlag-polizei-100.html (3) https://tension.noblogs.org/files/2021/11/FINALTARGETS-1-booklet.pdf
[Almere – Paesi Bassi] Ma sì, i data center possono bruciare!
da Sans Nom, 21.07.26 Forse in tanti si ricordano dell’incendio del data center di OVH a Strasburgo nel marzo 2021, con i suoi circa quattro milioni di siti internet messi fuori servizio, e certamente un po’ di meno si ricordano di quello del data center di Daejong a settembre 2025, che aveva mandato in tilt 647 servizi dello Stato sud-coreano, centralizzati in questa nave di punta digitale con un assaggio di cenere. Perché sì, i data center possono bruciare e, aggiungerai un piccolo sorriso malizioso, se posso farlo accidentalmente e dall’interno, perché non potrebbero anche volontariamente e dall’esterno? Per alimentare il dibattito, un nuovo esempio è venuto da Almere, città di circa 230’000 abitanti situati sulla riva opposta della capitale olandese, per partecipare al banchetto di immaginari infiammati. E’ lo scorso 7 maggio, verso le 8:30 del mattino, che un allarme anti-incendio è scattato in uno dei data center del nord della città, provocando l’evaquazione del suo personale, la reclusione della popolazione circostante avvolta dai fumi tossici e l’arrivo in forze dei pompieri trenta minuti più tardi. L’incendio del centro di dati di Almere, presto classificato come maggiore e aggidentale, ha portato i vigili del fuoco a lottare per circa 12 ore di fila contro le fiamme affrontando il paradosso che sono partite proprio nel luogo che avrebbe dovuto garantire la continuità del flusso: la sala di raffreddamento tecnica situata sul retro degli edifici che ospitano anche i generatori di emergenza e il cosiddetto “sistema di alimentazione ininterrotta” (UPS-ASI). Senza contare che i serbatoi sotterranei, contenenti quasi un milione di litri di diesel per poter fornire questi sistemi di backup autonomi in caso di interruzione di corrente o sabotaggio, sono stati a loro volta colpiti. Alla fine, la totalità di questi locali tecnici è stata distrutta su tre piani, contemporaneamente a una parte dell’approvvigionamento elettrico del data center da 26’000 metri quadrati e 11 megawatt, che appartiene a Keppel DC REIT ed affittato alla società olandese NorthC, che già gestisce circa altri venti centri nei Paesi Bassi, Germania e Svizzera. Di fronte al disastro, NorthC ha rapidamente messo avanti il fatto che le fiamme non sono riuscite ad arrivare ai loro preziosi server, ma questa piccola vanteria non è riuscita a mascherare il fatto che erano comunque messi fuori servizio dopo il blackout generale causando interruzioni a cascata di servizio. Bisogna dire che l’incendio del data center di Almere non solo è riuscito a privare di dati il sistema cloud di IBM (sito “Amsterdam 03”) per quasi cinque giorni, ma che NorthC riuscì a riavviare tutti i suoi flussi con difficoltà solo dopo una settimana, il 13 maggio, dopo aver fatto tirare con urgenza più di un chilometro di cavi ad alta tensione, fatto arrivare sul luogo una ventina di generatori potenti, etc. Quanto alle conseguenze pratiche, è dal 7 maggio mattina che la Camera di Commercio Olandese (KVK), il comune di Dronten e il servizio regionale di gestione delle acque (HDSR, responsabile di dighe, canali, etc.) hanno segnalato gravi malfunzionamenti informatici mentre l’Università di Utrecht ha dovuto chiudere la maggior parte dei suoi edifici dal giorno successivo al 12 maggio, annullando numerosi esami programmati sia da remoto che in presenza. Il taglio improvvisato dell’accesso ai contenuti dei suoi server in effetti ha bloccato il funzionamento dell’extranet, ma anche la gestione dei pass digitali posti all’ingresso di ogni edificio e laboratorio di ricerca. Quanto alle aziende, è stata prima Brittany Ferries a indicare di essere stata privata del sistema di prenotazione online, seguita dalla compagnia di traghetti Rederij Doeksen, le cui scansioni automatiche del controllo dei biglietti smisero di funzionare, poi furono gli autisti di autobus e tram della regione di Utrecht ad annunciare di aver perso ogni