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“Occhi aperti sulla corruzione”: le iniziative di LIBERA fino al 13 giugno
Flash mob, sit-in, incontri pubblici e azioni di monitoraggio civico per chiedere più trasparenza, controllo e responsabilità. Da ieri  e fino al 13 giugno Libera promuove in tutta Italia la settimana di mobilitazione “Occhi aperti sulla corruzione”, un’iniziativa che rientra nella campagna nazionale “Fame di verità e giustizia”, nata per riportare al centro della vita pubblica l’urgenza del contrasto alle mafie e alla corruzione. In decine di piazze italiane saranno organizzate iniziative pubbliche dedicate a casi e contesti specifici: dalla corruzione nel settore sanitario a Palermo, Messina e Vibo Valentia, al fenomeno del cosiddetto “caro estinto” a Bologna; dalla corruzione negli appalti tecnologici a Roma a quella politico-ambientale a Pisa, fino agli approfondimenti sui presunti intrecci tra ‘ndrangheta, appalti pubblici e politica a Torino e alle gare pubbliche per l’erogazione di servizi dei Comuni e degli ambiti territoriali sociali a Napoli e Benevento. L’iniziativa prende avvio da un dato allarmante: dal 1° gennaio al 1° giugno 2026, Libera ha censito attraverso fonti di stampa 38 inchieste per corruzione e concussione, condotte da 23 procure in 10 regioni italiane, con 386 persone indagate. Le regioni maggiormente coinvolte risultano essere Campania, Lazio e Sicilia. Le indagini riguardano reati che spaziano dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le vicende emerse raccontano di tangenti pagate per ottenere false attestazioni di residenza finalizzate all’acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis o falsi certificati di morte, ma anche di presunti episodi corruttivi legati all’aggiudicazione di appalti nella sanità, nella gestione dei rifiuti, nella realizzazione di opere pubbliche, nel rilascio di licenze edilizie e nell’affidamento dei servizi di refezione scolastica. Lo sguardo si allarga ulteriormente se si considerano gli ultimi diciotto mesi: dal monitoraggio realizzato da Libera emergono 105 inchieste per corruzione e concussione e 1.507 persone indagate, tra cui 71 esponenti politici, tra sindaci, assessori e consiglieri regionali e comunali. I dati sono stati raccolti attraverso l’analisi di lanci di agenzia, articoli di stampa nazionali e locali, rassegne istituzionali, comunicati delle Procure della Repubblica e delle forze dell’ordine. Per tutte le persone coinvolte vale naturalmente il principio della presunzione di non colpevolezza. Nel contempo assistiamo ad un progressivo smantellamento dei principali strumenti anticorruzione, sia repressivi che preventivi, introdotti a partire dalla legge 190 del 2012, come: * l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, che rende impuniti molti casi di favoritismi e conflitti di interesse; la riforma del reato di traffico di influenze illecite, che ora copre una parte molto più ristretta dei casi di mediazione corruttiva; * le limitazioni alle intercettazioni e ai trojan nelle indagini sulla corruzione e sugli altri reati contro la pubblica amministrazione; * la possibile eliminazione dell’obbligo di decadenza per amministratori locali già condannati, anche se non in via definitiva; * l’indebolimento del ruolo della Corte dei Conti, soprattutto sul controllo degli appalti legati al PNRR; * la riduzione dei poteri di vigilanza dell’ANAC, l’Autorità Anticorruzione, prevista dal nuovo Codice Appalti. “Occorre rinnovare un patto forte e lungimirante tra istituzioni responsabili e cittadinanza attiva – ha sottolineato Francesca Rispoli, Copresidente nazionale di Libera – Da un lato, le istituzioni devono consolidare i presìdi di prevenzione