#michiamohandalino a #Messina, domenica 4 ottobre, Festival degli #Aquiloni di
Capo Peloro.
#Handalino, il Vecchio Marinaio e Coniglio Clown con i Cantastorie a cura
dell'Associazione Culturale ARB - ETS!
Domenica mattina Antonio Mazzeo, dopo il racconto, ci donerà una pillola di "La
fiaba che avrei voluto raccontare ai bimbi di Gaza". Tratto da "Mi chiamo
Handalino" Miranda editrice, Milano, 2026 (con le illustrazioni di Lelio
Bonaccorso)
Tag - aquiloni
Alcune delle tante manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese
Le notizie della protesta al cantiere del nuovo data center di Google in Austria
e di altre iniziative a Berlino, inoltre in Gran Bretagna, Francia e Turchia. Il
prossimo 9 settembre a Roma davanti a Montecitorio si svolgerà il presidio “La
solidarietà non si processa e il dissenso non si silenzia”.
A Kronsdorf, in Austria, alcuni attivisti hanno occupato il tetto e il cantiere
del nuovo data center di Google, soprannominato “Google Campus”. La loro
protesta è nata dalla fornitura da parte di Google di infrastrutture cloud e
servizi di intelligenza artificiale al governo e all’esercito israeliano
attraverso il progetto “cloud Nimbus”, una joint venture con Amazon.
Durante le Giornate della Pace a Berlino i manifestanti hanno chiesto la
chiusura della base aerea di Ramstein e della fabbrica di munizioni
Berlin-Wedding e l’interruzione delle vendite di armi a Israele, inoltre la
revoca delle sanzioni contro l’Iran, la rimozione delle basi statunitensi in
Asia occidentale e la richiesta di responsabilità per i guerrafondai a
Washington e Tel Aviv.
In Gran Bretagna il Movimento di Solidarietà Palestinese di Tameside continua a
svolgere veglie quotidiane di condanna dei crimini di occupazione nella Striscia
di Gaza e gli studenti della London School of Oriental and African Studies hanno
protestato per chiedere la liberazione del dottor Hussam Abu Safieh, il
direttore dell’ospedale Kamal Adwan tenuto prigioniero da oltre 611 giorni ed i
cui avvocati hanno avvertito che il peggioramento delle sue condizioni di salute
è tale da far temere il rischio di morte imminente.
In Francia un gruppo di attivisti ha organizzato un evento in cui sono stati
fatti volare degli aquiloni a sostegno dei bambini di Gaza e in segno di
protesta contro la decisione di Netanyahu di vietare questo gioco nella Striscia
di Gaza.
In Turchia continua la manifestazione quotidiana, oggi al 329° giorno
consecutivo, contro l’apertura di un punto vendita McCafé a Üsküdar perché
durante le prime settimane dell’assedio alla Striscia di Gaza McDonald’s ha
fornito gratuitamente all’esercito israeliano circa 100˙000 pasti, un dono del
valore di 1,3 milioni di dollari.
E gli attivisti che, all’interno del centro commerciale Rashmir di Istanbul,
hanno protestato contro la vendita di prodotti Home Bargains, accusando la
catena di essere complice del genocidio, nell’occasione hanno anche divulgato
informazioni sulla recente stima della Banca d’Israele sul costo dell’assedio
della Striscia di Gaza, aggiornato a un importo pari a oltre 112 miliardi di
dollari.
Mercoledì 9 settembre a Roma numerose realtà promotrici daranno vita a una
mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL
Antisemitismo”. L’iniziativa nasce dalla necessità di contrastare un
provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione IHRA, rischia di
produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e
accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei
confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei
confronti del popolo palestinese.
“Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori
palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio
in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo –
dichiarano gli organizzatori – La critica politica a uno Stato, alle sue
istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere
pienamente legittima all’interno di una società democratica. La lotta contro
l’antisemitismo è una responsabilità imprescindibile e non può essere indebolita
da un uso strumentale della sua definizione”.
