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Dongo. L’antifascismo non si processa
Venerdi 19 giugno ore 9 presso il Tribunale di Como si terrà la seconda e ultima udienza del processo a Cecco Bellosi per danneggiamento alla teca e alla lapide raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. Considerate, la teca e la lapide che in realtà sono la […] L'articolo Dongo. L’antifascismo non si processa su Contropiano.
June 16, 2026
Contropiano
L’iperrealismo dell’accusa di antifascismo
Venerdì 27 febbraio, alle ore 9,30 presso il Tribunale di Como, inizierà il processo contro di me per danneggiamento alla teca e alla lapide raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. Considerate, la teca e la lapide che in realtà sono la stessa cosa, come “beni esposti per necessità alla pubblica fede”. Non è uno scherzo, perché così invece recita il capo di imputazione. Quindi un monumento a Mussolini nel luogo in cui è stato fucilato da tre partigiani eseguendo la sentenza emessa in nome del popolo italiano dal Comitato di Liberazione Alta Italia, viene ritenuto un bene pubblico e non un’apologia di fascismo. Non a caso la denuncia è stata fatta dal rappresentante di un’organizzazione neofascista.  La notte del 28 aprile, anniversario del tirannicidio, ho tolto i fiori che mani fasciste avevano apposto sopra la teca. Non ho fatto  altro e trovo tutt’altro che surreale essere accusato di antifascismo. In questo periodo questa accusa da parte del pubblico ministero di Como è un atto iperrealista. Cecco Bellosi Redazione Piemonte Orientale
February 24, 2026
Pressenza