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PARCO TOCINELLO: “GLI ALBERI VOGLIONO VIVERE”. NUOVA INIZIATIVA SABATO 24 OTTOBRE
Continuano le attività e le mobilitazioni in difesa e contro l’abbattimento dei 151 alberi nel parco del Ticinello a Milano: il piano del Comune prevede l’abbattimento di tutti i filari di pioppi che caratterizzano il parco, anche se la maggioranza anche se la maggioranza (109 alberi per la precisione) non sono in classe D, cioè non sono a rischio di caduta. Dai documenti emergerebbe anche una seconda tranche altrettanto invasiva di abbattimenti previsti nell’autunno del 2027, altrettanto invasiva. Gli abbattimenti sarebbero un enorme danno per l’ecosistema del parco, per gli animali il cui habitat viene distrutto e per l’intera comunità che rischia di perdere un’importante fonte di raffreddamento in un periodo di piena emergenza climatica. Il piano del Comune prevede inoltre la sostituzione dei pioppi adulti, con chiome ampie e ombreggianti, con piccole querce che impiegheranno molti anni prima di offrire un beneficio climatico paragonabile, se sopravvivono. Per portare avanti le iniziative a difesa degli alberi è stata organizzata, per sabato 24 ottobre, una passeggiata; sarà condotta dall’agronoma Nadia Cavallotti del Circolo Legambiente Zanna Bianca e dal naturalista Stefano Fusi di Milano Selvatica. Il ritrovo sarà all’ingresso del Parco in via Dudovich 10 alle ore 15.00. Su Radio Onda d’Urto presentiamo l’iniziativa con con Lucia Zamparo del Comitato Difesa Ambiente Zona 5 Milano che aderisce alla Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano collaborando con altre realtà locali per la tutela ambientale e urbanistica della zona sud di Milano e dell’intera città. Ascolta o scarica.
October 23, 2026
Radio Onda d`Urto
SCIOPERO GENERALE: VENERDì 30 OTTOBRE L’USB LANCIA UN CORTEO ANCHE A BRESCIA.
Sciopero generale venerdì 30 ottobre 2026 in tutta Italia. Un’astensione dal lavoro, per tutte le categorie, che vede mobilitate a livello nazionale Usb, Usi – Cit, Cobas, Unicobas, Si Cobas e Cub (in questo caso, per ora con i comparti Sanità e Scuola): queste, al momento, le organizzazioni sindacali conflittuali che hanno chiamato a una nuova giornata di lotta. A Brescia, l’Unione Sindacale di Base dà appuntamento per un corteo venerdì 30 ottobre, con ritrovamento alle ore 9 alla stazione della metropolitana San Faustino. “Cento porti del Mediterraneo e del mondo – spiega a Radio Onda d’Urto Dario Filippini, di Usb Brescia – scioperano per bloccare il traffico d’armi: scioperiamo con loro per bloccare questa macchina che rende povere le nostre vite. La gente chiede risposte sul carovita, sugli affitti alle stelle, sul costo della spesa, sugli scaffali vuoti. Il governo risponde coi militari. Scioperiamo senza paura e scendiamo in piazza, anche a Brescia, per ribadire: le armi giù, i salari su”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Dario Filippini, coordinatore provinciale di Usb a Brescia. Ascolta o scarica
October 21, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: SERGIO DALMASSO PRESENTA “COMANDANTE CHE GUEVARA”, L’ULTIMA PUBBLICAZIONE SUL RIVOLUZIONARIO E IL SUO PENSIERO
