Gaza, MSF: “Assedio da parte di Israele è una catastrofe umanitaria deliberata”
MSF registra +32% di casi di malnutrizione a Gaza City
La proposta degli Stati Uniti e di Israele di controllare gli aiuti a Gaza con
il pretesto di facilitarne la distribuzione solleva gravi preoccupazioni di
natura umanitaria, etica, legale e di sicurezza, afferma Medici Senza Frontiere
(MSF). Condizionare gli aiuti allo sfollamento forzato e al controllo della
popolazione è solo un altro strumento della campagna di pulizia etnica della
popolazione palestinese attualmente in corso. MSF respinge con fermezza e
condanna qualsiasi piano che riduca ulteriormente la disponibilità degli aiuti e
li assoggetti agli obiettivi dell’occupazione militare israeliana.
I team di MSF a Gaza stanno assistendo in tempo reale alla creazione delle
condizioni per sradicare ogni possibilità di vita per i palestinesi nella
Striscia.
Il blocco degli aiuti umanitari è una violazione diretta della risoluzione 2720
del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che chiede la consegna senza
ostacoli degli aiuti umanitari ai civili. Le affermazioni secondo cui gli aiuti
sarebbero dirottati da Hamas rimangono non verificate e non giustificano in
alcun modo tali misure. In quanto potenza occupante, Israele deve facilitare
l’assistenza umanitaria imparziale alla popolazione in estrema necessità.
L’ONU, gli Stati membri dell’UE e tutti coloro che hanno influenza su Israele
devono utilizzare immediatamente la loro leva politica ed economica per fermare
la strumentalizzazione degli aiuti. I rifornimenti umanitari, il cibo, il
carburante e le medicine devono poter raggiungere la popolazione di Gaza
immediatamente.
Da quando Israele ha ripreso gli attacchi e il blocco totale degli aiuti il 2
marzo, Gaza è diventata un inferno sulla terra per i palestinesi. La loro
sopravvivenza è nelle mani delle autorità israeliane, che negano all’intera
popolazione l’accesso al cibo, all’acqua, alle cure mediche e a un riparo.
Israele continua la sua campagna di pulizia etnica distruggendo deliberatamente
tutto ciò che è necessario per vivere.
Organizzazioni come World Central Kitchen e il Programma alimentare mondiale
(PAM) hanno annunciato di non avere più scorte alimentari disponibili a Gaza: la
maggior parte delle mense comunitarie e dei panifici hanno chiuso. Le équipe
mediche di MSF a Gaza City hanno registrato un aumento del 32% del numero di
pazienti affetti da malnutrizione nelle ultime 2 settimane.
Le scorte di carburante in esaurimento stanno limitando la capacità di
desalinizzare e distribuire l’acqua. Le strutture sanitarie ancora funzionanti,
già gravemente insufficienti in termini di numero e capacità per la popolazione,
continuano a essere attaccate e stanno registrando una rapida diminuzione delle
scorte di medicinali e altre forniture essenziali. I team di MSF a Gaza non
ricevono rifornimenti da 11 settimane e stanno affrontando una grave carenza di
articoli medici essenziali, come garze e guanti sterili.
Gli ordini di evacuazione di Israele e le zone militari non accessibili coprono
ora il 70% di Gaza. La popolazione è stata trasferita con la forza da un luogo
all’altro, mentre nessuna zona della Striscia è stata risparmiata dagli
attacchi. La situazione è talmente disperata che i team di MSF hanno curato e
dimesso pazienti che poi sono tornati con nuove ferite.
Il piano israeliano di strumentalizzare gli aiuti è una risposta cinica alla
crisi umanitaria che essi stessi hanno creato. Se ci fosse la volontà, Israele e
i suoi alleati potrebbero revocare il blocco oggi stesso e consentire agli aiuti
umanitari di raggiungere tutte le persone a Gaza, la cui sopravvivenza dipende
da essi.
Medecins sans Frontieres