contatto con il centro di controllo e coordinamento della loro compagnia di trasporto (Transdev). Allo stesso modo, diverse cliniche e studi medici hanno dichiatato di aver perso l’accesso ai dati e ai contatti dei loro pazienti, mentre l’Ufficio Statistico Olandese (Centraal Bureau voor de Statistiek, CBS) il 16 maggio ha confermato che i suoi database sulla popolazione e le attività del paese erano stati inaccessibili per diversi giorni. Ad oggi sono passati due mesi e questo bell’incendio non ha certamente intaccato l’arroganza dei tecnici del dominio, ad esempio in termini di ridondanza del flusso, sia elettrico che di dati. Ma chissà se non si potrà alimentare l’immaginazione delle creature della notte, per esempio in termini di giganti dai piedi di argilla sia per il punto di partenza sia per le conseguenze delle fiamme di Almere? [Riassunto della stampa olandese, 7-15 maggio 2026]
[Hochelaga, Canada] Rifiutando la Tech-Dystopia: crollata torre delle telecamere AI di GardaWorld a Hochelaga
da actforfree, 23.06.26 Circa un mese fa, senza alcun annuncio, una grande torre di telecamere è stata piazzata nel mezzo di Marche Maisonneuve, a Hochelaga. La torre era un nuovo strumento di telecamere di sorveglianza AI sviluppate dalla compagnia locale nemica GardaWorld. Queste torri di controllo sono in fase di distribuzione in tutto il Nord America da parte delle migliaia di nuove compagnie di controllo ECAM. Infuriati per l’avanzata continua delle tecnologie di sorveglianza nelle nostre vite e incoraggiati da un inverno pieno di attacchi di telecamere in città, abbiamo deciso di farci qualcosa. Siamo andati una notte, abbiamo buttato già la torre e distrutto le telecamere. Siamo stati riempiti di gioia quando nello scoprire che altri sono arrivati prima di noi, in quello che era chiaramente un tentativo di bruciare la torre. ECAM si rivendica che, usando la tecnlogia AI, questa torre avvertirà le autorità di attività sospette prima che un crimine venga commesso. Chiaramente non sono riusciti a farlo abbastanza in fretta. Da allora la torre è stata rimossa dalla piazza e dove un tempo sorgeva ora rimangono solo tracce di bruciatura sul cemento. E’ bello. L’unico rimorso è che la torre è stata tollerata per un intero mese. Speriamo che altri, mossi da spirito ribelle, non lascino in piedi nessuna di queste torri. “Perché dietro ogni telecamera ci sono i ricchi e i potenti, che contano nella paira per mantenere la pace sociale necessaria per i loro profitti” – da “Why Destroy Cameras”, un poster visto in Hochelaga che ci ha ispirati. CAMOVER Inviato anonimamente a MTL Counter-info
[Ratisbona, Germania]: Doppio attacco incendiario contro la rete elettrica e l’industria dei microchip
> Da Sans nom, 15.06.26 Ratisbona (Germania), 8 giugno 2026. Incendiati i cavi sotto il ponte che attraversa il Danubio e conduce alla centrale idroelettrica, la quale a sua volta alimenta il vicino stabilimento di semiconduttori. La notte tra domenica e lunedì 8 giugno non è stata come le altre a Ratisbona, laboriosa città della Baviera situata a metà strada tra Monaco e Norimberga. Non perché i suoi abitanti non abbiano potuto dormire sonni tranquilli, ma perché il loro caro strumento di lavoro ha rischiato grosso. Quella notte, infatti, mentre gli onesti lavoratori ricaricavano il loro livello di servitù volontaria prima di tornare al triste lavoro, delle creature della notte hanno tentato di attaccare col fuoco la rete elettrica della città in due punti: da un lato, a sud, nel sobborgo di Pentling, agendo contro un traliccio elettrico situato vicino a un parco solare; dall’altro, a nord-ovest di Ratisbona, verso le quattro del mattino, incendiando i cavi che passano sotto un ponte sul Danubio e che sono collegati direttamente alla centrale idroelettrica della zona. Il costo stimato dei danni non è stato reso pubblico nel primo caso, dove il dispositivo sembra aver avuto scarso successo, mentre nel secondo caso è stato stimato in 30.000 euro. Sebbene i due attacchi compiuti con ordigni artigianali non siano riusciti a provocare un blackout