Studenti in sciopero contro leva e guerra: il 5 marzo nuova mobilitazione nazionale in Germania
Il 5 marzo 2026 è in programma una nuova ondata di scioperi e manifestazioni
studentesche contro la leva e contro la deriva di militarizzazione del Paese. È
la seconda tappa di una mobilitazione che a partire dallo sciopero del 5
dicembre 2025 ha costruito comitati nelle scuole e una rete nazionale di presìdi
locali, con l’obiettivo dichiarato di bloccare il ritorno, anche “a tappe”,
della coscrizione. Alla giornata del 5 marzo partecipano anche organizzazioni
tedesche aderenti alle nostre reti internazionali War Resisters’ International
(WRI) ed European Bureau for Conscientious Objection (EBCO).
Dal 5 dicembre al 5 marzo: una mobilitazione “in stile clima”, ma contro la
coscrizione
Il 5 dicembre 2025, mentre il Bundenstag votava una riforma del “servizio
militare”, in circa 90 città migliaia di studenti hanno lasciato le aule per
manifestare. Le stime più ricorrenti parlano di circa 55.000 partecipanti; a
Berlino si è arrivati a diverse migliaia.
Una parte rilevante della novità è organizzativa: la preparazione è passata da
comitati di sciopero nelle scuole, materiali autoprodotti, coordinamenti locali
e una capacità di reggere pressioni e minacce disciplinari da parte di alcune
dirigenze scolastiche.
Il 5 marzo 2026 è il passaggio successivo, annunciato esplicitamente già nelle
settimane successive allo sciopero di dicembre e rilanciato anche in contesti
politici e assembleari: alla Rosa Luxemburg Conference di Berlino, a gennaio, si
parlava già di nuove “school walkouts” e di una mobilitazione più ampia contro
la coscrizione e lo smascheramento dei piani di preparazione della guerra. Come
ha gridato il sedicenne Clemens davanti alla folla che ha partecipato alla
manifestazione a Berlino: Se il governo ci ama così tanto, perché ci dice quando
saremo arruolati, ma non ci chiede mai cosa vogliamo fare della nostra vita?
Cosa contestiamo: “volontario”, ma con obbligo di registrazione e valutazione
Il punto di frizione è la riforma che, pur non ripristinando formalmente la
leva, introduce meccanismi obbligatori di registrazione e valutazione per i
diciottenni (con obblighi più stringenti per i giovani uomini), a partire dal 1°
gennaio 2026, e mantiene sullo sfondo la possibilità di un ritorno alla
coscrizione se i numeri del reclutamento volontario non bastassero.
Il quadro politico dichiarato è in linea con il piano di riamo europeo, che
prevede l’aumento degli organici e della cosiddetta “prontezza” militare: nelle
cronache internazionali ricorrono obiettivi di crescita delle forze armate e
della riserva e nel dibattito pubblico tedesco la coscrizione, sospesa nel 2011,
torna ciclicamente come opzione di “sicurezza” e “difesa”.
Dalle testimonianze raccolte nelle mobilitazioni emerge un nesso insistito tra
militarizzazione e condizioni materiali: scuole in difficoltà, carenza di
personale, costo della vita e priorità di spesa pubblica. La critica dei
movimenti studenteschi non si limita al “no alla leva”, ma investe l’idea che
una generazione già sotto pressione venga chiamata a pagare il prezzo di scelte
politiche orientate al riarmo.
Perché riguarda anche noi: obiezione di coscienza, diritti, reti transnazionali
La mobilitazione tedesca ha un significato europeo immediato: la coscrizione non
è un tema “nazionale tedesco”, perché si muove dentro un ciclo continentale di
aumento delle spese militari, riforme di reclutamento, normalizzazione del
linguaggio bellico. In questo spazio, il diritto all’obiezione di coscienza e la
protezione di chi rifiuta di combattere diventano terreno di scontro politico e
giuridico, come ricordano reti e organizzazioni europee che lavorano su asilo e
tutela dei renitenti e dei disertori.
Come Movimento Nonviolento e Campagna di Obiezione alla Guerra esprimiamo il
nostro più forte sostegno alla giornata di sciopero contro la coscrizione del 5
marzo 2026 e alle rivendicazioni della sua piattaforma politica: no alla leva,
no ai “servizi obbligatori”, stop alla militarizzazione della scuola e della
società. Rinnovando il nostro impegno di solidarietà e connessioni tra reti, a
partire dai nodi europei dell’obiezione di coscienza e del rifiuto della guerra,
diciamo grazie ai giovani tedeschi che affolleranno le piazze, un bagliore di
speranza di pace e disarmo nel cuore dell’Europa.
Movimento Nonviolento