Iran, comunità ebraica condanna fermamente l’aggressione imperialista USA-Israele
Attualmente, le vergognose campagne mediatiche – funzionali all’iranofobia –
sono volte a dare un’immagine mostrificante dell’Iran islamico sciita in modo
tale da creare il nemico necessario contro cui scagliare l’indignazione e il
“disgusto” (citando Bismark) dell’opinione pubblica occidentale per poi
legittimare l’intervento armato.
Ed ecco che anche sull’Iran si riabilita, come fu per l’Afghanistan, una
narrazione femoimperialista (1) in cui si usano i diritti delle donne,
l’esportazione della democrazia come una giustificazione di guerra.
“Disgusto” che nasce dal fatto di percepire l’Iran sciita come un governo
teocratico addirittura contro il suo popolo e contro qualunque cosa sia diversa
dall’Islam sciita. Questo è un falso mito veicolato dai media occidentali
proprio per ingigantire la demonizzazione di questo Paese.
La religione ufficiale dell’Iran è l’Islam sciita secondo la Costituzione, ma
la Repubblica Islamica riconosce e protegge le minoranze religiose:
dall’ebraismo, ai cristiani con le varie denominazioni, ai zoroastriani, che
hanno rappresentanti anche nel parlamento, gli armeni, assiri, i sunniti, oltre
a comunità più piccole ma riconosciute, come il mandaeismo, il yarsanismo, il
buddhismo e l’induismo.
La condizione fondamentale è l’essere prima cittadini iraniani con diritti e
doveri, e poi ciascuno segue le proprie credenze. Come era in Siria, prima che
arrivassero gli ex-qaedisti tagliagole del Fronte Al-Nusra a portare la
democrazia, a sostenere esplicitamente il genocidio del popolo palestinese da
parte di Israele ed a dialogare normalmente con i leader europei.
I diritti costituzionali di cui godono le minoranze religiose in Iran, sono
sanciti e rispettati, avendo centinaia di luoghi di culto, sinagoghe, chiese e
templi, dove praticano liberamente le proprie fedi. Secondo varie statistiche i
credenti sono: gli sciiti circa il 90%, i sunniti il 6%, il resto suddiviso tra
le altre fedi.
La Costituzione stabilisce che “l’intromissione sulle singole credenze è
proibita”, e che “nessuno può essere molestato o arrestato semplicemente per
avere una certa credenza”, se rispettoso delle leggi.
Si tratta di minoranze religiose, che sono garantite e protette nella
Costituzione del Paese e tutte, storicamente, si sentono parte integrante del
popolo iraniano: dalla comunità ebraica, ai cristiani, ai sunniti, agli armeni,
agli assiri.
Non è un caso infatti che tutti i rappresentanti delle varie comunità, si sono
espressi in modo chiaro e netto contro l’aggressione imperialista USA-Israele e
per soluzioni diplomatiche di tutte le problematiche.
Il 5 marzo 2026, in una potente dimostrazione di unità nazionale, il rabbino
Younes Hamami Lalehzar – presidente della comunità ebraica iraniana – ha
condannato con forza l’attacco congiunto USA-israeliano.
Il leader religioso ebraico Younes Hamami Lalehzar, ha emesso una forte condanna
dei recenti attacchi statunitensi e israeliani sul suo paese, definendo
l’azione “… un tradimento della fiducia” e dichiarando:
“Chiediamo che i due regimi (n.d.r:USA e Israele) siano ritenuti responsabili
del loro comportamento criminale. Ancora una volta, l’America criminale, in
cooperazione con il regime sionista, si è ulteriormente precipitata nel fango
della caduta attraverso un attacco infido e incauto. Questo atto sarà condannato
da tutte le nazioni libere e riceverà certamente una risposta decisiva e di
forza delle Forze armate della Repubblica islamica dell’Iran, che faranno tutto
il possibile per vendicare il sangue dei martiri iraniani… Il leader della
rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, è stato assassinato con
un assalto militare congiunto americano e israeliano a Teheran, con i negoziati
sul nucleare in corso. La scomparsa dell’ayatollah Khamanei è una grande e
irreparabile perdita per la nazione iraniana, ma ho fiducia che il popolo
iraniano saprà salvaguardare il suo sangue, la sua guida e il suo percorso…In
questo frangente difficile sottolineiamo la necessità di preservare l’unità,
l’empatia e la fermezza riunite di tutti i livelli della nazione iraniana.
Certifichiamo anche la nostra costante convinzione che, secondo le tradizioni
divine e gli insegnamenti delle nostre religioni, il diritto alla fine trionferà
sulla falsità, e l’onore e la gloria apparterranno finalmente alle nazioni
resilienti, fedeli e in cerca di verità…”.
Il rabbino ha deplorato la “perdita irreparabile” dell’Ayatollah Khamenei e di
oltre 750 civili, incluse 170 bambine studenti morte a Minab il 28 febbraio 2026
durante l’attacco imperialista delle forze statunitensi e israeliane.
Insieme ai leader cristiani e zoroastriani, ha chiesto un’unità nazionale
incrollabile.
Anche Siyamak More Sedgh politico e medico ebreo iraniano, titolare del seggio
parlamentare riservato alla minoranza ebraica nel Parlamento iraniano dal 2008
al 2020, anche presidente dell’istituzione benefica ebraica Dr. Sapir Hospital
and Charity Center, definito “l’ebreo numero uno” dell’Iran, spesso critico e
polemico su alcune posizioni espresse dalle autorità iraniane, ha preso
posizione contro l’aggressione al proprio paese invitando all’unità e alla
difesa del paese prima di tutto.
Questa è la tessitura diversificata dell’Iran che si erge come un’unica entità.
Va ricordato che in Iran è sempre vissuta una comunità ebraica più numerosa
rispetto a tutti i Paesi arabi.
(1) Il fenonazionalismo e il femoimperialismo sono narrazioni tossiche e
strumentalizzanti dei diritti delle donne, fortemente criticate dal femminismo
stesso. Interessante il libro Femonazionalismo. Il razzismo nel nome delle donne
della sociologa Sara R Farris, in cui il concetto di femonazionalismo diventa
una categoria analitica di riferimento per molte pubblicazioni e dibattiti
femministi. Una cornice teorica per leggere un fenomeno inaspettato dell’epoca
contemporanea: l’uso da parte delle istituzioni, degli apparati mediatici e
soprattutto dei partiti di estrema destra della rivendicazione dell’uguaglianza
di genere per portare avanti politiche islamofobe e razziste.
Per ulteriori info:
https://www.ancorafischiailvento.org/2026/03/06/la-voce-degli-ebrei-iraniani-e-laggressione-alliran/
Speciale-Iran-Israele-USA
Lorenzo Poli