Infortunio mortale a Monfalcone. Sciopero in tutti i cantieri del gruppo
Questa mattina, 25 febbraio, nel corso di attività manutentive su un tetto di
un capannone nel cantiere di Monfalcone di Fincantieri, un lavoratore
ventisettenne di una ditta specializzata per lavori in quota è precipitato a
terra e ha perso la vita.
Non è più accettabile che nel nostro Paese gli infortuni mortali continuino a
verificarsi senza che nulla cambi. Devono cambiare le regole che governano il
mondo del lavoro, soprattutto quando la produzione è basata su operazioni
oggettivamente rischiose: devono cambiare i tempi e le modalità operazionali,
deve migliorare la formazione e devono essere intensificati i controlli.
Altrimenti saremo sempre a ripetere ipocrite litanie, un inutile “mai più”, nel
campo della guerra a lavoratrici e lavoratori, come in quello dei conflitti
armati.
Basta, basta, basta morire lavorando. Oltre a Monfalcone, dove chiaramente i
lavoratori si sono immediatamente fermati in sciopero, sono state proclamate 2
ore di sciopero in assemblea anche negli altri cantieri e allargandole anche
alle aziende in appalto.
Come Partito della Rifondazione Comunista, esprimiamo cordoglio e vicinanza alla
famiglia e ai colleghi del lavoratore morto la mattina del 25 febbraio.
Paolo Benvegnù, responsabile Lavoro – PRC nazionale
Gianluca Paciucci, segretario PRC-Trieste
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea