Magicland, School Days 2026: ancora normalizzazione della guerra nei parchi divertimento
La guerra non è un gioco. È una tragedia, una sventura collettiva. Eppure, di
fronte al programma degli School Days 2026 del parco divertimenti Magicland,
assistiamo a immagini di divise e fucili in un contesto che dovrebbe essere
ludico ed educativo. Un parco divertimenti trasformato, durante un’iniziativa
scolastica, in uno spazio di normalizzazione della guerra. La scuola dovrebbe
educare al dialogo e alla cooperazione, non diventare palestra del militarismo o
luogo di reclutamento, e i luoghi di ludici e di divertimento dovrebbero tenere
a distanza i giochi che alimentano la violenza e normalizzano il conflitto
armato.
Perché al Magicland di Valmontone durante lo School Days, recita lo slogan nella
locandina, «giocando s’impara!». Ma cosa s’impara? Cosa si può imparare con
assetto di guerra e armi a ripetizione tra le mani? Quale connessione c’è tra
l’educazione e questo tipo di immagine da cui si dovrebbe imparare qualcosa?
Sono queste, immaginiamo, le domande che attanagliano i genitori che hanno
denunciato la violenza di questa incredibile campagna militaristica e sono anche
le domande che da anni continuiamo a farci come Osservatorio.
E all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
questa trasformazione militaristica dei luoghi ludici destinati ai bambini e
alle bambine non era affatto sfuggita, infatti apprezziamo il clamore con cui i
media, i giornalisti e le giornaliste insieme agli/alle influencer attivi/e sui
social stanno diffondendo la notizia di Magicland e cogliamo l’occasione per
ringraziare tutti i cittadini e tutte le cittadine sensibili che ci hanno
segnalato l’iniziativa militaresca ai nostri contatti.
Tuttavia, in relazione alla militarizzazione del parco divertimenti Magicland di
Valmontone avevamo già evidenziato la stortura ideologica mascherata da attività
ricreativa il 18 maggio 2025 (MagicLand di Valmontone: parco divertimento o
campo di orientamento militare dell’esercito?), il 30 maggio 2025 (Educazione ai
Sentimenti al MagicLand di Roma con la Polizia di Stato) e poi il 5 giugno 2025
(Come ti ripulisco l’immagine del poliziotto: Polizia Ferroviaria al Magicland),
a testimonianza del fatto che la militarizzazione è in corso da diversi anni,
come cerchiamo costantemente di documentare attraverso le denunce sul nostro
sito.
Ci incoraggia, inoltre, anche constatare che la sensibilità dei cittadini e
delle cittadine nei confronti della militarizzazione sia cambiata, considerato
che, leggiamo la notizia che ha fatto scalpore da Repubblica, Magicland dopo
qualche ora ha rimosso la locandina dell’evento con l’Esercito Italiano a
seguito della miriade di commenti negativi ricevuti. Tuttavia, come riporta
sempre Repubblica, colpisce lo sconcerto con cui l’amministratore delegato del
parco apprenda della protesta dei genitori, affermando entusiasticamente che
l’anno precedente l’iniziativa aveva avuto «un grande successo grazie
all’impegno di 110 rappresentanti delle forze dell’ordine».
Viviamo l’incubo del ritorno di una narrazione collettiva che normalizza la
guerra con i suoi slogan, con le massime imposte sui muri come forma di
ammonimento e disciplina, con ogni forma di retorica. Credere, obbedire e
combattere sembra essere ritornato di moda, sebbene la forma comunicativa sia
cambiata, appaia meno cruda e più edulcorata, tuttavia la sostanza resta
invariata. I messaggi militaristi, pur declinati in modo diverso, continuano a
passare nelle scuole e nella società.
A tutto questo occorre continuare ad opporsi nelle scuole, nella società e in
tutti i luoghi in cui si può costruire una contronarrazione pacifista e
antimilitarista alla deriva bellicista che la lobby militar-industriale e la
nostra classe politica vogliono normalizzare.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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