e dotarsi di strumenti efficaci di contrasto alla corruzione, anziché indebolirli. Dall’altro, è necessario rafforzare la capacità dei cittadini di far sentire la propria voce attraverso la segnalazione, il monitoraggio civico e l’impegno condiviso nella difesa dei beni comuni e dell’interesse pubblico“. La corruzione non è soltanto una questione giudiziaria. È un fenomeno che sottrae risorse ai servizi pubblici, alimenta disuguaglianze, altera la concorrenza e indebolisce la fiducia nelle istituzioni democratiche. Per questo, il suo contrasto richiede responsabilità politica, strumenti adeguati e una cittadinanza attiva e consapevole. Libera chiede di: – ripristinare efficaci strumenti di contrasto all’abuso di potere nella pubblica amministrazione; – rafforzare le norme sui conflitti di interesse, per garantire imparzialità e indipendenza nelle decisioni pubbliche; – assicurare una trasparenza amministrativa reale e accessibile ai cittadini; – tutelare e valorizzare il whistleblowing, proteggendo chi segnala illeciti e irregolarità; – rendere più efficaci i controlli sui finanziamenti alla politica; – sbloccare il registro dei titolari effettivi, strumento fondamentale per conoscere chi controlla realmente società e imprese; – introdurre una regolamentazione rigorosa e trasparente delle attività di lobbying; – rafforzare i controlli e i meccanismi di vigilanza negli appalti pubblici, soprattutto nei settori più esposti al rischio corruttivo. https://www.libera.it/it-schede-2727-fame_di_verita_e_giustiza_2 Giovanni Caprio
June 9, 2026
Pressenza
“Falastin Hurra 2.0 – From Strip to Motion” in esposizione a Saluzzo
La collezione di opere artistiche “da e per la Palestina” viene presentata nella cittadina piemontese per iniziativa promossa dal gruppo Saluzzo per Gaza e dalla Rete Cuneese per la Palestina, che spiegano: > Riprende il percorso, con grande slancio politico e artistico, a Ssluzzo, in > provincia di Cuneo, quindi ancora in Piemonte, dell’ormai nota esposizione > curata da alino e Giansandro Morelli e inaugurata a Napoli nel gennaio 2024 > con una grande esposizione al Complesso di San Domenico, poi ospitata in tante > città, e in tante micro-iniziative sparse per tutto il paese, oltre che presso > il museo di Bogotà in Colombia, da ormai quasi due anni. > > Grazie alla partnership con un concerto di associazioni – Saluzzo per Gaza, > Libera Saluzzo, ANPI Saluzzo e Circolo Arci “Ratatoj” – e con il sostegno di > Rete Cuneese per la Palestina e il patrocinio del Comune di Saluzzo e Voci > Erranti, presso il Bistrò Lo Spaccio l’esposizione Falastin Hurra (Palestina > Libera, in lingua araba) giunge nella sua nuova veste, 2.0 – From Strip to > Motion, così concepita a Torino nell’ottobre 2025, e ora pronta per una nuova > unica tappa nella provincia piemontese. > > La mostra raccoglie illustrazioni e fumetti che si muovono tra produzione > artistica e narrazione del presente, restituendo uno sguardo plurale e in > continuo aggiornamento. Molte delle opere nascono anche nel contesto della > comunicazione contemporanea, mantenendo un legame diretto con ciò che > accade.Aggiornata artisticamente in collaborazione con NAZRA Palestine Short > Film Festival, ancora curata da alino e Giansandro Morelli con la preziosa > aggiunta della fumettista Lorena Canottiere, si focalizza su autori e autrici > arabo-palestinesi, con una piccola sezione di autor* italian* e > internazionali, nella quale si trovano molte nuove acquisizioni, fra cui la > stessa Canottiere, Andrea Bruno, La Verve, Eva Daffara, Samuele Canestrari e > tant* altr* (e si conta di averne ancora nuovi per la tappa di Saluzzo); e si > affiancano alle immagini della storica sezione Kufia, matite