USA: “LA NUOVA ETA’ DELL’ORO” VAGHEGGIATA DA TRUMP SI SCONTRA CON CAROVITA E INFLAZIONE CHE COLPISCONO DURAMENTE GLI STATES
Usa. Nel discorso più lungo – e sconclusionato – di sempre allo Stato
dell’Unione, nella notte (italiana) di mercoledì 25 febbraio Trump traccia un
bilancio del suo secondo mandato, sostenendo che ‘il Paese è tornato, più forte
e ricco che mai’. Il tycoon ha poi vagheggiato di ‘svolta epocale e nuova età
dell’oro’ e si è detto pronto a “difendere il Paese dalle minacce”, le stesse
che la Casa Bianca rivolge, in queste ore, in particolare all’Iran: “preferisco
risolvere la questione con la diplomazia – ha detto – ma una cosa è certa: non
permetterò mai all’Iran di avere l’arma nucleare”.
L’attenzione principale però è andata all’interno degli States. Ai giudici della
Corte Suprema seduti tra le prime file, Trump ha detto che la decisione sui dazi
è stata “infelice”. “Trump non ha detto la verità – è la risposta dei dem -. Gli
americani stanno pagando il prezzo dei dazi, mentre il tycoon già pensa a nuove
tariffe”.
Proprio la situazione economica degli Usa, al netto dei profitti miliardari
della Borsa e dei colossi finanziari e dell’hi tech, è al centro delle reali
preoccupazioni di Trump, con lo sguardo già rivolto al voto di midterm, nel
novembre 2026. Carovita, inflazione, occupazione stanno segnando in maniera
decisa un nuovo, pesante calo del tasso di approvazione del tycoon, scivolata al
36% di favorevoli. Un sondaggio Cnn pubblicato subito prima del discorso sullo
Stato dell’Unione mostra poi come solo il 32% degli intervistati ritenga che
“Trump abbia posto l’attenzione giusta sui problemi del Paese”, mentre il
restante 68% valuta che il presidente “non sia concentrato sulle questioni più
urgenti degli Usa, a partire dal costo della vita”.
L’intervista su Radio Onda d’Urto a Martino Mazzonis, giornalista, americanista
e nostro collaboratore. Ascolta o scarica