Tag - l'informazione di blackout

Il sovraffollamento e il rinvenimento di microspie nelle celle fanno scoppiare la rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa
Nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 settembre è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. Dopo un allontanamento dei detenuti dalle celle da parte delle guardie penitenziarie, al momento del rientro questi hanno rinvenuto diverse microspie nelle camere. Il ritrovamento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, di fronte ad una situazione già insostenibile a causa del sovraffollamento e della fatiscenza della struttura penitenziaria. I detenuti hanno denunciato tramite una live su TikTok le condizioni di detenzione e l’intento della direzione di spiarli, mentre la rabbia ha condotto un’intero padiglione del carcere ad essere preso, barricato e tenuto per diverse ore. La direzione del carcere e la prefettura sono intervenuti facendo affluire rinforzi da Roma, in particolare i “battaglioni d’assalto” delle guardie carcerarie e una squadra di negoziatori del Ministero. Nel corso della notte la rivolta è stata sedata, e sono già in corso le prime rappresaglie da parte della direzione con il trasferimento punitivo di alcuni detenuti in altre carceri e l'”arresto” di alcuni altri considerati alla guida della rivolta. Nella serata di giovedì un grosso presidio di famigliari, amici e compagnx si è ritrovato davanti alle mura del Don Bosco per dimostrare che la voce e le rivendicazioni dei detenuti sono in grado di superare le mura e far sentire la propria solidarietà e la propria vicinanza a chi lotta all’interno delle carceri. Un aggiornamento con Giacomo del media Riscatto di Pisa, che ha pubblicato una cronaca della notte di rivolta.
October 3, 2026
Radio Blackout - Info
In Europa continua la criminalizzazione dell’antifascismo militante. Sentenze di appello per Maja e Gabriele, sì all’estradizione di Gino
Lo scorso 29 settembre sono arrivate sia la sentenza d’appello ungheresi per Maja e Gabriele che la decisione della corte francese riguardo all’estradizione di Gino. I processi riguardano le azioni antifasciste di Budapest del 2023, organizzate contro la Giornata dell’Onore. Dall’inizio questa vicenda giudiziaria è la vendetta di uno Stato che sostiene politicamente i neonazisti e perseguita chi si è opposto alla loro sfilata. Maja, consegnata all’Ungheria dalla Germania con un’estradizione lampo, è stata condannata in via definitiva a 7 anni. Gabriele, in contumacia, a 6. Nel caso di Gino, la Francia ha dato parere positivo alla sua estradizione alla Germania (dove è ricercato per i fatti di Budapest) accettando l’eventualità di una sua successiva estradizione in Ungheria. In Germania, dove da anni una campagna repressiva punta a disarticolare le componenti più determinate del movimento, i compagni e le compagne arrestati/e attendono ora i loro processi. Le sentenze dimostrano invece quanto sia estesa, in Europa, la decisione di restringere spazi di manovra e di legittimità all’antifascismo militante. Il mandato d’arresto europeo e la cooperazione tra le polizie del continente si confermano una macchina efficiente per inseguire chi si oppone ai fascisti oltre ogni confine, mentre la galassia neonazista continua a sfilare indisturbata. Ne abbiamo parlato con Lukas B., avvocato di unx compagnx attualmente a processo in Germania per i fatti di Budapest. L’intervista è bi-lingue (tedesco con traduzione a seguire).
October 3, 2026
Radio Blackout - Info
Saluzzo: bilancio di un’altra stagione di sfruttamento in agricoltura
In queste settimane termina la stagione ad alta intensità di manodopera per la raccolta della frutta in Piemonte. Per molti braccianti questo coincide con un momento di partenza verso altre regioni del sud Italia, dove poter trovare altri lavori in agricoltura. Anche questo anno, a Saluzzo, le condizioni di vita e lavoro in questo ambito sono state caratterizzate dall’assenza di tutele, da disuguaglianze e razzismo. Particolarmente visibile la crisi abitativa: la mancanza di strutture ha portato i lavoratori a dover trovare da soli soluzioni di emergenza. Il parco Gullino è diventato un luogo dove cercare riparo. In queste settimane, la morte di alcuni lavoratori (sul posto di lavoro e nel tragitto verso i campi) senza che le istituzioni prendano parola in merito conferma il silenzio assordante che circonda l’invisibilizzazione di queste vite. Ne parliamo con Raccolti Resistenti, un movimento dal basso per la dignità di persone, lavoro e terra nei campi del saluzzese. Continua a crescere il loro lavoro al fianco dei lavoratori, così come l’organizzazione autonoma e le tante forme di resistenza e solidarietà dei lavoratori stessi.
