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[Salonicco, Grecia]: Attacco contro la società HERON, controllata del gruppo GEK TERNA
> Da Indymedia Atene, 16.04.26 Da due settimane assistiamo a un processo che il potere cerca di sminuire dal punto di vista politico, deviando l’attenzione su presunti terroristi armati e ricorrendo a noti stereotipi per rafforzare la narrazione secondo cui le persone accusate per il caso di Ambelokipi rappresenterebbero un potenziale pericolo per la società. In realtà, i/le nostri/e compagni/e hanno mantenuto intatta la loro dignità politica e la memoria del compagno Kyriakos con il loro comportamento in aula e durante tutta la detenzione. È già passato più di un anno dall’esplosione nell’appartamento di via Arkadias, un evento che ha cambiato la vita di decine di persone. Poche ore dopo l’esplosione, l’edificio viene sigillato per essere ispezionato dall’antiterrorismo e, alcuni giorni dopo, il condominio viene dichiarato inagibile. I lavori di riparazione dell’edificio sono stati affidati alla TERNA, un gruppo che, tra le altre cose, ha collaborato con lo Stato assassino di Israele, è coinvolto nello scandalo delle dighe vuote a Volos, nella costruzione delle carceri di tipo C, nel ripristino del luogo del crimine di Tembi e nel saccheggio di intere aree in nome della “riqualificazione verde”. Tuttavia, in questo anno e mezzo, i lavori di ripristino dell’edificio non sono avanzati affatto, al fine di rafforzare la demonizzazione dei compagni e delle compagne come terroristi che hanno messo in pericolo la vita delle persone, ma anche della sfera pubblica che riproduce costantemente le difficoltà degli abitanti che ancora non possono tornare alle loro case. È evidente che, in collaborazione con lo Stato, la TERNA sta intenzionalmente perpetuando le difficoltà degli inquilini, al fine di dimostrare l’entità dei costi causati dall’esplosione, nonostante in altre circostanze (vedi Tembi) abbiano proceduto all’immediata esecuzione degli ordini ricevuti. A questo punto, desideriamo sottolineare che esprimiamo la nostra incondizionata solidarietà alle persone che hanno perso la propria casa, poiché la nostra lotta, così come quella che si è svolta il 31 ottobre in quell’appartamento, è universale e si schiera al fianco di tutte le persone che subiscono ingiustizie da parte dello Stato. Per questi motivi, nella notte tra martedì e mercoledì 15 aprile, abbiamo scelto di distruggere l’intera facciata della sede della società elettrica HERON, filiale del gruppo TERNA, in via Voulgari, come minimo segno di solidarietà verso gli/le imputati/e del caso di Ampelokipi, ma anche in memoria del compagno Kyriakos Xymitiris. La memoria rivoluzionaria è storia viva. I combattenti che hanno dato la vita non sono solo fonte di ispirazione, ma anche forza motrice per l’azione odierna. Persone come Kyriakos Xymiteris, Christos Kasimis, Lambros Fountas saranno per sempre un grido di guerra sul sentiero irto di spine verso il rovesciamento sociale, saranno in prima linea nelle nostre lotte, guardando sempre alla via della resistenza. E se ne sono andati come hanno vissuto. In questa guerra, sono caduti combattendo, scegliendo la vita. GLI STATI SONO GLI UNICI TERRORISTI GIÙ LE MANI DA PROSFYGIKA FORZA AI/ALLE IMPUTATI/E DEL CASO DI AMPELOKIPI KYRIAKOS XYMITIRIS PRESENTE Anarchici/che -------------------------------------------------------------------------------- NdT: Pur avendo lo stesso nome e la stessa funzione, non sembra che la GEK TERNA sia collegata con il gruppo TERNA, principale holding italiana operatrice delle reti di trasmissione elettrica (sono per esempio suoi tutti i tralicci e tutti i km di linee dell’alta tensione sul territorio nazionale, così come 915 stazioni di trasformazione e smistamento e, tra gli altri, il progetto Thyrrenian Link che devasterà il territorio sardo). Non è d’altronde la prima volta che la GEK Terna viene colpita dai/lle compagni/e in Grecia. Ad Heraklion, ad esempio, il 14.01.25 è stato incendiato un autobus appartenente alla ditta, in quanto responsabile della deforestazione e della distruzione dell’ambiente.
