Irruzione al Festival di Sanremo: attivisti contro il greenwashing degli sponsor
Nella serata di martedì 24 febbraio la passerella del teatro Ariston a Sanremo è
stata interrotta da una protesta di una decina di attivisti di Extinction
Rebellion, che hanno fatto irruzione sul blue carpet per denunciare le
operazioni di greenwashing degli sponsor principali del Festival, in particolare
ENI e Costa Crociere.
Gli attivisti hanno scavalcato le transenne che li separavano dalla passerella —
recentemente allestita nei colori di ENI — e hanno cercato di esporre cartelli
con slogan come “‘Stella Stellina’, l’ecocidio si avvicina”, “Eni ‘sei tu’ che
distruggi il pianeta” e “Bellissimo Sanremo ma ‘che fastidio’ questi sponsor”.
La sicurezza del Festival è intervenuta immediatamente, strappando gli
striscioni e trascinando via in malo modo i manifestanti, che sono stati poi
portati via in stato di fermo. Fermate anche alcune persone che stavano
documentando la scena con telefoni e videocamere.
Una denuncia contro il greenwashing di ENI
La protesta di Extinction Rebellion rientra in una più ampia contestazione
contro le politiche di greenwashing di ENI, che secondo il movimento starebbe
investendo massicciamente nella sponsorizzazione di eventi sportivi e culturali
per migliorare la propria immagine pubblica, senza però assumere impegni
concreti sulla riduzione dell’impatto ambientale.
Secondo un report di Oil Change International del 2023, “nel 2022 le attività
commerciali di Eni hanno causato più inquinamento netto da gas serra a livello
mondiale dell’Italia stessa”.
Un più recente studio dell’organizzazione A Sud evidenzia come l’azienda abbia
messo in campo una strategia di marketing culturale di vasta portata, legando il
proprio marchio a numerose iniziative, senza però fornire reali contributi alle
cause sociali e ambientali che dichiara di sostenere.
Nel mirino anche Costa Crociere
Extinction Rebellion ha inoltre criticato Costa Crociere, altro main sponsor del
Festival. Pur avendo presentato un piano di sostenibilità che prevede la
neutralità climatica entro il 2050, la compagnia continua a promuovere l’uso del
gas fossile (GNL) per le proprie navi come soluzione “sostenibile”, scelta che
gli attivisti contestano duramente.
Il messaggio del movimento
“Così come sarebbe inaccettabile che le grandi aziende del tabacco
sponsorizzassero il Festival, è inaccettabile permettere alle aziende
maggiormente responsabili della crisi eco-climatica di ripulire la propria
immagine pubblica”, dichiara Extinction Rebellion.
Il movimento sottolinea inoltre il valore storico e culturale dell’evento: “Dal
1951 Sanremo è la colonna sonora della storia del nostro Paese, ma non c’è
musica su un pianeta morto. Non possiamo permettere che un evento che celebra la
musica e chi la crea sia finanziato proprio da chi minaccia il futuro del
pianeta”.
Gli attivisti per il clima concludono ribadendo la necessità di ascoltare la
scienza, che da decenni lancia allarmi sulle conseguenze delle emissioni
climalteranti, troppo spesso ignorate dai governi.
Erica Cardin