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«Casa Bianca-Italia»: un libro di Alessandro Orsini
di Patrizio Paolinelli (*) Guerre della Nato. Alessandro Orsini mette sotto accusa la stampa estera   Pur essendo scritto da un noto personaggio televisivo il libro di Alessandro Orsini, «Casa Bianca-Italia. La corruzione dell’informazione di uno Stato satellite» (Paper FIRST, Roma, 2025, pp 234, euro 18,50) non ha avuto numerose recensioni. E si capisce facilmente perché: presenta un ritratto a
Furundulla 303 – Tanto le guerre passano…
…sui nostri corpi. Allegria!! di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Make Donald   Italia-Venezuela andata e ritorno Confusione “Tu lo chiami solo un vecchio sporco imbroglioMa è uno sbaglio, è petrolioTroppo furbo per non essere sinceroMa è davvero oro nero?”
Ucraina: vogliamo aver ragione o vogliamo salvare vite umane?
Vivo in Repubblica Ceca e conosco molti ucraini che sono scappati dalla loro terra. Quasi tutti mi dicono la stessa cosa. Pochi giorni fa ho preso un taxi ed è successo qualcosa che mi ha colpito profondamente. Di solito gli ucraini evitano di parlare della guerra, anche per timore di essere spiati. Ma quella volta ha fermato il taxi, mi ha guardato e mi ha detto: «Guardate, voi volete a tutti i costi che noi continuiamo questa guerra. Noi non ne possiamo più. Questa guerra deve finire, perché noi non ce la facciamo più». Questo è l’appello straziante che dovremmo ascoltare. La Russia continua ad armarsi e i suoi leader si mostrano in uniforme militare, alimentando una narrazione bellica che trascina anche il loro popolo in una spirale di sacrifici e sofferenza. Zelensky, intanto, siede al tavolo con i “volenterosi” per elaborare un piano che, nei fatti, prolunga il conflitto più che aprire una reale prospettiva di pace.  Se si continua così, l’intera Ucraina verrà distrutta.  Ognuno, legittimamente, dà la propria interpretazione. I grandi media ci hanno ripetuto per anni che la responsabilità sarebbe interamente della Russia, con Putin dipinto come un folle deciso a occupare l’Ucraina. Altri sostengono invece che “la NATO ha abbaiato ai confini della Russia” e ha avuto un ruolo centrale nell’escalation del conflitto. Al di là di tutte le interpretazioni geopolitiche, delle analisi e delle posizioni ideologiche, c’è una domanda che dobbiamo porci: a cosa vogliamo dare la priorità? Alla difesa delle nostre idee e interpretazioni, agli slogan della “pace giusta” e della “guerra giusta”? Diamo priorità al tornaconto economico per partecipare al business della ricostruzione? Oppure alla vita delle persone, alla salvezza di un popolo allo stremo?  Sentiamo dire: “se accettiamo la pace alle loro condizioni, allora gliela diamo vinta. Vince la legge del più forte”. E vogliamo mettere questa pseudo morale, mista di orgoglio e vendetta, al di sopra della vita della gente ucraina? E se domattina dovessimo partire noi o nostro figlio per “non dargliela vinta”, che faremmo?  Qual è il valore centrale: le nostre convinzioni o la vita umana?  Oggi, per propri interessi, gli Stati Uniti sembrano voler chiudere questa fase della guerra. Eppure, proprio mentre si intravede una possibile via d’uscita, entrano in scena i cosiddetti “volenterosi”, guidati soprattutto dal Regno Unito e dalla Francia. Invece di spegnere l’incendio, sembra che vogliano trascinare tutta l’Europa con i suoi giovani nella guerra.  Il popolo ucraino sta vivendo una condizione di disperazione totale. Andare avanti così è semplicemente impossibile. Continuare la guerra in nome di equilibri geopolitici o di strategie militari significa ignorare la realtà concreta di milioni di persone che non ce la fanno più. In tutto questo, chi paga il prezzo più alto sono le persone comuni. Se davvero mettiamo al centro la vita umana, allora la strada è una sola: fermare la guerra, sedersi ai negoziati, ascoltare anche il nemico, trovare un accordo. A tutti i costi, tranne uno: quello delle armi. Perché la situazione è diventata insostenibile, e ogni giorno in più di guerra rende la pace più difficile e il dolore più profondo. È fondamentale far sentire la nostra voce. Perché l’opinione della gente ancora conta. È vero: oggi i poteri reali sono lontani dalla gente e sembrano non ascoltare più i cittadini. I governi, che dovrebbero rappresentare la volontà popolare, plasmano invece l’opinione pubblica, adattando i cittadini alla propria volontà. È vero, le nostre sono democrazie, ma sempre più formali. Eppure, anche dentro questi limiti, l’opinione pubblica continua ad avere un peso. I partiti, prima o poi, sono costretti a confrontarsi con ciò che la gente pensa e vuole. Smettiamo di sostenere quei politici che, al di là della loro appartenenza politica, in qualche modo alimentano il business della guerra. Non siamo del tutto impotenti. Abbiamo ancora un minimo di potere: quello di parlare, di dissentire, di rifiutare la guerra, di chiedere la pace. Far sentire la nostra voce oggi non è inutile. È necessario. Vogliamo difendere le nostre convinzioni o vogliamo, finalmente, salvare vite umane?    Gerardo Femina
Ucraina – Riconosciuta la protezione sussidiaria al richiedente per la presenza di violenza indiscriminata
La decisione del Tribunale di Potenza si segnala per la puntuale applicazione dell’art. 14, lett. c), d.lgs. 251/2007 in relazione al conflitto armato in corso in Ucraina. Il Collegio ribadisce un principio ormai consolidato: in presenza di una situazione di violenza indiscriminata di eccezionale intensità, accertata mediante COI aggiornate e qualificate, il richiedente è esonerato dall’onere di dimostrare un rischio individualizzato, secondo l’insegnamento della CGUE (sentenza Elgafaji). “La situazione contestuale – si legge nella pronuncia – che emerge dalle fonti consultate, dimostra, seppur in modo più limitato nella regione di provenienza del ricorrente, il serio pericolo di violenza indiscriminata a cui sono esposti i civili, oltre alla continua e radicata violazione dei diritti fondamentali della persona e ciò esime il ricorrente dal fornire prova del rischio specifico che egli correrebbe nel caso di rientro nel Paese di origine (vedi CGUE Grande sezione sentenza del 17 febbraio 2009 nel procedimento C-465/07, caso Elgafaji), non rilevando, dunque, alcun giudizio di comparazione tra la condizione individuale in cui si troverebbe il ricorrente in caso di rimpatrio e quella medio tempore raggiunta in Italia“. Tribunale di Potenza, decreto del 15 ottobre 2025 Si ringrazia l’Avv. Andrea Fabbricatti per la segnalazione. -------------------------------------------------------------------------------- * Consulta altri provvedimenti relativi all’accoglimento di richieste di protezione da parte di cittadini/e dell’Ucraina * Contribuisci alla rubrica “Osservatorio Commissioni Territoriali” VEDI LE SENTENZE * Status di rifugiato * Protezione sussidiaria * Permesso di soggiorno per protezione speciale
In piazza per il Venezuela: contro l’imperialismo
Sabato 10 gennaio manifestazioni in molte città. Una nota redazionale, con il comunicato dell’Usb (Unione Sindacale di Base) e la mobilitazione di Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa). Nonostante in molte parti d’Italia sia previsto un gelo quasi polare, il 10 gennaio si torna in piazza contro la guerra permanente (e dilagante), contro l’aggressione Usa al Venezuela e per la Palestina. Qui
L’Europa bipolare, tra Groenlandia e Ucraina
Il bipolarismo affligge l’Europa. Non è la vecchia divisione del mondo in due (tra Occidente capitalista e Urss socialista), né quel sistema elettorale antidemocratico che obbliga a stare in uno dei due schieramenti prestabiliti oppure sparire. L’Unione Europea è affetta da disturbo bipolare, altro nome della schizofrenia. A forza di […] L'articolo L’Europa bipolare, tra Groenlandia e Ucraina su Contropiano.
La befana vien di notte…
Di anno in anno tutto va bene e nel cuore dell’Europa e dell’Oriente si gioca il futuro del mondo, confezionato dagli Stati Uniti con le frontiere aperte alla guerra e chiuse negli atti di pace da equilibrare e de-formare nel riso e nel pianto. Di anno in anno tutto va bene e il capo dello Stato, che tiene la Carta, crede nella coesione sociale e mattarella le vie e le viuzze del terrorismo e ignora i migranti… e La Russa-ta liberticida che spalanca le autostrade del futuro senza dimenticare il passato repubblichino. Di anno in anno tutto va bene nella vecchia e nuova potestà dittatoriale, che tiene i suoi pro-fili fallocratici dall’unità d’Italia alla dis-unità antifascista, rafforzata dalle parole ri-pugnanti di questo governo che va snidato prima che sia… ancora una volta troppo tardi. Di anno in anno tutto va bene e la democrazia si lascia svolazzare e adagiare nella pancia molle del sistema e la befana Trump-iana scende di notte e getta DrONI a piccini e adulti sulla terra che trema e subisce il gretto rigore del Grande Paese… senza diritti. Pino Dicevi
L’attacco a Putin è (quasi) ingestibile
C’è qualcosa di noiosamente ripetitivo nel modo in cui il sistema mediatico europeo tratta le vicende guerra/trattative sull’Ucraina. Ma proprio questa ripetitività rivela un “metodo”, una logica, un intento. E molta cecità. La vera notizia-bomba degli ultimi giorni è certamente il tentativo di Kiev di colpire una delle residenze ufficiali […] L'articolo L’attacco a Putin è (quasi) ingestibile su Contropiano.
Due secoli di russofobia e rifiuto della pace
L’ Europa ha ripetutamente rifiutato la pace con la Russia nei momenti in cui era possibile raggiungere un accordo negoziato, e tali rifiuti si sono rivelati profondamente controproducenti. Dal diciannovesimo secolo a oggi, le preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza sono state trattate non come interessi legittimi da negoziare […] L'articolo Due secoli di russofobia e rifiuto della pace su Contropiano.
Droni contro Putin, la mossa della disperazione
Sarà un caso, ma ogni volta che il lavoro diplomatico per arrivare ad una pace sembra fare un passo avanti “succede” qualcosa che prova a rimandarlo indietro. Ieri il “fatto” è stato decisamente grosso: 91 droni a lungo raggio ucraini hanno provato a raggiungere la residenza di Putin sul lago […] L'articolo Droni contro Putin, la mossa della disperazione su Contropiano.