Al Liceo Rinaldini di Ancona una scuola aperta e orizzontale: la voce degli studenti e delle studentesse
Dall’11 al 14 febbraio, al Liceo di Stato “Carlo Rinaldini” di Ancona si è
svolto un progetto di cogestione delle attività scolastiche tra studenti,
studentesse e docenti, che ha visto la partecipazione di oltre sessanta esperti
esterni. Questi hanno affiancato ragazzi e professori nella gestione dei
laboratori, organizzati sia durante la mattina sia nel pomeriggio.
Il progetto, denominato “Settimana del Benessere”, aveva l’obiettivo di
promuovere un nuovo modello di scuola aperta, attraverso un metodo di
insegnamento orizzontale volto a sviluppare il pensiero critico degli studenti.
Le attività proposte hanno affrontato temi non sempre presenti nei programmi
scolastici tradizionali, come l’educazione affettivo-sessuale ed emotiva e
l’approfondimento di dinamiche storiche e geopolitiche di stretta attualità.
Nell’aula magna dell’istituto sono stati anche proiettati cortometraggi
realizzati dagli studenti e dalle studentesse del Rinaldini, all’interno di un
laboratorio dedicato al cinema.
Durante i quattro giorni del progetto si sono svolte anche diverse attività di
educazione alla prevenzione della violenza, con particolare attenzione a quella
di genere. Sono intervenute la Dott.ssa Marianna Lombardi, ostetrica iscritta
all’albo FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), e la Dott.ssa
Margherita Carlini del Centro Antiviolenza di Ancona, che hanno condotto
laboratori sulla prevenzione della violenza di genere. Inoltre, due istruttori
di Jujitsu affiliati alla FIJLKAM hanno tenuto un corso di difesa personale.
Alcuni laboratori erano dedicati all’insegnamento del valore della pace, come la
mostra interattiva che affrontava i più di cinquanta scenari bellici attualmente
in corso, all’approfondimento di tematiche storiche antiche e contemporanee e
all’introduzione ad alcune attività sportive, come il Calisthenics e le arti
marziali.
Gli studenti e le studentesse del Liceo Rinaldini hanno sottolineato come
momenti di confronto e di didattica orizzontale riescano a creare spazi di
dialogo e partecipazione attiva, che nel contesto nazionale e internazionale si
pongono in antitesi e in contrapposizione alla cultura securitaria e repressiva
portata avanti dal governo e in particolare dal Ministro dell’Istruzione con
l’ultima riforma.
Un rappresentante d’Istituto del Rinaldini, Tommaso, appartenente al Collettivo
Studentesco Metropolis, ha dichiarato: «La cogestione avvenuta tra l’11 e il 14
febbraio è stata un momento di unione tra gli studenti, ma soprattutto ha
permesso una maggiore coesione tra alunni e professori. La formula dei
laboratori organizzati volontariamente ha consentito anche a noi studenti di
proporre delle lezioni, mettendoci alla pari dei professori, che spesso hanno
partecipato, favorendo così uno scambio più autentico. In un’epoca in cui
rispetto e sottomissione sembrano essere sinonimi, la cogestione ha permesso di
superare questa convinzione.»
Queste, invece, le parole di Pietro, studente dell’indirizzo musicale del Liceo
Rinaldini: «L’autogestione avvenuta la settimana scorsa è stata una grande
opportunità per tutti gli studenti del Rinaldini. Ha infatti dato la possibilità
a questi ultimi di esprimersi e parlare di argomenti per loro importanti,
condividendoli con tutta la scuola. In questa settimana si è realizzato un
approfondimento di molti temi spesso trascurati durante le lezioni scolastiche,
come l’attualità e la geopolitica. Durante l’autogestione, inoltre, sono state
conferite agli studenti responsabilità importanti all’interno della scuola.»
Così, infine, Damiano, Rappresentante d’Istituto del Collettivo Metropolis:
«L’autogestione avvenuta nel nostro istituto è stata segno di un’organizzazione
collettiva ben strutturata, nata dall’impegno dei docenti e degli alunni. Le
giornate offrivano una vasta gamma di laboratori, con il fine di coinvolgere più
studenti possibile, che esploravano e approfondivano tematiche come la politica,
l’antropologia e le varie arti, per citarne alcune.
L’obiettivo di queste giornate era dimostrare che noi studenti siamo abbastanza
maturi da assumerci queste responsabilità, affiancati dai docenti, per
garantirci maggiore libertà per i prossimi progetti.»
Teodoro Palpacelli