Verso i referendum dell’8 e 9 Giugno
Stima dei potenziali beneficiari della riforma referendaria della cittadinanza
Quanti sono i potenziali beneficiari della riforma della cittadinanza, qualora
il referendum del 8-9 giugno 2025 raggiunga il quorum e approvi la riduzione da
10 a 5 anni del tempo di residenza continuativa utile a ottenere la cittadinanza
italiana per naturalizzazione?
A rispondere a questa domanda è il Centro Studi e Ricerche IDOS che ha
presentato la prima stima scientifica sugli effetti del quesito che sarà votato
l’8-9 giugno.
Se l’8 e 9 giugno vinceranno i Sì al referendum sulla cittadinanza, la quota più
probabile di potenziali beneficiari della riforma sarebbe costituita da 1
milione e 420 mila cittadini non comunitari, pari a oltre 1 ogni 4 stranieri
regolarmente residenti in Italia.
In particolare, gli adulti sarebbero 1 milione e 136 mila, tutti titolari di un
permesso di soggiorno di lunga durata, e i minori sarebbero 284 mila, dei quali
229 mila soggiornanti di lunga durata e 55 mila che, pur non avendo maturato in
proprio il requisito minimo previsto dalla riforma, diventerebbero italiani per
automatica trasmissione della cittadinanza da parte dei genitori che si saranno
naturalizzati grazie alla modifica referendaria.
Come è noto, il quesito referendario chiede che sia abrogata la disposizione
contenuta nella legge 91/1992 (art. 9) in base alla quale un cittadino straniero
può acquisire la cittadinanza italiana per naturalizzazione dopo 10 anni di
residenza continuativa nel Paese, riportando così il limite a 5 anni, come era
già previsto nella legge precedente (varata nel 1912 e rimasta in vigore per 80
anni).
Rispetto alle prime proiezioni dei promotori del referendum, riferite a una
platea generica di potenziali beneficiari, la stima di Idos ne quantifica la
quota più probabile, partendo dagli immigrati con permesso di soggiorno di lunga
durata, che a fine 2023 erano 2.139.000, di cui 347.000 minori.
Oltre a escludere i cittadini di Paesi Ue, non toccati dalla riforma perché
possono già richiedere la cittadinanza italiana dopo soli 4 anni di residenza,
la stima dei potenziali beneficiari effettivi decurta dal computo anche una
consistente quota di cittadini di Paesi non Ue che non ammettono la doppia
nazionalità.
Attraverso altri calcoli, il report arriva a determinare una ipotesi massima e
una minima, indicando infine come più probabili i valori mediani indicati sopra.
Una delle più importanti barriere che limitano l’accesso alla cittadinanza
italiana resta la debole situazione economica della popolazione straniera.
Il referendum, infatti, non modifica gli altri requisiti necessari per la
naturalizzazione, tra cui (oltre alla conoscenza della lingua e all’assenza di
condanne penali) il possesso di un reddito adeguato: una condizione che – in
base ai dati Istat sulla popolazione a rischio di povertà e di esclusione
sociale – anche con il successo del referendum non sarebbe soddisfatta da una
ampia fascia di stranieri residenti: fino a 700 mila persone nell’ipotesi
massima.
Senza contare il costo per avviare la pratica, che è stato recentemente
aumentato fino a un massimo di 600 euro a testa.
Una situazione, dice il report, che rende quello alla cittadinanza per
naturalizzazione “un diritto limitato di fatto attraverso una discriminazione
indiretta basata sul censo”.
“In un Paese civile e con una politica attenta a quel che succede nella realtà,
sottolinea Luca Di Sciullo, presidente di Idos.
Non ci sarebbe stato bisogno di un referendum per varare questa modifica
legislativa sulla naturalizzazione.
Basterebbe constatare che la popolazione italiana diminuisce in media di oltre
300 mila unità all’anno, tra decessi che surclassano le nascite e l’incremento
dell’emigrazione all’estero, e che negli ultimi 5 anni l’Italia ha inanellato
altrettanti record negativi, arrivando al minimo storico di appena 370 mila
nascite nel 2024, mentre oltre 1 milione di minorenni stranieri, quasi tutti in
Italia dalla nascita, e altrettanti adulti che risiedono da almeno 5 anni nel
Paese, ancora non accedono alla cittadinanza italiana”.
Qui il Report del Centro Studi e Ricerche IDOS corredato da una tabella per
regioni e un glossario:
https://www.dossierimmigrazione.it/wp-content/uploads/2025/05/Stima-beneficiari-riforma-naturalizzazione-2025.pdf.
Giovanni Caprio