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Stephen King, Maurice Sendak / Luminoso fuori, oscuro dentro
Quando si parla di Maurice Sendak la mente corre subito a Max e i suoi mostri selvaggi, albo tanto amato dai più piccoli e non solo, una storia immancabile nella libreria di casa. Tra i suoi lavori, riconoscibilissimi per il tratto pastellato e un po’ spigoloso, troviamo anche una versione teatrale di Hänsel e Gretel e in occasione di Halloween arriva in libreria una riscrittura firmata dal Re, Stephen King. In un’interessante introduzione lo scrittore racconta di come gli sia capitata tra le mani quest’opportunità, colta al volo. Traendo ispirazione da due scene in particolare, la strega a cavallo della scopa con un sacco pieno di bambini rapiti, e la famigerata casa di pan di zenzero che mostra il suo terrificante volto nel momento in cui i fratellini si voltano distratti. A ragion veduta King sostiene di aver sempre narrato di bambini come Hänsel e Gretel nei suoi libri e quindi quale miglior occasione se non quella di metterci lo zampino rendendo omaggio a un maestro delle illustrazioni. Confessa inoltre di aver incontrato Sendak nel suo percorso di lettore in tarda età, per merito della moglie e di averlo letto ai figli che lo adoravano. Tenta dunque con quest’opera, in tutto simile alla più celebre Nel paese dei mostri selvaggi, di infondere un po’ di vita a una vecchia storia che siamo certi intratterrà e divertirà bambini e adulti. La storia la conosciamo ma stupisce sempre questa arguzia che è innata nei fanciulli, necessaria per cavarsela nella vita, e questa forza nel reagire di fronte ai soprusi di solito causati da adulti perfidi e arrivisti: nel caso specifico la matrigna oltre, ovviamente, la strega. Sendak nasce a Brooklyn da genitori ebrei polacchi, ultimo di tre figli i genitori non mancavano di ricordargli quanto la sua nascita non fosse in programma. I suoi problemi cardiaci poi lo costringevano spesso a letto, avvicinandolo così ai libri e fu dopo aver visto il film Fantasia di Disney a scegliere la sua futura professione di illustratore. Una delle sue prime commissioni professionali è stato decorare le vetrine del noto negozio di giocattoli FAO Schwarz che pensate, esiste dal 1862, con due punti vendita a Baltimora e New York. In seguito, collabora con Isaac B. Singer per le illustrazioni di un albo e arriviamo così al 1970, anno in cui succedono due cose: Sendak si aggiudica il Premio Hans Christian Andersen ma soprattutto pubblica In the night kitchen spesso oggetto di censura per la presenza di un bambino ritratto nudo, e regolarmente inserito nell’elenco dei libri contestati e vietati dell’American Library Association. Sono gli anni dei successi e dei riconoscimenti professionali che lo portano a essere uno dei primi membri del National Board of Advisors del Children’s Television Workshop a partecipare allo sviluppo della serie televisiva Sesame Street. Innegabili la bellezza e l’eleganza di un albo che diventerà certo da collezione e su cui Adelphi ha avuto la lungimiranza di puntare, ben consapevole di attirare un pubblico variegato. D’altronde chi si lascerebbe scappare un libro con le illustrazioni di Maurice Sendak e il testo di Stephen King? In ogni caso la miglior definizione dell’opera di Sendak viene proprio da King che scrive “è luminosa fuori e oscura dentro.” L'articolo Stephen King, Maurice Sendak / Luminoso fuori, oscuro dentro proviene da Pulp Magazine.
Nick Laird, Zadie Smith / Il mondo là fuori
Talvolta avviene che alcune tra le voci più influenti del panorama letterario indirizzino il proprio talento in una direzione parallela al proprio campo di lavoro abituale, riuscendo a coinvolgere un pubblico più giovane e piccino. Nell’albo illustrato la componente visiva coadiuva sempre l’autore nell’obiettivo prefissato di accompagnare i lettori all’interno della storia, portando ad un’esperienza immersiva complementare alla lettura. Stramba si scatena è il secondo capitolo della serie per bambini da 0 a 5 anni iniziata nel 2021 con l’albo illustrato Stramba. Una Sorpresa fuori programma. Firmata da Zadie Smith, celebre scrittrice britannica, e dal marito Nick Laird, anch’egli scrittore e poeta inglese, Stramba si scatena è arrivato in Italia per Mondadori nella collana Leggere le Figure. Le meravigliose illustrazioni sono di Magenta Fox e la traduzione dall’inglese è di Alice Pascutti. Kit è una bambina che vive con i genitori e tantissimi animali domestici: Dora la gattina, Bob il cagnolino, Derrick il pappagallo e Maud, una porcellina d’India a cui piace il judo e… l’essere un pochino stramba. Quando la incontriamo in Stramba si scatena, Kit deve partire per il campeggio ed è preoccupata: non ha mai dormito all’aria aperta e per di più deve stare senza i suoi amici pelosi. Derrick abborrisce l’idea che Kit debba lasciare la sicurezza della casa, mentre Bob è sconcertato all’idea che la bambina debba stare senza tutte le comodità a cui sono abituati: la televisione, il tablet e il telefono. Anche Maud è preoccupata per la sua amica. Nella lista delle cose che non si possono portare non trova nessun riferimento agli animali domestici, così Maud decide di accomodarsi nello zaino per il campeggio e di accompagnare Kit. Quando si sveglia, però, Maud si ritrova senza un tetto sopra la testa: c’è solo un cielo azzurro infinito. Come Kit, anche Maud adesso deve trovare un modo per cavarsela nel mondo là fuori. Per fortuna ad accompagnarla c’è il piccolo riccio Harvey, che di boschi se ne intende bene. Conosce tutto, ma proprio tutto, sulla vita all’aperto: è il suo habitat naturale, così come il mondo degli uomini è l’habitat naturale di Maud. Harvey insegna a Maud a prestare attenzione all’ambiente circostante e a sistemare i suoi nascondigli per coprire le proprie tracce, un’arte che la piccola porcellina d’india porterà con sé di ritorno a casa, pronta a condividerla con Kit e gli altri amici. Le illustrazioni che accompagnano la storia di Zadie Smith e Nick Laird ritraggono al meglio tutti gli animaletti con il loro umorismo e buffonaggine, disegnando una storia che ci insegna come sia comune avere timore di ciò che non conosciamo e di quanto possa essere difficile andare oltre quello che ci è familiare. Non siamo, però, mai davvero soli e la condivisione delle nostre esperienze, anche quelle che fanno più paura, ci avvicina gli uni agli altri. Dall’altra parte dei nostri timori ci attende un mondo tutto nuovo: nuovi amici, nuove abitudini, nuovi ambienti – ed è proprio questo che aggiunge un tassello al meraviglioso puzzle della nostra crescita.   L'articolo Nick Laird, Zadie Smith / Il mondo là fuori proviene da Pulp Magazine.
