Perché gli israeliani difendono i diritti umani degli iraniani mentre calpestano quelli dei palestinesi?
di Hanin Majadli,
Haaretz, 6 marzo 2026.
La cosa più cinica è che molti israeliani credono davvero che Israele e gli
Stati Uniti stiano combattendo per la democrazia e la libertà. Basta guardare
Gaza o la Cisgiordania.
I coloni israeliani lanciano pietre contro gli abitanti di un villaggio
palestinese durante un attacco a Turmus Ayya, in Cisgiordania, nel mese di
giugno. Crediti: Ilia Yefimovich/dpa
Ci sono momenti – e in Israele ce ne sono parecchi – in cui il cinismo si
trasforma in psicosi collettiva. In questo momento stiamo vivendo uno di quei
momenti. La fantasia è simile a quella di un film hollywoodiano: un regime
tossico cade, la gente decora i carri armati con fiori e vengono issate bandiere
in nome della libertà americana.
Per quanto riguarda la realtà, ricordiamo l’Iraq, la Libia, l’Afghanistan e
praticamente tutti gli altri paesi in cui gli Stati Uniti si sono invischiati,
con o senza l’incitamento di Israele.
L’immagine del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del primo ministro
israeliano Benjamin Netanyahu come cavalieri su bianchi cavalli persiste.
Tuttavia, sullo sfondo della corruzione e del potere sfrenato, almeno nel caso
di Netanyahu, assumere una posa democratica è a dir poco grottesco.
Si diceva che l’ultima guerra con l’Iran, meno di un anno fa, avesse lo scopo di
eliminare la minaccia nucleare; e quella guerra era stata salutata come una
vittoria totale dopo 12 giorni di combattimenti.
Eppure, senza alcun annuncio formale, siamo ora impegnati in un’altra guerra,
con un nuovo paradigma: improvvisamente, non si tratta più delle capacità
nucleari dell’Iran, ma di un cambio di regime in Iran verso uno più favorevole
all’Occidente. Sappiamo bene quanto questi piani abbiano funzionato in passato.
Se dovessimo giudicare le cose in base a ciò che viene detto negli studi
televisivi israeliani e nelle strade israeliane, il paese sarebbe impegnato in
una missione umanitaria, se non addirittura divina.
È una guerra per salvare le donne iraniane e aiutare il fantastico popolo
iraniano (l’opposizione in esilio in Occidente). Improvvisamente, ogni tassista,
ogni TikToker e ogni influencer dei social media si preoccupa dei diritti umani
iraniani.
E questo in un momento in cui, in Cisgiordania, buoni ebrei uccidono palestinesi
disarmati, li espellono, bruciano le loro case e rubano le loro mandrie. E in
Israele? Silenzio. È davvero sorprendente come gli israeliani riescano a
identificare regimi crudeli e malvagi, ma non il proprio regime malvagio.
Ecco il punto davvero cinico: gli israeliani credono sinceramente che Israele e
gli Stati Uniti stiano combattendo per la democrazia, la libertà e i diritti
umani in Iran e in Medio Oriente in generale. Ma se i diritti umani fossero il
loro principio guida, la situazione non sarebbe quella che si vede in
Cisgiordania e la guerra di Gaza non avrebbe raggiunto le dimensioni di un
genocidio.
L’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e altri regimi tirannici che reprimono
il loro popolo non meno degli ayatollah non sarebbero loro alleati. Le armi
israeliane non sarebbero presenti nelle guerre civili che hanno avuto luogo nel
Sud Sudan, in Ruanda e in Myanmar. Il lungo braccio di Israele non sarebbe
presente ovunque ci sia instabilità regionale o genocidio in Africa.
La democrazia, tuttavia, è una moneta malleabile quando incontra gli interessi.
E come se non bastasse, un’atmosfera di euforia e gioia pervade la guerra. La
guerra dovrebbe causare paura, angoscia e ansia esistenziale, ma in Israele si
parla solo di resilienza (!) e l’aria è piena di arroganza, molta arroganza. Le
emittenti televisive fanno parte del carnevale: non ci sono critiche, non c’è
quasi alcun dubbio.
Nei rifugi antiaerei in Israele, la gente organizza feste con vino e alcolici.
Non ho mai visto persone festeggiare le loro guerre come gli israeliani amano
mostrare al mondo. I post sui social media scherzano tra foto di bombardamenti
in Iran e immagini di Khamenei e Nasrallah che si abbracciano in paradiso. Tutto
è volgare, crudo e paralizzante.
Un’altra guerra eterna che Israele sta intraprendendo, contro nemici che,
secondo loro, minacciano di distruggerlo. Lungo il percorso, Israele sta
portando avanti la propria distruzione, ancora e ancora, ovunque. L’importante è
farlo con gioia.
https://www.haaretz.com/opinion/2026-03-06/ty-article-opinion/.premium/its-astonishing-how-israelis-can-identify-evil-regimes-but-just-not-their-own/0000019c-bf70-db5a-a99f-bf75beae0000?
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Traduzione a cura di AssopacePalestina
Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma
pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.