Cancro: l’importanza della prevenzione e dello stile di vita
Le patologie oncologiche stanno diventando sempre più frequenti e aggressive,
soprattutto tra le persone più giovani. Molti medici lo stanno notando nella
pratica quotidiana: tumori che un tempo colpivano prevalentemente over 50-60
oggi appaiono con forme più rapide e invasive anche in under 50, e in alcuni
casi under 40.
I dati ufficiali non sempre catturano pienamente questa tendenza perché
l’invecchiamento della popolazione ha storicamente gonfiato i numeri assoluti,
ma trend recenti – da registri italiani (AIOM-AIRTUM) e internazionali (come
quelli del Gemelli di Roma o studi globali su BMJ Oncology) – confermano un
aumento preoccupante di certi tumori “early-onset”: colon-retto (+80% stimato
entro il 2040 sotto i 50 anni), pancreas (soprattutto nelle donne giovani),
polmone e altri. In Italia nel 2025 si stimano circa 390.000 nuove diagnosi,
numeri stabili ma con un incremento netto nelle fasce più giovani per alcune
neoplasie.
L’associazione IppocrateOrg e la Fondazione Ippocrate – rete di medici,
ricercatori e operatori sanitari che promuove un approccio etico, integrato e
non profit alla salute – lanciano l’allarme e propongono una strategia su tre
fronti complementari per provare a invertire questa curva drammatica.
1. Cambiare radicalmente il modello di sviluppo economico e ambientale
L’inquinamento è ai massimi storici: aria, acqua, suolo e cibo contengono
migliaia di sostanze tossiche (pesticidi, plastica, metalli pesanti, OGM
diffusi) che si accumulano nel corpo umano, animale e vegetale. Questo
cocktail mina le difese immunitarie, altera processi fisiologici vitali e
favorisce non solo tumori, ma anche malattie autoimmuni, cardiovascolari,
metaboliche e disturbi psichici (la depressione avanza rapidamente anche tra
i giovani). Le associazioni ambientaliste e gli enti di controllo non hanno
prodotto cambiamenti strutturali sufficienti. IppocrateOrg vuole convocarle
per creare una massa critica: non più mille battaglie isolate, ma un quadro
complessivo del danno da accumulo di sostanze nocive. Servono dati
aggiornati, misurazioni reali del rischio cumulativo e attenzione agli
effetti sulle generazioni future (es. modifiche epigenetiche da cibo OGM).
2. Una prevenzione vera e anticipata, non solo screening tardivi Gli esami di
routine (mammografia, colonscopia ecc.) spesso intercettano il tumore quando
è già avanzato. Serve una campagna di informazione capillare su:
* Diagnostiche di frontiera e rilettura innovativa di esami del sangue
semplici, che evidenziano squilibri precoci (es. markers epigenetici o
alterazioni metaboliche) legati allo sviluppo oncologico.
* Impatto di stili di vita e sostanze tossiche sulle modificazioni epigenetiche
(che possono trasmettersi alle generazioni successive). Divulgare queste
conoscenze – oggi confinate in circoli specialistici – permetterebbe a
chiunque di adottare autoprotezione preventiva con anni di anticipo rispetto
ai protocolli sanitari attuali, spesso in ritardo di 10-15 anni sulle
scoperte scientifiche.
3. Ripensare le strategie di cura oncologica I protocolli ospedalieri rigidi,
decisi dall’alto e applicati “a cascata” (chirurgia → chemio → radio →
monoclonali → vaccini sperimentali), non sempre funzionano. In alcuni casi
(melanomi selezionati, leucemie, linfomi) i risultati sono ottimi grazie a
terapie mirate; ma per molti tumori solidi avanzati si assiste a accanimenti
terapeutici che aumentano la sofferenza senza reali benefici di
sopravvivenza significativa. La domanda è legittima: quanto di queste
sequenze risponde al benessere del paziente e quanto a logiche di
sperimentazione clinica o interessi economici? Oggi si può fare di meglio:
cure più personalizzate, meno invasive e centrate sulla qualità di vita,
senza promettere miracoli ma migliorando gli esiti reali.
IppocrateOrg e Fondazione Ippocrate si impegnano a promuovere incontri,
partnership e strumenti concreti (per medici e cittadini) per affrontare questi
tempi difficili, in cui l’ecosistema ambientale e il sistema immunitario
personale sono già duramente provati. L’obiettivo è una salute più etica,
inclusiva e basata su evidenze aggiornate, lontana dalle logiche del profitto
puro.
Se il trend non si inverte – come molti temono analizzando i dati – nei prossimi
10 anni potremmo vedere un’esplosione di casi, soprattutto tra i giovani. La
prevenzione reale e un cambio di paradigma sono urgenti più che mai.
Mauro Rango