italiane per la > Palestina, il portfolio di disegnator* italiani – tra cui Andrea Pazienza, > Cinzia Ghigliano, Magnus, Guido Crepax, Josè Munoz, Lorenzo Mattotti, Filippo > Scozzari e Milo Manara – da cui tutto è partito, con un aggiornamento delle > ormai quasi 240 opere del progetto (data la prolifica produzione degli artist* > stessi, in costante supporto del drammatico periodo che vive il mondo > Palestinese, nel pieno del Genocidio perpetrato dall’invasore e criminale > Stato d’Israele). > > In mostra, soprattutto, ci saranno le tavole e le illustrazioni (anche quelle > nuovissime realizzate quotidianamente per i social) di: Leila Abdelrazaq, Naji > Al-ali, ma anche il giovane Naji Al Alì, nato nel 99, Fuad Alymani, Mazen > Kerbaj, Gina Nakhle-Koller, Hassan Manasrah, Mohammad Saba’aneh, Othman Selmi; > e le aggiunte di Lina Gaibeh e AnnaMay Khoury, e un ricordo della scomparsa > fumettista, illustratrice e artista Palestinese Mahasen Al-Kethib [a soli 31 > anni, ha perso tragicamente la vita durante il bombardamento dell’esercito > israeliano a Jabaliya, nella Striscia di Gaza, del 18 ottobre 2024]. A Saluzzo la mostra allestita negli spazi dello Spaccio Bistrò verrà inaugurata venerdì 15 maggio alle 17:30 insieme al fumettista e illustratore alino in una serata a tema, a cui gli organizzatori dell’esposizione invitano a partecipare per “continuare l’attivismo in supporto del Popolo Palestinese e contro il Genocidio in atto per mano di Israele”. Precedentemente, venerdì 8 maggio, nell’incontro sul tema Le parole per dirlo. Una bibliografia di storie e racconti sulla Palestina svolto a L’Ortica Libreria Indipendente di Saluzzo, Giuseppe Cavaglieri, titolare della libreria, insieme a Francesca Galliano, referente territoriale di Libera, hanno guidato il pubblico in un percorso editoriale dedicato alla tematica palestinese: una selezione delle pubblicazioni più rilevanti e interessanti sull’argomento, attraversando diversi generi letterari — dai romanzi ai saggi, fino ai racconti — con proposte pensate sia per un pubblico adulto che per i più giovani. Contemporaneamente, proseguono le iniziative promosse dalla Rete Cuneese per la Palestina, che recentemente ha coordinato la mobilitazione Per la pace, contro la corsa riarmo, l’assemblea sul tema Sicurezza, o repressione? Parliamone… per “costruire pensieri, costruire dialogo” ed elaborato il volantino “L’Italia ripudia la guerra, eppure ne ha fatto un business!” divulgato nel territorio alle manifestazioni e nei presidi. E, parallelamente all’esposizione della rassegna, saranno proposti eventi e verranno svolte attività di cui gli organizzatori comunicheranno presto il programma. FALASTIN HURRA 2.0. FROM STRIP TO MOTION dal 15 al 29 maggio in esposizione a Saluzzo (Cuneo) Lo Spaccio Bistrò / Il Quartiere – piazza Montebello 1 visite a ingresso libero dal lunedì al venerdì a orario continuato, dalle 7 alle 18 al sabato e alla domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18:30 INFORMAZIONI: notiziario di ARCI Cuneo – Asti Rete Cuneese per la Palestina – retecuneeseperlapalestina@gmail.com Articolo redatto a cura di Maddalena Brunasti Redazione Torino
May 13, 2026
Pressenza
I porti italiani sempre più esposti a criminalità e corruzione. I dati del Terzo Rapporto di Libera