di grandi proporzioni, le autorità hanno comunque affidato le indagini all’Ufficio centrale per la lotta all’estremismo e al terrorismo della Baviera, poiché nutrono il forte sospetto che questo attacco anonimo contro importanti infrastrutture della città mirasse in realtà a interrompere l’alimentazione elettrica del grande stabilimento di semiconduttori di Infineon, situato nelle immediate vicinanze del secondo luogo colpito da questi sabotaggi. A discolpa di queste autorità sospettose, va detto che negli ultimi tempi si sono verificati con successo diversi attacchi dello stesso tipo su entrambe le sponde del Reno, contro l’alimentazione di aziende del settore della difesa e dell’alta tecnologia, in particolare della produzione di semiconduttori. Il 7 aprile a Bourges (Cher), tralicci e trasformatori sono stati incendiati contro l’industria bellica; il 25 maggio a Garching (Monaco), due tralicci sono andati a fuoco non lontano dal campus high-tech; il 2 giugno a Le Rousset (Bouches-du-Rhône), due trasformatori elettrici sono bruciati accanto alla zona industriale che concentra diversi produttori di semiconduttori; il 4 giugno a Marsiglia, l’alimentazione elettrica della società di armamenti Eurolinks è stata distrutta da un incendio; poco prima del 5 giugno a Froges (Isère), due tralicci sono stati segati, nel tentativo di staccare la corrente alle fabbriche di semiconduttori di STMicroelectronics e Soitec; l’8 giugno, a Reutlingen, in Baden-Württemberg, una sottostazione elettrica è stata incendiata in diversi punti, causando la temporanea chiusura dello stabilimento di semiconduttori Bosch. Ecco, ad esempio, cosa si può leggere sul sito web di Infineon riguardo al suo stabilimento di produzione, rendendo superfluo aggiungere altro sul perché potrebbe essere stato proprio quello il vero obiettivo di questi sabotaggi incendiari: «A Ratisbona, Infineon è un polo di innovazione e uno stabilimento high-tech. Oltre 3.000 dipendenti sviluppano e producono i chip del futuro direttamente sulle rive del Danubio. È l’unico sito di produzione che integra le fasi di produzione a monte e a valle. La vicinanza dei siti favorisce scambi rapidi e creativi con colleghi provenienti da una quarantina di Paesi. Ciò che contraddistingue Infineon Ratisbona [Regensburg in tedesco, NdT] è che sviluppiamo innovazioni a partire da nuovi materiali e progettiamo nuovi imballaggi, processi di produzione e metodi di separazione dei chip per i nostri semiconduttori di potenza, sensori, microcontrollori e chip ad alta frequenza.» … [Sintesi della stampa tedesca, 11-13 giugno 2026]
[Reutlingen, Germania]: Staccare la corrente allo stabilimento di semiconduttori «Bosch»
> Da Sans nom, 11.06.26 Reutlingen (Germania), 8 giugno 2026. L’incendio intenzionale della sottostazione elettrica provoca il parziale arresto dello stabilimento di semiconduttori «Bosch». Nella notte tra domenica e lunedì 8 giugno, intorno all’1:45, la sottostazione elettrica di Betzingen, situata a ovest di Reutlingen (città di circa 120.000 abitanti a quaranta chilometri da Stoccarda, in Baden-Württemberg), è stata oggetto di un atto di sabotaggio. È stata tagliata la recinzione e sono stati appiccati tre focolai d’incendio contro cavi e trasformatori ad alta e media tensione, gestiti congiuntamente dagli operatori Netze BW e FairNetz. Circa duecento pompieri sono stati inviati sul posto e hanno impiegato quasi cinque ore per spegnere gli incendi. Decine di migliaia di persone sono rimaste immediatamente senza elettricità, un numero che è sceso a 7.500 nel corso della giornata di lunedì, prima che l’intera rete venisse ricollegata mercoledì 10 giugno. I danni sono stimati in diversi milioni di euro e i lavori di riparazione richiederanno diversi mesi. Ma la cosa più allarmante, per tutti i benpensanti che si sono riversati in un fiume di indignazione, è che un complesso industriale della Bosch, che impiega 10.000 persone e si trova proprio a Reutlingen e nel suo sobborgo di Kusterdingen, ha potuto riprendere le sue attività nocive solo molto più tardi e solo in alcuni settori (come la logistica), grazie a generatori di emergenza. Un complesso di stabilimenti sensibili all’interno dei quali gli schiavi salariati lavorano allo sviluppo e della produzione di semiconduttori e unità di controllo elettroniche… Ricordiamo che Bosch, leader mondiale nel settore dei chip elettronici, sviluppa e produce semiconduttori da oltre 50 anni nel proprio stabilimento di Reutlingen. Tra i semiconduttori prodotti vi sono circuiti specifici (ASIC), sensori MEMS e semiconduttori di potenza. Lo spazio delle camere bianche necessario per la produzione di questi chip è aumentato da circa 35.000 a oltre 44.000 metri quadrati tra il 2022 e la fine del 2025. Insomma, si comprende meglio il motivo per cui sono state incaricate delle indagini l’Ufficio investigativo criminale (LKA) e il Centro di protezione e lotta al terrorismo della regione del Baden-Württemberg per «incendio doloso contro ignoti», mentre finora non è stata rilasciata alcuna rivendicazione, lasciando gli inquirenti a brancolare nel buio…. [Sintesi della stampa tedesca, 8-10 giugno 2026] --------------------------------------------------------------------------------
[Garching, Germania]: A proposito del campus high-tech e dell’incendio di due tralicci
> Da Sans nom, 09.06.26 Garching (Germania), 25 maggio 2026. Incendio volontario dei cavi ad alta tensione di due tralicci, nell’area del campus tecnico-scientifico Il 25 maggio scorso, intorno alle 3:50, si è verificato un incendio intenzionale contro due tralicci elettrici a Garching, nella periferia nord di Monaco di Baviera. «Gli elementi di cui disponiamo al momento indicano chiaramente che si è trattato di un atto di sabotaggio. Le nostre forze di sicurezza stanno conducendo le indagini a ritmo serrato», ha dichiarato il ministro dell’Interno regionale Joachim Herrmann (CSU). Nonostante l’incendio abbia causato solo un’interruzione di corrente della durata di 45 minuti*, si nota la riluttanza dei media a menzionare il luogo e il contesto dell’incidente. «Considerando l’obiettivo e le modalità dell’azione, si può supporre che si tratti di un atto di matrice politica», ha dichiarato la Procura generale che dirige le indagini. I media locali, tuttavia, non hanno detto nulla sui motivi per cui l’obiettivo colpito porta a questa conclusione. Per quanto riguarda i loro colleghi nazionali, hanno mantenuto il silenzio totale su quanto accaduto. Una breve ricerca su Internet permette di capire chiaramente perché lo Stato sia così sicuro che si sia trattato di un atto di sabotaggio. La città di Garching, nei pressi di Monaco, è in gran parte occupata dall’ampio campus dell’Università tecnica di Monaco (Technische Universität München, TUM). Questo ateneo, che figura tra i migliori d’Europa, dispone di diverse sedi distribuite in tutta la città**. Il campus di Garching è stato inaugurato nel 1957 con l’entrata in funzione del primo reattore di ricerca. Si trattava della prima centrale nucleare della Repubblica Federale di Germania. Il reattore non è mai stato utilizzato per produrre elettricità, ma esclusivamente a fini di ricerca; tuttavia, produce scorie nucleari da 70 anni (20 anni fa è stato costruito un nuovo reattore e quello vecchio è stato messo fuori servizio). Garching (Monaco), 25 maggio 2026. Il primo traliccio incendiato in mezzo al campo, nel punto in cui la linea ad alta tensione passa dall’aerea al sotterraneo… Nel 2025 si è verificato un nuovo trasporto Castor di scorie nucleari verso il sito di stoccaggio provvisorio di Ahaus, in Renania Settentrionale-Vestfalia. Poiché l’uranio delle barre di combustibile è arricchito oltre il 90%, il reattore è da tempo al centro di critiche per il suo arricchimento di uranio “di qualità militare” – l’uranio delle bombe atomiche è infatti arricchito a un livello simile. Di fatto, la Baviera crea le condizioni necessarie per la fabbricazione di armi nucleari. Le barre di combustibile di Garching vengono raffreddate con acqua dell’Isar che, una volta contaminata dalla radioattività, viene nuovamente scaricata nel fiume alpino. Tuttavia, poiché è solo “leggermente radioattiva”, ciò non pone alcun problema, secondo gli scienziati di Garching. Oltre al reattore e alla ricerca nucleare, a Garching si svolgono numerose altre attività di ricerca all’avanguardia. Tra queste, l’astrofisica, la fisica dei semiconduttori e dei plasmi, la sicurezza energetica e nucleare, l’ottica quantistica, l’ingegneria meccanica e la tecnologia dei motori. Dal 2006, inoltre, vi ha sede il centro di calcolo Leibniz. «È in questo edificio all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e dotato di un sistema di climatizzazione ad alte prestazioni che si trova uno dei centri di calcolo più efficienti al mondo, comprendente l’infrastruttura di rete per il polo universitario di Monaco». Garching (Monaco), 25 maggio 2026. Il secondo traliccio incendiato, sul ciglio della strada, nel punto in cui una seconda linea ad alta tensione passa dall’aerea al sotterraneo… L’Università tecnica di Garching lavora in stretta collaborazione con aziende private, il che spiega la presenza, da alcuni anni, del campus della multinazionale del software SAP (Systemanalyse Programmentwicklung) nel sito dell’università, dove le start up tecnologiche vengono sostenute e acquisite. Il fatto che un’azienda privata di primo piano, quotata nell’indice azionario tedesco DAX, disponga di un proprio campus in un sito universitario, la dice lunga sull’importanza economica e scientifica di Garching. La ricerca condotta presso il «SAP Labs Munich Campus» si concentra sull’intelligenza artificiale e abbraccia diversi settori, quali le catene di approvvigionamento digitali, l’ambiente, le questioni sociali, la governance, il futuro del lavoro, i dati sintetici e l’informatica quantistica. Inoltre, l’Università tecnica di Garching ospita uno dei principali “poli di start up” d’Europa, l’Entrepreneurship Center Garching. È qui che ogni anno nascono oltre 140 start-up tecnologiche, tra cui Isar Aerospace, i cui razzi si vedono regolarmente schiantarsi in televisione. È evidente che questo ambiente universitario, derivato dalle scienze tecniche, sia anche una fonte di ispirazione per l’industria degli armamenti. Il «TUM Venture Labs», un programma dell’Università Tecnica di Monaco, eroga sovvenzioni, mette a disposizione laboratori e facilita le collaborazioni per le start-up tecnologiche di tutti i settori, dalla biotecnologia all’intelligenza artificiale, fino all’industria degli armamenti. Il TUM Venture Lab intrattiene infatti una partnership con l’azienda produttrice di armamenti Hensoldt, nota soprattutto per i suoi droni. «In qualità di polo europeo di primo piano per l’imprenditoria DeepTech, TUM Venture Labs e i nostri partner di Monaco svolgono un ruolo decisivo nell’ambito delle innovazioni legate alla difesa nei settori spaziale, dei sistemi autonomi e del software/IA», spiega Philipp Gerbert, amministratore delegato di TUM Venture Labs. «Hensoldt è un nuovo partner di inestimabile valore al nostro fianco.» TUM Venture Labs intrattiene partnership con numerose aziende operanti nel settore della difesa, in particolare nei comparti dell’aeronautica, dei satelliti e dei droni, fornendo loro sostegno. Tra le aziende sostenute da TUM Venture Labs figurano, ad esempio, DeltaOrbit, Vaeridion, deltaVision, Vortex Aerotec e TYTAN Technologies: tutte start up specializzate in innovazioni relative alla guerra moderna (IA, droni, ecc.), note come DefenseTech o deftec, che beneficiano di sovvenzioni pari a diversi milioni di euro. L’azienda di droni TYTAN Technologies, sul proprio sito web, afferma con orgoglio: «Progettato per il campo di battaglia, non per il laboratorio», e aggiunge: «Testato sul campo di battaglia in Ucraina». Il 17 giugno 2026, i TUM Venture Labs organizzeranno, per esempio, un «corso sulla raccolta di fondi nel settore della difesa». «Questo corso riunisce attori chiave per aiutare i fondatori e le fondatrici a comprendere il capitale di rischio, le sovvenzioni pubbliche e la scalabilità nell’ecosistema della difesa». La maggior parte dei laboratori messi a disposizione dall’Università tecnica