Randall de Sève / Non arrendersi, mai
Può capitare che un bambino nei primi anni di vita dimostri insicurezza e paura di non farcela. È inevitabile, un cucciolo d’uomo non è naturalmente dotato di barriere e l’unico modo che ha di affrontare le sfide del mondo è di buttarsi e vedere cosa accade. Cadrà, si farà male, si sbuccerà un ginocchio. E va bene lo stesso. Questo è un po’ il concetto alla base di un nuovo albo illustrato pubblicato da Terre di Mezzo, che vede come protagonista un orsacchiotto e la sua mamma. Su un grosso albero c’è un’invitante e succosa susina viola ma il nostro orsacchiotto non riesce ad afferrarla o ad arrampicarsi perché ha paura di cadere e di graffiarsi. La sua mamma però lo rassicura con dolcezza, dicendogli che può capitare di farsi male, l’importante è provarci e prima o poi scoprirà che è del tutto capace di raggiungere qualsiasi obiettivo si vorrà porre in futuro. Fa tutto parte del processo di crescita, nessuno nasce con un libretto di istruzioni e quindi occorre sperimentare sulla propria pelle consapevoli che probabilmente all’inizio cadremo fino a quando non cadremo più. Un albo tenerissimo sull’importanza dei tentativi che fanno crescere, dei piccoli passi da compiere necessari a farci diventare adulti consapevoli e sicuri di noi stessi, e degli errori che tutti commettiamo, come sottolineato dal titolo originale Sometimes we fall. Con immagini a tutta pagina in un equilibrio di pastelli e acquerelli, tratti leggeri e dolci, un perfetto contorno a supporto del testo breve e semplice, con il ritornello ripetuto di una cantilena facile da memorizzare. Quindi bambini, sperimentate con coraggio e se cadete, non importa, va bene lo stesso.   L'articolo Randall de Sève / Non arrendersi, mai proviene da Pulp Magazine.
Marie Tibi / Mai arrendersi!
L’Ippocampo, nota casa editrice specializzata in preziosi libri illustrati per grandi e piccini, ci regala una storia che profuma di verde e di resilienza. Con lo sbocciare dei fiori e il germogliare delle piante, quest’anno L’Ippocampo accompagna la primavera ampliando il suo catalogo di albi illustrati per l’infanzia dando il benvenuto a La felce e il Bambù, una storia nata dalla mente di Marie Tibi e dalle meravigliose illustrazioni in acquerello di Jérémy Pailler, tradotta per noi dal francese da Vera Verdiani. Un luminoso verde smeraldo ci attende nella foresta di La felce e il Bambù, assieme ai suoi piccoli abitanti. In una casetta, in un giorno di pioggia, un anziano topolino lascia due semi in eredità ai due figlioli. Al maggiore, più robusto e forte, viene lasciato un seme di felce: da topolino laborioso com’è, non si perde d’animo e si mette subito in moto per donarlo alla terra, accudendolo con l’acqua necessaria per vederlo crescere. E infatti, poco tempo più tardi, il seme iniziò a germogliare e i suoi rami a estendersi a perdita d’occhio nella foresta. Al figlio minore, più minuto e timido, toccò un seme di bambù. Anche lui non perse tempo e andò a piantarlo nella foresta, ma il seme per diversi anni non volle saperne di farsi vedere in superficie. Il topolino più piccolo era, però, paziente e resiliente: sapeva di dover attendere che la natura si prendesse il tempo necessario per nutrire il suo seme di bambù. Senza ascoltare chi lo intimava a lasciar perdere, il figlio minore continuava a ripetere di non volersi arrendere, e da magrolino com’era inizialmente diventò robusto e con le spalle più possenti. Ma anche il suo seme di bambù, un bellissimo giorno, iniziò rapidamente a crescere rigoglioso nella foresta: in tutti quegli anni in cui sembrava non stesse accadendo nulla, il bambù stava invece crescendo sottoterra in un intrico di radici, rafforzandole affinché fossero solide abbastanza da poter uscire verso il cielo. I rami di bambù portarono riparo dal sole e frescura nella foresta: le felci riuscirono a crescere sane e rigogliose, offrendo ai piccoli abitanti materiali resistenti con cui costruire le proprie case. “I giorni buoni vi rendono felici, quelli brutti vi donano esperienza”: una dolcissima storia proveniente dall’Oriente che ci insegna a non arrenderci solamente perché non otteniamo subito ciò che vogliamo. Chissà, “forse, senza saperlo, stai già rafforzando le tue radici”. L'articolo Marie Tibi / Mai arrendersi! proviene da Pulp Magazine.