Nel corso del 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità nei porti italiani, con un incremento del 14% rispetto al 2024. I porti coinvolti sono stati 38 contro i 30 del 2024 con un incremento del 27%. Sono alcuni dei dato del Terzo Rapporto “Diario di bordo 2026” di Libera dedicato ai porti italiani e internazionali. Il numero più alto di casi criminali si registra nel porto di Civitavecchia, con 14 episodi criminali rispetto ai 4 registrati nel 2024. Seguono i porti di Ancona e Gioia Tauro con 13 casi e Genova con 12 casi, in calo rispetto al primo posto del 2023 (13 casi). Incrementi significativi si registrano anche a Trieste (da 7 a 9 casi), Olbia (da 4 a 7) e Brindisi (da 5 a 6). Al contrario, alcuni porti che nel 2024 figuravano tra quelli maggiormente colpiti mostrano, nel 2025, un netto ridimensionamento. Livorno passa da 16 a 5 casi (−68,8%), Bari da 10 a 6 (−40%), Napoli da 7 a 2 (−71,4%), mentre Venezia registra il calo più marcato, da 7 a 1 caso (−85,7%). Nel 2025, inoltre, emergono per la prima volta episodi criminali in alcuni porti: Acciaroli, Acitrezza, Agropoli, Cervia, Fiumicino, Francavilla al mare, Manfredonia, Ragusa, Siracusa, Taureana di Palmi. A livello regionale, le Marche registrano il numero più alto di casi di criminalità nei porti, con 16 episodi. Seguono Calabria, Lazio, Sardegna e Liguria con 15 casi ciascuna, mentre Puglia e Sicilia si attestano a 14. Dei 131 casi di criminalità registrati, il 56% (73 casi) riguarda attività illegali legate all’importazione di merci o prodotti, in calo rispetto al 77,9% del 2024, il 10% (13 casi) è relativo a esportazioni illegali, un dato in lieve aumento rispetto al 2023 (9,5%) e l’11% (15 casi) riguarda sequestri di merce in transito. Dal Rapporto emerge come ben il 65,5% dei principali scali commerciali italiani sia stato esposto a interessi criminali organizzati. Tra questi figurano porti leader nel traffico merci, tra cui: Ancona, Augusta, Brindisi, Cagliari, Genova, Gioia Tauro, La Spezia, Napoli, Ravenna, Salerno, Savona, Vado Ligure, Taranto, Trieste e Venezia. Dall’analisi delle relazioni istituzionali emerge che 26 gruppi criminali sono stati coinvolti in affari legati ai porti. Si tratta sia di mafie storicamente radicate, sia di gruppi meno noti alle cronache. I dati confermano come i porti rappresentino per i gruppi territoriali un’occasione per entrare in contatto con diverse compagini criminali a livello internazionale. Tra di essi, spiccano le mafie tradizionali italiane: ‘ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra, ma anche altre organizzazioni criminali, come la Banda della Magliana, Sacra Corona Unita, Stidda e gruppi criminali baresi. Insomma, il sistema portuale diventa sempre più un settore appetibile per le consorterie criminali che grazie agli ingenti capitali a disposizione, vedono nei porti un’area di possibili e silenti infiltrazioni dell’economia legale. Un’infiltrazione soprattutto di carattere finanziario, che mette in pericolo l’economia sana del territorio. Nel quadriennio 2022-2025 sono 496 gli eventi criminali nei porti italiani, uno ogni 3 giorni. In questa fotografia spicca l’anno 2022 con 140 eventi criminali, seguito dal 2025, con 130. In totale sono 53 i porti italiani in cui sono emersi eventi di illegalità nell’ultimo quadriennio, di cui 34 di rilevanza nazionale, con un andamento annuale in crescita per il numero dei porti coinvolti: 29 nel 2022, 28 nel 2023, 30 nel 2024, 38 nel 2025. Tra il 1994 e il 2024, invece,  gli interessi della criminalità organizzata hanno riguardato circa un porto italiano su cinque. L’analisi delle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia pubblicate nell’arco temporale considerato consente di censire 113 clan coinvolti in attività di business illegali e legali (+4 rispetto all’ultima rilevazione), con 71 porti italiani (+2 rispetto alla rilevazione precedente) interessati da proiezioni criminali. Si tratta di un quadro che restituisce la dimensione strutturale del fenomeno e la sua capacità di radicarsi in modo esteso nei nodi portuali del Paese. La mappatura mostra infatti una diffusione capillare degli