Gaza Cola arriva nei punti vendita Unicoop Firenze
In vendita in settanta punti vendita Unicoop Firenze: il 5% del ricavato di
vendita sostiene il progetto Gazaweb di ACS ONG per garantire connettività e
accesso alle comunicazioni alla popolazione palestinese.
di Sara Barbanera su Informatore
Gaza Cola arriva nei punti vendita di Unicoop Firenze: l’iconica lattina nata
nel 2023 da un’idea dell’attivista e regista palestinese Osama Qashoo, da oggi
è disponibile sugli scaffali dei principali Coop.fi in Toscana – settanta in
totale – nella doppia versione normale e senza zucchero.
Un prodotto che va ben oltre il gusto
Parte del ricavato sostiene il progetto GazaWeb, promosso dalla ONG ACS –
Associazione di cooperazione e solidarietà Onlus – per garantire alla
popolazione civile connettività e accesso alle comunicazioni nella Palestina
devastata dal conflitto.
Per ogni lattina venduta, il 5% del ricavato di vendita verrà devoluto al
progetto GazaWeb, nato per sostenere le comunità vulnerabili del territorio
palestinese dove gli attacchi diretti alle infrastrutture di telecomunicazione
civili, le restrizioni all’accesso all’elettricità e le interruzioni
tecniche dei servizi di telecomunicazione rendono impossibile
qualsiasi comunicazione e l’accesso a Internet.
Senza internet, senza telefono, in una situazione di guerra, le comunità perdono
la loro possibilità di rimanere unite: per rompere il muro di isolamento e
mantenere i contatti all’interno delle comunità, è nato GazaWeb, un progetto
collettivo realizzato da un gruppo di informatici volontari. Attraverso
l’utilizzo di e-sim, smartphone, power bank, il progetto aggira il blackout,
captando i segnali radio per connettersi alle reti presenti in Israele o Egitto.
Una soluzione partita dal basso per fornire una rete di comunicazione e
informazione alla popolazione locale.
> Come contribuire al progetto Gaza Web
>
> Si può contribuire al progetto GazaWeb anche donando direttamente
> al crowdfunding “Fai crescere gli Alberi della rete a Gaza” attivo al
> link coopfi.info/sostienigazaweb
L’iniziativa è stata presentata venerdì 17 aprile presso il Coop.fi di Novoli, a
Firenze, alla presenza di Osama Qashoo, fondatore di Gaza Cola, Manolo
Luppichini, referente media per ACS e coordinatore della piattaforma
GazaWeb, Francesca Gatteschi, direttrice soci Unicoop Firenze e di Claudio
Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze.
Un sostegno concreto al popolo di Gaza
«Con questa iniziativa vogliamo far arrivare la nostra vicinanza e il nostro
sostegno concreto alla popolazione di Gaza, martoriata da un conflitto senza
fine e colpita da una crisi umanitaria sempre più grave. Da oggi sui nostri
scaffali è in vendita la Gaza Cola, un simbolo di resistenza, speranza e libertà
attraverso il quale è possibile dare un sostegno concreto alla popolazione
civile e al progetto GazaWeb, nato per riaccendere il filo che connette Gaza al
mondo. Per non restare indifferenti di fronte alla violenza che dilaga nella
Striscia di Gaza, lanciamo questa nuova iniziativa che si aggiunge a quanto già
fatto a sostegno del popolo palestinese con le raccolte alimentari e la raccolta
fondi per le borse di studio per gli studenti palestinesi. Invitiamo tutti i
nostri soci e clienti a dare un piccolo sostegno con l’acquisto di Gaza Cola,
disponibile da oggi in oltre settanta Coop.fi», dichiara Francesca Gatteschi,
direttrice soci Unicoop Firenze.
Un simbolo di libertà e resistenza
«Il nostro viaggio è iniziato con una semplice idea: e se ogni sorso che fai
potesse aiutare a ricostruire Gaza? Da qui, da questo pensiero, è nata Gaza
Cola. L’idea è offrire una bevanda frizzante che, oltre a dissetare, porti con
sé un messaggio di solidarietà e resistenza, facilmente accessibile a tutti. Per
noi è come un “piccolo cavallo di Troia” che, attraverso una semplice lattina,
diffonde il nome di Gaza nel mondo, promuovendo la ricostruzione e opponendosi
alla distruzione. La Gaza Cola rappresenta un simbolo di libertà e un mezzo
attraverso il quale tutti, con un piccolo contributo, possono dare un sostegno
alla popolazione palestinese. Oltre all’aiuto diretto in questa fase di estrema
emergenza umanitaria, il progetto Gaza Cola ha l’obiettivo di promuovere
l’indipendenza economica palestinese attraverso un prodotto che rappresenti un
esempio di “commercio e non di aiuto”. Ringraziamo Unicoop Firenze per avere
aperto le porte a Gaza Cola, dando così un importante sostegno al progetto»,
dichiara Osama Qashoo, fondatore di Gaza Cola.
«Quello di GazaWeb dimostra che l’ingegno collettivo può far rinascere
l’umanità, anche sopra alle macerie e dentro una catastrofe umanitaria di
proporzioni inimmaginabili come quella che è in corso a Gaza: è un progetto
collettivo, promosso dalla ONG ACS e nato realizzato da una rete di intelligenze
che si impegnano per fare la differenza e che hanno lavorato con mezzi di
fortuna ma con la volontà di superare ogni difficoltà e ogni embargo per
garantire alla popolazione i contatti con il mondo e dentro le comunità. È
un’iniziativa che vuole ripristinare le connessioni, soprattutto quelle umane, e
abbattere il muro di isolamento che circonda Gaza. Il progetto è partito con un
primo aiuto economico, un crowdfunding e, ora, potrà beneficiare di nuovi aiuti
grazie alla vendita di Gaza Cola nella rete di Unicoop Firenze che ringraziamo
per avere accolto la proposta di collaborazione», dichiara Manolo Luppichini,
referente media per ACS e coordinatore della piattaforma GazaWeb.
La storia di Gaza Cola
Gaza Cola è una bevanda analcolica al gusto cola nata nel 2023 da un’idea
dell’attivista e regista palestinese, rifugiato a Londra dal 2003, Osama
Qashoo attraverso la Palestine House, una realtà di Londra che sostiene la
comunità palestinese in tutto il mondo.
Gaza Cola, che esiste in doppia versione normale e senza zucchero, viene
distribuita in Italia da Equodistro di cui Osama Qashoo (fondatore di
Palestinian House) fa parte come garante del progetto. Originariamente i fondi
raccolti tramite la vendita di questa bevanda erano devoluti alla ricostruzione
dell’ospedale Al Karama, ma questo obiettivo è stato reso impossibile dal
perpetuarsi del conflitto.
Per ora quindi i fondi vanno a sostenere presidi sanitari e tende da campo che
operano nella Striscia, ma è Palestine House che determina di volta in volta
questa parte di benefit. Equodistro, che la distribuisce in Italia, ha deciso di
nascere per “raddoppiare la solidarietà” e destina invece i ricavi alla ong ACS
per sostenere progetti vitali come GazaWeb (connettività sotto i
bombardamenti), SOS Gaza (assistenza medica di
emergenza), 100x100Gaza (ricostruzione dal basso), Olivi cultura di pace (difesa
e rigenerazione del territorio).
È un prodotto nato come segno di solidarietà con il popolo palestinese: la
lattina è contraddistinta dai colori della bandiera palestinese, le strisce
verdi, bianche e nere, su cui svetta un triangolo rosso ed ha come claim “il
gusto della libertà”: è diventata un simbolo di resistenza ma anche un prodotto
per dare un sostegno diretto e concreto alla popolazione palestinese. La vendita
nei Coop.fi andrà a sostenere il progetto GazaWeb.
Il progetto GazaWeb
Da inizio ottobre 2023 ad oggi il traffico internet a Gaza è diminuito di oltre
l’80%. Le interruzioni sono state causate da una combinazione di attacchi
diretti alle infrastrutture di telecomunicazione civili, restrizioni all’accesso
all’elettricità e interruzioni tecniche dei servizi di telecomunicazione.
L’accesso universale alla comunicazione, alle fonti di informazione e
all’interazione attraverso la rete telefonica e internet è un diritto
riconosciuto dalle Nazioni Unite, ma a Gaza è costantemente negato. Per
contrastare l’embargo e attivare sistemi di comunicazione stabile con Gaza,
la ong ACS ha lanciato il progetto Gazaweb.
L’ambizione di GazaWeb è di progettare un sistema complesso per garantire
accesso universale alla comunicazione alle comunità vulnerabili e nei casi
di emergenza umanitaria, a Gaza come in altri scenari di crisi internazionale.
Le situazioni dove il diritto di accesso universale alla comunicazione è negato
si contano a dozzine, infatti, e Gaza è solo la più macroscopica delle
violazioni dei diritti umani digitali in corso.
Un comitato tecnico di professionisti del settore comunicazione, informatico e
legale, coordinato dalla ong ACS, ha individuato alcune opzioni per fornire
accesso agli strumenti di comunicazione a una parte della popolazione gazawi.
eSIM hotspot: gli alberi della rete
L’intervento di emergenza più rapido sul quale GazaWeb sta investendo risorse e
raccogliendo i primi incoraggianti risultati sono gli eSIM – hotspots, ovvero
gli Alberi della Rete. ACS ha intenzione di “piantare” un buon numero di Alberi
della Rete nei campi profughi e nelle altre aree dove le reti telefoniche non
sono accessibili. Una serie di cellulari di ultima generazione consentono il
collegamento ai network internazionali anche con le eSIM, carte sim virtuali che
(tramite l’attivazione di un codice) svolgono le stesse funzioni di una SIMcard
tradizionale.
Inviando il codice di attivazione eSIM a chi possiede uno di questi apparecchi,
si possono attivare collegamenti alle reti cellulari egiziane o
israeliane dall’interno della striscia di Gaza. La ong ACS ha allestito, in
coordinamento con i propri cooperanti presenti a Gaza, una serie hot-spot via
wi-fi connessi a internet tramite eSIM, ognuno dei quali permette la connessione
a 50 ulteriori apparecchi. In questo modo anche chi non è in possesso di
cellulari di ultima generazione può agganciarsi a internet tramite il segnale
wi-fi irradiato dall’Albero della Rete.
Mentre nell’area costiera la connessione si aggancia a livello stradale, nelle
aree interne bisogna elevare l’apparecchio ricevente di diversi metri per
entrare nel campo di irradiazione. Ma i “giardinieri della rete” a Gaza hanno
escogitato uno stratagemma: una volta attivati, infilano i cellulari che
forniscono il wi-fi in un cestello insieme al powerbank e, tramite corda e
carrucola, vengono issati su un palo, alto abbastanza da consentire la
connessione.
Questa strategia non è solo mirata a mantenere aperto un flusso d’informazione
da Gaza verso il resto del mondo. L’impatto fondamentale degli Alberi della Rete
ricade sulla popolazione stessa, per mantenere saldi i legami sociali fra chi
vive una condizione catastrofica e ha bisogno di comunicare con i propri
affetti, sparpagliati sotto le bombe nelle diverse aree abitate della striscia.
Più eSIM si riescono ad attivare, più si infittisce il bosco degli Alberi della
Rete e le relative connessioni.
GaSH! – GaWeb Social Hub
Dopo la tregua dell’ottobre 2025, Gazaweb trasforma l’emergenza in futuro.
Nascono i Gazaweb Social Hub (GASH): due centri fissi a Gaza
City e all’università di Khan Younis. Il contesto è devastato: infrastrutture
accademiche e reti di comunicazione distrutte, migliaia di studenti senza
internet né spazi per studiare. Gli hotspot di emergenza avevano mostrato che la
connettività è vita – per l’educazione, per gli aiuti, per i legami familiari.
Ora l’obiettivo è restituire accesso stabile allo studio, alla comunicazione e
alla connettività digitale tramite la creazione di due centri tecnologici
permanenti. I GaSH offriranno ambienti sicuri, connessione affidabile per
lezioni online ed esami, e formeranno tecnici locali per la gestione della rete.
Perché gli studenti sono il cuore della ricostruzione culturale e professionale
del paese. Così, mentre il mare continua a portare storie di flotille e
resistenza, a est il sole sorge davvero: su due luci accese che dicono Gaza non
è solo macerie. Gaza studia, Gaza vive.
I punti vendita dove trovare la Gaza Cola
Firenze Coverciano, Colle di val d’Elsa, San Casciano in Val di Pesa, Siena
Frondaie, Barberino d.M., Firenze Cimabue, Firenze Carlo del Prete, Bientina,
Firenze Gavinana, Agliana, Empoli via Sanzio, Pontedera via Terracini, Prato via
delle Pleiadi, Monsummano Terme, Montemurlo, Quarrata, Santa Mari a Monte,
Firenze via Forlanini, Figline e Incisa Valdarno, Certaldo, Pisa Porta a Mare,
Lucca viale Puccini, Firenze Ponte a Greve, Firenze piazza Leopoldo,
Pontassieve, Poggibonsi via Salceto, Borgo San Lorenzo, Firenze Le Piagge,
Castelfiorentino, Pistoia viale Adua, Fucecchio, San Giovanni V.no, Sansepolcro,
Lucca via di Tiglio, Prato Fabbricone, San Miniato, Sesto via Pratese, Campi
Bisenzio, Massa e Cozzile, Lastra a Signa, Arezzo viale Amendola, Montevarchi
via dell’Oleandro, Centro dei Borghi, Sesto Fiorentino viale Petrosa,
Sovigliana, Sesto F.no Colonnata, Pisa Cisanello, Ponsacco, Impruneta, Firenze
Isolotto, Empoli via della Repubblica, Asciano, Bibbiena, Buonconvento,
Chianciano,Chiusi, Camucia, Foiano, Montesansavino, Monteroni d’Arbia, San
Gimignano, Sinalunga, Torrita di Siena, Castiglion Fiorentino, Siena San
Miniato, Taverne d’Arbia,Rosia, Subbiano, Terranuova Bracciolini, Stia.
Ne hanno scritto anche:
La Nazione; Il Tirreno; Nove da Firenze