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Gaza Cola arriva nei punti vendita Unicoop Firenze
In vendita in settanta punti vendita Unicoop Firenze: il 5% del ricavato di vendita sostiene il progetto Gazaweb di ACS ONG per garantire connettività e accesso alle comunicazioni alla popolazione palestinese. di Sara Barbanera su Informatore Gaza Cola arriva nei punti vendita di Unicoop Firenze: l’iconica lattina nata nel 2023 da un’idea dell’attivista e regista palestinese Osama Qashoo, da oggi è disponibile sugli scaffali dei principali Coop.fi in Toscana – settanta in totale – nella doppia versione normale e senza zucchero. Un prodotto che va ben oltre il gusto Parte del ricavato sostiene il progetto GazaWeb, promosso dalla ONG ACS – Associazione di cooperazione e solidarietà Onlus – per garantire alla popolazione civile connettività e accesso alle comunicazioni nella Palestina devastata dal conflitto. Per ogni lattina venduta, il 5% del ricavato di vendita verrà devoluto al progetto GazaWeb, nato per sostenere le comunità vulnerabili del territorio palestinese dove gli attacchi diretti alle infrastrutture di telecomunicazione civili, le restrizioni all’accesso all’elettricità e le interruzioni tecniche dei servizi di telecomunicazione rendono impossibile qualsiasi comunicazione e l’accesso a Internet. Senza internet, senza telefono, in una situazione di guerra, le comunità perdono la loro possibilità di rimanere unite: per rompere il muro di isolamento e mantenere i contatti all’interno delle comunità, è nato GazaWeb, un progetto collettivo realizzato da un gruppo di informatici volontari.  Attraverso l’utilizzo di e-sim, smartphone, power bank, il progetto aggira il blackout, captando i segnali radio per connettersi alle reti presenti in Israele o Egitto. Una soluzione partita dal basso per fornire una rete di comunicazione e informazione alla popolazione locale. > Come contribuire al progetto Gaza Web > > Si può contribuire al progetto GazaWeb anche donando direttamente > al crowdfunding “Fai crescere gli Alberi della rete a Gaza” attivo al > link coopfi.info/sostienigazaweb L’iniziativa è stata presentata venerdì 17 aprile presso il Coop.fi di Novoli, a Firenze, alla presenza di Osama Qashoo, fondatore di Gaza Cola, Manolo Luppichini, referente media per ACS e coordinatore della piattaforma GazaWeb, Francesca Gatteschi, direttrice soci Unicoop Firenze e di Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze. Un sostegno concreto al popolo di Gaza «Con questa iniziativa vogliamo far arrivare la nostra vicinanza e il nostro sostegno concreto alla popolazione di Gaza, martoriata da un conflitto senza fine e colpita da una crisi umanitaria sempre più grave. Da oggi sui nostri scaffali è in vendita la Gaza Cola, un simbolo di resistenza, speranza e libertà attraverso il quale è possibile dare un sostegno concreto alla popolazione civile e al progetto GazaWeb, nato per riaccendere il filo che connette Gaza al mondo. Per non restare indifferenti di fronte alla violenza che dilaga nella Striscia di Gaza, lanciamo questa nuova iniziativa che si aggiunge a quanto già fatto a sostegno del popolo palestinese con le raccolte alimentari e la raccolta fondi per le borse di studio per gli studenti palestinesi. Invitiamo tutti i nostri soci e clienti a dare un piccolo sostegno con l’acquisto di Gaza Cola, disponibile da oggi in oltre settanta Coop.fi», dichiara Francesca Gatteschi, direttrice soci Unicoop Firenze. Un simbolo di libertà e resistenza  «Il nostro viaggio è iniziato con una semplice idea: e se ogni sorso che fai potesse aiutare a ricostruire Gaza? Da qui, da questo pensiero, è nata Gaza Cola. L’idea è offrire una bevanda frizzante che, oltre a dissetare, porti con sé un messaggio di solidarietà e resistenza, facilmente accessibile a tutti. Per noi è come un “piccolo cavallo di Troia” che, attraverso una semplice lattina, diffonde il nome di Gaza nel mondo, promuovendo la ricostruzione e opponendosi alla distruzione. La Gaza Cola rappresenta un simbolo di libertà e un mezzo attraverso il quale tutti, con un piccolo contributo, possono dare un sostegno alla popolazione palestinese. Oltre all’aiuto diretto in questa fase di estrema emergenza umanitaria, il progetto Gaza Cola ha l’obiettivo di promuovere l’indipendenza economica palestinese