Da Amnesty International a BDS Italia ed Arci, dai sindacati alla FNSI alle
associazioni di giornalisti, alla Rete #NOBAVAGLIO, dai movimenti per la
Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche fino al mondo della cultura e
dell’arte, alle sigle di scuola e università e contro il riarmo, la
mobilitazione è promossa da oltre 100 organizzazioni in difesa dei diritti umani
e della libertà d’espressione e informazione.
https://pressingweb.altervista.org/2026/08/9-settembre-presidio-maratona-davanti-a-montecitorio-contro-il-ddl-antisemitismo-la-solidarieta-e-il-dissenso-non-si-processano/
ANBAMED
Centinaia di aquiloni per Gaza in tutta Italia
Su Pressenza ne abbiamo parlato nei giorni scorsi qui e qui: la decisione
delirante e feroce del governo israeliano, che vuole uccidere alla radice non
solo la vita, ma la voglia di vivere di ogni palestinese. Un esercito armato
fino ai denti che ha paura degli aquiloni.
Il sintomo di una perfidia criminale, assassina, che cerca la fine, ma ancora
non la trova. Fino a quando e fino a dove andrà avanti? Fino a quando i nostri
governi li lasceranno fare? O forse è il sintomo di una paura che cresce a
dismisura, di coloro che hanno paura della loro stessa ombra?
Un missile contro un aquilone; Mario Lodi ne avrebbe scritto.
I bambini e le bambine di Gaza saranno arrabbiati, i loro genitori saranno
colpiti duramente, come qualsiasi genitore quando toccano i suoi bambini. E a
catena, una catena di dolore e solidarietà, siamo toccati anche noi. Per questo
in tanti e tante abbiamo voluto essere con quei bimbi, ieri in tanti pezzetti di
cielo di questo pianeta in lacrime.
Grazie ad Assopace Palestina che ha lanciato l’idea, ieri raccolta in tante
piazze, parchi e spiagge; nelle foto che seguono solo alcuni esempi.
Varese Alghero Bergamo Biella Biella Bosa Bosa Brescia Brescia Cagliari Capo
d'Orlando Fano Forlì Gaggiano Aterno (L'Aquila) Milano Milano Milano Roma Roma
Roma Santa Severa Santa Severa Strasburgo Strasburgo
Andrea De Lotto
235ma Presenza Di Pace: l’Italia ripudia la guerra… o no?
235ma Presenza Di Pace per quest’ultimo sabato di agosto, il 29. Le vacanze
stanno finendo, si respira già aria di ripartenza e non solo scolastica. Il
richiamo proveniente dalla piazza è quello di un rinnovato attivismo a fronte di
una situazione che, come viene ricordato, presenta particolari punti di
preoccupazione. Tra questi viene citata la notizia rimbalzata più volte sui
quotidiani negli ultimi giorni. Si tratta della decisione del governo che ha
deciso di accede a 9 miliardi del fondi Safe Security Action for Europe, che,
come si legge su La Stampa “è il nuovo strumento finanziario varato dall’Unione
europea per sostenere gli investimenti militari degli Stati membri e accelerare
il percorso verso una maggiore autonomia strategica nel settore della sicurezza.
Safe è il pilastro del ReArm Europe”. Questa cifra verrà utilizzata per
l’acquisto di “missili, munizioni, sistemi di difesa aerea, droni e sistemi
anti-drone, sicurezza cibernetica, protezione delle infrastrutture critiche e
mobilità militare” sempre per citare l’articolo del La Stampa. L’altra notizia
preoccupante è la decisione di Leonardo di aprire una filiale in Ucraina, la
Leonardo Ukraine “dove si può provare sul campo l’effetto delle armi che vengono
fornite”. Una sede dedicata in particolare ai droni e ai sistemi di guida senza
pilota. Ulteriore notizia riportata è stata la conferma dei licenziamenti della
Volkswagen. Notizia lontana da questioni belliche, così sembrerebbe se ci
fermassimo qui. Peccato che si voglia riconvertire uno degli impianti del gruppo
alla produzione di componenti del sistema di difesa aerea. Di fronte a questo
scenario, a cui volontariamente non cerchiamo un aggettivo per definirlo a causa
della mancanza di fantasia dell’autrice, è inevitabile il richiamo a
mobilitarsi, non perdere occasione per manifestare e costruire la massa critica
unica risposta alla situazione.
