NTA del PRG: quali regole per la città che cambia – Tommaso Amodeo (Pres. Comm. Urbanistica)
Pubblichiamo l’intervento di Tommaso Amodeo, Presidente della VIII Commissione
Urbanistica di Roma Capitale, al convegno di Alleanza Verdi Sinistra del 18
febbraio 2026 “Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la
città che cambia”[su gentile concessione del Presidente e degli organizzatori –
le note sono di Carteinregola]
Tommaso Amodeo : ringrazio Adriano Labbucci, per questo invito e tutta Alleanza
Verdi Sinistra. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare prima le parole
dell’assessore Veloccia[i], ovviamente, per cui intervengo un po’ alla cieca,
però le cose che avrei detto davanti a Veloccia le dico comunque.
Il legislatore prevede che il PRG [Piano Regolatore Generale]sia votato due
volte. Dopo il primo voto ci sono le osservazioni, le controdeduzioni e poi il
secondo voto. Il legislatore prevede il secondo voto non come esercizio di
stile, ma perché lo strumento del Piano Regolatore è così complesso, così
grosso, che si prevede che i terzi possano dare del valore aggiunto e dire delle
cose importanti, portare valore all’amministrazione.
E arriviamo al caso nostro. A dicembre 2024 abbiamo adottato la variante. Ciò
che ora noi in questa fase dobbiamo mostrare, come amministrazione, è la
capacità di ascolto delle critiche che abbiamo ricevuto. Noi, come politica,
abbiamo lavorato con grande operosità fino a ora. Adesso, alla operosità deve
seguire la umiltà nell’ascoltare le critiche più significative. Dunque dobbiamo
cambiare qualcosa.
Tante associazioni hanno formulato osservazioni di qualità, nonché la
Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina hanno preso carta e penna
e hanno scritto cose rilevanti. Cose molto rilevanti, tanto più che non le
avevano dette prima, perché si sono espresse per la prima volta dopo aver letto
il testo coordinato.
I temi sono tanti, io ne ho tirati fuori tre che mi stanno a cuore: Carta per la
qualità, G2 [Guida per la Qualità degli interventi] in Città Storica[2] e DR
[Demolizione e Ricostruzione] in Città Storica. L’articolo 16.3 delle NTA
[Norme Tecniche di Attuazione][3] l’abbiamo citato tutti, la prevalenza della
norma di Piano sulle indicazioni del G2 è un tema. Riconosco che non avevo
capito la portata di questa norma fino in fondo quando l’ho votata. Ora bisogna
gestirla e bisogna fare delle scelte chiare. E sono scelte complicate, come
diceva il collega Bonessio.
O la cancelliamo, se riusciamo a trovare una convergenza, oppure dobbiamo
prevedere delle eccezioni, ossia dei casi in cui la prevalenza non si applica.
Quindi o agiamo a monte, cancellandola, o agiamo a valle, dicendo: “Qua non c’è
prevalenza”. Il discorso, come potete immaginare, è delicato.
È chiaro che se si stabiliscono le eccezioni, le eccezioni vanno declinate sia
come categorie di intervento sia come classi di immobili.
Come categorie di intervento, mi sembra difficile sfuggire a DR e RE
[Ristrutturazione Edilizia], le categorie più rilevanti. E come classi di
immobili, il discorso è articolato, perché oggi si fa un gran parlare di
villini, come se la salvaguardia dei villini fosse la salvaguardia della città.
Anche, ma non è tutto. Nel G2 ci sono sei famiglie, ventiquattro classi,
quarantun categorie. Questo è il perimetro che deve essere salvaguardato, non un
oggetto di più, non un oggetto di meno.
Non sono le NTA il luogo dove stabilire regole diverse per le diverse classi.