“Comandante Che Guevara” è il titolo del libro di Sergio Dalmasso, pubblicato lo scorso anno dalla casa editrice Red Star Press. Verrà presentato a Brescia mercoledì 21 ottobre alle ore 20.30, alla Casa della sinistra di via Giambattista Guadagnini 22. Interverranno con l’autore Dino Greco del Partito della Rifondazione Comunista, Flavio Guidi di Sinistra Anticapitalista e Anna Camposampiero, responsabile nazionale Esteri di Rifondazione. Il libro ripercorre la vita di Ernesto “Che” Guevara, dai viaggi in America Latina alla vittoria a Cuba nel 1959, fino alle esperienze come ministro, alle missioni in Congo e all’ultimo tragico tentativo di rivoluzione in Bolivia, dove fu assassinato il 9 ottobre 1967. L’opera inoltre analizza l’ideologia del rivoluzionario e l’evoluzione del suo pensiero. Esamina come la sinistra italiana (dal Pci ai gruppi trotskisti e filocinesi) ha letto e interpretato la figura del Che dopo il 1967, oltre all’impatto mediatico tra cinema, musica e cultura pop. Presentiamo l’opera e l’iniziativa con Sergio Dalmasso, autore del libro “Comandante Che Guevara”. Ascolta o scarica
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
LAVORO: ANCORA UN OPERAIO MORTO NEL BRESCIANO, QUESTA VOLTA ALLE ACCIAIERIE VENETE DI SAREZZO
Aveva 47 anni l’operaio deceduto dopo essere rimasto schiacciato in un cestello elevatore in un omicidio sul lavoro avvenuto questa mattina alle Acciaierie Venete di Sarezzo, in provincia di Brescia. L’uomo, dipendente di una ditta esterna, era impegnato in interventi nello stabilimento siderurgico quando, secondo una prima ricostruzione, il cestello su cui stava lavorando sarebbe stato urtato da un mezzo pesante. L’impatto lo avrebbe schiacciato contro la struttura del cestello. L’azienda, in concertazione con i sindacati, ha fermato completamente le attività per tutta la giornata di oggi. Il collegamento con Maurizo Oreggia, segretario generale Fiom Cgil Brescia, che si è recato alle Acciaierie Venete di Sarezzo appena appreso dell’accaduto. Ascolta o scarica
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
BERGAMO: PERQUISIZIONI E PROFILAZIONE RAZZIALE ALLA STAZIONE. FERMATI DECINE DI GIOVANI. LUNEDÌ 19 OTTOBRE PRESIDIO A PORTA NUOVA
Perquisizioni alla stazione ferroviaria e degli autobus di Bergamo. A partire dalle 7:00 sarebbe stato messo in atto un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine: circa sette camionette tra polizia e Guardia di Finanza e di controlli prolungati, con perquisizioni degli zaini e fermi nei confronti di numerosi ragazzi di origine migrante. Sarebbero stati fermati tra i 100 e i 150 giovani, in gran parte minorenni, e almeno una decina sarebbero stati accompagnati in questura. La presenza delle forze dell’ordine avrebbe inoltre ostacolato la circolazione nella zona della stazione, causando disagi agli studenti e a numerose persone che avrebbero perso gli autobus a causa delle limitazioni agli spostamenti. Per questo, è stato lanciato un presidio per le 15:00 a Porta Nuova, nel centro di Bergamo, con l’obiettivo di esprimere solidarietà alle persone fermate e contestare quanto accaduto. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Omar, dei Giovani Palestinesi d’Italia. Ascolta o scarica.
October 19, 2026
Radio Onda d`Urto
ISEO (BS): PROTESTA ALL’ISTITUTO ANTONIETTI, STUDENTI INSEGUITI E IDENTIFICATI DAI CARABINIERI
Dal fronte delle proteste nelle scuole superiori, a Iseo, nel Bresciano, circa sessanta studenti si sono radunati questa mattina davanti all’Istituto Antonietti, prima dell’inizio delle lezioni. Sull’onda delle manifestazioni che sabato hanno interessato il centro di Brescia, i ragazzi hanno scelto di non entrare in classe e di fermarsi all’esterno della scuola, in via Paolo VI, per protestare. Durante la manifestazione sono state lanciate uova e fumogeni contro l’edificio, spingendo la dirigenza scolastica a chiamare i carabinieri. Sul posto sono intervenute le pattuglie del Radiomobile di Chiari, con i militari in tenuta antisommossa. Una volta dispersi, gli studenti sono stati seguiti lungo le vie di Iseo e identificati. Su Radio Onda d’Urto a raccontare quanto accaduto questa mattina è Giorgia, sorella di uno degli studenti dell’Antonietti, presente davanti all’istituto per accompagnare il fratello. Ascolta o scarica.