Grazie ad un altro intervento è stata ricordata la morte di Ratko Mladic
avvenuta il 27 agosto all’Aja. Mladic era un generale comandante capo dello
Stato maggiore della Repubblica serba di Bosnia Erzegovina durante la guerra in
Bosnia tra il 1992 e il 1995. Per tre anni ha diretto le forze armate che hanno
tenuto sotto assedio la capitale bosniaca e sempre lui è stato responsabile del
massacro di Srebrenica operando con sistematica precisione lo sterminio di oltre
8 mila uomini e ragazzi bosniaci musulmani. Per questo è stato soprannominato il
boia di Srebrenica. Latitante per 16 anni, è stato poi arrestato, processato e
condannato infatti è morto nel carcere dell’Aja. La famiglia ha richiesto i
funerali di Stato. Discutibile decisione, partiamo però dal fatto che è morto in
carcere, condannato dal Tribunale dell’Aja per i suoi crimini.
Altro punto assolutamente da ricordare: proprio il 29 agosto, giornata della
Presenza, è la Giornata Internazionale contro i test nucleari. Le presenze Di
Pace hanno sempre alla base la richiesta della ratifica del Trattato per
l’eliminazione delle armi nucleari, ratifica che l’Italia non ha ancora firmato.
Tanti altri i punti toccati e le riflessioni condivise, per seguire l’intero
incontro è disponibile il podcast con la registrazione qui di seguito.
Appuntamenti della settimana:
* Domenica 6 settembre si svolgerà la Run to Gaza, con partenza alle ore 9 al
Parco del Valentino. La corsa toccherà i Murazzi, corso San Maurizio e arrivo
in piazza della Repubblica. Per partecipare è necessario iscriversi qui.
L’iniziativa è promossa da UISP Torino, ARCI Torino, Torino per Gaza, Global
Sumud Italia, Bocciofila Vanchiglietta – Rami Secchi, Freedom Flotilla
Italia, Bunker e Azeytuna – L’Olivo di Torino a beneficio di Medici Senza
Frontiere, EMERGENCY, con il patrocinio della Città di Torino.
* Martedì 8 settembre ore 18 al Sereno Régis, si terrà l’incontro «Una nuova
industria contro la guerra».
Sara Panarella
Cacciatori di bambini, ma non si può dire
“Ciao Giorgio Cremaschi. Il tuo account Instagram è stato sospeso. Il motivo è
che il tuo account o la relativa attività non rispetta i nostri Standard della
community in materia di persone e di organizzazioni pericolose.” Con questa
comunicazione il mio account Instagram è stato sospeso il 26 agosto e […]
L'articolo Cacciatori di bambini, ma non si può dire su Contropiano.
Rompiamo il silenzio per i bambini di Gaza
Sabato 29 agosto 2026 dalle 18:30 alle 19:30
Piazza Garibaldino, Varese
Un bambino di Gaza con in mano un aquilone esprime nel gioco il suo invincibile
desiderio di vita, malgrado l’inspiegabile supplizio che gli viene
quotidianamente inferto: è un simbolo di Resistenza luminoso e assoluto.
L’aquilone va difeso insieme al bambino: non è solo la sopravvivenza che va
garantita, va preservata l’infanzia, quella possibilità straordinaria e
irripetibile di avverare se stessi realizzando la propria umanità e la propria
salute fisica e mentale (non solo quelle di oggi, ma anche di domani).