Noi come politica possiamo fare delle cose precise, possiamo alleggerire il G1
[Carta per la Qualità], secondo me dobbiamo alleggerire il G1 dove ci sono
troppe cose. Dobbiamo aggiornare e possiamo anche rivedere il G2, ma non sono le
NTA, a mio avviso, il luogo dove fare regole diverse per diverse classi. Vedremo
come evolverà il dibattito nei prossimi mesi. Certo, è importante che la
consapevolezza fra i colleghi cresca su questi temi, e io sono fiducioso che
stia crescendo.
Il secondo tema che mi sta cuore è l’utilizzo del G2 in Città Storica, quindi
parte tre del G2. Farò del mio meglio, perché bisogna stare sempre un po’ cauti,
per ripristinare il G2, almeno negli articoli 24, mi sembra, commi 6, 12 e 25.3.
Quindi, il G2 è uno strumento fondamentale per il CO.Q.U.E [Comitato per la
Qualità Urbana ed Edilizia][4], è un messale per valutare i progetti, altrimenti
avremo una città che crescerà in modo disordinato, con una deregulation
urbanistica. Avremo una città dove gli uffici avranno difficoltà a seguire i
progetti e quindi sarà tutto un pochino più complicato. Dunque il G2 va rimesso
al centro dell’agenda.
Il terzo tema è la sostituzione edilizia, intesa come Demolizione e
Ricostruzione, in Città Storica.
Nel vecchio Piano era sottoposta a una serie di limiti: si poteva fare quando
c’erano le alterazioni irreversibili, oppure previa verifica
storico-architettonica alla luce del G2, e sui tessuti T1 e T2[5] si poteva
fare quando c’era la perdita del requisito tipo morfologico, e sui tessuti
successivi occorreva fare verifiche storico-architettoniche. Oggi tutti questi
filtri si sono, mi sembra, alleggeriti, o forse addirittura azzerati, e qualche
filtro sarebbe bene rimetterlo, prima che Elon Musk compri una bella palazzina
antica, la butti giù e faccia un bel falso storico, che diventerebbe un
monumento a sua volta per la originalità dell’operazione.
Ma se riusciamo a non fargliela fare, io sono più contento.
Grazie!
Tommaso Amodeo
27 febbraio 2026
Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
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NOTE
[1] l’assessore all’urbanistica Veloccia si era dovuto allontanare per impegni
istituzionali ed è poi intervenuto alla fine del convegno
[2] La Città Storica nel Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma (artt. 24-44
NTA) è definita come un sistema integrato che comprende il centro storico (entro
le mura), le espansioni otto-novecentesche e insediamenti di valore
storico/testimoniale. È soggetta a tutela, con interventi finalizzati alla
conservazione del tessuto edilizio, spaziale e morfologico vedi
https://geoportale.comune.roma.it/georoma/norme/ART_NTA/Art_24.htm#:~:text=Art.%2024.%20Norme%20generali%20*%20Per%20Citt%C3%A0,consolidata%2C%20interne%20ed%20esterne%20alle%20mura%2C%20e
[3] Vedi Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità vedi
https://www.carteinregola.it/idossier-2/modifiche-al-piano-regolatore-di-roma-cronologia-materiali/delibera-di-adozione-modifiche-piano-regolatore/adozione-modifiche-nta-prg-art-16-carta-per-la-qualita/
[4] Il Co.Q.U.E. (Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia) a Roma è
l’organismo tecnico istituito dal Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di
Roma. Ha il compito di esprimere pareri obbligatori sulla qualità architettonica
e urbanistica di progetti, specialmente in ambiti delicati o di trasformazione
urbana. vedi
https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF48837&pagina=5#:~:text=Roma%20Capitale%20%7C%20Sito%20Istituzionale%20%7C%20Comitato,Q.U.E.)
[5] I tessuti T1 (origine medievale) e T2 (di espansione otto-novecentesca) nel
PRG di Roma definiscono aree storiche con regole rigide di conservazione e
trasformazione. I T1 presentano tessuti complessi, mentre i T2 sono definiti da
espansioni ottocentesche e novecentesche