attraverso un prodotto che rappresenti un esempio di “commercio e non di aiuto”. Ringraziamo Unicoop Firenze per avere aperto le porte a Gaza Cola, dando così un importante sostegno al progetto», dichiara Osama Qashoo, fondatore di Gaza Cola. «Quello di GazaWeb dimostra che l’ingegno collettivo può far rinascere l’umanità, anche sopra alle macerie e dentro una catastrofe umanitaria di proporzioni inimmaginabili come quella che è in corso a Gaza: è un progetto collettivo, promosso dalla ONG ACS e nato realizzato da una rete di intelligenze che si impegnano per fare la differenza e che hanno lavorato con mezzi di fortuna ma con la volontà di superare ogni difficoltà e ogni embargo per garantire alla popolazione i contatti con il mondo e dentro le comunità. È un’iniziativa che vuole ripristinare le connessioni, soprattutto quelle umane, e abbattere il muro di isolamento che circonda Gaza. Il progetto è partito con un primo aiuto economico, un crowdfunding e, ora, potrà beneficiare di nuovi aiuti grazie alla vendita di Gaza Cola nella rete di Unicoop Firenze che ringraziamo per avere accolto la proposta di collaborazione», dichiara Manolo Luppichini, referente media per ACS e coordinatore della piattaforma GazaWeb. La storia di Gaza Cola Gaza Cola è una bevanda analcolica al gusto cola nata nel 2023 da un’idea dell’attivista e regista palestinese, rifugiato a Londra dal 2003, Osama Qashoo attraverso la Palestine House, una realtà di Londra che sostiene la comunità palestinese in tutto il mondo. Gaza Cola, che esiste in doppia versione normale e senza zucchero, viene distribuita in Italia da Equodistro di cui Osama Qashoo (fondatore di Palestinian House) fa parte come garante del progetto. Originariamente i fondi raccolti tramite la vendita di questa bevanda erano devoluti alla ricostruzione dell’ospedale Al Karama, ma questo obiettivo è stato reso impossibile dal perpetuarsi del conflitto. Per ora quindi i fondi vanno a sostenere presidi sanitari e tende da campo che operano nella Striscia, ma è Palestine House che determina di volta in volta questa parte di benefit. Equodistro, che la distribuisce in Italia, ha deciso di nascere per “raddoppiare la solidarietà” e destina invece i ricavi alla ong ACS per sostenere progetti vitali come GazaWeb (connettività sotto i bombardamenti), SOS Gaza (assistenza medica di emergenza), 100x100Gaza (ricostruzione dal basso), Olivi cultura di pace (difesa e rigenerazione del territorio). È un prodotto nato come segno di solidarietà con il popolo palestinese: la lattina è contraddistinta dai colori della bandiera palestinese, le strisce verdi, bianche e nere, su cui svetta un triangolo rosso ed ha come claim “il gusto della libertà”: è diventata un simbolo di resistenza ma anche un prodotto per dare un sostegno diretto e concreto alla popolazione palestinese. La vendita nei Coop.fi andrà a sostenere il progetto GazaWeb.   Il progetto GazaWeb Da inizio ottobre 2023 ad oggi il traffico internet a Gaza è diminuito di oltre l’80%. Le interruzioni sono state causate da una combinazione di attacchi diretti alle infrastrutture di telecomunicazione civili, restrizioni all’accesso all’elettricità e interruzioni tecniche dei servizi di telecomunicazione. L’accesso universale alla comunicazione, alle fonti di informazione e all’interazione attraverso la rete telefonica e internet è un diritto riconosciuto dalle Nazioni Unite, ma a Gaza è costantemente negato. Per contrastare l’embargo e attivare sistemi di comunicazione stabile con Gaza, la ong ACS ha lanciato il progetto Gazaweb. L’ambizione di GazaWeb è di progettare un sistema complesso per garantire accesso universale alla comunicazione alle comunità vulnerabili e nei casi di emergenza umanitaria, a Gaza come in altri scenari di crisi internazionale. Le situazioni dove il diritto di accesso universale alla comunicazione è negato si contano a dozzine, infatti, e Gaza è solo la più macroscopica delle violazioni dei diritti umani digitali in corso. Un comitato tecnico di professionisti del settore comunicazione, informatico e legale, coordinato dalla ong ACS, ha individuato alcune opzioni per fornire accesso agli strumenti di comunicazione a una parte della popolazione gazawi. eSIM hotspot: gli alberi della rete L’intervento di emergenza più rapido sul quale GazaWeb sta investendo