[Da Roma a Bangkok] Riso, colonia, suolo, diabete
Il riso, spesso rappresentato in Occidente attraverso l’immagine esotica di
terrazzamenti montani e la suggestione di tradizioni immutabili, è in realtà una
chiave potente per leggere trasformazioni politiche, economiche e ambientali di
lungo periodo. Più che una semplice coltura, è un’infrastruttura sociale con
forme organizzative complesse, capaci tanto di sostenere Stati centralizzati,
quanto di alimentare reti comunitarie resilienti. La risaia è, insieme,
dispositivo tecnico e politico. Produce un surplus di capitale alimentare,
politico, sociale e rende possibile la tassazione e l’amministrazione; inoltre,
consolida identità collettive.
Parlare di riso significa, dunque, intrecciare suolo, potere, capitale, salute.
Il riso è una lente attraverso cui è possibile osservare, nel tempo, come le
decisioni politiche di quello che oggi è l’ovest globale si sono sedimentate nel
loro sviluppo diacronico e continuano a influenzare corpi, territori e
possibilità future.