Tag - speculazione finanziaria

Le ragioni economico-politiche dell’attacco Usa-Israele contro l’Iran: una possibile interpretazione – di Andrea Fumagalli
L'attacco congiunto Usa-Israele contro l'Iran apre un nuovo scenario che va al di là dello scontro sul futuro dell'Iran e della sua democrazia. L'ipocrisia del pensiero mainstream plaude all'iniziativa di Trump e Netanyahu come espressione del ripristino di elementi di democrazia e della "libertà delle donne". Perché parlo di ipocrisia? Per vari motivi, come [...]
March 4, 2026
Effimera
Il tempo di Ares: recensione al libro di Stefano Lucarelli – di Andrea Fumagalli
Il saggio di Stefano Lucarelli (“Il tempo di Ares. Politiche internazionali, ‘leggi’ economiche e guerre”, Mondadori, Milano, 2025. Euro 12) è un piccolo libro di poco più di 130 pagine ma estremamente denso, forse fin troppo. Un testo che vuole “ricercare una logica nelle cose che accadono”: un obiettivo ambizioso ma che viene centrato. [...]
February 2, 2026
Effimera
Soldi per i quartieri, non per la guerra. Per il diritto alla casa e alla città! – di Comitato Inquilini Aler Torri Saponaro
Negli ultimi mesi Milano è stata al centro delle cronache e anche di molte iniziative politiche dal basso. Per un verso i tanti scandali politico-urbanistici, per un altro – strettamente intrecciato – la condizione sempre più insostenibile del vivere e dell’abitare nella “città modello”; a tenerli insieme la teorizzazione di diversi assessori e amministratori [...]
November 19, 2025
Effimera
Il neocolonialismo della pace – di Andrea Fumagalli
La firma dell'accordo di pace tra Israele e Hamas ha giustamente suscitato molte speranze perché si possa arrivare a un definitivo "cessate il fuoco". Tuttavia, dietro questo accordo si nascondano nuove forme di colonialismo e di depredazione/saccheggio a danno dei palestinesi e dei territori occupati. La guerra delle armi e delle macerie lascia così [...]
October 16, 2025
Effimera
Perché continuiamo, con i nostri soldi, ad aiutare l’industria bellica?
Questo articolo è un po’ il naturale seguito dell’articolo che avevo intitolato “Perché noi europei continuiamo ad aiutare economicamente gli Stati Uniti?” Il fattore comune sono i nostri risparmi, che diamo in gestione a banche o altri operatori come SGR o comunque professionisti della gestione del denaro. E i risparmiatori che compiono questa azione si dividono in due categorie: chi proattivamente indica specificatamente DOVE investire e dove NON investire, e quelli che invece non lo fanno. Quelli che non lo fanno pertanto lasciano libero il professionista/la banca/il fondo di investimento, di scegliere loro dove investire, e a questo punto costoro possono tranquillamente scegliere, tra i vari settori, oltre all’acquisto di titoli USA (come spiegato nell’articolo precedentemente menzionato), anche quello delle armi, storicamente molto redditizio e che è assolutamente preso attentamente in considerazione dagli operatori finanziari. Poco importa se il settore bellico è tra quelli che produce il minore impatto positivo generale in termini strettamente di sviluppo economico, meno ancora che i suoi “prodotti” generino enormi quantità dolore e disperazione. A questo punto la domanda che potrebbe sorgere spontaneamente è più o meno questa: “ma io cittadino che investo, ed io professionista che gestisco il risparmio, posso sapere e ancora più importante, so effettivamente se sto investendo anche in armi?”. Ora la risposta teorica è un secco “sì”, ci mancherebbe altro che, volendo, non sia possibile sapere come esattamente vengono investiti i miei soldi, ma in pratica la risposta reale ad oggi non è un secco “sì” oppure “no”, ma un misto, perché le norme relative sono, a mio avviso come in decine di altri casi, volutamente “torbide”. Difatti ci sono Fondi che si intitolano “sostenibili” e a cui però le norme europee non vietano di investire anche in armi “non controverse”; a parte la terribile ipocrisia del separare le armi in “controverse” e “non controverse”, come se le prime non uccidessero, a questo punto chi investe in tale fondo dovrebbe prendersi la briga di verificare nel dettaglio cosa acquista in dettaglio, e continuare a controllare costantemente.  La storia insegna che, da sempre, chi governa è chi ha molto denaro, perché di fatto molto denaro significa molto potere. E l’enorme potere economico delle industrie belliche ha pesantemente “influenzato” l’Unione Europea, e il risultato è che “La Commissione europea e l’ESMA sottolineano che i fondi sostenibili possono includere società della difesa a determinate condizioni.”, e più in generale ha prodotto il classico “intorbidimento delle acque”, con norme appunto poco chiare, univoche e in continuo aggiustamento/mutamento a favore della filiera bellica, e il risultato è che negli ultimi anni, anche stante il fatto che le armi rendono molto, è raddoppiato il volume del risparmio gestito che finanzia tale settore. Insomma, ancora una volta stiamo barattando un futuro più pacifico e sereno per i nostri figli/nipoti, in cambio di un po’ di soldi, come recita il modo di dire “pochi, maledetti, ma subito!”. Al di là quindi dell’oggettiva difficoltà, per un cittadino o un professionista, ad esaminare dettagliatamente ogni singolo strumento di investimento, per decidere se investire un meno, la soluzione STRUTTURALE è semplice ed ovvia, e cioè far gestire i propri denari a quei soggetti della finanza etica che perentoriamente si tengono lontanissimi dalle armi, come segnalato anche nella seconda parte del già richiamato articolo. Ed è per questo che ancora una volta mi appello a tutti, affinché, al di la delle proteste, ciascuno AGISCA con l’unico linguaggio che il potere economico capisce, quello del denaro. E questo si fa banalmente smettendo di utilizzare banche/assicurazioni/compagnie elettriche che non siano etiche, e se qualcuno, leggendo questa frase, sorridesse pensando che io sia un ingenuo, e che queste alternative etiche non esistano, lo invito a infomarsi meglio e verificare, esistono eccome e io personalmente ne faccio parte e uso da molti anni. Pace.   Gianni Girotto
October 4, 2025
Pressenza
Dossier Milano # 7 | Il futuro di Piazzale Loreto e la necessità di una svolta pubblica a partire dai municipi – di Angelo Junior Avelli
Il progetto di riqualificazione di Piazzale Loreto, al momento, sulla carta, è congelato, e non soltanto per la bufera che ha investito Milano con lo scandalo dell’urbanistica e le indagini della Procura, sul sistema di potere che girava intorno alla Commissione Paesaggio e ad un network - altamente selezionato - di manager e superconsulenti [...]
August 11, 2025
Effimera
Dossier Milano # 2 | Milano non è un modello – di Emanuele Braga
Milano, purtroppo, non è nemmeno un modello. Ciò che è successo a Milano dalla crisi dei mutui subprime a oggi è ciò che è accaduto in ogni città nel mondo che non ha opposto alcuna regolazione pubblica. E, purtroppo, con buona pace dei manettari italiani, questo modello speculativo non ha le sue radici nella [...]
July 24, 2025
Effimera