[Salonicco, Grecia]: Attacco incendiario contro una macchina Tesla
> Da Act for freedom now!, 02.05.26 Nelle prime ore del 22 aprile abbiamo dato fuoco a un’auto Tesla nella zona di Sykies a Salonicco. Dalla prassi alla teoria Questa azione nasce dal nostro ardente desiderio di attaccare una delle tante macchine che compongono il mondo tecnologico in cui siamo costretti a vivere. Il ruolo della tecnologia è un elemento chiave del dominio attuale e della riproduzione della cupa normalità. Dai nostri spostamenti quotidiani all’obbligo di lavorare, dalle relazioni umane mediate da uno schermo al sistema di identificazione, controllo e guerra, nulla di tutto ciò potrebbe funzionare oggi senza l’apparato tecnologico che lo sostiene materialmente e da cui tutto ciò dipende. Per questo motivo, attaccare è essenziale per costruire una prospettiva anarchica volta alla distruzione di questo mondo. Tesla e il suo fondatore, Elon Musk, sono da anni in prima linea nella corsa alla creazione di una gabbia tecnologica e rappresentano l’unione tra capitalismo, tecnologia ed estrema destra. Inoltre, le loro auto, che sono letteralmente delle telecamere su quattro ruote (con la possibilità di essere attive anche quando l’auto è parcheggiata), danno forma all’ansia dei loro proprietari di far parte dell’assolutismo tecnologico. Attacchiamo l’incubo tecnologico in ogni sua forma. Il sentiero del fuoco ci chiama a prendere in mano le nostre vite e attaccare. Onore eterno ai compagni Kyriakos, Sara e Sandro. Sono con noi in ogni attacco. Originariamente pubblicato su Indymedia Atene.
[Salonicco, Grecia]: incendiati bancomat
> Da Dark Nights, 25.02.26 Ci assumiamo la responsabilità dei seguenti attacchi incendiari avvenuti a Salonicco: • L’incendio del bancomat della Alpha Bank nelle prime ore del 31 dicembre in via Artakis. • L’incendio di un bancomat della Alpha Bank nelle prime ore del 7 gennaio in via Siniosoglou. • L’incendio di un bancomat in via Antigonidon nelle prime ore del 13 gennaio. In un mondo in cui tutto è programmato per funzionare come un orologio a vantaggio del sistema, ci saranno sempre sacche di ribellione. Come anarchici d’azione, non vogliamo limitarci agli scontri con la polizia durante le manifestazioni (che ovviamente consideriamo necessari), ma scegliamo di aprire nuove dialettiche nelle strade. Rifiutiamo di aspettare che le condizioni sociali siano mature per attaccare e proponiamo l’azione diretta come prospettiva per attaccare qui e ora. Attraverso di essa, diamo sostanza ai nostri desideri scegliendo il momento, il luogo e l’obiettivo che vogliamo colpire, espandendo la ribellione anarchica in tutta la metropoli. Per noi, l’autentica sensazione di libertà si prova attraverso l’azione aggressiva, che è l’espressione di un processo interiore continuo e del nostro incrollabile desiderio di una vita anarchica secondo il nostro ideale. In una società basata sul controllo, l’oppressione e la sottomissione, in cui tutto è misurato in termini economici e i bisogni delle persone sono stati trasformati in merci, le banche e i bancomat saranno sempre degli obiettivi. L’anarchia è pericolosa per questo mondo marcio, cosa che i governanti sanno molto bene. L’anarchia ha questo carattere pericoloso e ostile nei confronti del complesso autoritario a causa delle azioni e dell’atteggiamento verso la vita che i compagni che ne sentono ardere la fiamma dentro di sé scelgono di adottare. È possibile che molti di questi compagni abbiano lasciato questo mondo o siano in prigione, ma sono sempre presenti a ogni barricata, in ogni azione incendiaria, in ogni finestra rotta. Sono con noi, ogni volta che vinciamo la paura, al nostro fianco in ogni azione aggressiva mentre COSTRUIAMO INSIEME L’ANARCHIA. PS1: I cittadini spioni che svolgono il ruolo dei poliziotti saranno trattati con la stessa ostilità che riserviamo agli sbirri. PS2: Nastro biadesivo, materiale infiammabile e un po’ di fantasia sono sufficienti per causare danni. ONORE ETERNO AL RIBELLE KYRIAKOS XYMITIRIS ONORE ETERNO ALLA RIBELLE SNIZANA PARASKEVAIDOU FORZA A TUTTI I DETENUTI E LE DETENUTE FINO ALLA LIBERTÀ VIVA L’ANARCHIA anarchici/anarchiche