per i futuri scienziati dell’alta tecnologia e per le aziende del settore della difesa si trova a Garching. Questa breve sintesi è il risultato di una breve ricerca che avrebbe potuto essere più approfondita. Tuttavia, dovrebbe essere sufficiente a illustrare la natura delle attività di ricerca condotte a Garching da 70 anni a questa parte. È lecito supporre che dell’importanza e del ruolo del sito di Garching fossero a conoscenza non solo i procuratori e i ministri dell’Interno, ma anche i sabotatori che, una settimana fa, hanno appiccato il fuoco ai tralicci elettrici della zona. [originale in tedesco su de.indymedia, 1 giugno 2026] -------------------------------------------------------------------------------- NdT *Secondo quanto dichiarato dal gestore della rete elettrica Bayernwerk Netz alla stampa locale, l’intera zona di Garching è stata colpita da questo doppio sabotaggio lunedì di Pentecoste: «Circa 15.000 abitazioni nei villaggi di Ismaning, Aschheim, Finsing, Neuching e Moosinning sono rimaste senza corrente per circa 45 minuti», poi alcune misure di commutazione hanno permesso di ripristinare la situazione (Merkur, 26 maggio 2026). **Per chi fosse interessato ai sabotaggi contro le attività tecnico-scientifiche di Monaco, si consiglia in particolare la lettura del seguente articolo riguardante l’attacco ai lavori della linea della metropolitana che avrebbe dovuto collegare il campus nord (Garching) al campus sud (Planegg): “Monaco (Germania): incendio nel cantiere della metropolitana del polo scientifico” (sansnom, 27 luglio 2023).
[Rousset (Bouches-du-Rhône), Francia]: Staccare la corrente alle fabbriche di microchip
> Da Sans nom, 08.06.26 Aperta un’indagine dopo l’incendio di un trasformatore elettrico nella zona industriale di Rousset La Provence, 5 giugno 2026 (estratto) Nella notte tra lunedì 1° e martedì 2 giugno, un «atto doloso», secondo quanto riferito dal Comune, ha provocato l’incendio del trasformatore elettrico di potenza situato nella zona industriale di Rousset. Una rete metallica che circonda l’area in cui si trova il trasformatore è stata tagliata per consentire l’accesso al luogo, sempre secondo quanto riferito dal Comune. Questo atto vandalico ha causato un’interruzione di corrente che ha interessato tre aziende del settore [tra cui i produttori di semiconduttori STMicroelectronics e Microchip Technology, nonché i loro fornitori*]. Un trasformatore di potenza è un componente elettrico ad alta tensione, essenziale per il funzionamento delle reti elettriche. Non appena i fatti sono stati scoperti, la polizia municipale è intervenuta per raccogliere i primi elementi utili alle indagini. Le immagini del sistema di videosorveglianza comunale sono state rapidamente messe a disposizione degli investigatori su richiesta dei servizi di gendarmeria, ai quali è stata affidata l’indagine attualmente condotta dalla sezione investigativa. Un atto simile sarebbe stato commesso anche sul trasformatore di potenza situato in chemin de la Cairanne. Il Comune di Rousset condanna con la massima fermezza questi attacchi dolosi che danneggiano le infrastrutture essenziali per il funzionamento del territorio e penalizzano direttamente le imprese coinvolte. -------------------------------------------------------------------------------- *Nota: STMicroelectronics è presente nella regione PACA dal 1964, quando il sito era situato ad Aix-en-Provence. Nel 1979, nell’ambito di una partnership tra Saint-Gobain e la società americana National Semiconductor, nasce il sito Eurotechnique a Rousset che, a seguito della fusione tra Thomson Semiconducteurs e SGS Microelettronica nel 1987, diventerà STMicroelectronics. Oggi, lo stabilimento ST di Rousset conta circa 2.700 dipendenti. Dispone di un importante impianto industriale per la produzione di wafer da 8″, un’unità per i test elettrici e centri di progettazione e sviluppo specializzati, in particolare, nei settori dei circuiti integrati per il settore automobilistico, delle smart card di sicurezza, dei microcontrollori ad alte prestazioni e della tecnologia RFID.
