Sanchez: la posizione del governo spagnolo è: “No alla guerra”
da Pressenza IPA,
Pressenza, 4 marzo 2026.
Così si è espresso questa mattina, dal Palazzo della Moncloa, il presidente
spagnolo Pedro Sánchez. Il capo del governo ha analizzato la crisi in Medio
Oriente, ha chiarito la posizione del suo governo e ha affermato: “Non saremo
complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai
nostri valori e interessi”.
Questi sono alcuni dei punti principali del suo discorso.
“La posizione del governo spagnolo di fronte a questa situazione è chiara e
coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo
luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi,
specialmente i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, no
all’idea che il mondo possa risolvere i propri problemi solo con i conflitti e
le bombe. E infine, no al ripetersi degli errori del passato. In definitiva, la
posizione del governo spagnolo si riassume in tre parole: no alla guerra”.
“Dalla guerra in Iran non nascerà un ordine internazionale più giusto, e non ne
deriveranno salari più alti, né servizi pubblici migliori, né un ambiente più
sano. (…) Quello che per ora possiamo intravedere è una maggiore incertezza
economica, aumenti del prezzo del petrolio e anche del gas. Per questo motivo
dalla Spagna siamo contrari a questo disastro, perché riteniamo che i governi
siano qui per migliorare la vita delle persone (…). Ed è assolutamente
inaccettabile che quei leader che non sono in grado di adempiere a questo
compito utilizzino il fumo della guerra per nascondere il loro fallimento e
riempire le tasche di pochi, i soliti noti. Gli unici che guadagnano quando il
mondo smette di costruire ospedali per costruire missili”.
“Collaboreremo, come abbiamo sempre fatto, con tutti i paesi della regione che
sostengono la pace e il rispetto della legalità internazionale, che sono due
facce della stessa medaglia. (…) E continueremo a lavorare per raggiungere una
pace giusta e duratura in Ucraina e in Palestina, due luoghi che meritano di non
essere dimenticati.
“Infine, il governo continuerà a chiedere la cessazione delle ostilità e una
risoluzione diplomatica di questa guerra. E voglio anche specificarlo, perché
sì, la parola giusta è chiedere. Perché la Spagna è membro a pieno titolo
dell’Unione Europea, della NATO e della comunità internazionale. E perché questa
crisi riguarda anche noi, gli europei e, di conseguenza, gli spagnoli. (…) L’ho
detto in molte occasioni e lo ripeto ora: non si può rispondere a un’illegalità
con un’altra, perché è così che iniziano i grandi disastri dell’umanità.
Dobbiamo imparare dalla storia e non possiamo giocare alla roulette russa con il
destino di milioni di persone. Le potenze coinvolte in questo conflitto devono
cessare immediatamente le ostilità e puntare sul dialogo e sulla diplomazia. E
noi dobbiamo agire con coerenza, difendendo ora gli stessi valori che difendiamo
quando parliamo dell’Ucraina, di Gaza, del Venezuela o della Groenlandia. Perché
la questione non è se siamo o meno a favore degli ayatollah. Nessuno lo è.
Certamente non lo è il popolo spagnolo e, ovviamente, nemmeno il governo
spagnolo. La domanda, invece, è se siamo o meno dalla parte della legalità
internazionale e, quindi, della pace.
“Noi ripudiamo il regime iraniano che reprime e uccide vilmente i propri
cittadini, in particolare le donne. Ma allo stesso tempo rifiutiamo questo
conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica. Alcuni ci
accuseranno di essere ingenui per questo, ma è ingenuo pensare che la soluzione
sia la violenza. È ingenuo credere che le democrazie o il rispetto tra le
nazioni possano nascere dalle rovine. O pensare che praticare un’obbedienza
cieca e servile sia un modo di governare. Al contrario, credo che questa
posizione non sia affatto ingenua, è coerente e quindi non saremo complici di
qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e
interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno.
“Alcuni diranno che siamo soli in questa speranza, ma non è vero. Il governo
spagnolo è con chi deve essere. È con i valori che i nostri padri e i nostri
nonni hanno sancito nella nostra Costituzione. La Spagna è con i principi
fondanti dell’Unione Europea. È con la Carta delle Nazioni Unite. È con il
diritto internazionale e quindi è con la pace e la convivenza pacifica tra i
paesi. Siamo inoltre (…) con milioni di cittadini e cittadine che chiedono al
domani non più guerra o più incertezza, ma più pace e più prosperità. Perché la
prima alternativa avvantaggia solo pochi, mentre la seconda avvantaggia tutti
noi”.
Video: https://www.youtube.com/live/4sKsp0nBlkw?si=5mNCBV0l5T8dtul3
Testo completo del discorso in spagnolo
https://www.pressenza.com/it/2026/03/sanchez-la-posizione-del-governo-spagnolo-e-no-alla-guerra/