risorse e raccogliendo i primi incoraggianti risultati sono gli eSIM – hotspots, ovvero gli Alberi della Rete. ACS ha intenzione di “piantare” un buon numero di Alberi della Rete nei campi profughi e nelle altre aree dove le reti telefoniche non sono accessibili. Una serie di cellulari di ultima generazione consentono il collegamento ai network internazionali anche con le eSIM, carte sim virtuali che (tramite l’attivazione di un codice) svolgono le stesse funzioni di una SIMcard tradizionale. Inviando il codice di attivazione eSIM a chi possiede uno di questi apparecchi, si possono attivare collegamenti alle reti cellulari egiziane o israeliane dall’interno della striscia di Gaza. La ong ACS ha allestito, in coordinamento con i propri cooperanti presenti a Gaza, una serie hot-spot via wi-fi connessi a internet tramite eSIM, ognuno dei quali permette la connessione a 50 ulteriori apparecchi. In questo modo anche chi non è in possesso di cellulari di ultima generazione può agganciarsi a internet tramite il segnale wi-fi irradiato dall’Albero della Rete. Mentre nell’area costiera la connessione si aggancia a livello stradale, nelle aree interne bisogna elevare l’apparecchio ricevente di diversi metri per entrare nel campo di irradiazione. Ma i “giardinieri della rete” a Gaza hanno escogitato uno stratagemma: una volta attivati, infilano i cellulari che forniscono il wi-fi in un cestello insieme al powerbank e, tramite corda e carrucola, vengono issati su un palo, alto abbastanza da consentire la connessione. Questa strategia non è solo mirata a mantenere aperto un flusso d’informazione da Gaza verso il resto del mondo. L’impatto fondamentale degli Alberi della Rete ricade sulla popolazione stessa, per mantenere saldi i legami sociali fra chi vive una condizione catastrofica e ha bisogno di comunicare con i propri affetti, sparpagliati sotto le bombe nelle diverse aree abitate della striscia. Più eSIM si riescono ad attivare, più si infittisce il bosco degli Alberi della Rete e le relative connessioni. GaSH! – GaWeb Social Hub Dopo la tregua dell’ottobre 2025, Gazaweb trasforma l’emergenza in futuro. Nascono i Gazaweb Social Hub (GASH): due centri fissi a Gaza City e all’università di Khan Younis. Il contesto è devastato: infrastrutture accademiche e reti di comunicazione distrutte, migliaia di studenti senza internet né spazi per studiare. Gli hotspot di emergenza avevano mostrato che la connettività è vita – per l’educazione, per gli aiuti, per i legami familiari. Ora l’obiettivo è restituire accesso stabile allo studio, alla comunicazione e alla connettività digitale tramite la creazione di due centri tecnologici permanenti. I GaSH offriranno ambienti sicuri, connessione affidabile per lezioni online ed esami, e formeranno tecnici locali per la gestione della rete. Perché gli studenti sono il cuore della ricostruzione culturale e professionale del paese. Così, mentre il mare continua a portare storie di flotille e resistenza, a est il sole sorge davvero: su due luci accese che dicono Gaza non è solo macerie. Gaza studia, Gaza vive. I punti vendita dove trovare la Gaza Cola Firenze Coverciano, Colle di val d’Elsa, San Casciano in Val di Pesa, Siena Frondaie, Barberino d.M., Firenze Cimabue, Firenze Carlo del Prete, Bientina, Firenze Gavinana, Agliana, Empoli via Sanzio, Pontedera via Terracini, Prato via delle Pleiadi, Monsummano Terme, Montemurlo, Quarrata, Santa Mari a Monte, Firenze via Forlanini, Figline e Incisa Valdarno, Certaldo, Pisa Porta a Mare, Lucca viale Puccini, Firenze Ponte a Greve, Firenze piazza Leopoldo, Pontassieve, Poggibonsi via Salceto, Borgo San Lorenzo, Firenze Le Piagge, Castelfiorentino, Pistoia viale Adua, Fucecchio, San Giovanni V.no, Sansepolcro, Lucca via di Tiglio, Prato Fabbricone, San Miniato, Sesto via Pratese, Campi Bisenzio, Massa e Cozzile, Lastra a Signa, Arezzo viale Amendola, Montevarchi via dell’Oleandro, Centro dei Borghi, Sesto Fiorentino viale Petrosa, Sovigliana, Sesto F.no Colonnata, Pisa Cisanello, Ponsacco, Impruneta, Firenze Isolotto, Empoli via della Repubblica, Asciano, Bibbiena, Buonconvento, Chianciano,Chiusi, Camucia, Foiano, Montesansavino, Monteroni d’Arbia, San Gimignano, Sinalunga, Torrita di Siena, Castiglion Fiorentino, Siena San Miniato, Taverne d’Arbia,Rosia, Subbiano, Terranuova Bracciolini, Stia.   Ne hanno scritto anche: La Nazione; Il Tirreno; Nove da Firenze