October 19, 2026
Radio Onda d`Urto
CONTRO IL CAROVITA: MANIFESTAZIONE A BRESCIA SABATO 17 OTTOBRE
Sabato 17 ottobre anche a Brescia è organizzata la manifestazione “Italia in Piazza” con numerose rivendicazioni: contro il carovita, per il lavoro sicuro, contro gli stipendi da fame, per aumentare i finanziamenti alla sanità pubblica, alle scuole e all’università. Il “nodo” bresciano di questa manifestazione si dà appuntamento in Largo Formentone a partire dalle ore 14. Una manifestazione che viene organizzata prevalentemente attraverso whatsapp e i social network (qui il link al profilo Instagram) Noi abbiamo intervistato due delle organizzatrici, Sara Marini e Giulia Benedetti  Ascolta o scarica Di seguito, il manifesto dell’iniziativa: MANIFESTO  In questo documento sono racchiuse le motivazioni e i fini della manifestazione  “Italia in Piazza”.   “Italia in piazza” è una manifestazione apartitica. Essa vuole essere una riunione  pacifica di cittadini, diritto sancito dall’articolo 17 della Costituzione Italiana, con lo  scopo di mettere il focus sulle problematiche che affrontiamo ogni giorno. Il  sistema in cui viviamo, che spesso ci sembra inalterabile, è in realtà  estremamente fragile: solo lasciandoci dietro divisioni e pregiudizi possiamo  veramente essere uniti per pretendere di vivere, e non solo di sopravvivere. Non  importa chi siamo, in cosa ci identifichiamo, quale sia il nostro orientamento  sessuale o quali divinità preghiamo: a unirci è il fatto che non lasceremo che ci  rubino ciò che ci spetta di diritto.  “Italia in piazza” nasce per unire i cittadini per la stessa causa, i cui punti principali  sono:  Lavoro sicuro, futuro sicuro: basta morti sul lavoro e giovani in  fuga.  I lavoratori italiani sono costretti ad accettare condizioni lavorative inadeguate o a  fuggire all’estero: quello che resta è un mercato del lavoro caratterizzato da nero  dilagante, abuso di forme contrattuali precarie (tirocini, contratti a termine),  retribuzioni da barzelletta e condizioni di sicurezza che mietono morti ogni  giorno1.  Basta stipendi da fame incapaci di coprire il costante aumento  del costo della vita.  Carburanti, energia e beni alimentari di prima necessità costano sempre di più a  causa delle scelte egoistiche di potenti di cui il nostro Paese è succube: i nostri  soldi vengono spesi in armi e soldati mentre le famiglie ne hanno sempre meno  per vivere. I partiti che di volta in volta governano si affannano a farci credere che  vada tutto bene, ma la realtà è sempre più uno sfacelo: guerra dopo guerra, una  crisi dopo l’altra, il costo di qualunque cosa è in continuo aumento mentre gli  stipendi italiani sono gli stessi da 30 anni.  La sanità non può continuare a diventare sempre più un lusso.  Per la sanità pubblica si spende sempre meno e una porzione sempre maggiore  di quella spesa è fatta di acquisti di prestazioni e materiali da aziende private che,  ciliegina sulla torta, beneficiano anche di sgravi fiscali sempre più corposi. La  realtà del Sistema Sanitario Nazionale è totalmente inadeguata rispetto alle reali  necessità della popolazione, tra liste d’attesa infinite e ospedali svuotati di  personale e attrezzature. Mentre la sanità pubblica soffre, lo Stato rinuncia a  milioni di euro di tasse regalando esenzioni fiscali al settore sanitario privato. A  pagare il conto sono periferie e classi sociali più deboli e marginalizzate: nel 2026,  5,8 milioni di italiani rinunciano a visite ed esami e i governi festeggiano  insieme a chi si arricchisce sulla nostra salute.   Scuole senza strutture. Università senza futuro.  L’istruzione pubblica, il pilastro portante del nostro futuro (e, farebbe bene  ricordarci, anche del nostro presente), vede tra scuola e università due scenari  raccapriccianti:  La scuola è fatta di strutture fatiscenti o abbandonate, personale docente e  tecnico sfruttato che vive di contratti precari e mobili per decine di anni di  carriera e una programmazione didattica sempre più svuotata da  qualunque insegnamento che non serva a diventare un ingranaggio della  macchina produttiva.   