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
In Spagna, giornate calde per il diritto all’abitare@1
La lotta contro lo sfratto di Maricarmen una donna di 87 anni a Madrid ha generato una sollevazione per il diritto all’abitare che scuote la Spagna. Da giorni Madrid ribolle con migliaia di persone scese in piazza e la mobilitazione si è allargata in tutto il paese, riempiendo le piazze di decine di città. Il Consiglio dei ministri spagnolo ha successivamente approvato, martedì 29 settembre, due decreti per rispondere alla crisi abitativa in corso, al termine di intense trattative fra i partiti che fanno parte del governo. I decreti prevedono alcune forme di protezione contro gli sfratti per i soggetti più vulnerabili fino alla fine del 2030 e regole più stringenti per gli affitti brevi. Entriamo nel merito con il giornalista Victor Serri, in collegamento da Barcellona. Victor ci racconta come la crisi abitativa rischia di rimanere una questione centrale anche dopo questi provvedimenti spiegandoci come la continuazione delle mobilitazioni dal basso (e delle pratiche di resistenza agli sfratti) rimangono fondamentali in questa fase. Aniello Lampo ci racconta più nel dettaglio delle piazze madrilene nate dallo sfratto di Maricarmen.
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
In Spagna, giornate calde per il diritto all’abitare@0
La lotta contro lo sfratto di Maricarmen una donna di 87 anni a Madrid ha generato una sollevazione per il diritto all’abitare che scuote la Spagna. Da giorni Madrid ribolle con migliaia di persone scese in piazza e la mobilitazione si è allargata in tutto il paese, riempiendo le piazze di decine di città. Il Consiglio dei ministri spagnolo ha successivamente approvato, martedì 29 settembre, due decreti per rispondere alla crisi abitativa in corso, al termine di intense trattative fra i partiti che fanno parte del governo. I decreti prevedono alcune forme di protezione contro gli sfratti per i soggetti più vulnerabili fino alla fine del 2030 e regole più stringenti per gli affitti brevi. Entriamo nel merito con il giornalista Victor Serri, in collegamento da Barcellona. Victor ci racconta come la crisi abitativa rischia di rimanere una questione centrale anche dopo questi provvedimenti spiegandoci come la continuazione delle mobilitazioni dal basso (e delle pratiche di resistenza agli sfratti) rimangono fondamentali in questa fase. Aniello Lampo ci racconta più nel dettaglio delle piazze madrilene nate dallo sfratto di Maricarmen.
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
L’Umbria va alla guerra
Il ruolo della regione Umbria nello scenario di guerra e di ristrutturazione dei territorio in funzione di questa è stato inchiestato da un lavoro svolto dal Laboratorio Politico Osa/VDL. Pubblichiamo l’introduzione: Come Laboratorio Politico Osa/VDL abbiamo prodotto il documento intitolato “L’Umbria va alla guerra. Il ruolo della nostra Regione nella corsa al riarmo” con il quale vogliamo dare il nostro contributo sul tema del riarmo. La tesi di fondo è che il nemico di classe (la borghesia e tutto l’apparato statale e politico che la circonda) è molto più vicino di quanto si pensi, tant’è che proprio in Umbria molte tra aziende e consorzi si stanno arricchendo di fatto sulla pelle dei morti prodotti dalle guerre. Leggilo qui: https://drive.google.com/file/d/1IgPzmTstCljgJPzVD5tdboQlgYswk6Y6/view?usp=sharing Un lavoro che vuole essere strumento a disposizione delle lotte sui territorio come occasione di confronto e di creazione di rete oltre che uno sguardo lucido al processo di militarizzazione in corso. Ne abbiamo parlato con Gerry del Laboratorio Politico OSA
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
Blocchi nei licei in Francia: la protesta continua e si espande
Da meno di una settimana in Francia tutti i licei di periferia di Parigi e di altre grandi città sono bloccati dai picchetti degli studenti che, insieme a professori e assistenti all’educazione, hanno messo al centro la questione della formazione. Tutto è partito da Créteil dove i professori hanno organizzato uno sciopero e gli studenti si sono uniti alle rivendicazioni. Ciò che viene espresso è una mancanza di mezzi e di risorse per i licei di periferia, l’insufficienza di personale oltre agli edifici degradati, ma viene anche portata una feroce critica sulla qualità della formazione e sulle possibilità lavorative inesistenti a seguito del diploma. Queste proteste hanno visto immediatamente una diffusione significativa, anche le università si sono unite ai blocchi, inoltre i sindacati confederali e, ancorché il governo, sono stati obbligati a prendere in considerazione le rivendicazioni. La risposta muscolare delle forze di polizia non si è fatta attendere con arresti, fermi e feriti gravi, oltre a cariche all’ingresso delle scuole da parte dei CRS. E’ interessante notare anche la presenza di diversi consiglieri di La France Insoumise sui blocchi, a partire dal sindaco Bally Bagayoko di Saint Denis. Ne abbiamo parlato con un professore di un liceo di periferia di Parigi. Credits foto di hugo_aymar e Tulyppe Screenshot
