COMALA: da spazio di aggregazione ad acceleratore per imprese
L’avviso pubblico del comune di Torino per l’assegnazione degli spazi di corso
Ferrucci 65/a, meglio conosciuto come Comala, ha visto una cordata di enti, che
ambiscono a promuovere sturt up e ad accelerare imprese, aggiudicarsi il bando.
Dopo 15 anni in cui è stata data forma e vita ad attività, posti di lavoro e
progetti partecipati quotidianamente da centinaia di persone, un colpo di spugna
del Comune vorrebbe cancellare questa esperienza di aggregazione e gestione di
spazi pubblici.
Social Innovation Teams, Eufemia, Paolo Landoni e Pasquale Lanni: i nomi noti –
non per meriti – a guida della cordata.
Oltre il danno la beffa. Non solo, l’avviso pubblico è stato strutturato dal
Comune partendo e prendendo spunto – o meglio appropriandosi – delle attività
costruite negli anni da Comala, ma i vertici della cordata sono arrivati nei
giorni scorsi a dichiarare con una certa arroganza tutta accademica, di avere
come obiettivo quello di “fare meglio di Comala”, pur avendone di fatto copiato
la progettualità.
Senza una esplicita messa a profitto, non solo degli spazi, ma anche di ogni
attività umana, le possibilità di gestire luoghi pubblici si rivela sempre più
ridotta. Eppure da quanto si muove attorno agli spazi e alle persone del Comala,
sembra che la decisione dell’amministrazione non avrà vita facile.
Insieme ad una lavoratrice di Comala ne parliamo ai microfoni di Radio Blackout: