Uno sguardo analitico verso la Germania militarizzata (e non solo)
I recenti dati economici (caduta della produzione e del fatturato industriale)
nei Paesi europei dovrebbero indurre a riflettere sull’effettivo stato di salute
della Unione Europea. E, per quanto concerne l’Italia, non è sufficiente ai fini
degli investimenti l’adozione dell’IRES o gli ennesimi sconti fiscali sui nuovi
assunti quando viene meno proprio il rischio di impresa che poi si traduce in
investimenti tecnologici e produttivi.
Se non vogliamo arrenderci a un futuro di precarietà (inutile anche ai fini del
rilancio industriale con la riduzione delle ore lavorate e con la bassa
produttività), le scelte da operare in Italia dovrebbero essere ben diverse da
quelle del Governo Meloni sempre che l’obiettivo non sia quello di pensare a un
futuro del nostro paese nel ruolo di colonia USA.
E qualche fondata preoccupazione arriva perfino da Confindustria che prevede un
2025, sulla base di una ricerca, che vede in grande sofferenza l’industria,
specie quella meccanica, e il welfare: Che 2025 sarà? I pronostici di 110
esperti: bene la finanza, male crescita e industria metalmeccanica – Il Sole 24
ORE.
Perfino analisti dei principali giornali italiani iniziano a dubitare della
efficacia di tutte le politiche fino ad oggi intraprese, preoccupati dal declino
industriale del nostro paese:
corriere.it/frammenti-ferruccio-de-bortoli/25_gennaio_17/l-industria-va-male-ma-non-preoccupa-nessuno
Se l’Italia si trova in serie condizioni di recessione, ancor più grave è la
situazione in Germania con l’economia da due anni in ferma: una crisi investe
direttamente la campagna elettorale con le elezioni politiche di febbraio. La
crisi tedesca ha immediate ripercussioni, come avvenuto negli ultimi Paesi, sul
made in Italy. Le esportazioni italiane sono in grande crisi soprattutto nel
settore auto: La crisi della Germania manda in rosso il made in Italy – Il Sole
24 ORE.
E il rincaro dei generi elettrici ha avuto un ruolo dirimente in questa caduta.
L’intrusione di Musk e il suo sostegno all’estrema destra tedesca confermano la
volontà di Trump di utilizzare strumentalmente le difficoltà crescenti della Ue
per ridimensionare l’unione politica e monetaria del vecchio continente e la sua
stessa economia (attraverso il prolungamento della guerra in Ucraina), gettando
discredito sull’Europa e delegittimando la classe politica che la guida.
Sullo sfondo delle elezioni politiche lo scontro tra i fautori della economia
verde e i sostenitori delle energie non rinnovabili che poi sono state
determinanti nella elezione di Trump insieme all’apparato tecnologico ed
industriale che opera in campo militare.
La crisi della manifattura tedesca e in particolare dell’industria meccanica è
confermata non solo dai ridimensionamenti produttivi in VW ma anche dalle
vendite contenute delle auto elettrice soppiantante da quelle a diesel: “Solo
380.600 veicoli elettrici sono stati immatricolati di recente. Ciò corrisponde a
un calo del 27,5% rispetto all’anno precedente” Le nuove immatricolazioni di
auto elettriche in Germania sono diminuite del 27,5% nel 2024.
Siamo davanti a un insolito connubio tra sostenitori delle energie non
rinnovabili, apparato industrial-militare e settori attivi nella ricerca e
produzione delle tecnologie duali insieme alle multinazionali che controllano
l’informazione, è questo l’insieme degli interessi che sostiene Trump. I ritardi
della UE in campo tecnologico producono la supremazia dei satelliti di Musk ma
anche il dominio di Usa e Cina nella produzione delle auto elettriche. A fine
2024 le auto elettriche in circolazione in Germania erano solo 1,4 milioni, a
fronte di un obiettivo, entro il 2030, di 15 milioni di auto elettriche,
obiettivo ormai impossibile da raggiungere
Torniamo alle elezioni tedesche, dai sondaggi si evince il probabile vincitore
ossia la conservatrice CDU/CSU in testa nei sondaggi (29%) con il crollo dei
verdi e della Spd e con due partiti attorno al 20 per cento, il BWS e la AfD
definita da Musk “l’ultima speranza della Germania”. Le spese militari renane
sono in costante crescita come le esportazioni di armi, l’industria di armi
tedesca sta acquisendo partnership con analoghe aziende di mezzo mondo, quelle
con maggiore tasso tecnologico: La Germania approva l’acquisto dell’artiglieria
missilistica israeliana PULS.
Ed è di poche settimane fa la notizia di istituire una nuova divisione militare
dedicata alla difesa del territorio: La Germania istituisce una divisione
militare dedicata alla difesa territoriale – Reuters.
La crisi tedesca è confermata dalla perdita di posti di lavoro e dalla crescita
dei disoccupati: Germania: numero di disoccupati al massimo, tasso di
disoccupazione ancora stabile.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università