L’università ha perso più della metà del personale di ricerca (che eroga fino  al 30% dei corsi universitari) nell’ultimo anno. I progetti di ricerca sono  sempre più nelle mani delle aziende private che li finanziano per i loro fini  produttivi, e una percentuale sempre maggiore ha scopi bellici.   Nel frattempo, le misure di sostegno economico per gli studenti sono sempre più  striminzite, e le loro necessità abitative diventano speculazione edilizia e  incremento degli affitti nelle città.  Le case sono fatte per essere abitate, non per farci soldi.  Nelle nostre città non mancano case: manca la possibilità di abitarle per chi in  quelle città ci vive, ci studia e ci lavora.  Una parte enorme del patrimonio abitativo è chiusa, usata di rado o convertita in  alloggio turistico, e non esiste un singolo censimento pubblico che ci dia un  quadro della situazione sulla proprietà degli alloggi lasciati vuoti. Il tutto mentre  migliaia di persone dormono per strada, i veri abitanti delle città vengono  allontanati dai centri storici e gli studenti diventano la carne da macello di  speculatori privati a cui sono stati persino dati i fondi pubblici e del PNRR per la  costruzione di residenze universitarie, usati invece per centri polifunzionali di  lusso con scritto “Campus”. Sono gli effetti di un sistema che interpreta la casa  non come un diritto ma come una commodity da sfruttare economicamente a  scapito di chi non la possiede.  Strade sicure. Ma per davvero.  Mentre vengono pompate le finanze di eserciti e polizia armata, si continuano a  trascurare le vere radici economiche, politiche e culturali della crescente  sensazione di insicurezza che si prova ovunque. Tra i fenomeni di incuria sociale,  la marginalizzazione sistemica di chi è povero economicamente e umanamente e  il dirottamento degli sforzi delle forze dell’ordine verso materie lontane dalla vita  dei cittadini, sempre più persone sentono che la propria sicurezza non è più una  priorità per lo Stato che sostengono con il loro lavoro e le loro tasse.  Chiarimenti  Questa manifestazione è apolitica?  No, la manifestazione non è apolitica: si stanno trattando temi profondamente politici.  Tuttavia, è apartitica: non è organizzata da nessun partito politico, sindacato o  organizzazione militante.  Ma quindi è una manifestazione di destra o di sinistra?  Vogliamo che questa piattaforma di protesta superi le divisioni politiche, ma niente è più  politico di proporre una soluzione. La nostra proposta è di parlarne insieme, tutti, come  popolo unito che affronta gli stessi problemi. La soluzione politica che proponiamo è la  liberazione da tutte le forme di limitazione del potere popolare. Chi ci rappresenta non  vive i nostri problemi6 e finché la politica rimarrà un’attività che deleghiamo ad altri ci  saranno persone che la renderanno il proprio privilegio e faranno di tutto pur di  conservarlo. Vogliamo che ogni decisione presa per conto del popolo sia presa da e per il  popolo. Vogliamo che i potenti ci diano indietro il potere di decidere per noi stessi. Sei  d’accordo con le rivendicazioni della manifestazione? Questo sistema ti fa schifo e vuoi  cambiarlo? Allora scendi in piazza con noi!  Ci saranno bandiere alla manifestazione?  Full disclosure: ci avete rotto il cazzo <3  Scherzi a parte: non possiamo dirvi cosa portare o non portare.  Ci sono persone che non vogliono vedere solo bandiere italiane, persone che non vogliono  bandiere di partito, persone che non vogliono bandiere della Palestina: fate come vi pare.  Da organizzatori, visto che la cosa che ci accomuna tutti è la condizione in cui versa il  posto in cui viviamo, pensiamo sarebbe carino se ognuno portasse una bandiera italiana  (che sia croce o delizia) con disegnato o scritto quello che preferisce.  La cosa che riteniamo fondamentale è che, se portate una bandiera, crediate nell’idea  che rappresenta.  Se credete in PD, Lega o qualunque partito che abbia governato negli ultimi 30 anni,  portate quelle, non sappiamo che dirvi.  Ma per favore, basta chiedercelo.
October 14, 2026
Radio Onda d`Urto
PIAZZA DELLA LOGGIA: LA CORTE D’APPELLO NEGA L’ARRESTO DI TOFFALONI, CONDANNATO PER LA STRAGE DEL 28 MAGGIO 1974
La Corte d’appello di Brescia ha respinto la richiesta della Procura generale di arrestare Marco Toffaloni, fascista veronese ed ex militante di Ordine Nuovo condannato a 30 anni per la Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Per i giudici ‘non ci sono elementi sufficienti a dimostrare un pericolo concreto e attuale di fuga dell’uomo’, che vive in Svizzera, ha cittadinanza elvetica e ha impugnato in Cassazione la condanna di primo grado, la massima possibile – 30 anni – visto che all’epoca dei fatti era ancora minorenne. La Procura generale ha già fatto ricorso contro la decisione della Corte d’Appello. Su Radio Onda d’Urto ha commentato la decisione della Corte d’Appello l’avvocato Federico Sinicato, legale di parte civile nel processo sulla Strage di Piazza della Loggia. Ascolta o scarica  
October 14, 2026
Radio Onda d`Urto
[NOLOGS]: “ANALIZZARE IL MODELLO ISRAELIANO DELL’INDUSTRIA DELLA CYBER SECURITY”. GIOVEDÌ 15 OTTOBRE AL MAG47
Nuovo appuntamento con [NOLOGS] Make Hacking Great Again, la rassegna mensile dell’hacklab BYTE::A che si pone in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo, fruizione / uso ed abuso delle tecnologie all’interno della nostra società. Titolo dell’incontro in programma giovedì 15 ottobre, alle ore 19,45, presso il CSA Magazzino 47 di Brescia, “Analizzare il modello israeliano dell’industria della cyber security”. Parlare della cyber security israeliana, significa infatti parlare di un modello tecnologico molto peculiare, intimamente connesso all’intelligence e al governo israeliano e, pertanto, anche al genocidio della popolazione palestinese. Un modello che – come si legge nel testo di presentazione dell’evento – “è in grado di attrarre grossi investimenti e proliferare nel perenne stato di guerra e sorveglianza continua della popolazione palestinese”. La serata – che verrà aperta da un intervento dei Giovani Palestinesi di Brescia – vorrebbe quindi, da un lato, “provare ad analizzare e comprendere questo modello, che tende, nel proprio cinismo creativo, a suscitare purtroppo ammirazione e fare scuola in Occidente”, dall’altro, individuare e illustrare fonti pubbliche e testi utili in questo senso. Ospite della serata, Ginox, attivo fin dai primi anni Novanta nel sottobosco culturale telematico, che abbiamo intervistato Ascolta o scarica
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: MARTEDì 13 OTTOBRE PRESIDIO IN LARGO FORMENTONE “PER MORTI, INVALIDI E FERITI DI LAVORO”.
A Fiano Romano, vicino alla Capitale, un 57enne operaio è morto dopo essere caduto dal tetto di un capannone industriale in fase di allestimento. L’uomo precipitato attraverso un lucernaio da un’altezza di 8 metri. La stessa modalità con cui perse la vita, nel 2023, Mirko Sick Serpelloni, 27enne operaio bresciano – oltre che apprezzato musicista e artista –  vittima di una caduta da 6 metri dopo il crollo di un lucernario all’interno della Errepi Interni di Manerbio nel settembre 2023. Per Mirko e per tutte le persone vittime ancora oggi di omicidi o infortuni sul lavoro, martedì 13 ottobre , dalle ore 18, presidio in Largo Formentone a Brescia. Un’iniziativa presentata oggi, lunedì 12 ottobre, in una conferenza stampa alla Cobas-Cub di Brescia. Su Radio Onda d’Urto l’audio della conferenza stampa con gli interventi di Maruska, la madre di Sick; di Maurizio Murari, Cobas Brescia e di Claudio Fornari, Collettivo Gardesano Autonomo. Ascolta o scarica Di seguito, il comunicato diffuso dal “Movimento Giustizia per Mirko”: “Martedì 13 ottobre 2026, Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, il movimento Giustizia per Mirko organizza un presidio in Largo Formentone a Brescia, dalle ore 18:00. Nella prima metà del 2026 a Brescia sono già stati 15 i morti di lavoro, e ci sono state circa 8.000 denunce di infortunio. Noi saremo in piazza per dire basta a questa situazione. Saremo in piazza per chiedere il rispetto della vita sul luogo di lavoro. Saremo in piazza per chiedere l’applicazione delle norme di sicurezza. Saremo in piazza per chiedere più controlli da parte degli ispettori del lavoro. Saremo in piazza per chiedere giustizia per Mirko Serpelloni, morto in cantiere a 27 anni. Saremo in piazza per dare una voce a chi non ne ha più una. Il movimento Giustizia per Mirko, composto da familiari e amici di Mirko Sick Serpelloni insieme ad Anmil, Centro Sociale Magazzino 47, Cgil, Cobas, Collettivo Gardesano autonomo, Collettivo Onda Studentesca, Cub, Fare rete contro la repressione politico-sindacale, Fronte studentesco della gioventù comunista, Non una di meno e Usb, sarà ancora una volta presente per sensibilizzare sul tema della sicurezza sul luogo di lavoro. Troppe vite sono sacrificate ogni giorno per la mancanza di sicurezza. Troppi lavoratori e lavoratrici muoiono ogni giorno sul lavoro. Troppe persone non hanno più una voce. Tocca a noi chiedere ai datori di lavoro ed alle istituzioni di garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza”.
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto