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Gioia Tauro: le agenzie li danno già partiti, ma i sedici container sono ancora in porto
Secondo le agenzie di stampa il carico di acciaio sarebbe già ripartito da Gioia Tauro verso Israele. Al momento però ci risulta che tutti e sedici i container siano ancora fermi nell’area portuale. Che la partenza fosse imminente lo indicavano da giorni i siti di tracciamento, molto più attendibili delle rassicurazioni fornite in Parlamento il 1° luglio, quando fu detto che i casi segnalati non erano andati avanti e che le merci tornavano da dove erano arrivate. Apprendiamo da notizie di stampa che una perizia tecnica non avrebbe rilevato alcun contenuto di rilievo penale. Lo apprendiamo appunto dalle agenzie, senza che sia stata data risposta alle interrogazioni parlamentari e alle richieste di accesso agli atti depositate in questi mesi. Ci viene chiesto di considerare chiusa una vicenda durata sei mesi sulla base di una notizia di cui non si cita neanche la fonte. Stando a questa notizia inoltre la perizia riguarderebbe otto container. Ma i container fermati sono sedici, appartenenti a quattro spedizioni distinte. Sono stati svincolati tutti e sedici? Chiediamo che venga spiegato su quali colli sia stata svolta la verifica e in base a quale criterio siano stati eventualmente liberati anche gli altri. Va poi chiarito cosa quella perizia abbia accertato. Affermare semplicisticamente l’assenza di rilievo penale non risponde alle nostre domande, che restano tutte aperte: se quell’acciaio sia di grado balistico, se sia stato classificato come duplice uso, se l’UAMA abbia mai emesso la clausola catch all su Gioia Tauro, se qualcuno abbia presentato istanza di licenza, e chi sia l’utilizzatore finale in Israele. Viene presentato come elemento a discarico il fatto che le barre non fossero dirette a una fabbrica di armi ma a una società di intermediazione tra India e Israele. Ma l’intermediazione commerciale è il meccanismo che segnalavamo già a marzo. Un destinatario che non produce nulla e gira la merce ad altri dice poco sulla destinazione finale, e scambiarlo per il capolinea della catena è un grave errore di lettura. Non mettiamo in discussione la buona fede e la professionalità di chi ha svolto gli accertamenti. Ma chiediamo che la perizia sia resa pubblica, che UAMA e Agenzia delle Dogane rendano noti gli atti amministrativi sul transito, e che il Parlamento sia messo in condizione di verificare. Dal canto nostro continueremo a seguire ogni container che passa da questo porto. Gioia Tauro non sarà un anello della catena logistica del genocidio. _Or.S.A. Mari e Porti – USB Calabria_ Unione Sindacale di Base
September 7, 2026
Pressenza
Conferenza stampa sull’ispezione di container sospetti al porto di Gioia Tauro
Venerdì 20 marzo 2026 alle 11 Casa del Popolo “G. Valarioti”, Via Elvethia, 8, Rosarno (Reggio Calabria) A seguito dell’ispezione, senza precedenti in Italia, condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane nel porto di Gioia Tauro su un carico di container sospetti diretti in Israele, BDS Italia indice una conferenza stampa per illustrare i dettagli della vicenda e le istanze urgenti rivolte alle istituzioni. L’operazione, che ha portato al controllo e al blocco di otto container contenenti barre d’acciaio (presumibilmente acciaio balistico destinato all’industria bellica), solleva interrogativi cruciali sul ruolo dello scalo calabrese e di altri porti italiani nelle rotte dei materiali d’armamento dirette in Israele e sul rispetto della Legge 185/90, che vieta il transito di armi verso Paesi in conflitto e che violano i diritti umani. Questo controllo rappresenta un precedente importante, ma non basta. Durante l’incontro verranno approfonditi i seguenti punti: * Esito delle prime verifiche e prossimi passi: i dettagli sui carichi intercettati e sulla natura dei materiali. La richiesta di procedere con il sequestro immediato dei container. * Appello al governo e alle istituzioni: la richiesta di massima trasparenza sulle certificazioni e l’istituzione di controlli sistematici e continuativi su tutti i traffici sospetti. * Iniziative future: La proposta di creare un osservatorio permanente sui traffici di armi nei porti italiani e le prossime mobilitazioni previste sul territorio. Interverranno attivisti dell’Associazione “Per non dimenticare”, BDS Italia, Global Movement to Gaza, realtà pro Palestina e sindacati locali in collegamento da Gioia Tauro per portare la loro testimonianza diretta. La stampa è invitata a partecipare. Per poter seguire da remoto scrivere a  bdsitalia.embargomilitare@gmail.com   BDSItalia
March 19, 2026
Pressenza