PISA: LA SCUOLA NON VUOLE L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE CHE DENUNCIA, “LIMITATI GLI SPAZI DEMOCRATICI”
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
denuncia in un comunicato e ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’impossibilità
di partecipare ad un incontro con studenti e studentesse del liceo scientifico
Dini di Pisa.
Diverse persone dell’Osservatorio erano state invitate a scuola dal Comitato
Studentesco del Dini, per parlare di riarmo e processi di militarizzazione. Il
Consiglio d’Istituto tuttavia ha ritenuto legittimo selezionare chi potesse
accedere ai locali scolastici e chi no.
“Una grave forma di discriminazione, in aperta violazione dell’Articolo 3 della
Costituzione, che impone la pari dignità senza distinzione di opinioni politiche
e condizioni personali” scrive l’Osservatorio, che ha quindi deciso di
boicottare l’incontro.
Ci racconta quanto accaduto Federico, delegato CUB e dell’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università. Ascolta o scarica
Riportiamo il Comunicato dei Sanitari per Gaza inviatoci in redazione:
Sanitari per Gaza, nel ringraziare per l’invito a portare una testimonianza sul
diritto alla cura e su quanto accade in Palestina, non può che esprimere
solidarietà verso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole
dell’Università, in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla
partecipazione all’assemblea delle studentesse degli studenti del liceo
scientifico Dini.
Il consiglio d’istituto ha selezionato arbitrariamente chi tra gli attivisti
dell’osservatorio potesse prendere parte all’incontro proposto, operando una
discriminazione e una violazione dell’articolo 3 della Costituzione.
Alla luce di queste considerazioni, nonostante la consapevolezza e l’ importanza
di parlare di diritto alla cura e di non spegnere le luci sulla Palestina, siamo
costretti a non accettare l’invito, viste le condizioni imposte, e ci
dichiariamo solidali con l’Osservatorio, perché accettare un compromesso oggi,
significa normalizzare questi comportamenti.
Restiamo a completa disposizione delle studentesse, degli studenti e del corpo
docenti per un futuro incontro, perché la scuola pubblica continui ad essere
luogo di crescita e di confronto, in cui poter sviluppare una coscienza critica
alla base di un agire consapevole.