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
Israele: Netanyahu alla ricerca di consenso verso le elezioni
L’incidente aereo sul volo Dubai-Tel Aviv è stato colto come occasione per Netanyahu di recuperare consensi gridando all’attentato e paragonando quanto accaduto all’11 settembre. Questo evento si inserisce in un processo in cui il primo ministro israeliano si trova a dover giustificare quanto uscito su alcune testate giornalistiche in merito al 7 ottobre 2023. Proprio in questi giorni Netanyahu è volato negli Emirati Arabi per ottenere una smentita sulle notizie di una sua consapevolezza precedente l’attacco di Hamas proprio perché avvertito da Abu Dhabi. La battaglia per il consenso si gioca dunque sulla sempiterna questione della necessità per Israele di condurre una guerra permanente: intanto in Cisgiordania e a Gaza continua il massacro. Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, corrispondente in Medio Oriente per il Manifesto e caporedattore di Pagine Esteri
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
FERMIAMO INSIEME L’AVIGLIANA-ORBASSANO: VERSO LA MARCIA NO TAV DEL 3 OTTOBRE
Sabato 3 ottobre la Valsusa tornerà a marciare per dire no all’Avigliana-Orbassano, nuova tratta nazionale parte del più ampio progetto del Tav Torino-Lione. Anticipata al 2033 nonostante i ritardi sul versante francese, dal costo complessivo stimato oltre i 3 miliardi di euro e con una fase di cantiere dalla durata prevista di almeno 8 anni,l’Avigliana-Orbassano è una variante di tracciato su circa 24 km (di cui circa 17 km in galleria), la cui realizzazione avrebbe gravi ricadute sulla salute, l’economia e la vivibilità dei territori coinvolti. Ma non è la sola tratta nazionale a preoccupare, nella Valle che resiste: sul piatto ci sono anche l’ipotesi della riapertura dell’altoforno delle acciaierie Beltrame tra San Didero e Bruzolo, oltre che alle carenze ormai strutturali nella sanità pubblica, nei servizi di prossimità e nei trasporti. La marcia popolare del 3 ottobre diventa dunque l’occasione per rivendicare, a partire dall’esperienza della resistenza No Tav, l’opposizione alle politiche di sacrificio della Valsusa e la possibilità di un futuro costruito dal basso sulle necessità e aspirazioni reali del territorio. Ne parliamo con Alice, compagna dell’Assemblea Bassa Valle.
October 1, 2026
Radio Blackout - Info
FREE ALL ANTIFAS: 7 ANNI A MAJA T. 6 A GABRIELE. ALLE 14:00 VERDETTO DELLA CORTE DI CASSAZIONE PER GINO
Oggi mercoledì 30 settembre si attende per le ore 14:00 il verdetto per il processo ai danni di Rexhino “Gino” Abazaj presso la Corte di Cassazione di Parigi circa l’estradizione verso la Germania. Sono ormai tre anni che continuano le battaglie legali e le mobilitazioni in solidarietà per sottrarre un compagno antifascista alla repressione giudiziaria. La prima domanda di estradizione risale infatti al 2023. A quell’epoca Abazaj viveva in Finlandia dove le corti locali avevano accettato di estradarlo. Giunto in Francia, è stato arrestato dai servizi nel 2024 e detenuto per quattro mesi nella prigione di Fresnes. Successivamente la sentenza della Corte d’Appello di Parigi del 9 aprile 2025 aveva proceduto alla non estradizione verso l’Ungheria per Gino, ritenendo che non vi fossero garanzie sufficienti per un processo equo in quel paese, constatando la possibilità di potenziali violazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo da parte dell’Ungheria. Solo 19 giorni dopo la Germania ha emesso il proprio mandato d’arresto europeo. Qualora la giustizia francese consegnasse Abazaj alla Germania, quest’ultima potrebbe rinviarlo in Ungheria, dove è tutt’ora ricercato, malgrado il divieto imposto dalla sentenza della Corte parigina pronunciata più di un anno fa. Intorno alle ore 10 sono arrivate invece le pronunce dei ricorsi in Corte d’Appello sulle sentenze del febbraio 2026, riguardanti sempre la partecipazione alle contestazioni antifasciste alla Giornata dell’Onore a Budapest. Per quanto la richiesta della difesa fosse il rilascio, il responso è stato la riduzione di un anno per entrambe le condanne: 7 anni a Maja T. e 6 per Gabriele. Anna si è vista sospendere la pena di due anni e mezzo di carcere. Si segnalano numerosi blocchi e perquisizioni ai danni dei pullman di solidali diretti verso Budapest. Per rimanere aggiornati segnaliamo il canale in tedesco Aktuell e la mobilitazione radiofonica in francese curata dal Comité Solidarité Budapest via Radio Alhara dalle 10:30 alle 23:30 di oggi. Ne parliamo con una compagna del Comité Solidarité Budapest:
September 30, 2026
Radio Blackout - Info