L’aquilone offre ancora la preziosa occasione di essere bambini, concede una
tregua all’incomprensibilità del mondo, materializza il sogno di staccarsi
dall’ inferno e sollevarsi più in alto dell’orrore. Il gioco infantile è un
bisogno primario, uno spazio di costruzione e salvaguardia di sé di cui non si
può fare a meno.
A quale livello di dannazione si sono spinti gli israeliani per considerare un
aquilone una minaccia per la sicurezza nazionale?
Come si può arrivare anche solo a concepire che si debba strappare dalla mano di
un bambino un palloncino?
L’orrore che il sionismo sta imponendo al mondo non lascia uno spiraglio di luce
per nessuno, nemmeno per i carnefici. Uno sforzo inutile quanto crudele di
sconcertante, incomprensibile stupidità. Non c’è nessun vincitore in questo
inumano macello di corpi e di anime, né per chi muore né per chi sopravvive.
Ai sionisti uccidere i palestinesi non basta (e potete essere sicuri che non
riusciranno mai ad eliminarli tutti): Israele vuole azzerare qualsiasi
possibilità di sopravvivenza, annientare in chi resta ogni ipotesi di futuro,
cancellare i palestinesi dalla faccia della terra, dalla memoria, dalla
coscienza collettiva.
Privare i bambini del gioco è l’ennesimo strumento di distruzione e tortura.
Oltre alle gambe e alle braccia Israele gli sta amputando l’infanzia. Ai bambini
di Gaza Israele non sta togliendo solo la vita: insieme alla terra, alla casa,
alla famiglia, al cibo, all’acqua, alla scuola, ai vestiti sta togliendo la
possibilità di credere nel domani.
I bambini di Gaza vanno difesi prima di tutto e con TUTTI i mezzi, senza
considerare inevitabile lo scialo disumano di vite e gli orrori che continuano
senza sosta ora dopo ora. I bambini dobbiamo SALVARLI, non stare a guardare.
“Dopo” è tardi.
Il genocidio non è un destino ineludibile: è il frutto di un disegno che si
sta compiendo inesorabilmente, attraverso azioni che vengono perseguite
intenzionalmente ma, anche e non di meno, tramite inazioni altrettanto
ostinate.
Se alziamo le mani davanti a questo orrore stiamo decidendo di lasciarli morire.
Non c’è modo di sottrarsi alla scelta: delle morti e delle estreme sofferenze di
oggi siamo tutti responsabili.
Il genocidio è ancora in corso. È troppo presto per celebrare i morti. Il
ricordo di oltre 20.000 vite perdute va sicuramente preservato ma, prima di
relegarlo nella memoria come monito per le generazioni future, dobbiamo
sbatterlo in faccia a quelle presenti per levare il sonno a tutti e stimolare
alla ribellione adesso, subito, senza perdere tempo.
Non fare abbastanza è immorale, è una colpa inemendabile, collettiva e
individuale.
https://www.instagram.com/p/DchDqpKOrxS/?igsi=bW93djNlcmIzY242
Redazione Varese
Cacciatori di bambini
Non fate volare gli aquiloni altrimenti uccidiamo. Questo l’ulfimatum che
Netanyahou ha rivolto agli abitanti di Gaza. E i genitori hanno deciso di
proibire ai figli di giocare con gli aquiloni. Si sa, le minacce di Israele
vanno prese sul serio , perché ai bambini i soldati IDF sparano e […]
L'articolo Cacciatori di bambini su Contropiano.
A Gaza è vietato giocare con gli aquiloni
L’aquilone è quel un velo di carta colorata che magicamente vola al vento: basta
un filo a congiungere il cielo con le mani di un bambino e di una bambina.
Eppure, in questo fine agosto, Israel Katz, il Ministro della Difesa di Israele,
ha vietato alle bambine e ai bambini di Gaza di giocare con aquiloni e
palloncini, considerandoli atti di guerra.