[Montréal, Canada]: Rifiutare la distopia di GardaWorld: sabotaggio di una torre di videosorveglianza con IA a Hochelaga
> Da Montréal Contre-Information, 08.06.26 Per un mese intero, senza nessun preavviso, una torre di videosorveglianza è stata installata al centro della piazza del mercato Maisonneuve, situata nel quartiere di Hochelaga. Si trattava di una stazione di videosorveglianza ECAM, realizzata dalla nemica società quebecchese GardaWorld. L’azienda ha sviluppato questo nuovo strumento di videosorveglianza basato sull’intelligenza artificiale con l’obiettivo di implementare la sorveglianza di massa in Nord America. Già migliaia di ECAM hanno invaso il continente. Infuriati/e dalla sorveglianza sempre più presente nelle nostre vite quotidiane e incoraggiati/e dal movimento di distruzione delle telecamere che si è verificato durante l’inverno, abbiamo deciso di agire. Una notte tranquilla, siamo arrivati/e e abbiamo rovesciato e distrutto la torre della telecamera. Eravamo contenti/e di vedere che altri, prima di noi, avevano già tentato di agire. I segni del fuoco erano un chiaro segno che non eravamo i/le soli/e a voler distruggere queste telecamere. GardaWorld sostiene che queste telecamere, assistite dall’intelligenza artificiale, avviseranno la polizia prima che il crimine venga commesso. Chiaramente, si tratta di un fallimento. Ora la torre di sorveglianza è scomparsa e rimangono solo le tracce degli incendi sui ciottoli. È poetico. Il nostro unico rimpianto è che la torre sia rimasta in piedi per un mese. Continueremo a lottare contro la sorveglianza generalizzata e speriamo che altri/e compagni/e abbattano ogni torre ECAM che incontreranno lungo il loro cammino. > “Perché dietro le telecamere si nascondono i ricchi e i potenti, che sfruttano > la paura per ottenere la pace sociale necessaria ai loro profitti.” Da “Perché distruggere le telecamere”: un manifesto che ci ha ispirato a Hochelaga. CAMOVER
[ATENE, GRECIA]: DISTRUTTA TELECAMERA AI
> Da Act for freedom now!, 31.05.26 Ieri mattina (25/5) abbiamo notato che stavano installando una telecamera di sorveglianza fuori dal liceo locale. Così, la sera stessa, non appena l’installazione è stata completata (non era ancora stata collegata alla rete elettrica), abbiamo deciso di passare all’azione. Così abbiamo distrutto la telecamera, l’abbiamo imbrattata con vernice spray e abbiamo attaccato adesivi contro l’IA e la sorveglianza in generale. In una zona dove per anni non c’erano telecamere statali a sorvegliarci e quelle private esistenti erano posizionate in punti che non ci riguardavano, abbiamo pensato che fosse meglio lasciare le cose come stavano. L’azione, come si vede nel video, è stata semplice e molto breve, quindi invitiamo altri gruppi e individui di tutti i quartieri a resistere alla diffusione dell’IA e dei dispositivi di sorveglianza. SE NON HAI NULLA DA NASCONDERE ALLO STATO E ALLE AZIENDE, SEI GIÀ MORTO BASTA CON IL CONTROLLO Anarchici della zona di Acharnon, Atene