interessi criminali sull’intero territorio nazionale, coinvolgendo regioni del Sud e del Nord e scali affacciati sia sul versante orientale sia su quello occidentale della penisola. Da tempo, la DNA e la DIA segnalano la presenza, nei porti italiani e in quelli europei, di gruppi criminali attivi tanto nell’economia legale quanto nei mercati illeciti, con una particolare centralità del traffico di stupefacenti “È necessario, si legge nel Rapporto di Libera, curato da Marco Antonelli, Francesca Rispoli e Peppe Ruggiero,  alzare l’asticella della vigilanza: rafforzare i presidi di legalità, ridurre la vulnerabilità del sistema e rafforzare i controlli doganali. Serve un maggior utilizzo di intelligence portuale, con tecnologie di scansione X e data analytics; aumento della formazione e rotazione del personale per ridurre i rischi di corruzione. Così come serve un’azione di sensibilizzazione e responsabilizzazione degli operatori economici e il coinvolgimento positivo dei lavoratori portuali, che rappresentano un elemento fondamentale dell’ecosistema portuale. E anche una maggiore implementazione dei sistemi di tracciamento elettronico dei container e una cooperazione internazionale tra autorità portuali e forze dell’ordine. In continuità, servono misure preventive come la trasparenza sui processi decisionali che riguardano le scelte relative ai porti, una cura maggiore delle misure di prevenzione della corruzione e programmi avanzati di protezione per i whistleblower, che possono contribuire ad arginare le infiltrazioni criminali”. Qui per approfondire e scaricare il Rapporto di Libera “Diario di bordo 2026”: https://www.libera.it/it-schede-2822-diario_di_bordo_storie_dati_e_meccanismi_delle_proiezioni_criminali_nei_porti_italiani. Giovanni Caprio
April 26, 2026
Pressenza
Oggi a Torino la 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno
Oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera, si celebra la 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno, un momento di ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie e, al tempo stesso, un rinnovato impegno collettivo contro criminalità organizzata e corruzione. Istituita con la legge n. 20 dell’8 marzo 2017, la Giornata nasce per iniziativa di LIBERA nel 1996 in Campidoglio, quando venne letto per la prima volta l’elenco delle vittime innocenti, curato da Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia. Da allora è divenuta un appuntamento annuale di partecipazione civile, memoria viva e responsabilità condivisa, che coinvolge scuole, associazioni e comunità di tutta Italia. Quest’anno è Torino ad ospitare la Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La Giornata si pone l’obiettivo di custodire e rinnovare la memoria delle vittime innocenti e di quanti, ancora oggi, subiscono la violenza mafiosa. A partire da quelle storie, ogni anno si costruisce una riflessione attuale sulla presenza delle mafie e sulle possibili risposte civili, generando impegno e responsabilità condivisa. In questi anni sono nate e cresciute numerose esperienze: il sostegno a familiari delle vittime, l’uso sociale dei beni confiscati, i percorsi educativi nelle scuole e negli spazi informali, i campi di formazione, l’impegno universitario, i progetti con minori e adulti sottoposti a procedimenti penali, i percorsi di giustizia rigenerativa, l’apertura a reti internazionali in Africa, America Latina ed Europa, i percorsi di monitoraggio e di contrasto civico contro la corruzione, fino al sostegno a mamme e figli che hanno scelto di rompere con circuiti mafiosi e violenti. Dopo l’esperienza del 2025 a Trapani e in tutta la Sicilia, Libera ha scelto di tornare al Nord per la XXXI edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno, a Torino, che già ospitò la Giornata della Memoria e dell’Impegno nel 2006, vent’anni fa. Con Torino è coinvolto tutto il territorio del Piemonte, un luogo che ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo della rete associativa. È a Torino che, nel 1993, prende vita il mensile Narcomafie (oggi lavialibera), promosso dal Gruppo Abele, con l’obiettivo di offrire uno strumento di conoscenza, analisi e informazione capace di far emergere le dinamiche mafiose e i traffici illeciti. Sempre in quell’anno, da Torino parte Gian Carlo Caselli per assumere il ruolo di Procuratore Capo a Palermo, all’indomani delle stragi, incarico che ricoprirà fino al 1999. Come nel 2006, quando Torino accolse per la prima volta la Giornata della memoria e dell’impegno, anche il manifesto di quest’anno riporta l’immagine di una formica. La formica è un simbolo vivo e attualizzabile vent’anni dopo. Un animale con due stomaci: nel primo stomaco c’è il cibo per sé, nel secondo mette il cibo che porta al formicaio per distribuirlo alle altre. Non pensa al proprio nutrimento come a qualcosa di esclusivamente individuale, ma mangia pensando a come il cibo che assimila possa essere distribuito e messo al servizio della comunità. Ha quindi uno stomaco con una funzione sociale, che la rende capace di trasformare il nutrimento in energia collettiva, in impegno che sostiene e rafforza l’intero gruppo. È un invito a pensare alle nostre città come luoghi che hanno bisogno di politiche di redistribuzione, di condivisione e di responsabilità, in un tempo segnato da disuguaglianze crescenti e nuove povertà. Lo slogan scelto, invece, è  “Fame di verità e giustizia” e collega la Giornata alla piattaforma politica del trentennale di Libera, lanciata nel maggio 2025, che trova nel 21 marzo di Torino un punto di approdo. Come si legge nel documento: “Una fame che diventa desiderio collettivo di nutrirsi di giustizia, di verità, di responsabilità condivisa, per superare le tante forme di fame di diritti e di futuro che la mafia e le ingiustizie sociali continuano a produrre. Come la formica che si nutre per alimentare la propria comunità, così anche noi siamo chiamati a trasformare la nostra fame in energia collettiva. E contemporaneamente chiediamo che la politica si faccia promotrice di azioni che portino chi ha più risorse ad avere uno “stomaco sociale”, per generare azioni redistributive e inclusive”. In vista della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si celebra oggi, Libera ha presentato il report “Non è altrove. Mafie, corruzione e responsabilità civica in Piemonte”, un dossier che analizza la presenza e l’evoluzione delle organizzazioni mafiose nella regione. Secondo il dossier, per comprendere la presenza mafiosa in Piemonte è necessario partire da una data simbolo: l’8 giugno 2011, quando scatta la maxi operazione Operazione Minotauro. All’alba di quel giorno vengono arrestati 142 presunti appartenenti alla ‘ndrangheta e loro complici, segnando uno spartiacque nella percezione pubblica della presenza mafiosa nella regione. Il successivo maxiprocesso e le condanne hanno cambiato profondamente la consapevolezza del fenomeno e l’approccio investigativo. Dal 2011 a oggi, infatti, si sono susseguite oltre 25 inchieste giudiziarie in Piemonte, con più di 450 indagati e numerose condanne per associazione di tipo mafioso (416 bis). Secondo la Relazione 2024 della Direzione Investigativa Antimafia, la presenza della ‘Ndrangheta è stata accertata in almeno 24 comuni piemontesi, con la costituzione di 16 locali di ’ndrangheta e 30 ’ndrine. Considerando che per costituire una locale sono necessari almeno 49 affiliati, è possibile stimare la presenza di