Ogni scusa diventa un deterrente per colpire la popolazione palestinese nella
striscia di Gaza, colpire l’infanzia e il diritto al gioco. La Convenzione dei
diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 all’articolo 31 riconosce ad
ogni minore il diritto di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie
della sua età. Per Israele a Gaza gli aquiloni sono dei droni.
In Palestina il gioco tradizionale dell’aquilone, chiamato tayiaran in arabo, è
molto di più di un passatempo. È diventato da tempo un importante simbolo di
resistenza, libertà e speranza, specialmente a Gaza dove realizzati a mano dalle
bambine e dai bambini vengono fatti volare nei cieli segnati dagli attacchi
aerei. Vengono costruiti artigianalmente con materiali semplici e di recupero e
farli volare in alto rappresenta la voglia di superare confini e barriere
fisiche e psicologiche. Proprio come è accaduto nei mesi scorsi nel percorso di
gemellaggio tra una scuola romana e una scuola tenda di Gaza: il primo scambio è
stato rappresentato proprio da un aquilone simbolico che da Roma volava verso
Gaza e da Gaza faceva ritorno a Roma portando con sé i sogni e i desideri delle
bambine e dei bambini oltrepassando ogni confine.
Un forte desiderio di libertà che altamente contrasta con il senso di conflitto
e di guerra dato dal ministro israeliano.
Sami Alhaw, educatore della scuola tenda Adam Model di Al Zuweida, dopo aver
assistito al bombardamento di un magazzino limitrofo ci scrive: ”Oggi sono state
annunciate misure per colpire e punire gli aquiloni che volano nel cielo. Ciò
che fa più male è che, per le bambine e i bambini di Gaza, un aquilone non è
un’arma né una minaccia. È un semplice giocattolo che costruiscono con le
proprie mani durante l’estate. Corrono dietro di esso e lo lanciano in aria alla
ricerca di un piccolo momento di gioia nel mezzo di tanta sofferenza. Ma anche
questa gioia innocente è stata loro sottratta. Persino i sogni dei bambini e
delle bambine di Gaza che tendono di liberarsi nel cielo, sono diventati
qualcosa da temere e da perseguitare. Eppure continueremo a insegnare ai nostri
figli e alle nostre figlie che il cielo è più grande della paura e che hanno il
diritto di sognare, giocare e sorridere, per quanto la guerra tenti di strappare
loro l’infanzia”.
Emerge con forza il bisogno di non smettere di parlare di Gaza, ma anche quello
di restituire alle bambine e ai bambini il diritto di giocare. Un aquilone non è
un’arma da guerra, è il diritto di sognare ancora.
Comune-info
Il programma di 46° ArteVento, Festival Internazionale dell’Aquilone
La rassegna di eventi, un appuntamento fisso a Cervia che nel 2026 sarà in
svolgimento dal 4 aprile al 3 maggio, presenta una mostra inedita, dedicata
all’Olanda e intitolata The Hague Air Gallery – Vento Dipinto, in esposizione al
Magazzino del Sale Torre, che inaugura alle 18:00 del 4 aprile, fino al 19
aprile visitabile nelle giornate festive e prefestive e dal 23 aprile al 3
maggio aperta al pubblico tutti i giorni.
Programma del 46° ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone
dal 23 Aprile al 3 Maggio alla Spiaggia di Pinarella, nel Magazzino del Sale e
in altre location
25 Aprile
* 1° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
* Volo Notturno
26 Aprile
* 2° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
* Cerimonia delle Bandiere / Spiaggia di Pinarella
Dal 27 al 29 Aprile
* Workshop aquiloni per adulti
30 Aprile
* ARTEVENTO KITE PARADE / Cervia – Magazzino del Sale
1° Maggio
* 3° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
dal 1° al 3 Maggio
* STACK Cervia’s Cup
* Campionato Italiano di volo acrobatico sportivo
2 Maggio
* 4° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
* La Notte dei Miracoli – Spettacolo multidisciplinare / Spiaggia di Pinarella
Per prenotazione laboratori: info@artevento.com
Redazione Italia