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Dal Festival della Canzone Italiana… a Eurovision, passando anche dal ‘palcoscenico’ di Milano-Cortina
Una manifestazione di protesta si svolgerà a Sanremo sabato 28 febbraio mentre al Teatro Ariston andrà in scena la serata finale della competizione canora. ‘Madrina’ e co-conduttrice dello spettacolo è Laura Pausini, la cantautrice faentina che all’edizione 1993 del festival si è aggiudicata il primo premio Novità e poi ha vinto anche tanti premi internazionali molto prestigiosi: cinque Latin Grammy Awards tra il 2005 e il 2023, nel 2021 un Satellite Award e un Golden Globe e nel 2006 un Grammy Award. Nella serata di ieri, giovedì 26 febbraio, sul palco dell’Arison ha cantato Heal The World di Michael Jackson insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano e poi, indicando i bambini, proclamato: “Vogliamo tutti un mondo senza guerre e lo vogliamo per loro”. Pochi giorni prima dell’inzio del festival, interpellata in merito alla decisione della sua collega Levante, che in caso di vincita al Festival di Sanremo rifiuterebbe la nomina a rappresentare la nazione all’Eurovision Song Contest, ha risposto che lei invece l’accetterebbe. Inoltre, sebbene come esecutrice dell’inno nazionale alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 recentemente sia stata designata porta-voce di tutti i propri connazionali, sulla questione della partecipazione della delegazione israeliana alla gara europea Laura Pausini ha illustrato la propria ‘visione’ del mondo dello spettacolo precisando che “Un capo di governo non rappresenta ciascuno dei suoi cittadini” e dichiarato «Credo che sia sbagliato penalizzare un artista, che magari nemmeno dichiara la sua idea, per colpa di chi governa». Organizzato dalla European Broadcasting Union proclamando che è “il più grande evento musicale dal vivo al mondo”, anche “profondamente radicato nella cultura collettiva europea”, Eurovision «È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi», ha spiegato Claudia Lagona, in arte Levante, affermando di non ambire a parteciparvi come ‘delegata’ italiana perché tra le nazioni partecipanti c’è «un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio in atto: non si può fare finta di niente». Insieme a BDS e altre realtà solidali con il popolo palestinese mobilitate nella campagna Vogliamo un’altra musica!, USB segnala che, dopo questa affermazione di Levante, la Rai ha preso provvedimenti: «ha reso noto tramite un proprio comunicato di voler avviare una verifica preventiva sulle disponibilità degli artisti in gara, al fine di ottenere in anticipo un quadro complessivo delle loro intenzioni. L’obiettivo, come dichiarato da Claudio Fasulo, vicedirettore della Direzione Intrattenimento Prime Time della Rai, è rendere la decisione “vincolante per non perdere tempo”». «Questo atteggiamento censorio è inaccettabile – dichiara USB insieme a BDS – Come artisti, artigiani e lavoratori dello spettacolo pretendiamo che venga garantito un clima di rispetto, trasparenza e indipendenza, e che cessi immediatamente qualsiasi forma di pressione indebita. Ribadiamo la nostra ferma opposizione all’operazione di art-washing da parte del Governo di Israele attraverso la partecipazione all’Eurovision Song Contest, e contestiamo l’appoggio di questa manovra da parte del Governo e della RAI». E oggi alcuni gruppi locali hanno annunciato la manifestazione in programma a Sanremo nella serata di sabato 28 febbraio: > Sanremo non è soltanto una questione musicale. > > Chi vince Sanremo rappresenterà l’Italia all’Eurovision, una vetrina politica > internazionale seguita da milioni di persone. All’Eurovision la partecipazione > di Israele è stata confermata, nonostante le gravissime accuse di violazioni > del diritto internazionale umanitario e il procedimento in corso davanti alla > Corte Internazionale di Giustizia relativo al genocidio nei confronti del > popolo palestinese. Mentre sul palco si accendono le luci, in Palestina si > spengono vite. Non accettiamo che la cultura musicale venga usata per > normalizzare un massacro segnato ancora da bombardamenti su civili, > distruzione sistematica, assedio, deportazione. Eurovision non è neutrale e il > servizio pubblico non può rifugiarsi dietro l’intrattenimento. La musica non > cancella le macerie. > > Sanremo non ci distrae. In Palestina si muore. > > Scendiamo in piazza contro ogni forma di normalizzazione dei crimini in atto. > Sanremo – piazzale Pian di Nave – sabato 28 febbraio – alle 19:00 Maddalena Brunasti
February 27, 2026
Pressenza
Irruzione al Festival di Sanremo: attivisti contro il greenwashing degli sponsor
Nella serata di martedì 24 febbraio la passerella del teatro Ariston a Sanremo è stata interrotta da una protesta di una decina di attivisti di Extinction Rebellion, che hanno fatto irruzione sul blue carpet per denunciare le operazioni di greenwashing degli sponsor principali del Festival, in particolare ENI e Costa Crociere. Gli attivisti hanno scavalcato le transenne che li separavano dalla passerella — recentemente allestita nei colori di ENI — e hanno cercato di esporre cartelli con slogan come “‘Stella Stellina’, l’ecocidio si avvicina”, “Eni ‘sei tu’ che distruggi il pianeta” e “Bellissimo Sanremo ma ‘che fastidio’ questi sponsor”. La sicurezza del Festival è intervenuta immediatamente, strappando gli striscioni e trascinando via in malo modo i manifestanti, che sono stati poi portati via in stato di fermo. Fermate anche alcune persone che stavano documentando la scena con telefoni e videocamere. Una denuncia contro il greenwashing di ENI La protesta di Extinction Rebellion rientra in una più ampia contestazione contro le politiche di greenwashing di ENI, che secondo il movimento starebbe investendo massicciamente nella sponsorizzazione di eventi sportivi e culturali per migliorare la propria immagine pubblica, senza però assumere impegni concreti sulla riduzione dell’impatto ambientale. Secondo un report di Oil Change International del 2023, “nel 2022 le attività commerciali di Eni hanno causato più inquinamento netto da gas serra a livello mondiale dell’Italia stessa”. Un più recente studio dell’organizzazione A Sud evidenzia come l’azienda abbia messo in campo una strategia di marketing culturale di vasta portata, legando il proprio marchio a numerose iniziative, senza però fornire reali contributi alle cause sociali e ambientali che dichiara di sostenere. Nel mirino anche Costa Crociere Extinction Rebellion ha inoltre criticato Costa Crociere, altro main sponsor del Festival. Pur avendo presentato un piano di sostenibilità che prevede la neutralità climatica entro il 2050, la compagnia continua a promuovere l’uso del gas fossile (GNL) per le proprie navi come soluzione “sostenibile”, scelta che gli attivisti contestano duramente. Il messaggio del movimento “Così come sarebbe inaccettabile che le grandi aziende del tabacco sponsorizzassero il Festival, è inaccettabile permettere alle aziende maggiormente responsabili della crisi eco-climatica di ripulire la propria immagine pubblica”, dichiara Extinction Rebellion. Il movimento sottolinea inoltre il valore storico e culturale dell’evento: “Dal 1951 Sanremo è la colonna sonora della storia del nostro Paese, ma non c’è musica su un pianeta morto. Non possiamo permettere che un evento che celebra la musica e chi la crea sia finanziato proprio da chi minaccia il futuro del pianeta”. Gli attivisti per il clima concludono ribadendo la necessità di ascoltare la scienza, che da decenni lancia allarmi sulle conseguenze delle emissioni climalteranti, troppo spesso ignorate dai governi.   Erica Cardin
February 25, 2026
Pressenza