April 20, 2026
ACS italia
Faro di Roma: Disarmare il militarismo: attività pedagogiche e culturali per promuovere spazi transnazionali di pace
DI LAURA TUSSI SU FARO DI ROMA DEL 15 APRILE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Faro di Roma il 15 aprile 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla pratiche pedagogiche che si possono attuare nelle scuole. «In questa direzione si colloca anche il lavoro dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, animato, tra gli altri, dal professor Michele Lucivero e dal professor Antonio Mazzeo, impegnati in un’attività di ricerca, denuncia e proposta alternativa che contribuisce a mantenere aperto uno spazio critico fondamentale nel dibattito pubblico italiano…continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pressenza: EireneFest, incontro nazionale “Educazione e Libri per la pace e la nonviolenza”
di Francesca De Vito pubblicato su Pressenza del 12 aprile 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Francesca De Vito, pubblicato su Pressenza il 12 aprile 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione della presentazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra all’Eirenefest di Roma. SCUOLA E PACE. UNA SCUOLA SOTTO PRESSIONE: TRA MILITARIZZAZIONE E RISCRITTURA DELLA STORIA «L’intervento di Michele Lucivero, filosofo, docente e ricercatore italiano specializzato in etica e antropologia, si colloca dentro un lavoro di analisi e denuncia portato avanti negli ultimi anni dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, di cui è cofondatore. […] Al centro dell’intervento, una critica netta alla trasformazione silenziosa che attraversa la scuola italiana e alla crescente presenza dei militari nei percorsi educativi: dai protocolli del Ministero d’Istruzione e Merito con il Ministero della Difesa ai progetti nelle classi e nei PCTO. Non semplici collaborazioni, ma un cambiamento culturale che rischia di normalizzare la guerra, presentandola in chiave educativa e “valoriale”. Per Lucivero, la sfida è rimettere al centro una scuola che formi alla pace, anche recuperando, in chiave attuale, l’idea di “pace perpetua” di Immanuel Kant del 1975. L’idea kantiana di una federazione di Stati universale e la progressiva scomparsa degli eserciti permanenti appare oggi lontana, ma resta un riferimento politico e pedagogico. D’altronde in Italia esistevano eserciti regionali che poi sono scomparsi in favore di un esercito nazionale. L’ONU, in questa prospettiva, rappresenta un tentativo – incompleto – di realizzazione di quel progetto Kant.Una didattica per la pace passa necessariamente dalla demilitarizzazione del linguaggio e della narrazione storica, ridotta troppo spesso a una sequela di guerre. Rimettere al centro solidarietà, fratellanza, sorellanza significa anche interrogarsi sul senso stesso della “difesa della patria”, alla luce dell’articolo 11 della Costituzione per formare cittadine e cittadini capaci di immaginare e praticare la pace…continua a leggere su www.pressenza.it. Pubblicato anche su Agorasofia.com -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Tempi di Fraternità: La guerra entra in classe
DI LAURA TUSSI SU TEMPI DI FRATERNITÀ DI MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Tempi di Fraternità del mese di marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Terranuova: Scuola, obiezione alla militarizzazione: il vademecum dell’Osservatorio
DI REDAZIONE SU TERRANUOVA DEL 30 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo di Redazione, pubblicato su Terranuova il 30 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole ha messo a punto un vademecum che fornisce alle scuole le linee guida per dire no alla «crescente presenza militare»…continua a leggere su www.terranuova.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il Fatto Quotidiano: Giorno del Ricordo, Rampelli firma interrogazione parlamentare su 41 istituti: questa pressione sulla scuola va respinta
DI MARINA BOSCAINO SUIL FATTO QUOTIDIANO DEL 26 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Marina Boscaino, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 26 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Perché gli attacchi unilaterali alla sovranità di altri paesi, con il loro carico raccapricciante di morti civili, non vengono posti sotto osservazione? Perché, inoltre, reprimere l’attività dell’Osservatorio contro la militarizzazione, o ignorare i Comitati contro l’Autonomia Differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti, che proprio sulla dignità della persona fondano la propria attività? Perché, infine, non si riserva altrettanta attenzione da parte del Governo alle donne e agli uomini che sono morti affinché altri donne e uomini redigessero la Carta nella quale campeggia questo principio? La memoria non è double face: costruzione versus disciplinamento collettivi.…continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Faro di Roma: L’insensatezza dell’istituzione degli eserciti: l’addestramento militare prepara a vedere l’altro come una minaccia da eliminare
DI LAURA TUSSI SU FARO DI ROMA DEL 28 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Faro di Roma il 28 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Come sottolinea l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, la logica militare non è difensiva ma strutturalmente offensiva: ogni esercito si prepara al peggio, accumula armi, perfeziona strategie di annientamento. Anche quando si parla di “difesa”, il linguaggio resta quello della distruzione. La sicurezza diventa quindi un paradosso: si cerca pace attraverso la preparazione alla guerra, denuncia Michele Lucivero, docente di Filosofia e Storia, noto per il suo impegno come responsabile dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’Università, la cui attività si concentra sulla critica alla crescente presenza di militari, armi e propaganda bellica all’interno delle istituzioni scolastiche italiane…continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contropiano: La situazione in Italia sulla leva militare
DI SERENA TUISINI SU CONTROPIANO DEL 19 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Serena Tusini, pubblicato su Contropiano il 19 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Per questo il lavoro che dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si rivela preziosissimo: l’Osservatorio è infatti posizionato nel luogo che l’avversario ha scelto come privilegiato per il suo intervento26 ed è proprio qui, a partire dalle scuole, che può essere organizzata una resistenza pedagogica, culturale e politica che veda nell’alleanza tra docenti, studenti e genitori uno strumento in grado di invertire la tendenza, una massa critica che rifiuti radicalmente la penetrazione dei valori militari all’interno delle nostre aule e che protegga i giovani dalle sirene delle “carriere in divisa”…continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contropiano: La leva militare in Germania e Polonia
DI SERENA TUISINI SU CONTROPIANO DEL 16 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Serena Tusini, pubblicato su Contropiano il 16 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Questo è il principale motivo alla base del “successo” che in Italia continua ad avere l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università perché esso ha saputo posizionarsi con anticipo in un luogo strategico per l’avversario; in Italia infatti i processi che stiamo analizzando sono ancora poco maturi e la lotta contro la militarizzazione dell’educazione può contare su un vantaggio temporale rispetto all’avversario che comunque, al pari di tutti i guerrafondai europei, si sta muovendo verso la reintroduzione della coscrizione….continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contropiano: Il ritorno della leva militare in Europa e in Italia
DI SERENA TUSINI SU CONTROPIANO DELL’8 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Serena Tusini, pubblicato su Contropiano l’8 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Riflettere sui sistemi di reclutamento militare significa mettere a fuoco i rapporti sociali che si rispecchiano nella forma degli eserciti; quest’ultimi infatti storicamente assumono diverse modalità di reclutamento, di organizzazione, di addestramento e di impiego dettate non solo dalla tipologia di guerra nella quale saranno impegnati, ma anche dal legame che le classi dominanti stabiliscono con le masse dei subalterni….continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente