Verso la manifestazione del 21 giugno contro guerra e riarmo. Il 24 maggio assemblea nazionale
Oltre 40 tra partiti, associazioni, realtà del sindacalismo di base e del mondo
pacifista e studentesco, chiamano alla costruzione di una manifestazione
nazionale per il 21 giugno a Roma, a pochi giorni dal vertice Nato dell’Aia.
Per preparare la manifestazione viene convocata una assemblea nazionale a Roma
il 24 maggio (ore 10.00 al cinema Aquila). È fondamentale in questo momento
coinvolgere più realtà, organizzazioni, intellettuali e membri della società
civile disponibili a costruire un fronte ampio e indipendente contro le
politiche belliciste, il riarmo, la Nato e il genocidio in Palestina e per
riconvertire gli investimenti in armi in spese sociali. La lotta contro il
riarmo e la guerra non può essere merce di scambio elettorale. Per costruire
questo percorso sono stati individuati una serie di punti su cui concentrarsi
per favorire la maggior convergenza possibile.
1) il disarmo come unica scelta giusta e razionale per il futuro dell’umanità.
Il disarmo richiede l’immediata de escalation delle armi e delle spese militari,
il cessate il fuoco in ogni luogo di guerra per giungere ad un accordo di
disarmo generalizzato che metta al bando le armi nucleari e riduca gli eserciti.
2) No al riarmo europeo, né su base nazionale né sotto l’ipocrita ombrello della
difesa comune europea. L’esercito comune europeo presentato come alternativa al
riarmo nazionale, nella UE burocratica e antidemocratica attuale, sarebbe una
mostruosità golpista e guerrafondaia. L’Europa deve diventare un continente di
pace dall’Atlantico agli Urali.
3) Il primo atto di pace e giustizia nel mondo è la libertà del Popolo
Palestinese. Nessuna vera pacificazione sarà possibile se Israele, con il
sostegno e la complicità degli USA e dell’Occidente, potrà continuare il
genocidio di un intero popolo. Tutti i criminali israeliani e i loro complici
vanno portati alla sbarra della giustizia, il regime coloniale di apartheid in
Palestina deve essere smantellato con il pieno diritto al ritorno di tutti i
profughi cacciati dalla loro terra e l’autodeterminazione democratica. Fino ad
allora la resistenza palestinese all’oppressore va sostenuta in tutte le sue
forme e Israele va boicottata e sanzionata.
4) Basta con la NATO, unica alleanza militare aggressiva al mondo, che, al di là
della retorica liberale, sostiene con le armi e la guerra il suprematismo bianco
occidentale. La NATO va sciolta e in ogni caso l’Italia deve uscire dalla NATO e
smantellare le enormi basi e servitù militari americane sul suo territorio. Un
ruolo neutrale dell’Italia darebbe un grande contributo alla pace in Europa e
nel mondo e aprirebbe spazi enormi per lo sviluppo economico e sociale del
paese.
5) Stato sociale e non stato di guerra. Vogliamo la forte riduzione e non
l’aumento delle spese militari. Vogliamo la fine delle politiche di austerità e
non a favore dell’economia di guerra, ma per la sanità pubblica, la scuola e la
formazione, le case, i diritti sociali. Vogliamo la fine della guerra contro il
lavoro condotta nel nome del profitto e della competitività a tutti i costi, che
oggi ci sta portando alla guerra vera e propria. Vogliamo la redistribuzione
della ricchezza tra le classi sociali e tra i popoli e la fine del dominio
liberista sull’economia e sulla società. No alla riconversione del sistema
industriale per fini bellici.
6) La prima difesa dell’ambiente è eliminare la guerra, che resta la prima
devastazione e soppressione di ogni forma di vita sul pianeta. Le colossali
risorse economiche e scientifiche oggi spese per le armi e per la guerra vanno
riconvertite per la giustizia climatica e ambientale. Per fermare la distruzione
della natura oggi è necessario un cambiamento generale del sistema di vita a
partire dai paesi più ricchi del pianeta, l’economia di guerra e la guerra
invece sostengono con le armi e la violenza un sistema non più sostenibile.
7) No al razzismo. No alle politiche discriminatorie, ai muri, alla guerra verso
i migranti che si stanno diffondendo tra tutti i governi del mondo occidentale e
che sono parte della follia bellicista dilagante. Non c’è libertà se una parte
rilevante degli abitanti di un paese non sono cittadini come gli altri e sono
considerati solo in base allo sfruttamento al quale possono essere sottoposti.
Non c’è pace se dilaga il razzismo di stato verso i migranti che alimenta quello
nella società. La distruzione del regime autoritario speciale che opprime i
migranti è parte fondamentale della nostra libertà.
8) No allo stato di polizia e al neofascismo. No alla distruzione della
democrazia nel nome della sicurezza interna e del nemico esterno. Leggi fasciste
come il Decreto Sicurezza vanno contrastate in ogni modo, così come bisogna
lottare contro la propaganda bellicista, contro la caccia alle streghe verso il
dissenso e il pacifismo.
Oggi il sistema mediatico e la propaganda politica reazionaria e liberale
invocano censura e repressione contro chi si oppone al genocidio in Palestina o
al riarmo per la guerra. L’intolleranza del potere è parte della logica e della
politica di guerra e resistere ad essa è un dovere politico e morale.
In avvicinamento al 21 giugno, oltre all’assemblea è importante partecipare alla
manifestazione del 31 maggio contro il Decreto Sicurezza e si invitano i
territori a una mobilitazione il 2 giugno nelle modalità da decidere
nell’assemblea del 24 maggio al Nuovo Cinema Aquila alle 10 a Roma.
Per adesioni: manifestazione21giugno@gmail.com
Redazione Italia