PALESTINA: IL GIORNO DOPO LA LIBERAZIONE DI UN SOLDATO ISRAELO AMERICANO, TRUMP ARRIVA IN MEDIO ORIENTE E TEL AVIV BOMBARDA GLI OSPEDALI
Dopo il rilascio da parte di Hamas di un soldato con cittadinanza Usa e
israeliana, il 21enne Idan Alexander, Israele ha bombardato nella notte
l’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Almeno 2 le
vittime; tra loro il giornalista palestinese Hassan Eslaih. si trovava nel
reparto ustionati, ricoverato il mese scorso in seguito a un altro raid nello
stesso ospedale; allora nel mirino direttamente la tenda adibita a Media Center,
con due morti, incluso un altro giornalista. Sempre oggi l’artiglieria
israeliana ha ucciso una palestinese e ferite altre, oltre a minori, nel
quartiere di Ad-Daraj, est di Gaza City; colpita una struttura scolastica che
ospitava sfollati vicino alla scuola Az-Zahraa. Bombardato pure un appartamento
a Gaza City, con diverse vittime, non è ancora chiaro quante. Nelle ultime 24
ore, i morti accertati sono almeno una quarantina in tutta Gaza.
Idan Alexander è il primo soldato dell’Idf, maschio e in vita, tra quelli rapiti
il 7 ottobre del 2023, ad essere liberato, mentre Trump ha iniziato la propria
visita in Medio Oriente: è atterrato in mattinata a Riad, Arabia Saudita. La
liberazione diretta del soldato Usa, nato in New Jersey e volato a Tel Aviv per
combattere, “è un messaggio al presidente Usa” dice Hamas, che chiede ora
‘negoziati seri per il rilascio di altri rapiti e una soluzione complessiva:
Trump ponga fine alla guerra’. Su questo tema l’inviato Usa Witkoff ha
incontrato intanto Netanyahu, mentre si registra alta tensione sull’asse
Washington – Tel Aviv.
Abbiamo parlato dei movimenti diplomatici in corso tra Stati Uniti, Israele e
Hamas con Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri. Ascolta o scarica
In attesa di qualche novità, a Gaza si muore di fame e di sete, dopo 2 mesi e
mezzo di aiuti bloccati da Israele ai valichi. “Non abbiamo bisogno di aspettare
una dichiarazione di carestia a Gaza per sapere che le persone stanno già
morendo di fame, si ammalano e muoiono, mentre cibo e medicine sono a pochi
minuti di distanza oltre il confine” denuncia oggi l’Oms, facendo riferimento
all’ultimo rapporto sulla Classificazione integrata della fase di sicurezza
alimentare , per il quale “senza accesso immediato a cibo e beni essenziali, la
situazione continuerà a peggiorare, causando altre morti e sfociando nella
carestia”.