almeno 900 affiliati alla sola ’ndrangheta nella regione. Nel 2024 in Piemonte sono state condotte 1.447 operazioni antidroga, con un aumento del 22% rispetto al 2023. Le attività hanno portato: alla denuncia di 1.748 persone (+8,8%) tra cui 114 minori al sequestro di oltre 4,4 tonnellate di sostanze stupefacenti Il Piemonte risulta quindi una delle regioni più interessate dal fenomeno della cocaina crack, in crescita negli ultimi anni. La provincia di Torino è la terza in Italia per quantità di crack sequestrate, dopo Napoli e Roma. Qui tutte le informazioni relative alla 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno: https://www.libera.it/it-schede-2774-torino_2026_giornata_memoria_e_impegno_libera Giovanni Caprio
March 21, 2026
Pressenza
Memoria e impegno per le vittime innocenti delle mafie
XXXI Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie Il 21 marzo è Memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie. Persone rese vittime dalla violenza mafiosa che rappresentano storie, scelte e impegno. Lo stesso impegno che viene portato avanti dalle centinaia di familiari che camminano con Libera e che ne costituiscono il nucleo più profondo ed essenziale, nella continua ricerca di verità e giustizia. Il 21 marzo è ogni giorno per l’Italia che si mobilita – coinvolgendo le scuole, le università, il mondo del lavoro, l’associazionismo, le istituzioni – e scende in piazza per ricordare le vittime innocenti delle mafie. La Giornata, istituita con la legge n. 20 dell’8 marzo 2017, nasce nel 1996 in Campidoglio, quando venne letto per la prima volta l’elenco delle vittime innocenti, curato da Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia. Dopo l’esperienza del 2025 a Trapani e in tutta la Sicilia, e a dieci anni dalla Giornata nazionale di Messina nel 2016, Libera sceglie di tornare al Nord per la XXXI edizione della Giornata della memoria e dell’impegno. La città che ospiterà l’iniziativa nazionale è Torino e sarà coinvolto tutto il territorio del Piemonte, un luogo che ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo della nostra rete associativa. Lo slogan scelto, “Fame di verità e giustizia”. Rigenerare legami, per costruire un futuro senza mafie e corruzione, collega la Giornata alla piattaforma politica del trentennale di Libera, lanciata nel maggio 2025, che trova nel 21 marzo di Torino un punto di approdo. Dopo il corteo che partirà da Piazza Solferino alle 9:00 i manifestanti si ritroveranno a Piazza Vittorio, dove alle 11:00 inizierà la lettura degli oltre 1000 nomi delle vittime innocenti. 1117 i nomi che leggeremo in questa XXIX edizione. Un elenco che nel tempo è diventato sempre più lungo e che testimonia che le mafie non hanno riguardo nei confronti di coloro che vengono uccisi e neanche del dolore di quelli che restano. A seguire l’intervento di Luigi Ciotti, Presidente di Libera.  Libera in Sicilia, che anche quest’anno ha promosso i “100 passi verso il 21 marzo” – quelle iniziative organizzate da associazioni e scuole con l’obiettivo di costruire una partecipazione consapevole alla Giornata – parteciperà alla manifestazione nazionale con una sua delegazione, di cui faranno parte una rappresentanza dell’Istituto Omnicomprensivo “Luigi Pirandello” di Lampedusa e Linosa; le Cooperative di Libera Terra; i Presidi e i Coordinamenti siciliani di Palermo, San Giuseppe Jato, Messina, Ragusa, Catania, Scordia e Siracusa; i ragazzi e le ragazze del Progetto Amunì di Palermo, un percorso realizzato da Libera in collaborazione con gli Uffici del Servizio Sociale per i Minorenni del DGMC, che prevede il coinvolgimento di minori dell’area penale in percorsi di cittadinanza attiva.  In Sicilia, con alle spalle il Vento che semina Giustizia e i bellissimi ricordi della grande manifestazione del 21 marzo 2025 di Trapani, saranno tantissimi, come ogni anno, i luoghi di memoria, inclusi quelli promossi dalla rete siciliana di Libera, che, in sinergia con Torino, ricorderanno le vittime innocenti rinnovando l’impegno nella costruzione di un’alternativa alle mafie e testimoniando da che parte stanno: striscioni e cartelloni esposti alle finestre delle classi, piccole marce nei quartieri o nei cortili delle scuole, tante letture dell’elenco dei nomi, laboratori creativi, e sportivi, spettacoli teatrali, incontri e dibattiti.  La Sicilia sceglie così di essere “luogo di memoria” abbracciando idealmente tutti i familiari delle vittime innocenti delle mafie. Tra le altre iniziative promosse da Libera in Sicilia ecco quelle messinesi. A Messina e provincia saranno oltre una ventina i Luoghi di memoria promossi dal Presidio di Messina “Nino e Ida Agostino” e dalle organizzazioni delle rete territoriale, con letture dei nomi delle vittime innocenti delle mafie nelle scuole, nelle piazze, nelle sedi sindacali. Tra i tanti istituti scolastici coinvolti segnaliamo: l’IC Evemero da Messina, l’IC G. Catalfamo, l’IC G. Leopardi, l’IC Santa Margherita, l’IC Pace del Mela, l’IIS Verona Trento Majorana, il Liceo Classico F. Maurolico, l’IIS Jaci-Caio Duilio, l’IIS Merendino con la sede di Brolo del Liceo Scientifico Cambridge, l’IIS Sciascia e l’ITIS Torricelli – Tomasi Di Lampedusa di S. Agata di Militello. Infine il neonato Presidio scolastico del Liceo Ainis di Messina “Ignazio Aloisi” promuoverà un momento assembleare di restituzione di tutto il percorso dei “100 passi verso…”, frutto dei laboratori di classe dedicati alla memoria.  Sabato 21 marzo invece più momenti in città e provincia. Due letture a Messina, entrambe alle ore 10:00. La prima presso la Rotatoria dedicata ai Martiri e Vittime della Mafia promossa da Cittadinanzattiva, Kiwanis Club Antonello da Messina, CESV Messina e numerose associazioni, con la partecipazione della Circoscrizione, della Parrocchia e dell’IC Villa Lina Ritiro; la seconda nello “Spazio aperto Cgil Messina” presso la Camera del Lavoro, con un momento di rete cittadina, riflessioni e testimonianze contro le mafie. Sempre in città, presso il bene confiscato di via Catania, gestito da Hic Et Nunc, sono previste attività di lettura e laboratori sulla memoria con il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze dei vari progetti portati avanti dall’Associazione. A Giammoro invece, presso il Campo di Atletica Leggera, l’ASD Indomita Torregrotta e l’Ass. ARKÈ proporranno una mattinata di sport e cittadinanza attiva. L’Azione Cattolica diocesana, come ogni anno, promuoverà, a Messina, la consueta lettura dei nomi in staffetta tra le varie parrocchie aderenti all’iniziativa, mentre a Giardini Naxos, in Piazza Abate Cacciola, a partire dalle ore 11:00, ci sarà un momento aperto alla partecipazione dell’intera cittadinanza, dei suoi rappresentanti istituzionali e delle Associazioni che operano nel territorio, con la lettura del lungo elenco dei nomi. A Rometta Marea, nel pomeriggio, con partenza da Piazza Graziella Campagna alle ore 16:30, avrà luogo un corteo, promosso dall’Amministrazione Comunale, che coinvolgerà attivamente istituzioni, scuole, associazioni, comunità parrocchiali e famiglie, in un percorso comune di riflessione e partecipazione, che si concluderà con la lettura dei nomi. Si chiuderà il 25 marzo, presso lo  Spazio Saraj, bene confiscato alle mafie gestito da Anymore ETS, dove, alle ore 15:30, i ragazzi e le ragazze del Progetto Amunì incontreranno Marco Pandolfo, familiare di vittime innocente di mafia.   Redazione Sicilia
March 21, 2026
Pressenza